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Sinodo, a Roma il secondo incontro nazionale dei referenti diocesani. Presente anche la delegazione cremonese

Nuovo appuntamento per i referenti diocesani del Cammino sinodale che, a distanza di due mesi, si ritrovano a Roma per il loro secondo incontro nazionale. Si è aperta ieri sera, 13 maggio, la riunione alla quale partecipano 242 referenti (laici, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati) e 12 Vescovi delegati dalle Conferenze Episcopali Regionali. Tra loro anche Walter Cipolleschi e Diana Afman, delegati della diocesi … Continue reading »

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Giornata dell’8xmille, perché firmare? Puntata dedicata a “Chiesa di Casa”

Questa settimana Chiesa di Casa, in vista della Giornata nazionale dell’8xmille per la Chiesa Cattolica che si celebra il 15 maggio, affronta proprio questa tematica. Ospite in studio è stato don Andrea Spreafico, incaricato diocesano per il sostegno economico alla Chiesa, il Sovvenire. In collegamento dal centro d’ascolto della Caritas diocesana, invece, Alessio Antonioli. Il dialogo, guidato da Riccardo Mancabelli, ha anzitutto chiarito la natura … Continue reading »

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Caravaggio si prepara alla festa dell’apparizione: ecco perché ci mettiamo in cammino

Questa settimana, in vista dell’anniversario dell’Apparizione di Maria a Caravaggio, l’appuntamento di Chiesa di Casa, rubrica diocesana di approfondimento pastorale, approfondisce proprio la realtà del Santuario di Santa Maria del Fonte con due ospiti che la vivono quotidianità. «Lamentiamo, in questi tempi, una Chiesa che si sta svuotando, che sembra essere abbandonata o, perlomeno, “poco interessante”, però ci si ritrova, poi, in un luogo come … Continue reading »

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Castelleone, l’abbraccio della Madre della Misericordia nell’anniversario delle apparizioni

Sfoglia la fotogallery completa La comunità di Castelleone è tornata a celebrare la memoria delle apparizioni della Vergine della Misericordia a Domenica Zanenga, nei giorni 11, 12, 13, e 14 maggio dell’anno 1511. E proprio l’11 maggio, dopo due anni di sospensione, la processione dalla chiesa parrocchiale fino al Santuario è il segno di una devozione che i secoli non hanno affievolito. Aprendo la celebrazione … Continue reading »

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“Giorno del Signore”, variazione nella programmazione su Cremona 1 per sabato 7 maggio

La trasmissione diocesana sarà disponibile da sabato alle 20.30 sui canali digitali diocesani. In tv domenica 8 maggio alle 7.30 e alle 12.30

Cambia per la giornata di sabato 7 maggio la programmazione della rubrica televisiva di informazione diocesana “Giorno del Signore” che eccezionalmente non sarà trasmessa da Cremona1 nella serata di sabato 7 maggio, orario in cui l’emittente locale trasmetterà uno speciale dedicato alla promozione in Serie A della Cremonese.

La rubrica diocesana “Giorno del Signore” sarà comunque trasmessa nelle consuete fasce orarie:

  • sabato 7 maggio dalle ore 20.30 sul sito diocesidicremona.it, sul canale Youtube, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram ufficiali della Diocesi di Cremona
  • domenica 8 maggio alle ore 7.30 e alle ore 12.30 in tv su Cremona1 (canale 19)

Con il “Giorno del Signore” in bicicletta alla scoperta dei piccoli santuari mariani

TeleRadio Cremona Cittanova
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Fra spiritualità e tradizioni popolari, torna la “sagra” al Santuario mariano di Ariadello

Domenica 8 e lunedì 9 il cuore delle celebrazioni con le messe celebrate da mons. Quirighetti e dal vescovo Napolioni

Dopo due anni di stop torna la tradizionale sagra di Ariadello, santuario soresinese dedicato alla Beata Vergine eretto a fine Seicento sul luogo dove la tradizione tramanda il racconto della guarigione miracolosa di una bimba sordomuta ad opera della Madonna raffigurata in un lacerto pittorico su un più antico rudere nella campagna.

I momenti centrali delle celebrazioni quest’anno si svolgeranno durante il secondo weekend di maggio, anche se il Santuario sarà al centro di tante iniziative di incontro e di preghiera durante tutto il mese.

Scarica qui il calendario

Il santuario mariano, la cui devozione affonda radici nel lontano 1600, sarà teatro di questa plurisecolare e sempre rinnovata devozione, soprattutto attraverso le celebrazioni dell’8 e 9 maggio. Domenica 8 maggio, in occasione della sagra della Beata vergine di Ariadello, il santuario sarà aperto e saranno celebrate Messe alle 7, alle 9, alle 11 e alle 17.30. Alle 16 è fissata l’ora mariana. Celebrerà la Messa solenne delle 11 mons. Giuseppe Quirighetti, segretario della nunziatura apostolica in Australia, originario di Soresina. Lunedì 9 maggio, giorno del “feren” particolarmente sentito e molto frequentato, la Messa solenne delle 18 sarà celebrata dal vescovo Antonio Napolioni. Seguirà, alle 19, l’affidamento alla Vergine Maria e benedizione dei bambini da 0 a 6 anni.

La preparazione alle celebrazioni centrali della fiera di Ariadello è iniziata già dal 1° maggio e le occasioni di spiritualità proseguiranno fino alla fine del mese. In particolare, fino all’8 maggio, ogni giorno alle 20.45,  è in programma il Rosario davanti all’Eucarestia: una novena per invocare la pace in tutto il mondo, in particolare nella vicina Ucraina. Sabato 7 maggio, al termine del rosario, seguirà l’adorazione eucaristica. Giovedì 5 maggio, durante la Messa del 16.30 saranno ricordati i defunti dell’Azione Cattolica; martedì 10 maggio, invece, la Messa delle 18 sarà per tutti i benefattori del Santuario. Lunedì 30 maggio, infine, a chiusura del mese mariano, il Santuario sarà meta di un pellegrinaggio notturno con partenza dalla chiesa di San Siro alle ore 20.15, recita del rosario durante il percorso e celebrazione della Messa all’arrivo al Santuario con affidamento della comunità alla Vergine.

Durante tutti i giorni della sagra funzioneranno a pieno ritmo i punti di ristoro organizzati presso il santuario, le giostre e le bancarelle tipiche di una fiera popolare. Nel corso dei secoli, infatti, sacro e profano si sono fusi in un’unica gioiosa tradizione.

 

Il miracolo di Ariadello 

La storia di Ariadello*, del miracolo e della costruzione del Santuario sono indissolubilmente legate alla storia della famiglia Barbò, signori di Soresina alla fine del sec. XVI. Giovanni Battista Barbò (1604-1664), feudatario dal 1629, nonostante la carriera di “mastro di campo”, le ricchezze e i dieci figli, pare avesse il cruccio di una bimba sordomuta dalla nascita, la quartogenita Teresa Gertrude. Secondo la tradizione popolare (su questo aspetto i documenti d’archivio non aiutano), un giorno di maggio (anno imprecisato) la famiglia Barbò avrebbe sostato in contrada Ariadello, in un campo con dei ruderi. Su una parete di quei ruderi, protetta da un portico, era dipinta una Madonna col Bambino che era meta di devozione per i contadini del luogo ed i pellegrini. Mentre la famiglia Barbò si trovava in preghiera davanti all’immagine della Madonna, la piccola Teresa Gertrude si allontanò dal gruppo per cogliere alcuni fiori di campo. Tornando, la bambina si avvicinò alla marchesa madre e avrebbe detto: «Vedi, mamma, la Madonna di Ariadello!». L’evento sarebbe stato subito attribuito all’intervento miracoloso della Madonna e la notizia dell’evento prodigioso si diffuse rapidamente.

L’allora vescovo di Cremona, Francesco Visconti, per timore del diffondersi della superstizione e del fanatismo, ordinò che l’immagine della Madonna del portico di Ariadello fosse protetta da un tavolato di legno e il portico recintato.

Nonostante l’ordine del Vescovo di Cremona, la devozione alla Madonna di Ariadello non diminuì, ma l’autorità ecclesiastica indugiò diversi anni prima di approvare il culto della Madonna di Ariadello e permettere ai soresinesi di costruire sul luogo del miracolo un santuario mariano.

Il 26 settembre 1663, il capitano Pietro Maria Barbò, fratello del marchese Giovanni Battista, istituì un “beneficio semplice” per l’altare maggiore della costruenda chiesa. L’11 maggio 1664 fu posta la prima pietra dal parroco di Soresina, don Orazio Malossi. Il 30 maggio 1666, lo stesso parroco benediceva la nuova chiesa dove, sull’altare maggiore, veniva trasportato il lacerto di muro con l’affresco della Madonna.

* Il prof. Roberto Cabrini (storico locale) prima e il Gruppo Culturale San Siro (sotto la guida della responsabile Adele Emilia Cominetti) hanno raccolto notizie sulla storia del Santuario di Ariadello, partendo dal miracolo a cui seguì la costruzione come ringraziamento alla Madonna, garantendo così una ricca documentazione sul luogo sacro

Annalisa Tondini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Affido, 25 anni dell’Associazione “Il Girasole”. Sabato 7 maggio spettacolo al Seminario

Un’occasione importante in un anno importante. A ridosso della Giornata nazionale dell’affido che si tiene ogni anno il 4 maggio e per festeggiare i 25 anni dalla fondazione, l’Associazione famiglie affidatarie “Il Girasole” di Cremona riporta in scena lo spettacolo sull’affido intitolato “I Benedetti”, scritto da Stefano Priori e interpretato da Stefano Priori e Giada Generali, soci del Girasole e attori. Una storia coinvolgente, non una favola, di chi, trovandosi a vivere sotto lo stesso tetto, si incontra e si scontra.
L’appuntamento è per sabato 7 maggio alle ore 17 presso il Salone Bolognini del Seminario di Cremona (via Milano, 5). A seguire, l’Associazione offrirà un aperitivo curato dal bar del seminario Dolce casa. Durante lo spettacolo sarà garantito un servizio di babysitter per i più piccoli. L’evento ha il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

Lo spettacolo “I Benedetti” porta in scena la storia di due persone, l’incontro di due vite che attraverso alcuni oggetti rimettono in gioco e rileggono i propri ricordi alla luce del tempo che passando li ha fatti diventare adulti, percorrere strade diverse ma non li ha fatti perdere di vista. Si inizia da un telefono che squilla e da una proposta. Una bambina ha bisogno di una famiglia che la accolga. Sara arriva presto, poco prima di Natale e ad accoglierla c’è Paolo. Spaesati, confusi, entrambe pieni di aspettative ma anche di perplessità.

In scena non ci sono le famiglie, non ci sono i servizi sociali, ma ci sono due figli con la loro storia, con la loro naturale quotidianità che viene raccontata in un’ora di spettacolo che affronta un tema serio ma con un linguaggio leggero, frizzante e divertente quanto basta.

È proprio il rapporto tra due “quasi fratelli”; un figlio naturale e uno in affido che vivono un tratto della loro vita, l’infanzia e l’adolescenza sotto il tetto della famiglia Benedetti ad essere raccontato e messa in scena. Inevitabili le gioie, gli attriti, le confidenze, i litigi ma anche e soprattutto la vita di tutti i giorni.

Proprio lei, la vita di tutti i giorni, emerge dirompente nella sua semplicità tanto che anche chi non ha mai sperimentato l’affido, vedendo certe scene si può rispecchiare e rivivere sentendosi protagonista e partecipe di una vita che potrebbe essere anche la sua: “L’affido non è poi una cosa così strana e lontana dalla realtà”.

L’Associazione

Nel 1997 nasce a Cremona l’Associazione “Il Girasole”, organizzazione di volontariato che promuove l’istituto dell’affido familiare in tutte le sue forme.

L’Associazione accompagna le famiglie nelle esperienze di affido di minori in situazione di fragilità familiare, attuando forme di sostegno e di collaborazione che vedono protagoniste proprio le famiglie, e gestisce il pronto intervento in emergenza per minori da 0 a 10 anni. Inoltre, l’Associazione opera azioni di sensibilizzazione sul territorio riguardanti la cultura dell’accoglienza e il supporto a minori in difficoltà. Il tutto, in stretta sinergia con il Comune di Cremona, l’Azienda sociale del cremonese e tutte le istituzioni e le realtà che si adoperano in favore dei minori accolti.

TeleRadio Cremona Cittanova
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Charles de Foucauld sarà santo: il tesoro del “fratello universale”

Domenica 13 maggio 2022, Papa Francesco proclamerà santi nove beati: Tito Brandsma, Devasahayam (Lazare) Pillai, Cesare de Bus, Luigi Maria Palazzolo, Giustino Maria Russolillo, Charles de Foucauld, Marie Rivier, Maria Francesca di Gesù Rubatto, Maria di Gesù Santocanale e Maria Domenica Mantovani.

Quando un beato è proclamato Santo il suo culto da locale passa ad universale ed è proposto come modello per tutta la Chiesa nel mondo.

La ragione per la quale propongo una breve riflessione su P. Charles di Foucauld non è perché sia il migliore o il più conosciuto, ma perché ha avuto ed ha un significato profondo nella mia vita e posso scriverne con maggior competenza.

Nato da famiglia nobile, intraprese la carriera militare, poi quando si convertì si mise al seguito di Cristo-Carità in una lunga e laboriosa ricerca.

Fu un uomo nel deserto del Sahara che divenne noto perché  custodiva da solo un “tesoro”. Alcuni predoni di quella regione furono colpiti da questa notizia  e per rubarglielo lo uccisero. No, non è lo spunto per un romanzo, ma una storia vera accaduta nel 1916 ai confini nella profonda Algeria. Ed è la storia dell’uccisione di Charles de Foucauld, il “fratello universale”, che domenica 13 maggio sarà santo. Il Papa ha infatti autorizzato la Congregazione per le cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo attribuito al beato Carlo di Gesù (questo il suo nome religioso) e questo svela definitivamente qual era il “tesoro” che egli custodiva, al punto da non temere nemmeno per la sua vita: Gesù Cristo nel tabernacolo.

La vicenda umana e religiosa di Charles de Foucauld ha affascinato e attratto moltissime persone, religiose e laiche, che hanno seguito e seguono ancor oggi la sua spiritualità e il suo modo di vivere il Vangelo Carlo di Gesù (questo è il suo nome da religioso) è un uomo “che ha dato una testimonianza che ha fatto bene alla Chiesa” (Papa Francesco)e la sua vita è “un invito ad aspirare alla fraternità universale” (Benedetto XVI). Lui ha mostrato che questa fraternità non è un sogno, un’utopia, ma è un compito realistico fondato sull’amore di Cristo.

E Cristo – Eucaristia, custodito nella povera abitazione di Carlo di Gesù a Tamanrasset (Algeria) è il tesoro e non l’oro che i predoni – assassini cercavano.

Questo nuovo santo, che visse inquieto e sempre alla ricerca dell’amore di Cristo, è il testimone che la Chiesa genera sempre autentici seguaci di Cristo».

Ma nel solco dell’enciclica “Fratelli tutti” possiamo dire che  Charles de Foucauld visse da fratello universale, cercando di portare ai popoli in tutta umiltà, predicando con la vita non con le parole, facendosi semplice portatore dell’amore di Cristo, nella certezza che quanto più si è fedeli alla propria identità religiosa tanto più si fa urgente l’incontro con uomini che vivono al di là di frontiere pericolose o mai liberate.

Questo santo, rimasto orfano a 6 anni, che perse la fede visse per un buon periodo una vita immorale, un bel giorno nella Chiesa parigina di Sant’Agostino fu colto dalla grazia di Dio. A lui che Lo cercava e si domandava: “Ma Dio esiste ? ” e cercando la verità prega così: “ Mio Dio, se esisti, fa’ che io ti riconosca”, Cristo gli si fece incontro e la frasi evangeliche che più lo colpirono sono: “Questo è il mio corpo, Questo è… il mio sangue” (Mt 26,26.28),“Quello che avete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25,40).

Questo nuovo Santo. guidato dal sacerdote Don Huvelin, nel mese di ottobre del 1886 trovò per sempre Dio e scrisse: “Come credetti che c’era Dio compresi che non potevo fare altro che vivere per Lui”. S. Charles di Gesù, al secolo de Foucauld, mostra che essere santi non vuol dire essere dei superuomini. Più che avere una grande forza di volontà occorre volere Cristo e vivere umilmente con Lui e per Lui.

Mons. Francesco Follo

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Primo Maggio, il Vescovo alla Sicrem di Pizzighettone: «Che bella la Messa in azienda. Anche questa è Chiesa»

Sfoglia la fotogallery completa L’annuale celebrazione eucaristica con il Vescovo che l’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, guidato da Eugenio Bignardi, promuove sul territorio per il Primo Maggio, memoria liturgica di San Giuseppe Lavoratore, si è celebrata quest’anno presso gli stabilimenti Glanzstoff Sicrem di Pizzighettone, del gruppo thailandese Indorama Ventures, leader mondiale nella produzione del rayon, rinforzo tessile per pneumatici. Nella grande azienda … Continue reading »

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