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«L’ultima catechesi di don Alberto». Domenica il ricordo mons. Franzini in Cattedrale a due anni dalla morte

Il 3 aprile alle 16 in Duomo un momento di ricordo con la lettura dei suoi scritti teologici raccolti in un volume

La Cattedrale di Cremona ricorda don Alberto Franzini nel secondo anniversario della sua morte, avvenuta il nella notte tra il 3 e il 4 aprile 2020, a causa del Covid. Proprio domenica 3 aprile alle ore 16 nella Cattedrale, di cui negli ultimi anni del suo ministero e della sua vita don Alberto era stato parroco e rettore, sarà infatti proposto un incontro dal titolo «L’ultima catechesi di don Alberto» in cui la vita e il pensiero del sacerdote e raffinato teologo sarà ripercorsa attraverso la lettura di alcuni testi tra quelli raccolti in un piccolo volume che sarà distribuito durante la serata, con una raccolta di offerte per la San Vincenzo.

Durante la serata in Duomo le letture curate dagli attori della Compagnia dei Piccoli saranno inframmezzate da alcuni momenti musicali a cura del coro delle Voci Virili diretto da don Graziano Ghisolfi e accompagnato da Fausto Caporali all’organo.


Biografia

Monsignor Alberto Franzini è nato il 7 aprile 1947, originario della parrocchia di Bozzolo negli anni di don Primo Mazzolari, cui da chierichetto ha assistito ai funerali nella chiesa intitolata a San Pietro Apostolo.

Ordinato sacerdote il 27 giugno 1971 dal vescovo Bolognini, fu inviato subito a Roma a perfezionare gli studi in Teologia presso la Pontifica Università Lateranense dove conseguì la laurea.

Rientrato in diocesi nel 1975 è stato nominato vicario nella parrocchia cittadina di Sant’Imerio (fino al 1984), oltre che insiegnante in Seminario (fino al 1999) con anche l’incarico, dal 1985, di preside dell’istituto teologico.

Per un anno, dal 1984 al 1985, ha diretto il settimanale diocesano “La Vita Cattolica”.

Nel 1990 è stato nominato dal vescovo Enrico Assi direttore del Centro pastorale diocesano “Maria Sedes Sapientiae” di Cremona, ricoprendo anche, tra il 1994 e il 1996, l’incarico di responsabile della pastorale del mondo politico e amministrativo. Mentre dal 1995 al 1996 è stato presidente diocesano del Gris  (Gruppo di ricerca e di informazione sulle sette).

Nel 1997 il vescovo Giulio Nicolini lo ha nominato parrocco della parrocchia Santo Stefano Protomartire in Casalmaggiore. Nel 2012 il vescovo Dante Lafranconi gli ha affidato anche la guida pastorale della comunità di San Leonardo, l’altra parrocchia di Casalmaggiore.

Nell’estate 2014 il trasferimento a Cremona come parroco della Cattedrale di Cremona e membro del Capitolo della Cattedrale.

Monisgnor Franzini, molto attento alla realtà culturale, sociale e politica, è stato sempre un apprezzato conferenziere, oltre che un fine scrittore. L’editrice Lateran University Press, ad esempio, aveva riproposto, nella collana “Vivae Voces”, la sua tesi di dottorato in Teologia, già editata nel 1978 dalla casa editrice Morcelliana di Brescia. Titolo dell’opera: «Tradizione e Scrittura. Il contributo del Concilio Vaticano II».

In occasione della visita di Papa Francesco a Bozzolo (20 giugno 2017) ha pubblicato con l’allora editrice diocesana Nuova Editrici Cremonese il volumetto “Il mio parroco don Primo. Una introduzione alla figura e al pensiero di don Primo Mazzolari”.

Tra il 2016 e il 2017 aveva anche ricoperto il ruolo di coordinatore dell’area pastorale “Capaci di comunicazione e cultura” e, sin dall’inizio, era parte del gruppo di ideazione di Riflessi, il magazine online prodotto da TeleRadio Cremona Cittanova, della quale in passato era stato anche membro del Consiglio di amministrazione.


«Ma Dio cos’è?». Il ricordo di don Alberto in una video-intervista con Riflessi Magazine

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Quattro appuntamenti per l’apertura dell’anno pastorale. Il card. Matteo Zuppi (presidente Cei) ospite in Cattedrale

Il 24 settembre il Pellegrinaggio diocesano a Caravaggio. Il 29 l'intervento del presidente della Cei. Il 30 convegno in Seminario con l'introduzione di Marco Tarquinio e i laboratori sinodali (su iscrizione). Il 1° ottobre le ordinazioni diaconali

Con la fine del mese di settembre la Chiesa cremonese apre ufficialmente l’anno pastorale 2023/24. Lo fa anzitutto con l’annuale pellegrinaggio diocesano al Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, dallo scorso maggio diventato ufficialmente Santuario regionale della Lombardia, in programma domenica 24 settembre. Sarà come sempre per affidare alla patrona della diocesi il cammino della Chiesa cremonese all’inizio del nuovo anno.

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“In dialogo con von Balthasar”, un saggio di don Duchi nel volume dedicato al grande teologo svizzero

È in libreria, pubblicato dall’editrice Glossa di Milano, un volume che vede la partecipazione come co-autore il sacerdote cremonese don Simone Duchi, teologo, docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose interdiocesano “S. Agostino” e vicario presso la parrocchia di Santa Maria Immacolata e San Zeno a Cassano d’Adda.

Il volume rende omaggio a uno dei più famosi teologi del Novecento: lo svizzero Hans Urs von Balthasar. Se il suo suo nome dice poco, allora questo libro può avvicinare i credenti a quel prezioso esercizio ecclesiale che è la teologia stessa.

I tre saggi che compongono l’opera intitolata “In dialogo con H. U. Von Balthasar. Cristocentrismo, sacrificio, fede di Gesù”, verificano la fecondità di alcune intuizioni che strutturano la “Trilogia” massima opera balthasariana, mettendole in rapporto con problematiche attuali del sapere critico della fede.

Apre l’opera una prefazione di mons. Sergio Ubbiali, canonico di sant’Ambrogio e professore ordinario emerito presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Rispetto all’impostazione della teologia moderna, questo prologo sottolinea il doveroso ricentramento cristologico del discorso credente, e con esso la stima teologica della storicità dell’esperienza umana, quindi della verità rivelata.

Il primo percorso di indagine viene svolto da don Nicola Gardusi, parroco nella diocesi di Mantova e direttore del locale Istituto Superiore di Scienze Religiose. Commentando la prima parte della “Trilogia”, dal titolo “Gloria”, lo studioso rende ragione della forma cristologica della verità. Nel sessantesimo anniversario di quell’edizione, Gardusi sonda il legame tra rivelazione umana di Dio e il trascendentale del bello, cui Balthasar dedicò particolare impegno. A suo giudizio, infatti, la luce (gloria) dell’amore divino che il Crocifisso Risorto staglia sul mondo costituisce il fondamentale motivo di credibilità per la fede che lo proclama Signore.

Nel secondo sondaggio don Alberto Cozzi concentra l’attenzione sul tema del sacrificio, geneticamente connesso alla Croce e all’Eucaristia. Il sacerdote ambrosiano, direttore dell’ISSR di Milano e membro della Commissione Teologica Internazionale, svolge la propria tesi a partire dai cinque volumi della “Teodrammatica” balthasariana. Prima di concernere un rito liturgico, il sacrificio radica nella vita trinitaria di Dio, dal quale trae origine la missione del Cristo e, mediante il suo Spirito, della Chiesa. La salvezza che il Figlio realizza apre la via della libertà per tutti gli uomini, convocati da Dio alla comunione nuova e definitiva con sé, vincendo il male mortale nel sangue dell’eterna alleanza.

La terza ricerca, condotta da don Simone Duchi, chiude il volume con l’esame della “Teologica”, porzione finale del trittico. Il teologo cremonese offre un serrato dialogo speculativo riguardo al tema della fede di Gesù. Esplorando il senso della sua esperienza spirituale, lo studio mette a fuoco il nesso tra verità e libertà, tra realtà di Dio e del mondo che accade nel Verbo incarnato. Gesù stesso è infatti la parola viva e vivificante che il Padre pronuncia con la forza dello Spirito. Questa dinamica trinitaria si compie nella storia del Cristo, irriducibile perciò a rappresentazione di una realtà eterna.

In vista della Pasqua, questa lettura ci sprona a maturare consapevolezza di quel che celebriamo: quale che sia l’epoca, la riflessione credente nutre sempre la testimonianza del Vangelo.

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Celebrazioni e attività parrocchiali: cosa cambia dal 1 aprile con la fine dello stato di emergenza

 

Con il 31 marzo è terminato lo stato di emergenza sanitaria che era stato deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020 e poi più volte prorogato per il perdurare della pandemia di Covid. Con la scadenza dell’emergenza cambiano alcune delle norme di sicurezza adottate dalle diocesi italiane in materia di celebrazioni liturgiche ed attività pastorali.

In tema di celebrazioni la novità più rilevante contenuta nel nuovo protocollo firmato dall’Ordinario diocesano riguarda l’organizzazione degli spazi per l’assemblea: infatti, pur rimanendo la raccomandazione ad evitare situazioni di assembramento, non è più in vigore l’obbligo della distanza interpersonale di un metro tra i fedeli che partecipano alla liturgia. Una variazione significativa che consente di tornare alla capienza massima degli edifici sacri.

Restano comunque valide alcune norme in vigore per la sicurezza sanitaria, tra cui in particolare il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali o è sottoposto a isolamento, l’obbligo di igienizzare le mani all’ingresso e di indossare sempre le mascherine protettive nei luoghi sacri, sia durante le celebrazioni che al di fuori di esse, con raccomandazione all’utilizzo di quelle di tipo FFP2 o FFp3.

QUI IL TESTO COMPLETO DEL PROTOCOLLO PER LE CELEBRAZIONI

Con particolare riferimento alle celebrazioni della Settimana Santa la Diocesi ha diffuso una nota con le indicazioni specifiche per ciascun rito.

QUI LA NOTA SULLE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA

Un documento a parte è poi dedicato all’attività pastorale e alla gestione di oratori e centri parrocchiali. Le indicazioni aggiornate riguardano il distanziamento personale, la gestione di documenti e Green pass, le norme igieniche e i protocolli di prevenzione e intervento all’insorgenza di sintomi compatibili con il Covid.

Tre le modifiche del protocollo che entrano in vigore dal 1° aprile 2022 con la conclusione dello stato di emergenza la gestione del registro dei presenti che sarà sempre necessario per catechesi e attività organizzate in ambienti al chiuso, ma non sarà più necessario per la registrazione di entrate e uscite; non sarà più necessaria la sottoscrizione del patto di corresponsabilità reciproca tra genitori di minorenni e parrocchia; non sarà più richiesto il Green Pass per gioco libero o pratica sportiva all’aperto e sarà possibile organizzare catechesi o incontri in presenza per un gruppo preciso di fedeli (ad es. gruppo famiglia, percorso fidanzati, gruppo missionario…) senza la richiedere la certificazione, che rimane invece necessaria in caso di consumazione di cibo al chiuso.

QUI TUTTE LE INDICAZIONE PER LE ATTIVITÀ PARROCCHIALI

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«Stavano sotto la croce», una serata di arte, musica e preghiera con i ragazzi della Sacra Famiglia

Nella serata di giovedì 31 marzo la cattedrale di Cremona si è animata grazie al canto del coro della scuola Sacra Famiglia che con i suoi ragazzi ha saputo incantare gli adulti, bambini e compagni di classe, creando un momento di piacevole ascolto e meditazione per bambini, docenti e genitori in preparazione della Pasqua, nella serata intitolata «Stavano sotto la croce». Luca Marca Fonte: TeleRadio … Continue reading »

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Giubileo 2025, don Maurizio Compiani nella Commissione Culturale

La nomina del sacerdote cremonese firmata da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione

In data 4 marzo 2022 don Maurizio Compiani è stato nominato da S.E. mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, d’intesa con il Vescovo di Cremona Antonio Napolioni, membro della Commissione Culturale costituita presso lo stesso Pontificio Consiglio in vista della preparazione del Giubileo dell’anno 2025.

A don Maurizio, che continua il suo ministero in Diocesi,  l’augurio di poter offrire la propria competenza anche in questo nuovo e significativo incarico con un autentico spirito di servizio ecclesiale. Continue reading »

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