Grest 2026 ai blocchi di partenza. Estate nel nome di San Francesco per 14mila ragazzi, 5mila animatori e più di 600 coordinatori

 

La conclusione delle attività scolastiche segna come ogni anno l’inizio del Grest. In alcuni oratori si è iniziato già nel pomeriggio di lunedì 8 giugno, in altri l’appuntamento è stato martedì 9 giugno, ma c’è chi ha scelto di posticipare l’avvio ancora di alcuni giorni. Nella maggior parte dei casi la proposta dura tre o quattro settimane, ma le varianti non mancano, così come la possibile prosecuzione all’inizio di settembre.

Ad accompagnare le giornate di Grest sarà san Francesco d’Assisi nell’occasione dell’ottavo centenario della morte. Così il patrono d’Italia si farà compagno di viaggio tra attività e giochi, dando modo di approfondire la propria storia umana e di santità.

Da qui il titolo del Grest 2026, declinato giocando sulla frase di uso comune nel gergo giovanile: “BellaFra!”. E il sottotitolo: “Guardate a lui e sarete raggianti!, tratto dal Salmo 34.

I numeri sono come sempre importanti. Si stima che siano coinvolti complessivamente circa 14.600 tra bambini e ragazzi. Ma non si può non tenere conto degli oltre 4.700 adolescenti che vestono i panni di animatori, affiancati e supportati da quasi 650 coordinatori. Anche quest’anno le comunità cristiane scommettono su adolescenti e giovani, affidando loro una responsabilità tutelata nei confronti dei più piccoli, affinché tale peso possa aiutarli a crescere come persone mature.

I numeri del Grest sono davvero importanti se si considerano anche i don e le suore, i seminaristi e le novizie e i numerosi adulti volontari impegnati nei diversi servizi, anche quelli più nascosti ma non meno essenziali: dalla cucina al bar, dalle pulizie alla gestione amministrativa. Il Grest si conferma così esperienza di partecipazione con tanti che si mettono con generosità a disposizione perché questa esperienza possa essere significativa per tutti.

«Il Grest è l’espressione di una Chiesa che sostiene l’annuncio del Vangelo anche attraverso i suoi animatori, volontari ed educatori – precisa don Francesco Fontana, responsabile della Federazione Oratori Cremonese–. Ed è una proposta integrale, perché si rivolge non solo alla testa e al fisico del ragazzo, ma vuole essere un’esperienza completa per la persona e la sua vita; dal gioco agli affetti, dallo stare insieme alla spiritualità con il Signore». E lo fa – non va dimenticato – in modo accessibile a tutti: a tutte le famiglie e a tutte le tasche.

Durante le settimane di Grest l’incontro con san Francesco si svilupperà in particolare attraverso quattro coordinate: il sogno, la fraternità, la pace e la lode. Per dare spazio alle prospettive di ciascuno, scoprire amicizie nuove e lasciarsi attraversare dalla comprensione di altre religioni e culture, scegliere l’essenzialità che unisce e imparare a vedere oltre le cose e le persone, ringraziando per queste opportunità. E per farlo lo sguardo va al Crocifisso, proposto a bambini e ragazzi con un’immagine realizzata appositamente per il Grest 2026 richiamando in modo evidente quello di San Damiano: una vera e propria icona per scoprire e far conoscere i temi chiave del Grest attraverso la figura del Poverello d’Assisi.

«Il Grest – conclude don Fontana – è un progetto inserito in una visione più ampia della comunità cristiana, che si prende cura dei propri ragazzi in un tempo speciale come è quello dell’estate».

Nella speranza che il Grest 2026, attraverso la vita di san Francesco e nell’esperienza concreta delle intense settimane estive, parli a bambini e adolescenti di uno stile – quello del Vangelo – da vivere come esempio, dentro e fuori le mura di un oratorio.

TeleRadio Cremona Cittanova
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