Prime Messe. Pizzighettone in festa per don Alessandro Galluzzi

Dopo la visita alla Fondazione Luigi Mazza, il sacerdote novello ha presieduto nel pomeriggio di domenica 7 giugno l'Eucaristia e la solenne processione del Corpus Domini per le vie cittadine

Foto di Alessandro Bignami

 

Una giornata di fede, emozione e partecipazione ha accompagnato la Prima Messa di don Alessandro Galluzzi, ordinato sacerdote sabato 6 giugno nella Cattedrale di Cremona e accolto nel pomeriggio di domenica 7 giugno dalla sua comunità di Pizzighettone per la celebrazione inaugurale del suo ministero presbiterale.

Oltre 600 fedeli hanno preso parte a una giornata intensa e ricca di significato, iniziata nel pomeriggio alla Fondazione Luigi Mazza, dove il novello sacerdote ha voluto portare il suo saluto agli ospiti della struttura.

Da lì si è snodato un corteo attraverso le Casematte fino al sagrato della chiesa parrocchiale, dove ad attenderlo c’erano le autorità civili, i sacerdoti e numerosi cittadini. Ad accogliere ufficialmente don Alessandro sul sagrato della chiesa è stato il sindaco Luca Moggi, alla presenza delle autorità civili, dei sacerdoti e di numerosi fedeli. Ad accompagnare l’arrivo del novello sacerdote e il successivo corteo verso la parrocchiale sono state anche le note del Corpo Bandistico di Pizzighettone, che ha contribuito a rendere ancora più solenne e festosa l’accoglienza.

Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato il valore dell’arrivo di un giovane sacerdote per l’intera comunità. «La giovinezza di don Alessandro porta con sé energia, entusiasmo e speranza – ha affermato il primo cittadino –. I giovani, le famiglie, gli anziani e le persone più fragili troveranno in lui un punto di riferimento e una guida capace di ascoltare. Comune e Parrocchia continueranno a collaborare per costruire una comunità sempre più coesa, accogliente e solidale».

La celebrazione eucaristica, accompagnata dai canti del Coro Monteverdi di Pizzighettone diretto dal maestro Marco Molaschi, è stata introdotta dal saluto del parroco don Angelo Storari. L’Eucaristia è stata concelebrata da tutti i sacerdoti dell’unità pastorale, don Attilio Spadari e don Mario Marinoni, con il vicario don Gabriele Mainardi, insieme a numerosi sacerdoti provenienti da diverse parrocchie della diocesi di Cremona. Rivolgendosi al giovane sacerdote, don Storari ha ricordato come «gli occhi di tutti siano oggi rivolti a lui»: quelli della famiglia, degli amici, dei sacerdoti che lo hanno accompagnato nel percorso vocazionale e dell’intera comunità che in questi anni ha pregato per lui. «Ti accompagneremo nel tuo cammino – ha detto – e incontrerai tanti volti che attendono di sentirsi amati».

L’omelia è stata affidata a don Andrea Bastoni, già parroco di Pizzighettone e oggi a Soresina, che ha ripercorso il cammino vocazionale di don Alessandro, maturato negli anni all’interno della comunità locale. «È stato bello vederti crescere e maturare nel tuo percorso di seminarista – ha ricordato –. Oggi rendiamo grazie al Signore per il dono della tua vocazione e della tua ordinazione sacerdotale». Don Bastoni ha poi sviluppato una riflessione sul Corpus Domini, solennità celebrata nella stessa giornata, evidenziando come i gesti dell’Eucaristia plasmino la vita della Chiesa e del sacerdote chiamato a servirla.

Dopo la Messa si è svolta la processione del Corpus Domini lungo le vie cittadine. Don Alessandro ha portato il Santissimo Sacramento nell’ostensorio, seguito dai sacerdoti e da centinaia di fedeli raccolti in preghiera e nel canto, in un clima di profonda devozione.

Al termine della celebrazione sono giunti anche i saluti del Consiglio pastorale, affidati a Stefano Fedeli, che ha espresso la vicinanza della comunità al nuovo sacerdote: «Ti abbiamo accompagnato e ci siamo preparati a questo momento con gioia e trepidazione. Continueremo a sostenerti con la nostra preghiera e il nostro affetto nel cammino che oggi inizia».

Particolarmente sentito, e accolto al termine da un caloroso applauso, l’intervento conclusivo di don Alessandro Galluzzi. Il giovane sacerdote, classe 2000, ha ripercorso i sette anni della propria formazione, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla sua crescita umana e spirituale: il vescovo, il Seminario di Cremona, i sacerdoti che lo hanno accompagnato, tra cui don Andrea Bastoni e don Angelo Storari, la famiglia, gli amici e l’intera comunità pizzighettonese. Commovente il ricordo rivolto alle nonne, che gli hanno insegnato a pregare e ad amare Gesù fin dall’infanzia. Nel suo intervento non sono mancati riferimenti alla musica e all’organo, strumento che ha imparato a suonare negli anni, utilizzando l’immagine dei diversi registri musicali per raccontare le persone e le esperienze che hanno segnato il suo cammino vocazionale.

A chiudere una giornata, destinata a rimanere nella memoria della comunità, è stata la frase scelta dallo stesso don Alessandro come sintesi del proprio ministero sacerdotale: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me». Parole che racchiudono il significato della sua vocazione e del servizio che da oggi è chiamato a svolgere come presbitero della Chiesa cremonese.

Carlo Gori

 

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TeleRadio Cremona Cittanova
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