Giornata dell’8xmille, perché firmare? Puntata dedicata a “Chiesa di Casa”

L'incaricato diocesano per il Sovvenire, don Andrea Spreafico, e Alessio Antonioli della Caritas approfondiscono il tema dell'8xmille con dati, esperienze e risposte ai dubbi, sottolineando l'importanza di scegliere

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Questa settimana Chiesa di Casa, in vista della Giornata nazionale dell’8xmille per la Chiesa Cattolica che si celebra il 15 maggio, affronta proprio questa tematica. Ospite in studio è stato don Andrea Spreafico, incaricato diocesano per il sostegno economico alla Chiesa, il Sovvenire. In collegamento dal centro d’ascolto della Caritas diocesana, invece, Alessio Antonioli. Il dialogo, guidato da Riccardo Mancabelli, ha anzitutto chiarito la natura dell’8xmille. «È un fondo pubblico che viene dallo Stato, uno dei tre pilastri che sostengono economicamente la Chiesa italiana. La prima fonte di sostegno consiste nelle offerte dei fedeli, ordinarie o straordinarie. Poi ci sono le attività commerciali fornite dalla Chiesa, per esempio un bar parrocchiale o una casa di vacanze. Il terzo è quello derivante dall’8xmille», ha spiegato don Spreafico.

Il fondo coincide con l’0,8% delle tasse raccolte dallo Stato, che chiede un “consiglio” ai cittadini riguardo a come indirizzare questa piccola percentuale. «Non è obbligatorio andare a firmare» precisa l’incaricato diocesano del Sovvenire, spiegando che «la firma indirizza i fondi destinati dallo Stato alle “opere di religione”, senza aggravio per i contribuenti. La preferenza – aggiunge – non indica come destinare una parte delle proprie tasse, ma indica allo Stato come dividere la complessiva somma delle tasse raccolte nel Paese».

A livello diocesano, una certa quantità del fondo è destinata a culto e pastorale, parte di cui beneficiano «tantissime istituzioni diocesane come la Curia diocesana, la Federazione oratori, la Casa della comunicazione, comunità parrocchiali e altro». La restante parte, invece, è destinata a interventi caritativi, area di cui è testimone diretto Alessio Antonioli che, in collegamento, ha precisato che i fondi che arrivano al settore Caritas sono utilizzati in diversi ambiti. Riferendosi quindi al proprio lavoro presso il Centro d’ascolto, ha sottolineato come gli aiuti derivanti dall’8xmille permettono di garantire un «sostegno per le bollette, ma anche per l’inserimento lavorativo, secondo molteplici forme». Oltre agli aiuti forniti dalla Casa dell’accoglienza di Cremona e quella di Casalmaggiore, che ospitano persone a titolo gratuito, esiste una importante rete sul territorio: «La rete delle Caritas parrocchiali – ha ricordato Antonioli – è fondamentale per aiutare le persone là dove esse vivono. I fondi permettono di implementare questa rete». Ultimamente, poi, l’aiuto si sta sempre di più concretizzando anche attraverso la formazione degli operatori.

Nonostante firmare per sostenere tutte queste iniziative non costi nulla, risulta ancora importante che questo sia conosciuto. Da qui il senso della Giornata dell’8xmille: «Il numero di coloro che firmano è basso – afferma ancora il sacerdote – e la giornata annuale serve, prima ancora che per invitare alla firma nel “rettangolino” della Chiesa Cattolica, per sensibilizzare alla firma. Per noi, Chiesa, questo è strumento di partecipazione democratica. Il fatto che, come cittadini italiani, lo Stato ci interpelli per chiederci come destinare una parte dei fondi, al di là della preferenza poi espressa, è forte segno di partecipazione della cittadinanza. Ma molti non sanno che possono firmare».

Anzitutto, quindi, è auspicabile che la proposta arrivi a tutti, che tutti siano quantomeno interpellati, anche coloro che non ricevono direttamente il foglio per la firma da un commercialista o dal Caf. Per questo, come ricorda l’incaricato diocesano, «c’è tempo fino al 30 di novembre» e, a tal proposito, sono sorte diverse proposte, come “Una firma per unire” «che coinvolge 29 unità pastorali della nostra diocesi e nelle quali, da maggio a luglio, alcuni volontari si impegneranno nel sensibilizzare e assistere le persone nella raccolta di delle firme dell’8xmille».

 

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Matilde Gilardi
TeleRadio Cremona Cittanova
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