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Il “Rivoltano dell’anno 2022” è, o meglio sono, le suore Adoratrici del Santissimo Sacramento. Riconoscimento ideato dalla Pro Loco per premiare chi nel corso dei dodici mesi (ma non solo) si sia particolarmente distinto in un determinato settore o abbia contribuito a diffondere in maniera positiva il nome di Rivolta d’Adda, il premio (che materialmente è costituito da un piatto in ceramica artigianale) è stato consegnato nella serata di sabato 3 dicembre nel corso di una cerimonia tenutasi nella sala consiliare del palazzo comunale di Rivolta d’Adda, allietata dalle note di Marco Villani e di Michela Conti, dell’associazione Musicainsieme. Continue reading »

Luca Maestri
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Nel pomeriggio di giovedì 1° dicembre il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto nella cripta della Cattedrale la Messa in suffragio dei vescovi cremonesi defunti, con un particolare ricordo per mons. Danio Bolognini alla vigilia del 50° anniversario della morte, avvenuta a Cremona il 2 dicembre 1972. La liturgia, concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dai canonici del Capitolo della Cattedrale, si è svolta in cripta, dove con l’inizio dell’Avvento sono celebrate le Messe feriali, rafforzando così la vicinanza spirituale ai vescovi che qui sono sepolti. Continue reading »

Luca Marca
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Con grande partecipazione di ospiti, amici, familiari e cittadini, ha preso il via il 1° dicembre presso la casa di riposo via Massarotti, a Cremona, la rassegna dei giovedì della Pace. Un progetto fortemente voluto dal Consiglio di amministrazione della Fondazione La Pace allo scopo di aprire la struttura al territorio. Continue reading »

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Ogni anno il 1° dicembre ricorre la “Giornata mondiale della lotta all’Aids”, e come ogni anno la ricorrenza è occasione per ricordare l’impegno quotidiano della Casa della Speranza, la struttura di via Loreto a Cremona che ospita e si prende cura dei malati di Aids, dove nel pomeriggio di giovedì si è celebrata l’eucaristia a cui hanno partecipato gli operatori sanitari, ai volontari e agli ospiti della struttura che accoglie e supporta le persone malate di Aids. Continue reading »

Luca Marca
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“Vir prudentia cautus”: così recita l’epitaffio dettato da don Carlo Bellò per la tomba, nella cripta della Cattedrale di Cremona, del vescovo Danio Bolognini, morto cinquant’anni fa, il 2 dicembre 1972, dopo quasi vent’anni di episcopato a Cremona, ove aveva fatto solenne ingresso il 15 marzo 1953. Non una pleonastica ripetizione di concetti, ma l’indicazione che la sua cautela, pazienza e ponderazione nelle decisioni erano dettate da virtù, che si accompagnava al mai dismesso temperamento bolognese. Continue reading »

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Da ragazzino di Antegnate poi entrato in Seminario, a giovane prete novello inviato a perfezionare gli studi a Roma: mons. Mario Marchesi, oggi vicario giudiziale dopo essere stato vicario generale della Diocesi dal 2003 al 2016, ricorda alcuni momenti e incontri con il vescovo Danio Bolognini, in occasione del 50° anniversario della morte. Continue reading »

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Il vescovo Danio Bolognini e il Seminario, la liturgia e il Concilio Vaticano II nel ricordo di mons. Francesco Follo, sacerdote originario di Pandino recentemente rientrato in diocesi dopo un lungo servizio nella Diplomazia vaticana, prima alla Segreteria di Stato e poi per vent’anni a Parigi come osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco. Continue reading »

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In occasione del 50° anniversario della morte, proponiamo il ricordo del vescovo Danio Bolognini da parte di mons. Ruggero Zucchelli, presidente del Capitolo della Cattedrale di Cremona. Il ricordo giovanile negli anni dell’Azione Cattolica e poi durante la formazione in Seminario prima dell’ordinazione, avvenuta il 24 giugno 1972, pochi mesi prima della morte del vescovo Bolognini. Continue reading »

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Di seguito, in occasione del 50° anniversario della morte, il ricordo del vescovo Danio Bolognini da parte di dom Carmelo Scampa, vescovo emerito di São Luís de Montes Belos, in Brasile. Dom Scampa, originario di Scandolara Ripa d’Oglio, fu ordinato sacerdote dal vescovo Bolognini il 27 giugno1971. Continue reading »

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Una donna dal viso dolce, le mani sul cuore. Cammina, quasi fluttua, con ai piedi un libro. Un’opera lignea, essenziale, “Madre di Sapienza”, il titolo, inaugurata nel pomeriggio di martedì 29 novembre presso la Cappella del Campus di Santa Monica, sede cremonese dell’Università Cattolica. Una statua che, nonostante l’aspetto semplice, parla di un connubio tra spiritualità, bellezza e cultura. Una statua che il vescovo Antonio Napolioni ha benedetto alla presenza dell’autore Sergio Lotta, del direttore della sede di Cremona e Piacenza, Angelo Manfredini, dell’assistente pastorale del campus, don Maurizio Compiani, del committente Virgilio Compiani e di un pubblico fatto da cultori dell’arte e docenti.

Prima della benedizione nella cappella, si è svolta la presentazione dell’opera presso l’aula magna del Campus, dove a moderare è stata la studentessa Annalisa Abellonio della laurea in Food Processing. L’intervento a distanza da Milano di mons Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica, ha aperto il pomeriggio ricordando come l’opera sia di fatto “un segno profetico” capace di “illuminare il cammino dell’Università, luogo ricco di sapienza antica”.

Un luogo, come ha fatto notare Abellonio, dove ancora mancava un riferimento alla Vergine. E proprio per colmare questo vuoto da tempo si pensava a un’opera che poi si è rivelata frutto di una riflessione a più voci e che ha preso forma grazie all’impegno non solo dello scultore Sergio Lotta (medico di professione ma appassionato di ebanisteria e figlio d’arte) ma naturalmente del committente Virginio Compiani e di una serie di persone (nipotino dello scultore compreso) che ne hanno ispirato la complessità del simbolismo pur nella semplicità del suo apparire.

L’opera, di 156 cm, è composta dalla figura della Vergine, dal viso dolce e sorridente e dallo sguardo intenso, con le mani incrociate sul cuore, e da un libro aperto ai suoi piedi. È collocata al fianco dell’altare, dal lato dell’ambone, ed è sospesa grazie a un supporto quasi invisibile.

Don Compiani ne ha spiegato la genesi, frutto di discussioni appassionate, ma soprattutto i riferimenti biblici che ne sviscerano la profondità di significato (per approfondire l’argomento è stato pubblicato un opuscoletto dalla stessa università). Il titolo è “Madre di Sapienza” (non “della Sapienza”) ad indicare un “taglio pedagogico: Maria, Madre del Figlio – chiarisce Compiani – Sapienza di Dio, insegna a tutti i suoi figli la via della sapienza, spiegando loro in cosa essa consista, quali beni procuri e la via per ottenerla”.

Nonostante l’essenzialità della statua, nessun particolare è lasciato al caso. Un piede è avanti all’altro perché la sapienza, incontro di sapere e mistero, è in cammino verso la Verità. “L’intelletto – ha spiegato Compiani sulla scorta di Gregorio di Nissa – va avanti con le ali dell’amore”. Lo slancio verticale rimanda alla “sapienza che eleva verso orizzonti più alti di infinito ed eterno” conservando in sé i segni di un cammino umano segnato dal dolore (i nodi del legno). E poi c’è il libro, simbolo della Parola vivente, spazio su cui ciascuno scriverà la sua storia ma anche immagine della ricerca che in università si coltiva.

L’opera ricalca i passi del Libro della Sapienza e invita a una meditazione su questo tema che va affrontata con la consapevolezza che “la fede – ha spiegato don Compiani – non umilia l’intelligenza ma le apre prospettive nuove, la eleva oltre i limiti della certezza”.

Il risultato di pensiero e mani appassionate, la statua della Vergine, è “un’opera inattesa, commovente ed edificante” anche per l’autore stesso, Lotta. Ed è oggi un invito a tutti, in primis la comunità dell’università, ad “affidarsi e consegnarsi alla Sapienza della Madre di Dio” come ha detto il vescovo Napolioni durante la benedizione.

Maria Chiara Gamba
TeleRadio Cremona Cittanova
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