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«La Pace non è assenza di guerra, il litigio e la disputa sono elementi caratterizzanti della natura umana, ma la capacità di dialogare e di confrontarsi è ciò che rende possibile appianare le divergenze, per creare così una situazione in cui la risoluzione del conflitto sia un traguardo possibile e chiaro». Con questa riflessione si è aperta la conferenza “Educare per la pace – La strategia del dialogo e dell’accoglienza”, che si è tenuta nel tardo pomeriggio di giovedì 4 maggio presso la sala eventi di Spazio Comune, a Cremona: un momento di dialogo reso possibile dal contributo a più mani della fondazione Madre Rosa Gozzoli, della fondazione Casa Famiglia S. Omonono e della Società Centrale Femminile San Vincenzo, realtà del territorio che gestiscono esperienze di accoglienza rivolte a donne in situazione di fragilità con o senza bambini. Continua a leggere »

Luca Marca
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Il frutto degli incontri sinodali svolti nelle zone pastorali e all’interno di parrocchie e associazioni inizia a prendere forma. Una prima concretizzazione, infatti, è stata la stesura della bozza di “Sintesi diocesana” del cammino sinodale svolto in diocesi, che nella mattinata di sabato 23 aprile in Seminario è stata oggetto di riflessione e analisi da parte dei membri del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio presbiterale, radunati in seduta straordinaria e congiunta insieme al Vescovo. Continua a leggere »

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A Palermo cultura e spiritualità si amalgamano in un connubio di piacere estetico e significato storico e artistico sotto un sole che si prepara all’arrivo dell’estate facendo assaggiare i suoi raggi, sempre più caldi, che grazie ai monumenti presenti in ogni via creano zone di ombra dove potersi riposare prima di muoversi verso il prossimo capolavoro inestimabile.

Questa è l’esperienza che stanno vivendo 25 sacerdoti della diocesi di Cremona insieme al vescovo Antonio Napolioni. Un viaggio-pellegrinaggio che dal 19 al 22 di aprile ha saputo raccontare le bellezze del capoluogo siciliano e dei paesi limitrofi, rivelando una cultura per certi versi simile, ma profondamente diversa da quella cremonese.

A farsi portavoce del viaggio è don Roberto Rota, incaricato diocesano per la Pastorale tempo libero e pellegrinaggi, raccontando che «abbiamo scelto Palermo poiché è una meta un po’ inusuale, ricca non solo di tradizioni di carattere religioso, ma anche di tipo monumentale. Infatti già il primo giorno abbiamo visitato le chiese storiche della città, e oggi (giovedì 21, ndr), dopo l’incontro e la celebrazione della Santa Messa con l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, visiteremo la Cattedrale di Monreale insieme all’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi».

Ci sono stati anche molti momenti di preghiera e riflessione. Fra i più significativi quello vissuto a Polizzi Generosa, dove «siamo stati ospitati – racconta ancora don Rota – dalla professoressa Ina Siviglia, presso la sua fondazione “Maria Teresa Sammartino onlus”, dove spiritualità, accoglienza ed esercizio di fede caratterizzano le giornate. Una realtà messa a disposizione dei vari gruppi per vivere un periodo di vera umanità proprio nel cuore delle Madonie».

«in questo viaggio – conclude don Rota – ci siamo arricchiti di esperienze differenti e di realtà particolari, ricchissime e allo stesso tempo eterogenee le une dalle altre, fa bene a tutti allargare i propri orizzonti».

L’itinerario palermitano del gruppo dei preti cremonesi non è stato solamente una contemplazione della bellezza della natura e dell’arte, ma ha voluto rappresentare anche una occasione di ascolto e di condivisione delle sfide che la Chiesa locale sta accogliendo. In particolare lo è stata, nella mattinata del 21 aprile, la visita al quartiere di Brancaccio, che custodisce la memoria del beato don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre del 1993, quasi un controcanto a quell’invettiva pronunciata da Giovanni Paolo II nella valle dei templi di Agrigento solo qualche mese prima.

Nella mattinata di venerdì 22 aprile l’ultima tappa sarà il santuario di Santa Rosalia, sul monte Pellegrino, luogo dell’eremitaggio della santa patrona di Palermo. Quindi nel pomeriggio inizierà il rientro per Cremona.

Luca Marca
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Il gran numero di persone che ha partecipato al funerale di Giuseppina Cattaneo, per tutti semplicemente Giusi, nella chiesa parrocchiale di Trigolo nel pomeriggio di mercoledì 20 aprile, è stata la prova più autentica del bene da lei seminato in tutta la comunità, nei tanti anni di servizio presso la Casa delle Figlie di Sant’Angela Merici, istituto secolare di cui era superiora. Le esequie sono state presiedute dal vescovo emerito Dante Lafranconi, che ha portato la vicinanza della Diocesi e del vescovo Antonio Napolioni, assente in questi giorni. Continua a leggere »

Eugenio Clerici
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Di seguito pubblichiamo il messaggio di auguri che S. E. Mons. Antonio Napolioni, Vescovo di Cremona, rivolge attraverso i mezzi della comunicazione.

 

Non c’è Venerdì Santo, per quanto buio, violento e prolungato… non c’è notte del male e del peccato che non ceda il passo al mattino di Pasqua. All’alba di un giorno nuovo, reso possibile dalla mitezza di Dio, che non entra in guerra tra gli uomini, ma si fa vittima d’amore per disarmarli. L’uomo della croce risorge dal sepolcro e guida, inesorabilmente, la storia – attraverso le sue contraddizioni e ricadute – fino all’abbraccio eterno del Padre.

Dopo la battaglia della pandemia, continuiamo a lottare e pregare perché cessi tanto altro dolore. Vorremmo una Pasqua di pace, di quella vera, fatta anche di perdono e verità. Ma non so se tutti la vogliono. Dio, certamente sì. E per questo ci dona e mostra Gesù: nei bambini in fuga, nell’amore eroico delle mamme, nel grande abbraccio dell’accoglienza, nella fatica di chi cerca vie di pace che rifiutino altrettanta violenza omicida.

Il dolore è acuito dal pensiero che combattono popoli fratelli, della medesima storia, cultura e fede cristiana, subendo le perverse logiche del potere e del dominio, mostrando come si può inquinare il Vangelo quando cuore e mente non si lasciano purificare. Ma questo accade anche nel nostro piccolo, nelle incoerenze e meschinità di tutti noi, sempre tentati dal male, sempre di qualcosa colpevoli e peccatori.

Ma alla fine della notte… viene la notte di Pasqua! Che la liturgia, nell’Exsultet, canta così: “Il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti”. Non ci saranno dunque vincitori e vinti, ma solo salvati e perdonati, per la potenza della morte del Figlio di Dio, che risorgendo ci ridona la vita, nuova ed eterna. Lui, il Signore, tutto questo l’ha fatto e lo fa, ma fermandosi sempre a un millimetro dal libero sì di ciascuno di noi. La luce del nuovo giorno risplende, ma solo a chi apre uno spiraglio della sua finestra interiore per farla entrare. Per la pace, perciò, c’è sempre tempo, e sempre vincerà… se anche tu lo vuoi.

Anche tu che attraversi una buia notte di solitudine e paura, di tristezza e di peccato, di miseria e rabbia verso tutti… qualunque sia la tua storia e il tuo male, qualsiasi possano essere le tue ragioni, guarda alla Pasqua di Gesù, solidale nella fragilità e potente nell’amore, e unisci la tua notte di sconfitto alla Sua notte di Agnello immolato e vittorioso. È il santo mistero che riapre sempre la storia a nuove stagioni di pace e di civiltà, e che offre anche a te giorni carichi di semplice ed eterna bellezza.

Questa è la certezza di fede che abbiamo ricevuto senza alcun merito e con fierezza cristiana raccontiamo al mondo. È più di un augurio, perché è preghiera e grazia.

+ Antonio Napolioni
vescovo di Cremona

 

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Giovedì 10 marzo il vescovo emerito Dante Lafranconi compie 82 anni. La comunità diocesana con il vescovo Napolioni rivolgono al vescovo emerito il loro augurio di buon compleanno, accompagnato dalla preghiera e dall’affetto filiale e fraterno, con riconoscenza per la sua presenza e il suo ministero che quotidianamente accompagna e sostiene la vita della Chiesa di Cremona, con la vicinanza umana e spirituale alla comunità tutta.

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Un calcio alla guerra. Anche lo sport dilettantistico si mobilita contro l’invasione russa all’Ucraina. Sabato 5 marzo la squadra Oratorio Cava DG2, di Cavatigozzi, impegnata nel campionato Amatori del CSI contro contro Gli Scoiattoli, ha voluto elevare una preghiera di pace e inviare un messaggio di vicinanza al popolo ucraino. Per la foto di rito, con lo striscione, ai giocatori si è unito l’arbitro.

«Ripeteremo l’iniziativa – spiegano il capitano Salvatore d’Alessandro e l’allenatore – finché il conflitto non sarà cessato. Promuovendo questa riflessione la squadra vuole dare risalto al valore della pace, alla solidarietà, alla convivenza, valori praticati nel gioco ma ancora più importanti fuori dal campo».

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La Chiesa cremonese in preghiera per la pace. L’occasione sarà il Rosario che il vescovo Antonio Napolioni guiderà venerdì 25 febbraio alle 21 in Cattedrale. Una iniziativa a cui sono invitate a partecipare in particolare le parrocchie della città, ma alla quale ci si potrà unire spiritualmente grazie alla diretta sul nostro portale e i canali social della Diocesi. Continua a leggere »

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Arrivato a Cicognara la sera del 31 dicembre 1921, don Primo Mazzolari ha celebrato il giorno successivo la sua prima Messa nella nuova parrocchia. E così, il 1° gennaio 2022, in concomitanza con il centesimo anniversario del suo insediamento, ha avuto inizio l’ “anno 100 Primo”, il percorso verso il centunesimo anniversario, così intitolato dalla parrocchia di Cicognara giocando sul nome di Mazzolari.

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Matteo Cattaneo
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Da diverso tempo le diocesi di Lodi, Crema e Cremona offrono ai sacerdoti degli ultimi anni di ordinazione l’esperienza preziosa degli esercizi spirituali: una sosta per “sedersi ai piedi del Maestro”, in un silenzioso ascolto della sua Parola, per entrare in dialogo con Lui, autore di ogni vocazione, che continuamente chiama a seguirlo per servire i fratelli. Per i preti di giovane ordinazione è una settimana, tenacemente difesa dai mille impegni nei quali si è subito immersi con il  primo incarico pastorale.

Non è neppure da trascurare la bella opportunità di rivederci tra sacerdoti, pur appartenenti a chiese locali diverse, ma che hanno comunque condiviso il percorso di studi teologici negli anni della formazione. Il terribile momento vissuto a causa della pandemia, ha reso ancor più desiderabile poter finalmente, pur con qualche giusta precauzione, ritrovarci finalmente in presenza per alcuni giorni.

Quest’anno è stato l’Eremo dei Ss. Pietro e Paolo di Bienno, all’inizio della Val Camonica ad ospitarci. La splendida accoglienza riservataci dal direttore don Tino e dalle suore Sacramentine, aiutate da un gruppo di laici volontari, ha reso ancor più piacevole la permanenza.

Alcuni giorni prima dell’inizio, la notizia della positività al Covid del sacerdote incaricato a guidarci nel percorso spirituale, aveva creato qualche apprensione, ma la pronta e generosa disponibilità di mons. Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina, ha permesso al gruppo dei  giovani sacerdoti a cui se ne sono aggiunti altri più avanti in età (in tutto una cinquantina) di vivere insieme una bella esperienza spirituale da lunedì 13 a venerdì 18 febbraio.

Partendo dall’annuncio straordinario della Risurrezione, monsignor Sigalini ha accompagnato, giorno dopo giorno, a far risuonare in ciascuno la Bella Notizia della Pasqua, attraverso lo sguardo di Maria Maddalena, dei due discepoli sulla strada verso Emmaus che nella “frazione del pane” imparano a riconoscere i tratti del Vivente. Ha quindi aiutato a “gustare” la bellezza della Parola, facendola rivivere per noi, come la rilettura della parabola del buon samaritano nel quale il Vescovo ci ha invitati a riscoprire Colui che si è chinato sull’umanità sfinita e abbandonata, per farsene carico offrendo tutto se stesso.

Attingendo poi al magistero di Papa Francesco, non sono mancati alcuni momenti dedicati all’essere prete oggi in un momento cruciale nel quale siamo chiamati a farci prossimi dei fratelli per risvegliare in loro il desiderio di vivere in pienezza la propria umanità nell’incontro con l’Uomo vero, il Figlio di Dio.

È stata poi la splendida figura di Maria, Madre di Cristo, della Chiesa e dei sacerdoti, a condurre alla conclusione proprio nella festa liturgia di santa Geltrude Comensoli, originaria di Bienno.

Monsignor Sigalini ha saputo trasmettere il suo amore per la Parola, la sua originale rilettura attuale, spesso facendosi aiutare da espressioni dialettali che aiutavano a rendere più concreto il messaggio.

La serata, dedicata a un confronto a tutto campo sui temi pastorali di attualità, ha permesso a tutti di sentirsi ancora più “a casa” in un clima famigliare, accomunati dalla stessa passione per il Vangelo e desiderosi di raccogliere sollecitazioni, testimonianze e racconti che il vescovo Sigalini ha attinto dalla sua lunga esperienza nella pastorale giovanile.

I momenti comunitari di preghiera, la liturgia vissuta con cura e intensità, grazie al contributo di tutti, hanno confermato nella certezza che il tempo “speso” con il Signore e i confratelli rinnova e arricchisce interiormente.

Forse si poteva fare di più, forse non siamo stati attenti a difendere sempre il silenzio, ma nel momento della partenza e del ritorno ai nostri luoghi di missione, tra i saluti e i vari ringraziamenti, si percepiva la bellezza di quanto si era vissuto e un po’ il rammarico che proprio i momenti intensi scorrano velocemente.

Gianpaolo Maccagni

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