Category Archives: News

Deceduto don Sergio Lodigiani, aveva 89 anni. I funerali martedì mattina in Cattedrale

A lungo a S. Ilario in città, prima come vicario e poi parroco: la camera ardente presso la Fondazione La Pace

È deceduto nella mattinata di sabato 10 dicembre don Sergio Lodigiani. Poco dopo essersi svegliato, il corpo senza vita del sacerdote cremonese, 89 anni, è stato trovato senza vita nella sua stanza presso la casa di riposo della Fondazione La Pace, a Cremona. La camera ardente presso La Pace a partire dalle 15 di sabato 10 dicembre. Le esequie, presiedute dal vescovo Napolioni, saranno la mattina di martedì 13 dicembre, alle 9.30, in Cattedrale.  Continue reading »

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A Cristo Re il saluto al vescovo Trevisi nell’ultimo giorno da parroco

Giornata ricca di emozioni quella di domenica 16 aprile a Cristo Re. La parrocchia del quartiere Po di Cremona ha salutato infatti monsignor Enrico Trevisi nel suo ultimo giorno da parroco, a una settimana dall’ingresso del vescovo cremonese nella diocesi di Trieste. Chiesa e sagrato gremiti, in mattinata, per la Messa di saluto celebrata dal vescovo Trevisi alle 10.30, unendo così le consuete celebrazioni del … Continue reading »

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Antegnate, l’attesa del Natale ha la forma della sedia… di Van Gogh

Sul piazzale della chiesa parrocchiale di Antegnate, nella Bergamasca, campeggia una grande sedia vuota. E all’interno, nella zona del presbiterio, è appesa una riproduzione del dipinto La sedia di Van Gogh. Simboli dell’attesa e di un vuoto da riempire. Per questo la parrocchia ha scelto di offrire alla comunità queste due immagini per il tempo di Avvento: un invito a dare spazio e tempo per qualcuno o qualcosa, un invito a essere uomini e donne di desiderio.

«L’Avvento – ricorda il parroco don Angelo Maffioletti, artista che ha voluto questa installazione – è un tempo per coltivare l’emozione dell’attesa, della sorpresa dell’incontro, un invito a dire “Vieni Signore Gesù”. Non si tratta di un trono o di qualcosa di solenne, ma di un oggetto semplice, quotidiano, per ricordarci che dobbiamo stare attenti alle piccole cose, che il Signore viene a visitarci e si fa trovare spesso in piccoli particolari».

Nello stesso tempo, però, vuole essere anche invito a sostare, a rimanere, proprio come quella seggiola che semplicemente sta lì, in attesa che qualcuno se ne serva. Diventando così anche invito all’accoglienza, a stare perché l’altro possa sostare con me, a mettere l’altro a suo agio, a saper stare insieme.

«E noi, come oratorio, tra le tante cose che facciamo – si domanda don Maffioletti – sappiamo creare lo spazio per questa sedia o è diventata un oggetto ingombrante da mettere da parte perché non ci disturbi? Abbiamo tanti desideri, tante cose belle da fare, ma rischiamo che invece di aprire la nostra vita all’incontro più profondo, ci travolgano. Siamo così pieni di tante attività che una sedia vuota ci dà fastidio».

Da Van Gogh arriva allora idealmente l’invito a essere contemplativi, a vedere il mistero delle cose, la luce che è in esse, non ad abbellire ma a cogliere quello che sono. E davvero ogni cosa, anche una sedia vuota, può dire e insegnare molte cose. «Se sappiamo (so)stare… non proiettare la nostra luce su ciò che ci è attorno, ma lasciarci illuminare. Allora le nostre luci potranno incontrarsi anche nella loro banalità, nella loro diversità, con quella che Gesù ha preso su di sé».

Tanti i significati per questa sedia, che ricorda anche il posto occupato da povera gente, da uomini e donne che un posto fisso non ce l’hanno, come le persone senza fissa dimora

«Su quella sedia – conclude il sacerdote – ci andrà una persona, con la sua storia, il suo volto, la sua voce, i suoi vestiti puzzolenti, le scarpe rotte… C’è veramente posto per lui o è meglio che se ne stia a distanza di sicurezza? Come una sedia in un cantuccio che non dà fastidio a nessuno. Ma magari questa sedia è il trono che il Signore sceglierà quando ci verrà a visitare».

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Il direttore di Avvenire: «Per disinnescare le guerre occorre che ognuno si prenda la sua parte di responsabilità»

Un accorato appello a testimoniare contro i conflitti (e se ne contano 169) che feriscono il pianeta e segnano il nostro tempo in maniera drammatica è arrivato dalle parole del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che ha aperto nel tardo pomeriggio di venerdì, al Centro pastorale diocesano di Cremona, il percorso “Insieme, sulla strada della Pace”. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti … Continue reading »

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“Il tesoro del tempo donato”. In Seminario un convegno per riflettere sul valore del volontarito

Sabato 10 dicembre l’evento promosso dalla associazione “Siamo Noi” per ricordare l’impegno di tanti volontari all’hub vaccinale

Si è svolto nel pomeriggio di sabato 10 dicembre, a pochi giorni dalla giornata mondiale del volontariato che si è celebrata lo scorso 5 dicembre, presso il salone Bonomelli del Seminario vescovile di Cremona il convegno dal titolo “Il tesoro del tempo donato”. Una giornata di riflessione e di testimonianza sul tema del volontariato promossa dalla associazione Siamo Noi Onlus presieduta da Claudio Bodini che ha introdotto i lavori con un intervento di apertura seguito dal saluto dell’amministrazione comunale portato dall’assessore alle politiche sociali e fragilità Rosita Viola, e da quelli del direttore generale di ATS Valpadana Salvo Mannino e del direttore sanitario dell’ASST Cremona Rosario Canino.

Il convegno si è poi articolato in due parti. Nella prima parte di incontro i presenti hanno seguito le riflessioni proposte da Don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, e quello di don Luciano Sandrin, sacerdote, psicologo e docente di psicologia e teologia pastorale al Centro Camilliano di formazione di Verona.

Intervistati dalla giornalista di Cremona1 Cristina Coppola, i due sacerdoti e studiosi hanno affrontato in profondità il tema del servizio agli altri alla luce della morale cristiana, in un dialogo scandito da immagini, musica e dalla lettura da parte di Giuseppina Rosato di alcuni brani che hanno scandito le cinque parole-guida per un pensiero sul volontariato, sulle relazioni, su ciò che le fatiche della vita (come la pandemia) a ciascuno richiedono e insegnano: tempo, dono, persona, fragilità e speranza.

Il saluto del vescovo di Cremona Antonio Napolioni, che non ha voluto far mancare un messaggio di vicinanza e di ringraziamento da parte di tutta la comunità cristiana, ha concluso la prima parte del pomeriggio.

Nella seconda parte, aperta da un suggestivo video di testimonianze raccolte tra i volontari della associazione Siamo Noi, il giornalista di TeleRadio Cremona Cittanova e coordinatore di Riflessi Magazine Filippo Gilardi invece ha raccolto il racconto di chi nei mesi immediatamente seguenti la fase più acuta della pandemia di Covid, ha prestato servizio presso l’hub vaccinale di Cremona. A raccontare l’esperienza di quei mesi in particolare sono stati la dottoressa Antonella Laiolo, responsabile dell’area vaccini di ASST Cremona, e di Luciana Mascarini, infermiera coordinatrice dell’attività infermieristica proprio all’Hub Vaccinale, che hanno raccontato il forte impegno di tutta la categoria degli operatori sanitari impegnati nella campagna, quando ancora la sofferenza e la fatica dei giorni più duri pesavano sulle loro spalle.

Dopo di loro sono stati i volontari di cinque associazioni (Siamo Noi, Auser, Anffas, Protezione Civile e Dal naso al cuore) a raccontare l’impegno dei tanti, tantissimi, che si sono messi a disposizione per supportare il lavoro di medici e infermieri e per affiancare tutti i cittadini che si sono recati a Cremona fiere per il vaccino, e in modo particolare le persone più fragili: anziani, disabili, bambini. Volti e nomi ricordati con tenerezza e gratitudine in un’occasione speciale per ricordare non soltanto un momento è un luogo che sono rimasti con grande forza simbolica nella memoria di tutta la cittadinanza, ma anche per non dimenticare che l’impegno di tante persone che si mettono al servizio dei bisogni degli altri continua anche oggi e in molti settori della vita, nel silenzio con infaticabile generosità.

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È online la nuova edizione di Riflessi Magazine dedicata alla «Voce»

«Se la mia voce dà fastidio, vuol dire che canterò internamente». C’è una citazione di Totò ad aprire l’edizione numero 35 di Riflessi Magazine dedicata – appunto – alla voce. Una citazione da leggere con il sorriso, che apre un numero in cui si aprono palcoscenici differenti, che raccontano storie uniche, come le persone. Ciascuna con la propria voce. «Per cantare, su un palco o sotto la doccia; per raccontare ricordi e progetti; per gridare o sussurrare, per far ridere o emozionare; alla radio, tra le pagine su un libro o con un’opera d’arte. Anche quando manca, la voce dice. Senza parole». Come, sorridendo, ricorda il grande comico napoletano: anche quando possono dare fastidio, le voci restano. E lasciano tracce.

SFOGLIA QUI L’EDIZIONE

«Come un timbro che non si può confondere – si legge nell’introduzione a Riflessi Voce – perché quel suono (o basta la sua memoria) è quella faccia, quella storia, quel momento, quel profumo. Questa persona che si lascia ascoltare».

E se il numero 35 del mensile digitale diocesano ha tutta l’aria di essere un’edizione soprattutto da ascoltare, non dovrebbe stupire se, cliccando una pagina dopo l’altra, ci si ritrova in una vera e propria galleria di ritratti.

«Voci sorridenti e decise, voci “segrete” come quella di un ventriloquo, quelle prestate dal doppiatore, i sussurri di chi fa la sua parte nel pezzo di mondo di cui è più difficile parlare, le onde che si diffondo da una stanza piena di coraggio. Tra le storie di questa edizione ci sono giovani cantanti e speaker, educatori capaci di ascoltare, missionari a cui la povertà ha insegnato a sentire anche le voci di chi non ne ha, reporter che raccolgono e restituiscono le trame della storia di oggi. Volti. Con qualcosa da dire. Che è sempre, soprattutto, qualcosa da ascoltare».

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Il Natale in America Latina il 10 dicembre in musica a S. Ilario

Coro e ensemble Voz Latina impegnati nella tradizionale manifestazione promossa dall’associazione Latino Americana di Cremona con Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona

Anche quest’anno l’associazione Latino Americana di Cremona e la  Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona Onlus promuovono l’ormai tradizionale Concerto di Natale, che vedrà impegnati coro e ensemble Voz Latina nella chiesa di Sant’Ilario, a Cremona, il 10 dicembre alle ore 21. Titolo dell’evento è Nuestra Navidad, e mira a raccontare il Natale in America Latina, dove in dicembre è piena estate. Un Natale quindi molto diverso dal nostro, come emerge dalle sonorità, allegre e avvolgenti, che sembrano trasmettere quel calore tipico dei mesi estivi. Continue reading »

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Nella serata di venerdì la Cattedrale di Cremona ha accolto i fedeli per un intenso momento di preghiera con l’adorazione dell’Eucaristia per la pace. In un momento storico che impegna tutti ad una presa di responsabilità e – come con forza chiede Papa Francesco – alla preghiera incessante perché nel mondo come nelle nostre piccole comunità e nella vita di ciascuno lo spirito della fraternità superi conflitti e violenze, anche la Chiesa cremonese, dunque, si è riunita con il vescovo Napolioni per un momento di preghiera silenziosa, intima e comunitaria, in Cattedrale. Una preghiera per la pace, una preghiera per avvicinarsi ai popoli che soffrono maggiormente, così distanti ma allo stesso tempo fratelli.

Prima del silenzio della preghiera ha preso la parola il Vescovo domandandosi cosa significa «chiedere la pace»”. «Per questo siamo qui – ha invitato a riflettere – imbarazzati dal nostro peccato, dei nostri limiti, ma bisognosi, mendicanti, un dono dall’alto che entri nei cuori, frantumi i cuori di pietra, che l’obiettivo della nostra preghiera sia questo». 

Ha poi continuato aggiungendo che «il signore Gesù ce l’ha detto: il mondo non sa darvi la pace, vi do la mia pace, e quella di Gesù è una pace umile, perciò più forte di ogni compromesso mondano. La sua croce rende possibile il rinnovamento interiore dell’umanità. Si rinuncia ad avere nemici, si sceglie di essere fratelli».

Ha poi concluso ricordando che «siamo qui stasera per implorare da Dio il dono di questa conversione alla pace, per essere sempre e dovunque operatori di pace. Preghiamo perché il popolo Ucraino sia liberato della guerra».

Il silenzio ha poi riavvolto la Cattedrale, e il Santissimo è stato esposto sull’altare, accolto dalla preghiera profonda e sincera di tutti i fedeli presenti.

Luca Marca
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Papa Francesco a Mcl: «Portare le preoccupazioni dei lavoratori all’interno della comunità cristiana»

Venerdì 9 dicembre nell’Aula Paolo VI l'udienza speciale per 1 50 anni di fondazione del Movimento Cristiano Lavoratori

«Questo non è solo tempo di raccogliere frutti: è tempo di seminare nuovamente. Ce lo impone la difficile stagione che stiamo vivendo. La pandemia e la guerra hanno reso il clima sociale più cupo e pessimistico. Questo vi chiama ad essere seminatori di speranza». Lo ha detto Papa Francesco, nella mattina di venerdì 9 dicembre nell’Aula Paolo VI dove ha ricevuto in udienza il Movimento Cristiano Lavoratori, in occasione del 50° anniversario di fondazione, cui ha rivolto l’invito: «Che le vostre porte siano aperte; che i giovani si sentano non solo ospiti, ma protagonisti, con la loro capacità di immaginare una società diversa». All’incontro ha preso parte anche una delegazione del territorio cremonese, con il presidente MCL di Cremona-Crema-Lodi Michele Fusari, membro anche del Comitato esecutivo nazionale. Continue reading »

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La vasca in mezzo alla savana e il Vangelo tra i baobab, la testimonianza di padre Andrea Facchetti

Il missionario, appartenente alla comunità dei Saveriani, si trova dal 2012 in Mozambico

A ridosso delle festività natalizie e nel pieno del periodo dell’Avvento, dell’attesa della venuta del Signore, pubblichiamo la testimonianza di chi sta portando il messaggio di pace oltre i confini della diocesi e dell’Italia. Di seguito, infatti, la lettera scritta da padre Andrea Facchetti, missionario Saveriano originario di Viadana che dal 2012 opera in Mozambico. Continue reading »

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