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Preti che si prendono cura… al centro della riunione plenaria in Seminario

Ad aprire l'incontro le testimonianze di don Franz Tabaglio, don Fabrizio Martelli e don Giuseppe Bernardi Pirini

Innovativa, coinvolgente e apprezzata la modalità con cui i presbiteri della diocesi di Cremona si sono ritrovati in “plenaria” la mattina di giovedì 3 febbraio in Seminario a Cremona. “Preti che si prendono cura…” il tema dell’incontro. E il vescovo Antonio Napolioni, introducendolo, ha richiamato la profondità, la bellezza, la necessità, la dimensione fortemente ecclesiale e di testimonianza credibile e feconda del “prendersi cura”, come soggetti e come oggetti di essa.

Con lui, tre sacerdoti del presbiterio cremonese hanno offerto ai confratelli, con straordinaria freschezza, con assoluta credibilità, con grande propositività la loro diversificata – eppure accomunata dalla passione per l’annuncio – esperienza di vita, nei tratti più specifici e genuini in cui si è dipanata.

Ha dunque preso la parola per primo don Franz Tabaglio, che, con un racconto toccante e drammatico, ha ripercorso il “Calvario” da lui vissuto in quanto vittima del contagio da Covid-19. Una esperienza tremenda, la sua, iniziata il 3 marzo 2020 e non ancora conclusa, in cui ha sperimentato la solitudine fisica, l’isolamento, la percezione della propria fragilità, la consapevolezza dell’eventualità tutt’altro che remota della fine della propria vita fisica, nella quale sempre il Signore è stato la vera forza. I ripetuti ricoveri in terapia intensiva, l’intervento chirurgico ai polmoni, le ricadute, il potere alzarsi dal letto solo dopo cinque mesi… hanno fatto sì che il “Venerdì Santo” fosse una esperienza compresa e condivisa; che chi ha aiutato a portare la croce – appunto “prendendosi cura” – fosse davvero segno evidente della misericordia di Dio; e che l’attuale ministero di confessore in Cattedrale sia ora segnato da una grande empatia con chi soffre.

Don Fabrizio Martelli ha a sua volta ripercorso il suo cammino sacerdotale, che lo ha visto per diversi anni come “fidei donum” nella diocesi di Modena. «Sono stato oggetto della cura della diocesi, dei confratelli, delle comunità», fin dall’inizio, trentacinque anni fa, quando gli erano state affidate quattro parrocchie (il parroco che lo ha sostituito ne ha ora ben undici), fino all’ultima, di 12.000 anime. Quindi la fatica, la malattia, il rientro a Cremona e la ripresa, nella “Casa del Clero” che ha sede nei locali recentemente e appositamente ristrutturati in Seminario, dove la cura degli altri presbiteri presenti – e dei presbiteri fra loro – è tangibile, continua, preziosissima.

Nel terzo intervento don Giuseppe Bernardi Pirini ha pure messo l’accento sulla dimensione della “cura”, da lui sperimentata con serenità e con forza nelle varie fasi – e anche ora – del suo ministero. «Ho sempre cercato e vissuto la vicinanza con la gente», ha sottolineato, in ognuna delle esperienze che gli è stato dato da fare. E, fra queste, non ultime quelle della malattia, con il ricovero in un ospedale lontano prima e con l’accoglienza presso le Suore Carmelitane di Sanremo poi, e con la cappellania a San Michele di Serino, in Irpinia, immediatamente dopo e negli anni a seguire il terribile terremoto che ha devastato quelle terre. «Bellissimo sempre – ha richiamato e sottolineato – il contatto stretto e il rapporto con la gente che mi è stata affidata e a cui sono stato affidato»: una dimensione di “cura” reciproca costante e ininterrotta.

La mattinata è proseguita con la suddivisione dei presenti in gruppi: in tutti franco, fraterno e ricco è stato lo scambio di impressioni, suggestioni, proposte.

La conclusione nella cappella superiore del Seminario per la preghiera, in occasione della quale il vescovo Napolioni ha raccomandato di avere sempre più cura della fraternità tra presbiteri, prima vera ed efficace testimonianza.

Federico Celini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Giornata della Vita consacrata, mercoledì alle 18 in Cattedrale la Messa con il Vescovo

La celebrazione, che vedrà in particolare la presenza dei membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, sarà trasmessa in diretta sui canali web diocesani

Mercoledì 2 febbraio, nella festa della Presentazione del Signore, ricorre come ogni anno la Giornata mondiale della Vita consacrata, giunta quest’anno alla sua 26ª edizione. Nell’occasione alle 18 in Cattedrale il vescovo Antonio Napolioni presiederà l’Eucaristia con la partecipazione dei membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica. La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul nostro portale e i canali social diocesani.

 

«Una nascita – spiega suor Giuliana Arsuffi, referente diocesana Usmi – predispone sempre ad un accogliente abbraccio. Ciò avviene in famiglia quando si allargano le braccia e si crea uno spazio magico e concavo in cui trova rifugio e calore il piccolo nato: tutti sono attorno al nuovo arrivato per conoscerne le fattezze, per ravvisarne somiglianze e per sognare il futuro. La scena che oggi si ripete nelle nostre case, è già avvenuta anche in passato e non solo tra i familiari, ma anche nei luoghi di culto dove, per la prima volta, viene portato il neonato.  Anche Maria e Giuseppe ne fanno esperienza: entrati nel tempio, presentano Gesù a Simeone che si china su di Lui in un grande abbraccio protettivo, di saluto, di benvenuto, di affetto e di meraviglia. Il Sacerdote del Tempio, guidato dallo Spirito, intravvede nel Bambino la fonte della salvezza e, soddisfatto, si rivolge a Dio con il “nunc dimittis”. La salvezza, l’amore sono ormai un flusso irrefrenabile: ci inondano e ci abbracciano. Accogliamoli nel cuore e anche noi, insieme, ricambiamo l’abbraccio d’amore a Gesù. La sera dell’abbraccio a Gesù sarà il 2 febbraio in Cattedrale dove monsignor Vescovo presiederà la S. Messa in occasione della festa della vita consacrata. Tutti i fedeli che condividono il desiderio di un gioioso abbraccio con Gesù luce e salvezza dei popoli sono invitati a partecipare all’eucarestia».

 

 

TeleRadio Cremona Cittanova
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Nella Settimana dell’educazione a Pandino “Ripartiamo da noi”

Continuano gli appuntamenti promossi dall'Oratorio nell'ambito della festa di san Giovanni Bosco

In occasione della memoria liturgica di san Giovanni Bosco, patrono della gioventù e “inventore” dell’oratorio, l’oratorio di Pandino ha deciso di riprendere la bella e significativa tradizione della Settimana dell’educazione. Continue reading »

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Don Francesco Fontana (FOCr): «Vale ancora e decisamente la pena di fare oratorio»

Riflessione dell'incaricato diocesano per la Pastorale giovanile alla vigilia della festa di san Giovanni Bosco

Relazioni belle ed esperienze che fanno crescere. Questa la sintesi di un incontro a cui ho avuto la fortuna di partecipare in questa settimana dell’educazione. È ciò che è emerso dal dialogo con gli adolescenti e i giovani presenti a proposito del volto bello dell’oratorio.

Di questi tempi e ciclicamente, per la verità, ci si chiede se valga ancora la pena adoperarsi per tenere aperti gli oratori. Nessuno nasconde che a volte sia davvero una pena. Accade soprattutto quando il prete o il barista si trova a sentirsi solo di fronte alla sproporzione con la missione educativa. L’educazione è sempre una questione comunitaria, è la comunità cristiana che educa i suoi figli; i singoli, con tanta buona volontà possono proporre qualcosa di buono, ma certamente un educatore da solo non può pensare di saper e poter proporre una vita buona e bella ai suoi ragazzi. Non c’è educazione senza una comunità, così come non c’è vera vita cristiana fuori da una comunità di discepoli.

Eppure ne vale la pena. Prima di tutto per le relazioni belle che in oratorio si possono sperimentare, dicono i ragazzi che ho incontrato. E proprio in questi lunghi mesi di relazioni mortificate ci si rende conto come l’oratorio possa essere davvero un luogo quasi unico in cui incontrarsi. Non esistono molti altri luoghi in cui sperimentare relazioni gratuite, anche con chi è diverso da

Don Francesco Fontana

me, anche molto diverso (per età, sesso, interessi, gusti, persino per fede), relazioni che possano diventare durature e che comunque fanno sperimentare come sia decisamente più interessante uscire da se stessi e dalla comodità della propria stanza per incontrare altri, diversi, magari sulla panchina scomoda e sgangherata del portico che sta tra il campetto e il bar col biliardino. E in questa bellezza e ricchezza di relazioni c’è continuamente la possibilità di ricevere l’invito a coltivare la propria relazione personale e di gruppo con il Signore. Lui rende belle le relazioni dell’oratorio perché è Lui ad abitarle.

L’altro elemento che fa dire che vale ancora e decisamente la pena di fare oratorio sono le esperienze che fanno crescere. Essere protagonisti di qualcosa (cosa sarebbe l’estate senza il Grest?), sentire di avere qualche piccola o grande responsabilità (essere catechista o educatore o barista), misurarsi con le proprie capacità (organizzare qualcosa insieme e non solo per noi) e sperimentarsi nelle prime occasioni di indipendenza (imparare al campo estivo che il letto si fa con due lenzuola…).

E poi, da prete, permettetemi di riportare una frase che mi ha davvero commosso, oltre che colpito e per la quale don Bosco si direbbe contento. Ho chiesto al gruppo di adolescenti cosa ritenessero così bello e prezioso dell’oratorio di oggi, tanto da desiderare che i loro figli possano un giorno fare la stessa esperienza. Una delle prime risposte: “Avere un prete che ti sia amico”.

Sono convinto che valga davvero la pena di fare oratorio! Oggi più che mai.

Don Francesco Fontana
incaricato diocesano Pastorale giovanile

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Foto ITL/MARIGA

 

Sottoscritta venerdì 28 gennaio a Palazzo Lombardia, a Milano, l’Intesa tra Regione Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombardia finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione dei Beni culturali e che consente di costruire politiche di ampio respiro, con nuovi metodi gestionali e finanziari, e di collocare il patrimonio culturale di carattere religioso nell’articolato contesto delle politiche europee di valorizzazione dei beni culturali. Continue reading »

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Visita pastorale, il Vescovo incontra le comunità dei quartieri Zaist e al Maristella

Al via, dal 30 gennaio, la nuova unità pastorale "Madre di Speranza", formata dalle due parrocchie, insieme a Borgo Loreto e San Bernardo

È ormai alle porte, per le parrocchie di San Francesco d’Assisi e Maristella, la visita pastorale, che le vedrà coinvolte nel fine settimana dal 28 al 30 gennaio. Proseguendo il suo percorso nella Zona III, il Vescovo Napolioni incontrerà le due comunità dopo aver visitato le parrocchie di San Bernardo e Borgo Loreto, con le quali San Francesco e Maristella collaborano da alcuni anni in vista della formazione dell’Unità pastorale “Madre di speranza” che sarà formalizzata con la lettura del decreto di costituzione proprio durante la Messa di chiusura della visita pastorale. Continue reading »

Andrea Bassani
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Servizio Civile in Caritas: 4 posti disponibili

Iscrizioni possibili fino al 26 gennaio

Anche Caritas cremonese quest’anno ospita il Servizio Civile Universale. Il progetto si intitola “Cittadini contro le povertà” ed è elaborato insieme a Caritas Crema e Caritas Lodi. I posti disponibili presso Caritas Cremonese sono quattro: due al Centro d’ascolto di via Stenico e due alla Casa dell’Accoglienza di via S. Antonio del Fuoco.

La durata del percorso formativo è di 12 mesi per 25 ore settimanali e prevede un rimborso spese, come stabilito dal Bando volontari del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.

Per i giovani volontari che aderiranno si tratta di un’occasione per contribuire al bene comune e per fare un’esperienza di crescita personale e comunitaria nei valori della pace, della solidarietà e della giustizia.

La scadenza per presentare le domande è fissata alle ore 14 del 26 gennaio tramite il portale istituito dal Ministero al link: https://domandaonline.serviziocivile.it.

Per maggiori informazioni i candidati possono visitare il sito caritascremonese.it o contattare gli uffici di Caritas Cremonese allo 0372-35063.

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Castelleone, domenica 30 gennaio con l’AC una riflessione sulla pace

L'incontro, concentrato sulla situazione critica nell'est-Europa, sarà tenuto da Paolo Bergamaschi, testimone che per ventiquattro anni ha lavorato come consigliere politico presso la Commissione esteri del Parlamento europeo

Dal 1° gennaio 1968, per iniziativa di Paolo VI, la Chiesa cattolica dedica il primo giorno dell’anno alla Giornata mondiale della pace e per questo il mese di gennaio è dedicato alla preghiera e alla riflessione per la pace. Continue reading »

Eugenio Clerici
TeleRadio Cremona Cittanova
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Ministri straordinario della Comunione e pastorale della salute: corso online

Dal 24 febbraio in sei appuntamenti il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 16.30

Sono aperte le iscrizioni al prossimo corso di aggiornamento, proposto dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute in collaborazione con l’Ufficio Liturgico nazionale, quale occasione formativa per i ministri straordinari della Comunione. Si tratta di sei appuntamenti, nei giovedì pomeriggio dal 24 febbraio al 31 marzo 2022, dalle ore 15 alle 16.30. Continue reading »

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