Da 416 anni a scuola alla Beata Vergine: suore in festa con studenti, insegnanti, famiglie ed ex alunni

L'anniversario dell'Istituto religioso cremonese è stato ricordato il 6 maggio nella Messa vissuta a Sant'Agostino

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Una mattinata di festa per dire grazie, con riconoscenza e affetto, per quello che l’Istituto della Beata Vergine di Cremona da più di 400 anni dà a Cremona e ai cremonesi. L’occasione è stata la Messa vissuta, come sempre il 6 maggio, per festeggiare l’anniversario della Congregazione fondata nel 1610 a Cremona dalla nobildonna madre Lucia Perotti. Una realtà che nel tempo si è diffusa in Italia e all’estero – in Sri Lanka e in Kenya soprattutto – conservando intatto il proprio carisma in campo educativo.

E sono stati proprio i bambini e i ragazzi della scuola Beata Vergine i protagonisti della celebrazione nella chiesa parrocchiale di Sant’Agostino a Cremona. Un momento preparato con cura e vissuto con partecipazione, attraverso canti e gesti che hanno espresso la caratteristica più profonda di questa scuola.

Perché «l’importante è che tutta la squadra giochi la stessa partita – ha detto nell’omelia don Marco Bosio, con alcune similitudini sportive – e sapendo che il coach è Gesù». Da qui un invito a essere testimoni del Vangelo con la propria vita per «portare frutto», ha proseguito il sacerdote in riferimento alla pagina evangelica della vite e dei tralci. In altre parole: «Fare il bene che serve agli altri». Perché essere cristiani non può ridursi a un segno esteriore – ha detto con una battutasulle felpe rosse della scuola indossate dai bambini della primaria – ma dallo stile con cui si vive la quotidianità. Non apparenza, dunque, ma credere e rimanere innestati a Gesù, che è «linfa per il futuro».

Ed è che questa la sfida educativa che da oltre 400 anni le madri della Beata Vergine portano avanti cercando un’alleanza che coinvolge da protagoniste anche le famiglie.

Accanto a bambini e ragazzi, insieme agli insegnanti, a Sant’Agostino c’erano anche tanti genitori e nonni, ai quali don Bosio ha chiesto di vivere fine in fondo il loro compito di essere primi educatori nella fede. Così come devono fare anche gli insegnanti – ha detto poi rivolgendosi al corpo docente, tra i banchi insieme ai propri alunni, come anche la dirigente Alessandra Brunelli – vivendo loro per primi ciò che chiedono ai propri studenti.

«In campo educativo – ha detto ancora il sacerdote, docente di Religione alla Beata Vergine – serve l’umiltà di rimettersi sempre in gioco». E, nell’indicare la strada, don Marco Bosio ha riproposto ancora quanto suggerito dalle letture, con la prima comunità cristiana che interpellava  gli apostoli per discernere le strade da intraprendere. Da qui l’invito, per l’oggi, a guardare alla Chiesa e ai pastori con fiducia, nella consapevolezza che nessuno da solo ha una risposta pronta ai problemi.

Nel saluto iniziale, letto dall’insegnante Elena Saliani, il pensiero è andato anche ai tanti ex alunni «che ricordano con riconoscenza il percorso fatto» alla Beata Vergine. Uno sguardo al passato e alle radici, ma rivolto anche al presente e al futuro: «Il periodo attuale, sia pure segnato dal colore della rielaborazione, sfocerà sicuramente in una nuova primavera, rallegrata dalla vostra presenza esuberante e propositiva che conferisce nuova forza e coraggio al nostro cammino. Per tutti questi motivi siamo grati al Signore, che invochiamo perché dia gioia e nuova forza al nostro percorso educativo, consapevoli che la vita riserva sempre nuove sorprese, come la primavera, che succede all’inverno, ricca di fiori e di colori».

Durante la celebrazione non è mancato il riferimento alla prossima chiusura dello storico liceo linguistico, per mancanza di nuove iscrizioni. Un dispiacere alleviato dalla consapevolezza di quanto di bene si è vissuto negli anni e di una strada da continuare a percorrere con rinnovato slancio.

La preghiera alla Beata Vergine, quale mamma premurosa nelle fasi di crescita di ogni ragazzo, insieme alla richiesta di protezione alla fondatrice, madre Lucia Perotti, letta da uno dei genitori al termine della Messa, ha riassunto lo spirito di questa giornata e il carisma delle suore della Beata Vergine, tutte presenti per questa occasione con le madri generali emerite e alla presenza anche della commissaria pontificia, madre Antonia Colombo.

Nelle parole finali di madre Giuliana Arsuffi, superiora della comunità di Cremona, insieme al ringraziamento per l’affetto e la vicinanza di tanti, anche la conferma dell’impegno che le suore della Beata Vergine intendono proseguire a favore delle giovani generazioni. «I bambini e i ragazzi sono la nostra vita. – ha detto – A loro pensiamo sempre quando prepariamo le lezioni e gli ambienti. E quando sono in vacanza ci mancano, ma il silenzio che regna nella scuola li rende presenti nella preghiera». E ancora: «Condividiamo le vostre trepidazioni e operiamo perché i nostri bambini e ragazzi siano sempre felici di tornare a scuola e prepararsi alla vita con la loro fresca intelligenza, con la buona volontà e l’esuberanza di chi va incontro al futuro con il sorriso negli occhi e la fiducia nel cuore».

TeleRadio Cremona Cittanova
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