Archivi della categoria: Sara Pisani

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Testimoni di pace, al Centro pastorale l’incontro con Anselmo Palini

L'incontro è stato promosso da Pax Christi Cremona

Ha riscosso interesse l’incontro che il circolo cremonese di Pax Christi ha tenuto sabato 21 maggio presso la sala Spinelli del Centro pastorale diocesano di Cremona intitolato “Non esistono guerre giuste. Da don Primo Mazzolari a Papa Francesco”. La riflessione, a cui ha assistito un pubblico attento e dialettico nonostante le alte temperature, è stata introdotta da Carla Bellani per Pax Christi ed è stata condotta da Marco Pezzoni in rappresentanza della Tavola della Pace cremonese e da Anselmo Palini. Continua a leggere »

Sara Pisani
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Uno sguardo costruttivo post Covid: sabato convegno presso la Croce Rossa di Casalmaggiore

L'evento, promosso dall'Associazione New Tabor, vedrà intervenire mons. Pierre-Jean Welsh (assistente ecclesiastico internazionale dei farmacisti) e mons. Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu (già segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari della Santa Sede)

“Uno sguardo costruttivo post Covid. Per essere veramente umani” è il titolo del corso di formazione organizzato nella mattinata di sabato 21 maggio dall’Associazione New Tabor, in collaborazione con la commissione bioetica “Save the Life”, la cappellania dell’Ospedale Oglio Po e con il patrocinio dell’Ufficio diocesano di Pastorale della salute. Continua a leggere »

Sara Pisani
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Questione femminile, a Drizzona evento dedicato al tema della violenza sulla donna e della tratta

Nel pomeriggio di domenica 15 maggio presso Cascina Pontirolo

“Dedicato a Viola” è il primo incontro sulla questione femminile, dedicato al tema della violenza sulla donna e della tratta, organizzato da Luana Capelletti Griffini e Nunzia Camisani. L’evento, che ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Piadena Drizzona e la collaborazione con l’Unità pastorale di Piadena Vho e Drizzona, si terrà domenica 15 maggio alle ore 17 presso la Cascina Pontirolo in via Piave 2 A in località Drizzona e vedrà tra le relatrici la dottoressa Lara Raffaini, direttrice del progetto SAI di Cremona e istruttore direttivo del Comune di Cremona esperto in processi di integrazione, e la mediatrice linguistica culturale Sanaa Omari. Continua a leggere »

Sara Pisani
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“Radio del Rey”: inaugurata la nuova emittente della parrocchia di Rivarolo del Re

È stata inaugurata nel pomeriggio di domenica 8 maggio, presso l’oratorio di Rivarolo del Re, “Radio del Rey – Una radio che fa rete”, la prima web radio nata in seno alla parrocchia di San Zeno grazie al sostegno di Federazione Oratori Cremonesi, Movimento lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), Caritas Italiana, Progetto Policoro e Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro. Sara … Continua a leggere »

Il 7 maggio a Gussola apertura speciale con visita guidata della chiesa di Borgolieto

L'evento coinvolgerà una classe della scuola media del paese nell'ambito di un progetto del laboratorio fotografico proposto da Fotocine Casalasco 1966

Speciale apertura, con visita guidata, della chiesa di San Benedetto a Borgolieto, quartiere di Gussola, sabato 7 maggio alle 15.30. L’iniziativa è a cura dell’Istituto comprensivo Dedalo 2000 di Gussola: la classe 2ª B dell’istituto cittadino, infatti, ha seguito un laboratorio fotografico condotto da Fotocine Casalasco 1966 aps di Casalmaggiore, che ha fatto parte del progetto “Ritrovare Borgolieto 3.0″, e che nel pomeriggio di sabato diventerà un’esposizione allestita all’interno della chiesa. Continua a leggere »

Sara Pisani
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Domenica a Martignana la presentazione del “Tu non uccidere” di Mazzolari

La presentazione del libro a cura di don Zanaboni conclude la settimana mazzolariana con la mostra “Conoscere don Primo” allestita in chiesa

Domenica 1 maggio, dopo il rosario delle ore 17, nella chiesa parrocchiale di Martignana di Po, in occasione dell’apertura del mese mariano, sarà presentato il testo di don Primo “Tu non uccidere”, con l’intervento di don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della causa di beatificazione di don Primo. L’evento chiuderà la settimana mazzolariana promossa dal 24 aprile al 1 maggio e durante la quale nella chiesa di Santa Lucia (dalle 9 alle 18.30) si può visitare la mostra per pannelli intitolata “Conoscere don Primo” sulla vita di don Mazzolari, correlata da due multivisioni. L’iniziativa è a cura del circolo Acli di Martignana in collaborazione con il Consiglio pastorale parrocchiale.

Sara Pisani
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Il Vescovo alla Veglia di Pasqua: «Siamo qui per “fare Pasqua” oggi, non da sopravvissuti ma da risuscitati»

Sono quattro i momenti in cui si è articolata la liturgia della Veglia della notte di Pasqua presieduta in Cattedrale dal Vescovo Antonio Napolioni e concelebrata dal Vescovo emerito Dante Lanfranconi, con il Capitolo della Cattedrale. Quattro come i segni significativi della celebrazione più importante dell’anno liturgico: la luce, la Parola di Dio, l’acqua del Battesimo e l’Eucaristia. Sara Pisani Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

Incontri e scelte per una vita nuova. Le storie dei catecumeni che riceveranno i sacramenti durante la Veglia di Pasqua

Una coppia di coniugi e due giovani donne riceveranno dal Vescovo in Cattedrale Battesimo, Comunione e Cresima

Durante la solenne Veglia pasquale di sabato 16 aprile nella Cattedrale di Cremona il vescovo Antonio Napolioni amministrerà i sacramenti dell’iniziazione cristiana a quattro catecumeni che, nella notte più importante dell’anno liturgico, riceveranno Battesimo, Cresima e Prima Comunione.

«Una delle cose più belle per la comunità è vedere persone che scoprono la fede da adulte», ha dichiarato a margine della celebrazione don Luigi Donati Fogliazza, incaricato diocesano per il Catecumenato. «Incontrare persone che da adulte hanno scelto il Battesimo ci fa interrogare su che portata dovrebbe avere la fede nella nostra vita». E ha proseguito: «Per i catecumeni è un dono incontrare la comunità che li accoglie. Ma anche per la comunità è un dono incontrare loro».

Le storie di queste persone sono le più disparate. Tra loro c’è una coppia di sposi originari della Nigeria, Kenneth e Sofia, che vive a Cremona con i propri due figli ed è in attesa di un terzo. Dopo aver battezzato i bambini, ora anche i genitori si sentono pronti a fare questo passo.

E ancora, la storia di Regi, giovane ragazza di origine albanese. La sua famiglia è sempre stata cristiana, ma durante il regime comunista ha dovuto abbandonare la pratica religiosa e non ha potuto battezzare i figli. Dopo aver viaggiato tra Europa e America, Regi ha incontrato quello che poi è divenuto suo marito e, attraverso la figura della suocera Antonietta, si è innamorata del Signore.

C’è poi la vicenda di Alice, giovane nata nel 1996 a Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, da una famiglia di tradizione comunista che tra i valori impartiti ai propri figli non includeva la religione. Solo la figura del nonno, che viveva una sua dimensione spirituale molto personale, le è stata esempio durante l’infanzia. «Mio nonno leggeva la Bibbia da solo e a volte si rifugiava in chiesa quando non c’erano particolari celebrazioni – ricorda Alice –. Lo osservavo senza capire. Solo da adulta ho iniziato a farmi delle domande e nella fede ho trovato le risposte». Per Alice l’incontro con la religione è avvenuto a piccoli passi, grazie a Severina, madre del compagno, che è stata la porta di accesso verso un mondo a lei sconosciuto. «Serviva un certo percorso e maturazione per arrivare alla rivelazione. Nel 2018, al mio terzo viaggio ad Assisi, sono scoppiata in lacrime e ho capito che qualcosa era definitivamente cambiato». Alice non rinnega però le sue origini. «Il mio avvicinamento alla fede è un’integrazione del percorso precedente. Ci sono valori che possono essere condivisi, come il vivere secondo il bene comune o la genuinità nelle relazioni». La famiglia di Alice ha accolto piacevolmente questo suo desiderio e l’ha sostenuta nel suo percorso di conversione.

Ogni storia si situa in un contesto parrocchiale decisivo, quello del paese in cui si vive e da cui, attraverso l’apporto del parroco e di laici formati, sono stati accompagnati alla consapevolezza e alla scelta definitiva di entrare a far parte della comunità cattolica.

Il cammino del pre-catecumenato può avere durata variabile. Nella Diocesi di Cremona, dopo la richiesta formale al vescovo, dura circa due anni ed è scandito da cinque incontri, svolti in parte all’interno della parrocchia di appartenenza e successivamente a livello diocesano.

«La finalità del percorso – prosegue don Fogliazza – è favorire l’incontro tra i catecumeni che provengono da città diverse e contestualmente approfondire il Vangelo e la preghiera, che permette la crescita della propria fede in un clima molto sereno e familiare».

Sara Pisani
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«Nella croce Gesù ha saputo ri-assumere tutto il male del mondo per disinnescarlo»

Con la riflessione del vescovo Napolioni il 23 marzo si è aperto il corso online per insegnanti promosso da Pax Christi

Ha preso avvio nella giornata di mercoledì 23 marzo il corso “Ban the bomb”, organizzato da Pax Christi Italia in collaborazione con la sede cremonese e l’Ufficio scuola diocesano, che si svolgerà online tra marzo e aprile. Si tratta di un percorso per insegnanti di religione (ma aperto anche a docenti di altre discipline) delle scuole secondarie di primo e secondo grado, finalizzato a sensibilizzare sull’importante questione delle armi atomiche e sul Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari entrato in vigore il 22 gennaio 2021, non ancora ratificato dall’Italia e dai Paesi Nato. Tra i relatori il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, il vescovo Giovanni Ricchiuti (presidente di Pax Christi), il premio Nobel per la pace 2017 Lisa Clark (rappresentante italiana della Campagna Ican), Francesco Vignarca (Rete Pace e Disarmo) e don Fabio Corazzina.

L’incontro inaugurale è stato aperto proprio da monsignor Napolioni, attraverso una riflessione sulle radici bibliche della non violenza. «Occorre rispetto per la Rivelazione, come il Concilio Vaticano II ci ha insegnato – ha detto il vescovo –. La Bibbia è libro di Dio e degli uomini, ricco di contraddizioni scandalose, fino alla pietra di inciampo che è Gesù. Ma qualsiasi semplificazione superficiale che riconosca nel Dio dell’Antico Testamento il Dio violento e in quello del Nuovo Testamento il Dio della tenerezza va superata».

In un susseguirsi di citazioni, il vescovo ha tracciato un file rouge tra primo e secondo testamento, mettendo in evidenza i riferimenti cristologici già presenti in Genesi, Levitico, Profeti e Libri Sapienziali.

«”Non ti vendicherai, ma amerai il tuo prossimo” presente nel libro del Levitico. Oppure il “nessuno tocchi Caino” contenuto in Genesi. Sono un’anticipazione del “perdona il tuo nemico” e “porgi l’altra guancia”. Così come le parole dedicate al disarmo pronunciate dai profeti perseguitati, da Elia a Geremia e in particolar modo da Isaia». In ciascuno di questi testi emerge un Dio non vendicativo, ma misericordioso, che sollecita al perdono e al disarmo. «Facciamo attenzione a non tradire – ha sollecitato il vescovo – la natura della rivelazione biblica che mostra presto il limite delle soluzioni violente e predilige l’alternativa della non violenza».

Basti pensare a episodi della vita di Cristo, ai suoi interventi ai discepoli, tentati dall’imbracciare le armi, persino nell’ultima ora presso il Getzemani. Oppure al discorso della montagna, in cui «Gesù introduce le esigenze di una giustizia più alta, perfetta, vera». Non di sole parole, però è stato il messaggio di Cristo. «Nella croce, infatti, Gesù ha saputo ri-assumere tutto il male del mondo per disinnescarlo. Una croce che non tappa la bocca, non serve solo a spiritualizzare, ma fa da ripartenza per ogni percorso che Cristo ci ha rivelato. Cristo, che va incontro consapevolmente alla violenza opponendo come dono gratuito la propria vita, il suo silenzio e perdono, è il primo operatore di pace della storia», ha precisato monsignor Napolioni.

L’incontro è proseguito con un intervento del vescovo Ricchiuti che, a più riprese, ha citato le parole di Papa Francesco relative alla «follia della guerra». A partire dalla dottrina sociale della Chiesa, che opera per un mondo senza guerre, il presidente di Pax Christi si è interrogato su quale strada possa portare a recuperare il senso di umanità perduto nel vivere attuale. E ha trovato risposta nell’avvento e nel recupero del Cristianesimo, che deve ripartire da una nuova evangelizzazione posta in seno a una «riflessione umana e umanistica». «La guerra è una strada senza uscita? A volte sembra ineluttabile questa disumanizzazione del nostro vivere e relazionarci. Eppure l’avvento del Cristianesimo è la risposta non violenta a chi usava violenza – ha concluso –. Nell’enciclica Fratelli tutti” questo è lo spiraglio, quesa è la feritoia in mezzo alla tenebra, per citare don Primo Mazzolari. La fraternità».

Sara Pisani
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