Category Archives: AgenSir

Caritas Jerusalem: aiuti umanitari, assistenza sanitaria e servizi sociali alle comunità vulnerabili

Caritas Jerusalem ha diffuso il suo Rapporto degli interventi 2024-2025 che delineano nel complesso la situazione umanitaria in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Il conflitto in corso a Gaza e l’aumento degli attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania aggravano condizioni di vita già estremamente difficili per la popolazione palestinese

“La guerra in corso ha ferito la nostra gente fisicamente, emotivamente e spiritualmente. In mezzo alla distruzione e agli sfollamenti, è facile sentirsi sopraffatti e impotenti. Eppure, come cristiani, siamo chiamati a essere portatori di speranza, anche nei momenti più bui. Caritas Gerusalemme incarna questa missione, fornendo aiuti umanitari, assistenza sanitaria e servizi sociali alle comunità vulnerabili in Terra Santa, promuovendo dignità, giustizia e pace”. Con queste parole il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, presenta il Rapporto di Caritas Jerusalem per il biennio 2024-2025, diffuso il 1° dicembre nella Città santa. Continue reading »

Daniele Rocchi (Agensir)
TeleRadio Cremona Cittanova
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Leone XIV ai vescovi italiani: “una Chiesa sinodale ha bisogno di rinnovarsi costantemente”

La preghiera sulla tomba di San Francesco, l'incontro a porte chiuse con i vescovi italiani, la Messa e il pranzo con le monache agostiniane a Montefalco. Sono le tappe della visita privata del Papa ad Assisi, con una promessa: il ritorno nella città del Santo nel 2026, per l'ottocentesimo anniversario della morte

“È una benedizione potere venire qui oggi in questo luogo sacro”. Sono le parole pronunciate a braccio da Leone XIV, dopo la preghiera silenziosa, in ginocchio, davanti alla tomba di san Francesco nella basilica inferiore di Assisi. Continue reading »

M.Michela Nicolais (AgenSir)
TeleRadio Cremona Cittanova
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Assemblea CEI, card. Zuppi: «Possa la Chiesa aiutare gli italiani a sentirsi meno polarizzati, isolati e soli»

«Possa la Chiesa aiutare gli italiani a sentirsi meno polarizzati, meno isolati e soli, insomma più popolo!». È l’auspicio del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che nell’introduzione all’assemblea della Cei, in corso ad Assisi dal 17 al 20 novembre, sulla scorta di Benedetto XIV ha sottolineato che «una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare è la solitudine»: «A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall’isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare».

«Non abbiamo timore della diversità se tutto avviene nella maternità della Chiesa e nella comunione», ha proseguito il cardinale, secondo il quale «va riaccesa la passione di far comunità, di pensarsi insieme, che è anche difficile e faticoso, come tutte le cose impegnative, anche perché si tratta di condividere la fraternità in un mondo di persone abituate a vivere sole, a parlarsi in remoto, a fare girare tutto intorno all’io».

«Sostenere una comunità, la sua crescita e il suo sviluppo, è un’arte pastorale, ma è principalmente frutto della Eucaristia, della preghiera comune, del servizio ai poveri», ha fatto notare Zuppi: «Tutti i nostri ministeri acquistano significato se in relazione a una comunità. Va riaccesa e accompagnata questa passione comunitaria che è evangelica e scritta nel profondo dell’animo umano. In una società che si atomizza la Chiesa non cessi mai di essere popolo! Anche in una piccola comunità – lo sappiamo dal Vangelo – c’è una grande forza: attrattiva e missionaria, consolatrice, liberatrice del male. Penso al significato di queste parole nella vita delle città, nelle periferie, nei paesi, nelle cosiddette aree interne: la vita si ravviva con la fede e la fraternità, il male arretra e viene sfidato dal bene».

 

Dal 17 al 20 novembre ad Assisi la 81ª Assemblea generale della CEI: ai lavori anche il vescovo Napolioni

M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Leone XIV: ad ottobre un incontro mondiale sulla famiglia

A dieci anni dall'Amoris Laetitia, il Papa annuncia ad ottobre un incontro per un "discernimento sinodale" sui "passi da compiere" per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi. "Sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società conteporanea"

“Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie, ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”. Lo annuncia Leone XIV, al termine del messaggio in occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica postsinodale “Amoris Laetitia”, diffuso giovedì 19 marzo. Continue reading »

M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Assisi, i vescovi italiani: “Mai più guerra. Mettere al bando le armi e scegliere la pace”

Alla vigilia dell'incontro con il Papa, a conclusione dei lavori della CEI, il 19 novembre nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi i vescovi italiani hanno lanciano un forte appello per la pace: "La Chiesa sceglierà sempre la pace"

“Noi, Pastori della Chiesa italiana, riuniti nella città di san Francesco, uomo di pace, auspichiamo che all’umanità siano risparmiati ulteriori lutti e tragedie e sia evitata la spaventosa ipotesi di una catastrofe dalle conseguenze incalcolabili”. Comincia così l’appello per la pace dei vescovi italiani durante i Vespri e la preghiera per la pace presieduti nel pomeriggio del 19 novembre dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nella chiesa inferiore della basilica di San Francesco ad Assisi, a conclusione della terza giornata dell’81ª Assemblea generale della CEI. In attesa di Papa Leone XIV, che li incontrerà il 20 novembre nella basilica di Santa Maria degli Angeli a conclusione dei lavori, dopo essersi recato in visita privata sulla tomba di San Francesco, nello stesso luogo gli oltre 200 vescovi si rivolgono “a quanti hanno in mano le sorti dei popoli”, sull’esempio del Santo di Assisi.

“Non gli uni contro gli altri, non più, non mai!”: nell’appello risuonano le parole pronunciate sessant’anni fa da San Paolo VI, quando parlando all’Onu ricordava che il fine di questa “nobile istituzione” è quello di agire “contro la guerra e per la pace”.

Perché si concretizzi il sogno della pace, “ieri come oggi, c’è bisogno di una conversione vera”, il richiamo: “È quanto oggi, sulla tomba del Santo, chiediamo umilmente a tutti e in primo luogo a noi stessi, vescovi delle Chiese in Italia”, la preghiera corale:

“Con voce accorata, in nome del principe della pace, supplichiamo quanti governano i popoli, perché – messe al bando le armi, a cominciare dalle testate atomiche – impieghino ogni loro sforzo a servizio della pace e i mezzi a loro disposizione per combattere la fame che è nel mondo. Allora, sì, il Dio della pace sarà noi”.

“La Chiesa è una madre e non sarà mai neutrale, perché sceglierà sempre la pace”, le parole del card. Zuppi nella sua meditazione. “Non pregherà per la vittoria, ma per la pace, che è l’unica vittoria”, ha proseguito il cardinale: “Questo grido è quello delle vittime delle guerre del passato che ci consegnano la memoria della loro sofferenza perché non sia più così. Dobbiamo essere doppiamente consapevoli, per il nostro presente e per il nostro passato prossimo. Molti di voi sono figli di questa generazione. Davanti a questi inferni non possiamo dire che non lo sapevamo. Non vogliamo che la pace sia una tregua”.

“Per la pace bisogna combattere la logica della forza con le armi dell’amore, le uniche capaci di sconfiggere il demone e i demoni che si impadroniscono del mondo e dei cuori delle persone”,

l’indicazione di rotta. Il cardinale ha poi citato il presidente Mattarella, e le sue parole pronunciate “con severa consapevolezza parlando al popolo tedesco”: “Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che se ne faccia uso per l’arbitrio di voler dominare altri popoli?”. “Il cristiano è artigiano di pace – ha spiegato Zuppi – perché pacifico e pacificatore, perché non può dire pazzo a suo fratello, perché ha messo la spada nel fodero, perché vince ogni seme di inimicizia”.

“Non vuole essere maquillage interno, ma sempre per la missione: vogliamo guardare il mondo intorno, le ricerche, i desideri, le gioie e le speranze degli uomini e delle donne”. Così il presidente della Cei ha sintetizzato lo spirito dell’assemblea di Assisi, durante la conferenza stampa con i giornalisti. Al centro dei lavori, il tema della sinodalità e della collegialità, a partire dal Documento di sintesi del Cammino sinodale, approvato il 25 ottobre e sul quale i presuli si sono confrontati in questi giorni per individuarne le “priorità”, da consegnare all’assemblea di maggio per delineare il cammino futuro. “Siamo consapevoli delle difficoltà che viviamo, ma le viviamo con molta collegialità”, il bilancio di Zuppi: “è stato un dibattito ricco, con tante diversità e sfumature, ma con una consapevolezza e determinazione per me consolante. Bisogna trovare come collegialità e sinodalità vanno insieme, ma direi che sono in buona salute tutti e due”. Tra le possibili priorità, il presidente della Cei ha elencato “la chiarezza di metodo, la costruzione della comunità in una Chiesa che cambia e si trasforma, il rapporto col territorio anche in tessuto sociale molto più isolato, dove c’è tanto individualismo, tanta sofferenza e patologie”.

“Ci preoccupa soprattutto l’autonomia differenziata sul suicidio assistito”,

il grido d’allarme in risposta alle domande dei giornalisti sulla morte delle gemelle Kessler . “Il dibattito in corso non è su un diritto, ma sulla depenalizzazione, sono cose molto diverse”, ha precisato riguardo al finora mancato pronunciamento della Corte costituzionale sul suicidio assistito: “L’insistenza sulle cure palliative, che non hanno trovato minimamente attuazione, è una preoccupazione che la Chiesa ha.

Le cure palliative devono essere garantite a tutti in modo efficace e uniforme, in tutte le regioni:

è un modo concreto per alleviare le sofferenze e assicurare dignità fino alla fine”. No, quindi, “alle polarizzazioni o al gioco al ribasso: non si tratta di accanimento, ma di non smarrire umanità”.

“Se c’è una sofferenza, in particolare sull’omoaffettività, dobbiamo studiare il modo, costituire un gruppo di lavoro per dare linee guida che aiutino a mettere assieme le varie preoccupazioni, spero senza malevolenza”,

l’annuncio riguardo alla questione delle coppie omosessuali.

“I vescovi attendono che l’equilibrio, il dialogo, il rispetto, qualcosa di più del fair play istituzionale siano sempre garantiti, tanto più in un momento come questo”,

l’auspicio dopo i recenti attacchi al presidente Mattarella. “Tutti quanti dobbiamo fare un grande sforzo per uscire da qualunque polarizzazione, per dare risposte e certezze, per un dialogo tra le istituzioni che sia all’altezza del momento”, l’appello del presidente della Cei.

M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Leone XIV per la Giornata mondiale poveri: “la carità è il più grande comandamento sociale”

Nel messaggio per la Giornata mondiale del 16 novembre il Pontefice scrive che "lavoro, istruzione, casa, salute sono le condizioni di una sicurezza che non si assicurerà mai con le armi". Segni di speranza sono "le case famiglia, le comunità per i minori, i centri di ascolto e di accoglienza, le mense per i poveri, i dormitori, le scuole popolari"

“Gli ospedali e le scuole sono istituzioni create per esprimere l’accoglienza dei più deboli ed emarginati. Dovrebbero far parte ormai delle politiche pubbliche di ogni Paese, ma guerre e diseguaglianze spesso ancora lo impediscono”. A lanciare il grido d’allarme è Leone XIV, nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri, che si celebra il 16 novembre sul tema “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5). “La speranza nasce della fede, che la alimenta e sostenta, sul fondamento della carità, che è la madre di tutte le virtù. E della carità abbiamo bisogno oggi, adesso”, l’ l’appello del Papa: ”Non è una promessa, ma una realtà a cui guardiamo con gioia e responsabilità: ci coinvolge, orientando le nostre decisioni al bene comune”, perché “chi manca di carità non solo manca di fede e di speranza, ma toglie speranza al suo prossimo”. Continue reading »

M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Rapporto Caritas su “Povertà ed esclusione sociale in Italia”. Pagniello: “Aiutare le comunità a guardare oltre”

Alla vigilia della Giornata mondiale dei poveri presentato il Rapporto 2025 su povertà ed esclusione sociale di Caritas Italiana, dal titolo “Fuori campo. Lo sguardo della prossimità”

In occasione della nona Giornata mondiale dei poveri (domenica 16 novembre 2025), Caritas Italiana pubblica la ventinovesima edizione del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia. A quasi trent’anni dal primo volume “I bisogni dimenticati” (1996), il Rapporto 2025 sceglie di portare al centro del dibattito pubblico quei fenomeni che restano spesso ai margini dello sguardo: disuguaglianze economiche, povertà multidimensionali, azzardo industriale di massa, violenza sulle donne, povertà energetica. Sono i “fuori campo” della società italiana. Continue reading »

Andrea Regimenti (AgenSir)
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Giornata per la Vita. Messaggio Cei: “le vite dei bambini troppo spesso asservite agli interessi dei grandi”

“Le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi”. È la denuncia contenuta nel Messaggio per la 48ª Giornata nazionale per la Vita, che si celebrerà il 1° febbraio 2026 sul tema “Prima i bambini!”. Continue reading »

Riccardo Benotti (AgenSir)
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Leone XIV: “Custodire voci e volti umani” il tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

“Custodire voci e volti umani”. È il tema scelto da Papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà nel 2026. “Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni”, si legge nel comunicato del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

“Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale”. “La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati”, l’appello del messaggio: “La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana”.

“Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali”, il bilancio del Dicastero: “L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze”. Di qui l’urgenza di “introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (Mail, ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy)”. “Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito”, la conclusione del comunicato.

M.Michela Nicolais (AgenSir)
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Cammino sinodale Cei: il 25 ottobre a Roma la terza Assemblea con al centro il voto sul Documento di sintesi con oltre cento proposte

Il Documento finale del Cammino sinodale, frutto di quattro anni di ascolto e confronto, propone 75 azioni concrete per una Chiesa più missionaria, corresponsabile e vicina alle persone. Pace, giustizia sociale, formazione, dialogo e partecipazione sono al centro delle proposte che saranno votate dall’Assemblea sinodale del 25 ottobre

Dopo quattro anni di ascolto, confronto e discernimento, il Cammino sinodale della Chiesa italiana giunge a una tappa decisiva. Sabato 25 ottobre, a Roma, si terrà la terza Assemblea sinodale, momento culminante di un processo avviato nel 2021 per ripensare il volto e la missione delle comunità cristiane nel tempo presente. All’assise, composta da vescovi, delegati diocesani, referenti regionali e membri del Comitato sinodale, sarà presentato e votato il Documento di sintesi con oltre cento proposte. Partecipa anche la delegazione della Diocesi di Cremona con il vescovo Antonio Napolioni e i tre delegati diocesani: Diana Afman, suor Giulia Fiorani e il diacono permanente Walter Cipolleschi. La terza Assemblea sinodale si svolge anche nel contesto del Giubileo delle Équipe sinodali e degli organi di partecipazione. Continue reading »

Riccardo Benotti (AgenSir)
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