Category Archives: Riccardo Benotti (AgenSir)

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Giubileo 2025, oltre 33 milioni di pellegrini a Roma: “Presenze mai viste nei luoghi di preghiera”

Giubileo 2025, bilancio positivo in Vaticano: oltre 33 milioni di pellegrini a Roma, forte dimensione spirituale, opere pubbliche realizzate e collaborazione tra istituzioni. Fisichella, Mantovano e Gualtieri sottolineano il successo del “metodo Giubileo” come modello per il futuro. Sguardo già proiettato al Giubileo del 2033

“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno”. Si può sintetizzare così il bilancio del Giubileo 2025, tracciato questa mattina in Sala Stampa vaticana da mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al prefetto Lamberto Giannini. Tra i 33,4 e i 33,8 milioni di pellegrini avranno attraversato le Porte Sante entro il 6 gennaio, con una media giornaliera di 90.400 presenze nei 358 giorni dell’Anno Santo. “Il temuto pericolo paventato da alcuni che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi è stata pienamente smentita dai risultati ottenuti su tutti i fronti”, ha sottolineato mons. Fisichella. Continue reading »

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Mons. Gallagher: «Serve un cambio di rotta per la pace. La Santa Sede è coscienza critica del sistema globale»

In occasione della Giornata mondiale della pace l'arcivescovo Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, traccia un bilancio geopolitico per l’inizio del 2026. Invita a superare logiche armate e rassegnazione: «Il nuovo anno sia tempo di gesti concreti per la riconciliazione». Denuncia disarmo incompiuto, crisi dimenticate e linguaggio ostile

Deterrenza nucleare, crisi dimenticate e il peso delle parole nei conflitti globali. In occasione della Giornata mondiale della pace, mons. Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, traccia un bilancio dell’ordine mondiale all’inizio del 2026. Dalla frammentazione geopolitica alle emergenze umanitarie normalizzate, il presule britannico sottolinea il ruolo della Santa Sede come “coscienza critica” del sistema internazionale e richiama alla necessità di “gesti verificabili” per una riconciliazione reale. Continue reading »

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Intervista al card. Zuppi: «Crisi, denatalità, carcere. A Natale accendiamo una luce per chi cerca futuro e giustizia»

Il presidente della Cei fa il punto sull’anno appena trascorso: Giubileo 2025, crisi internazionali, denatalità e carcere. Richiama l’impegno della Chiesa su temi sociali urgenti e lancia un messaggio per Natale: «Accendiamo una luce nel buio», accogliendo chi cerca senso, pace, futuro, giustizia

«Il Natale viene per accendere una luce in quel buio che ci disorienta, che ci fa precipitare nell’angoscia, che ci fa vedere nemici dappertutto». Il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, traccia un bilancio del Giubileo 2025 e riflette sulle sfide del nuovo anno: guerre, denatalità, carceri. Nel primo Natale di Leone XIV, la Chiesa in Italia è chiamata a essere «fermento per un mondo riconciliato, accogliendo gli assetati di senso e di futuro, i senzatetto spirituali». Continue reading »

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Cei: “L’Irc è una proposta libera e formativa”. La Nota pastorale rilancia il ruolo educativo della religione a scuola

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei pubblica una nuova Nota pastorale sull’Irc. Oltre l’80% degli alunni si avvale, aumentano gli insegnanti stabili. Il card. Zuppi parla di “cambiamento d’epoca”. Il documento sottolinea pluralismo religioso e alleanze educative tra scuola, famiglia e Chiesa come risposta alle sfide culturali e sociali

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei propone una lettura aggiornata dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. La Nota pastorale approvata dalla 81ª Assemblea generale ad Assisi (17-20 novembre 2025) colloca l’Irc in un contesto attraversato da mutamenti rapidi: flussi migratori, pluralismo religioso, secolarizzazione crescente, intelligenza artificiale. “Non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca”, osserva il card. Matteo Zuppi nella presentazione, espressione che Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno reso emblematica per leggere il tempo presente. Il documento sottolinea che “l’Irc ha saputo aprirsi al confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che lo contraddistingue”, mantenendo attenzione alle radici culturali e religiose del Paese e riconoscendo allo stesso tempo il valore educativo della presenza di tradizioni differenti nelle classi.

L’Irc è presentato come percorso che aiuta gli alunni, anche quelli provenienti da altre fedi, “ad avere consapevolezza del patrimonio culturale e religioso del nostro Paese”.

Degno di nota il fatto che non solo studenti cattolici, ma anche giovani indifferenti o non credenti scelgano di avvalersene, segno della percezione di una proposta che si misura con le domande di senso presenti nelle nuove generazioni.

 

Dinamiche scolastiche e ruolo degli insegnanti

La Nota richiama la natura dell’Irc come “scelta di libertà”, confermata da una partecipazione che supera l’80% degli alunni a livello nazionale. “La scelta di avvalersene non è una dichiarazione di fede o di appartenenza alla Chiesa cattolica, ma una richiesta di formazione scolastica su temi religiosi”, chiarisce il documento, sottolineando la dimensione culturale e educativa di questo insegnamento. L’apprezzamento per l’Irc è legato anche al lavoro degli insegnanti di religione, in gran parte laici, uomini e donne, che entrano nella scuola con quello che il testo definisce “lo spirito del Concilio Vaticano II”, per animare dall’interno una realtà mondana ed essenzialmente laica. I concorsi del 2024 hanno consentito di avere “figure più stabili e radicate”, elemento che rafforza il ruolo educativo di una disciplina spesso riconosciuta “per il contributo umano e culturale all’insieme della comunità scolastica”.

La Nota non trascura gli elementi critici che ancora caratterizzano l’applicazione dell’Irc: collocazioni orarie non favorevoli, applicazione non uniforme della normativa specifica, possibilità per gli studenti più grandi di lasciare l’istituto durante l’ora di religione privandosi di un’occasione formativa.

Questi aspetti vengono tuttavia interpretati alla luce di un quadro complessivo nel quale “superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità”, che emergono nei processi di integrazione con una scuola sempre più multietnica e plurale.

 

Prospettive e responsabilità condivise

La conclusione del documento richiama la responsabilità della Chiesa locale nell’accompagnare l’Irc, invitando a “riconoscere e rispettare la specificità istituzionale dell’Irc guardando con simpatia al lavoro quotidiano degli insegnanti”. Agli Idr viene ricordato che “devono sentirsi membri attivi della comunità cristiana”, richiamo che intende ribadire la natura ecclesiale della loro missione pur svolta all’interno dell’istituzione scolastica.

La Nota si concentra poi sull’urgenza di nuove “alleanze educative” tra famiglia, scuola e comunità ecclesiale, riconoscendo che solo attraverso un’efficace collaborazione di tutte le componenti sociali sarà possibile contrastare i persistenti fenomeni dell’abbandono e della dispersione scolastica.

Il proverbio africano citato nel testo – “per educare un bambino ci vuole un villaggio” – diventa chiave di lettura per interpretare il contesto attuale, segnato da fragilità sociali, disorientamento e frammentazione delle reti educative. L’Irc è descritto come luogo che può contribuire a dare continuità a una tradizione culturale condivisa, offrendo strumenti per leggere le trasformazioni del presente senza perdere la consapevolezza delle radici. “Gli Idr devono sapere che a scuola non sono mai soli ma hanno accanto tutta una comunità che con loro collabora”, sottolinea la Nota, indicando un investimento educativo che riguarda l’intera Chiesa. “A essere in gioco è la sussistenza di un patrimonio di valori spirituali, culturali ed educativi prezioso per il domani delle nuove generazioni e per il futuro del nostro Paese”, conclude il documento.

 

Il documento completo

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Giornata per la Vita. Messaggio Cei: “le vite dei bambini troppo spesso asservite agli interessi dei grandi”

“Le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi”. È la denuncia contenuta nel Messaggio per la 48ª Giornata nazionale per la Vita, che si celebrerà il 1° febbraio 2026 sul tema “Prima i bambini!”. Continue reading »

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Cammino sinodale Cei: il 25 ottobre a Roma la terza Assemblea con al centro il voto sul Documento di sintesi con oltre cento proposte

Il Documento finale del Cammino sinodale, frutto di quattro anni di ascolto e confronto, propone 75 azioni concrete per una Chiesa più missionaria, corresponsabile e vicina alle persone. Pace, giustizia sociale, formazione, dialogo e partecipazione sono al centro delle proposte che saranno votate dall’Assemblea sinodale del 25 ottobre

Dopo quattro anni di ascolto, confronto e discernimento, il Cammino sinodale della Chiesa italiana giunge a una tappa decisiva. Sabato 25 ottobre, a Roma, si terrà la terza Assemblea sinodale, momento culminante di un processo avviato nel 2021 per ripensare il volto e la missione delle comunità cristiane nel tempo presente. All’assise, composta da vescovi, delegati diocesani, referenti regionali e membri del Comitato sinodale, sarà presentato e votato il Documento di sintesi con oltre cento proposte. Partecipa anche la delegazione della Diocesi di Cremona con il vescovo Antonio Napolioni e i tre delegati diocesani: Diana Afman, suor Giulia Fiorani e il diacono permanente Walter Cipolleschi. La terza Assemblea sinodale si svolge anche nel contesto del Giubileo delle Équipe sinodali e degli organi di partecipazione. Continue reading »

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Con 781 “placet” su 809 votanti, la Terza Assemblea sinodale ha approvato il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, intitolato “Lievito di pace e di speranza”. Il voto – elettronico e a scrutinio segreto – ha riguardato l’intero testo e le tre sezioni in cui è articolato: 124 proposizioni complessive, frutto del confronto emerso nella seconda Assemblea e rielaborato con il contributo della Presidenza Cei, del Comitato sinodale, del Consiglio Permanente, degli Uffici e delle Regioni ecclesiastiche. Tra i votanti anche la rappresentanza della Diocesi di Cremona composta dal vescovo Antonio Napolioni e dai tre delegati diocesani: Diana Afman, suor Giulia Fiorani e il diacono permanente Walter Cipolleschi. Continue reading »

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Online il nuovo sito di Avvenire. Girardo: «Non solo un giornale, ma uno strumento di partecipazione»

“Avvenire non è soltanto un giornale che informa, Avvenire è un luogo dove l’informazione si fa relazione, dove si può condividere un’idea di comunità che parte dalla realtà, ma non si ferma a essa”. Così il direttore Marco Girardo presenta oggi il nuovo Avvenire.it, rinnovato nella veste grafica e nella struttura editoriale.

“Immaginatela come una nuova tappa del nostro percorso”, scrive, chiarendo che non si tratta di un maquillage ma di un’evoluzione ispirata a un giornalismo “non urlato, che si caratterizza per una postura dialogante e uno stile costruttivo”.

Il nuovo sito propone contenuti selezionati – inchieste, reportage, storie e approfondimenti – accanto ad Agorà e alle sezioni per rubriche, commenti, podcast e newsletter. In apertura, gli aggiornamenti sui fatti del giorno.

“Non intendiamo lasciarci snaturare da un mercato di esperienze emotive individualistiche e polarizzate – aggiunge – scegliamo piuttosto di socializzare il nostro stile”. L’obiettivo è rafforzare il legame con i lettori, “per costruire una comunità informata, viva, generativa”.

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Attacco alla parrocchia di Gaza. Telefonata del Papa al patriarca Pizzaballa: “farò tutto il possibile perché si fermi l’inutile strage di innocenti”

Nella mattinata di venerdì 18 luglio Papa Leone XIV ha telefonato al patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, per informarsi della situazione a Gaza, dove il patriarca si trova in visita, e sulle condizioni di padre Gabriele Romanelli e degli altri feriti durante l’attacco che giovedì 17 luglio ha colpito la parrocchia della Sacra Famiglia. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede.

Il Papa ha espresso “sostegno e affetto a tutta la comunità raccolta attorno alla parrocchia e a quanti soffrono per la violenza”, ribadendo “la sua intenzione di fare tutto il possibile perché si fermi l’inutile strage di innocenti”.

Insieme al patriarca, Leone XIV ha rivolto il pensiero “a tutte le vittime innocenti, a quelle dell’attacco del 17 luglio e a tutte quelle di questo tempo di dolore in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente”.

In tarda mattinata, il Pontefice ha contattato anche padre Carlos Ferrero, provinciale dell’Istituto del Verbo Incarnato, cui appartiene padre Romanelli, “manifestando la sua vicinanza anche a quanti della comunità, fedeli e religiosi, erano con lui”.

Il Papa assicura a tutti “la sua preghiera e il suo incessante impegno per la pace, unica via che preserva l’umanità di tutte le parti”.

 

Vicinanza e solidarietà alla parrocchia Sacra Famiglia di Gaza

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