Category Archives: Riccardo Benotti (AgenSir)

CEI, dal Consiglio permanente priorità a pace, giovani e comunità accoglienti

Dal Consiglio episcopale permanente emergono alcune priorità per il cammino delle Chiese in Italia: educazione alla pace, attenzione ai giovani, rafforzamento delle comunità e rinnovamento dei percorsi di trasmissione della fede. I vescovi indicano la necessità di una conversione missionaria e di comunità capaci di accogliere e accompagnare le fragilità del presente

Pace, trasmissione della fede, vita delle comunità, giovani, iniziazione cristiana, uso delle risorse economiche e orientamenti per il cammino ecclesiale: il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente della CEI restituisce un’agenda ampia, nella quale i vescovi tengono insieme dimensione pastorale, responsabilità istituzionale e lettura del tempo presente. Continue reading »

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Festa dei lavoratori, Cei: “il lavoro non può perdere la sua vocazione alla pace, la guerra è il grande inganno”

“Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo gli aratri in lance. Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno”. È uno dei passaggi centrali del Messaggio per la Festa dei lavoratori, diffuso dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, sul tema “Il lavoro e l’edificazione della pace”. Continue reading »

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La fede che nasce online e rischia di non incarnarsi

Il Rapporto sinodale sulla missione nell'ambiente digitale ha il merito di non cedere agli entusiasmi facili: riconosce opportunità e rischi del digitale senza semplificare. Leone XIV ha offerto la chiave più precisa: una fede scoperta solo online rischia di restare "disincarnata". Il digitale può avvicinare qualcuno alla soglia. Varcarla, però, richiede qualcosa di diverso

A volte basta seguire un giovane nel suo percorso per capire dove si trova oggi la frontiera della fede. Un ragazzo di vent’anni a cui capita, su YouTube o su Instagram, di imbattersi in una domanda che non sapeva di avere. Nessuna parrocchia, nessun prete che lo conosce per nome, nessuna comunità che lo aspetta la domenica mattina. Eppure qualcosa di reale è accaduto: una scintilla, forse l’inizio di una ricerca. È qui, in questo spazio sospeso tra il monitor e la vita, che il Rapporto finale del Gruppo di Studio 3 sulla missione nell’ambiente digitale individua una delle sfide più profonde per la Chiesa del nostro tempo. Continue reading »

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Appello dei vescovi di Italia, Francia, Germania e Polonia: “L’Europa riscopra la sua anima, i cristiani siano pellegrini di speranza”

I presidenti delle Conferenze episcopali di Italia, Francia, Germania e Polonia firmano un documento congiunto che richiama l’eredità dei padri fondatori e la vocazione cristiana del continente. In un mondo “lacerato da guerre e violenza”, i vescovi invitano i credenti a impegnarsi per un’Europa solidale, aperta e capace di dialogo. Al centro, l”invito di Papa Leone XIV a essere “pellegrini di speranza”

“È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme!”. Parte da queste parole di Papa Leone XIV, pronunciate a conclusione del Giubileo della Speranza, l’appello firmato dai presidenti delle Conferenze episcopali di Italia, Francia, Germania e Polonia. Il documento, intitolato “Cristiani per l’Europa. La forza della speranza” e diffuso il 13 febbraio, richiama l’urgenza di una rinnovata responsabilità dei credenti per il futuro del continente. Continue reading »

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Milano-Cortina 2026, Govoni: “La pace si costruisce con l’istruzione, l’identità e la libertà”

Il giovane attivista cremonese fondatore di Still I Rise sarà portabandiera olimpico a Milano-Cortina 2026. Attraverso l’evento intende promuovere a livello globale istruzione, diritti dell’infanzia e autodeterminazione dei popoli. La sua organizzazione opera in contesti fragili come Siria, Congo e Kenya per garantire scuole gratuite e di eccellenza ai bambini più vulnerabili

“La pace si costruisce con l’istruzione, l’identità e la libertà”. Il cremonese Nicolò Govoni, scrittore e attivista per i diritti umani, è il fondatore e presidente di Still I Rise, organizzazione umanitaria che garantisce istruzione di eccellenza gratuita ai bambini profughi e vulnerabili in Grecia, Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Yemen e Colombia. Venerdì 6 febbraio sarà tra i portabandiera della bandiera olimpica alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, allo stadio di San Siro. Continue reading »

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Novità editoriale: Francesco d’Assisi, icona planetaria che interroga il presente

Francesco d’Assisi è diventato un’icona universale, capace di parlare a credenti e non credenti. Ma dietro la familiarità si nasconde una storia complessa di riletture, appropriazioni e usi pubblici. Un volume recente invita a distinguere tra il Francesco della storia e quello della memoria, interrogando il nostro presente

C’è un volto che attraversa i secoli senza perdere forza. Lo si ritrova nelle icone medievali come nei manifesti ecologisti, nei documenti papali come nelle canzoni pop. Francesco d’Assisi è forse l’unico santo capace di parlare a credenti e non credenti con la stessa immediatezza. Ma questa familiarità nasconde una storia più complessa, fatta di riscritture, appropriazioni, usi politici. È la storia che il volume “Pensare Francesco” (Il Mulino), curato da Valerio De Cesaris, Daniele Menozzi, Andrea Possieri e Adriano Roccucci, ricostruisce con rigore, restituendo profondità a un’icona che rischiava di diventare scontata. Continue reading »

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Mons. Gallagher: «Serve un cambio di rotta per la pace. La Santa Sede è coscienza critica del sistema globale»

In occasione della Giornata mondiale della pace l'arcivescovo Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, traccia un bilancio geopolitico per l’inizio del 2026. Invita a superare logiche armate e rassegnazione: «Il nuovo anno sia tempo di gesti concreti per la riconciliazione». Denuncia disarmo incompiuto, crisi dimenticate e linguaggio ostile

Deterrenza nucleare, crisi dimenticate e il peso delle parole nei conflitti globali. In occasione della Giornata mondiale della pace, mons. Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, traccia un bilancio dell’ordine mondiale all’inizio del 2026. Dalla frammentazione geopolitica alle emergenze umanitarie normalizzate, il presule britannico sottolinea il ruolo della Santa Sede come “coscienza critica” del sistema internazionale e richiama alla necessità di “gesti verificabili” per una riconciliazione reale. Continue reading »

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Intervista al card. Zuppi: «Crisi, denatalità, carcere. A Natale accendiamo una luce per chi cerca futuro e giustizia»

Il presidente della Cei fa il punto sull’anno appena trascorso: Giubileo 2025, crisi internazionali, denatalità e carcere. Richiama l’impegno della Chiesa su temi sociali urgenti e lancia un messaggio per Natale: «Accendiamo una luce nel buio», accogliendo chi cerca senso, pace, futuro, giustizia

«Il Natale viene per accendere una luce in quel buio che ci disorienta, che ci fa precipitare nell’angoscia, che ci fa vedere nemici dappertutto». Il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, traccia un bilancio del Giubileo 2025 e riflette sulle sfide del nuovo anno: guerre, denatalità, carceri. Nel primo Natale di Leone XIV, la Chiesa in Italia è chiamata a essere «fermento per un mondo riconciliato, accogliendo gli assetati di senso e di futuro, i senzatetto spirituali». Continue reading »

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Giubileo 2025, oltre 33 milioni di pellegrini a Roma: “Presenze mai viste nei luoghi di preghiera”

Giubileo 2025, bilancio positivo in Vaticano: oltre 33 milioni di pellegrini a Roma, forte dimensione spirituale, opere pubbliche realizzate e collaborazione tra istituzioni. Fisichella, Mantovano e Gualtieri sottolineano il successo del “metodo Giubileo” come modello per il futuro. Sguardo già proiettato al Giubileo del 2033

“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno”. Si può sintetizzare così il bilancio del Giubileo 2025, tracciato questa mattina in Sala Stampa vaticana da mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al prefetto Lamberto Giannini. Tra i 33,4 e i 33,8 milioni di pellegrini avranno attraversato le Porte Sante entro il 6 gennaio, con una media giornaliera di 90.400 presenze nei 358 giorni dell’Anno Santo. “Il temuto pericolo paventato da alcuni che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi è stata pienamente smentita dai risultati ottenuti su tutti i fronti”, ha sottolineato mons. Fisichella. Continue reading »

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Cei: “L’Irc è una proposta libera e formativa”. La Nota pastorale rilancia il ruolo educativo della religione a scuola

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei pubblica una nuova Nota pastorale sull’Irc. Oltre l’80% degli alunni si avvale, aumentano gli insegnanti stabili. Il card. Zuppi parla di “cambiamento d’epoca”. Il documento sottolinea pluralismo religioso e alleanze educative tra scuola, famiglia e Chiesa come risposta alle sfide culturali e sociali

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei propone una lettura aggiornata dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. La Nota pastorale approvata dalla 81ª Assemblea generale ad Assisi (17-20 novembre 2025) colloca l’Irc in un contesto attraversato da mutamenti rapidi: flussi migratori, pluralismo religioso, secolarizzazione crescente, intelligenza artificiale. “Non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca”, osserva il card. Matteo Zuppi nella presentazione, espressione che Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno reso emblematica per leggere il tempo presente. Il documento sottolinea che “l’Irc ha saputo aprirsi al confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che lo contraddistingue”, mantenendo attenzione alle radici culturali e religiose del Paese e riconoscendo allo stesso tempo il valore educativo della presenza di tradizioni differenti nelle classi.

L’Irc è presentato come percorso che aiuta gli alunni, anche quelli provenienti da altre fedi, “ad avere consapevolezza del patrimonio culturale e religioso del nostro Paese”.

Degno di nota il fatto che non solo studenti cattolici, ma anche giovani indifferenti o non credenti scelgano di avvalersene, segno della percezione di una proposta che si misura con le domande di senso presenti nelle nuove generazioni.

 

Dinamiche scolastiche e ruolo degli insegnanti

La Nota richiama la natura dell’Irc come “scelta di libertà”, confermata da una partecipazione che supera l’80% degli alunni a livello nazionale. “La scelta di avvalersene non è una dichiarazione di fede o di appartenenza alla Chiesa cattolica, ma una richiesta di formazione scolastica su temi religiosi”, chiarisce il documento, sottolineando la dimensione culturale e educativa di questo insegnamento. L’apprezzamento per l’Irc è legato anche al lavoro degli insegnanti di religione, in gran parte laici, uomini e donne, che entrano nella scuola con quello che il testo definisce “lo spirito del Concilio Vaticano II”, per animare dall’interno una realtà mondana ed essenzialmente laica. I concorsi del 2024 hanno consentito di avere “figure più stabili e radicate”, elemento che rafforza il ruolo educativo di una disciplina spesso riconosciuta “per il contributo umano e culturale all’insieme della comunità scolastica”.

La Nota non trascura gli elementi critici che ancora caratterizzano l’applicazione dell’Irc: collocazioni orarie non favorevoli, applicazione non uniforme della normativa specifica, possibilità per gli studenti più grandi di lasciare l’istituto durante l’ora di religione privandosi di un’occasione formativa.

Questi aspetti vengono tuttavia interpretati alla luce di un quadro complessivo nel quale “superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità”, che emergono nei processi di integrazione con una scuola sempre più multietnica e plurale.

 

Prospettive e responsabilità condivise

La conclusione del documento richiama la responsabilità della Chiesa locale nell’accompagnare l’Irc, invitando a “riconoscere e rispettare la specificità istituzionale dell’Irc guardando con simpatia al lavoro quotidiano degli insegnanti”. Agli Idr viene ricordato che “devono sentirsi membri attivi della comunità cristiana”, richiamo che intende ribadire la natura ecclesiale della loro missione pur svolta all’interno dell’istituzione scolastica.

La Nota si concentra poi sull’urgenza di nuove “alleanze educative” tra famiglia, scuola e comunità ecclesiale, riconoscendo che solo attraverso un’efficace collaborazione di tutte le componenti sociali sarà possibile contrastare i persistenti fenomeni dell’abbandono e della dispersione scolastica.

Il proverbio africano citato nel testo – “per educare un bambino ci vuole un villaggio” – diventa chiave di lettura per interpretare il contesto attuale, segnato da fragilità sociali, disorientamento e frammentazione delle reti educative. L’Irc è descritto come luogo che può contribuire a dare continuità a una tradizione culturale condivisa, offrendo strumenti per leggere le trasformazioni del presente senza perdere la consapevolezza delle radici. “Gli Idr devono sapere che a scuola non sono mai soli ma hanno accanto tutta una comunità che con loro collabora”, sottolinea la Nota, indicando un investimento educativo che riguarda l’intera Chiesa. “A essere in gioco è la sussistenza di un patrimonio di valori spirituali, culturali ed educativi prezioso per il domani delle nuove generazioni e per il futuro del nostro Paese”, conclude il documento.

 

Il documento completo

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