Category Archives: News

Il ricordo dell’arcivescovo Cazzani a 70 anni dalla morte

Nella testimonianza di alcuni canonici il ricordo del Vescovo di Cremona dal 1914 sino alla morte, avvenuta il 26 agosto 1952: grande uomo cultura e guida salda per la Diocesi nelle due guerre mondiali

Sono trascorsi pochi giorni dal 70° anniversario di morte dell’arcivescovo Giovanni Cazzani, a Cremona dal 1914 sino alla morte, avvenuta il 26 agosto 1952. Le sue spoglie riposano nella cripta della Cattedrale di Cremona, a pochi metri dall’urna che conserva le reliquie di sant’Omobono, patrono della città e della diocesi. Originario di Samperone, in provincia di Pavia, il vescovo Cazzani è unanimemente considerato uno dei pastori più insigni della Chiesa cremonese: apprezzatissimo per la vasta cultura e la sincera pietà, guidò con mano ferma e sapiente la diocesi nel mezzo di due guerre mondiale, della dittatura fascista e del difficile tempo della riconciliazione e della ricostruzione dopo la Liberazione dal giogo nazista. Per lui è in corso il processo di beatificazione, aperto alcuni anni fa insieme a quello di don Primo Mazzolari. Continue reading »

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Buona domenica, l’iniziativa di solidarietà che a Cristo Re ha coinvolto volontari e bambini

Elisabetta: «La carità fatta insieme ci apre al quartiere e costruisce relazioni»

«Un pasto per la domenica… ma non solo! La porta che si apre, il sorriso, l’incontro, ci hanno aiutato a vedere la nostra comunità come una grande famiglia, capace di ospitalità». Hanno scritto così i volontari della parrocchia di Cristo Re, a Cremona, sui biglietti che hanno accompagnato l’ultimo pasto consegnato agli anziani del quartiere nell’ambito dell’iniziativa diocesana “Buona domenica” proposta nella Quaresima di carità 2022: un tempo, quello in attesa della Pasqua, che ha voluto aiutare le comunità a preparare anche una attenzione caritativa nei confronti di persone sole, in particolare di anziani, concretizzandosi, nel tempo pasquale, ogni domenica, nella distribuzione a domicilio di un pasto completo da asporto per loro. Continue reading »

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FOCr, il programma della Scuola animatori a Cesenatico

Entro il 31 luglio le iscrizioni all’esperienza formativa rivolta agli animatori d’oratorio per approfondire le motivazioni e gli strumenti del proprio servizio

La Federazione oratori cremonesi, dopo lo stop forzato a causa della pandemia, torna a riproporre agli adolescenti “Giochiamoci i talenti – scuola animatori”, esperienza formativa rivolta agli animatori d’oratorio a partire dai 15 anni per approfondire le motivazioni e gli strumenti del proprio servizio. Quest’anno la “scuola animatori” si svolgerà in una nuova location, a Cesenatico, presso la Casa Sant’Omobono, dal 5 al 7 settembre. Continue reading »

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Sinodo. Per una Chiesa che non divide il mondo, ma lo ascolta alla luce della Parola. Intervista a don Maccagni

Il vicario episcopale don Gianpaolo Maccagni rilegge il documento della Cei: "Nel testo nazionale riconosco la voce delle nostre comunità"

È stato pubblicato in questi giorni il documento di Sintesi in cui la Conferenza episcopale italiana ha raccolto il lavoro della prima fase del percorso sinodale avviato nelle diocesi italiane nel primo anno dedicato all’ascolto. Un percorso che ha coinvolto anche la Chiesa cremonese nelle zone pastorali, nelle parrocchie, tra i gruppi e le associazioni.

Scarica qui il documento completo (pdf)

Rileggiamo dunque la Sintesi della Cei alla luce del percorso diocesano insieme a don Gianpaolo Maccagni, vicario episcopale per il Clero e la pastorale della Diocesi di Cremona.

Don Maccagni, lei ha seguito da vicino la fase diocesana nelle comunità sul territorio: riconosce la voce della chiesa Cremonese tra le righe del documento di sintesi pubblicato della CEI?

Mi ci ritrovo molto, soprattutto nella prima parte del documento, in cui si descrivono le difficoltà e le buone opportunità sperimentate nel corso del percorso avviato in diocesi con la fase di ascolto. Da un lato la difficoltà di uscire dall’ambito parrocchiale e intra-ecclesiale, quella di intercettare alcuni ambiti della società, come ad esempio quello dei giovani, e anche la fatica di motivare tutto il clero che non ha accolto sempre con convinzione ed entusiasmo  l’opportunità dell’evento sinodale. Ci consola in qualche modo riconoscere che anche le altre diocesi italiane hanno vissuto le stesse difficoltà. Così come è bello vedere che anche le altre chiese locali italiane hanno riconosciuto nella riscoperta di uno stile di ascolto e di discernimento con il coinvolgimento dei laici una una buona opportunità. Certo, deve essere mantenuto e non solo ricordato come un evento che inizia e finisce.

La voce delle comunità, consegnato a Roma il documento di sintesi del Sinodo (video e download)

C’è nella sintesi Cei qualche passaggio in particolare emerso con forza anche in diocesi?

Si è notato subito un deficit di ascolto. Quando abbiamo creato situazioni in cui i laici hanno avuto la possibilità di esprimersi anche molto liberamente, si è notato con evidenza il bisogno di essere ascoltati. È una dimensione che si era trascurata. È emerso come la gestione delle parrocchie e delle strutture ecclesiali in generale sia ancora centrata sul ruolo determinante del clero. I laici e i religiosi si sentivano considerati come buoni collaboratori e non come soggetti attivi. Questo si traduce nell’invito urgente a mettere al centro persone e relazioni più che le cose da fare, così come – ad esempio – nella domanda di liturgie più attraenti e coinvolgenti, in un nuovo modo di concepire e praticare la collaborazione tra preti, laici e religiosi.

A che punto siamo su questo fronte?

Per rendercene conto abbiamo osservato lo stato di salute degli organismi diocesani di rappresentanza ecclesiale, che dovrebbero essere la rappresentazione di una Chiesa che vive dei suoi diversi carismi. Vi abbiamo trovato una sentimento diffuso di stanchezza e frustrazione; si percepisce spesso la sterilità di questi organismi che non mostrano il volto di una Chiesa come deve essere: luoghi di sincero ascolto dove esiste, certo, una presidenza presbiterale, ma soprattutto luoghi dove si ascolta. Il compito del prete è quello di riconoscere le voci di tutti e farne sintesi. Può avere l’ultima parola ma non deve certo essere l’unica. 

In questo senso come procede il cammino sulle nuove ministerialità laicali all’interno della Chiesa? 

Paradossalmente la diminuzione numerica del clero non ha portato in questi anni a una reale valorizzazione dei ministeri laicali, ma ha prodotto piuttosto un sovraccarico di lavoro per i preti e una tendenza alla delega ai laici di alcune mansioni pastorali, come una triste necessità più che come occasione. Dovremo lavorare per dare nuovo valore a spazi di condivisione e corresponsabilità e proporre percorsi efficaci di formazione per i ministeri laicali. Tra i cantieri messi in evidenza dal vescovo per il nuovo anno pastorale c’è proprio quello su ministerialità e formazione.

Fragilità, liturgia, ruolo delle donne, mancanza di una comunicazione trasparente… Sono tanti i temi affrontati dalla sintesi della CEI: quale tra questi secondo lei toccherà più da vicino la sensibilità delle comunità cristiane?

Sono temi significativi. A porli, anche in diocesi, più che i gruppi parrocchiali, sono stati movimenti, associazioni e gruppi informali creati nelle parrocchie. Ad esempio si è sottolineato con forza il bisogno di ridare vigore e dignità alla donna nella vita ecclesiale, non solo nella fase esecutiva, ma in quella decisionale da cui purtroppo la presenza femminile è ancora tenuta ai margini.

Un altro aspetto che è stato proposto con particolare urgenza è quello di una comunicazione che non può essere intesa sono solo interna al tessuto ecclesiale, ma deve porsi l’obiettivo di imparare un linguaggio meno ecclesiastico che consenta di aprire un dialogo con i mondi in cui cristiani sono presenti nel quotidiano: cultura politica sport… e con il mondo delle fragilità, ambito dove in alcuni casi la comunità si mobilita, mentre in altri la Chiesa appare ancora distante (penso ad esempio alle comunità Lgbt o alle persone separate e divorziate):  c’è ancora chi si sente giudicato come utente, più che accolto come persona con cui dialogare.

Da un lato il documento della Cei sottolinea il richiamo al rinnovamento, dall’altro la necessità di riferimenti certi: la Sintesi fa più volte riferimento alla necessità di tornare sempre di più alla Parola. Le nostre comunità hanno iniziato questo percorso con il Giorno dell’Ascolto: quali frutti sta portando e quali potrà portare?

È un cammino da proseguire. La Cei parla di “conversazione spirituale” e la logica è proprio quella del nostro Giorno dell’ascolto: abitudine a ritrovarsi nell’ascolto della Parola, e insieme a dei fratelli, per fare discernimento su una storia che pone interrogativi nuovi a cui lo Spirito dà risposte nuove da riconoscere per interpretare correttamente il tempo e il vissuto delle persone. È questo il fondamento per una Chiesa che non sia più solo “maestra”, che sa già tutte le risposte dare, ma che sia una Chiesa capace di ascoltare, di mettersi alla ricerca dei segni che lo Spirito ha disseminato negli ambiti e nei luoghi della società. “Discernimento” è la parola chiave che richiede oggi uno sforzo per mettersi autenticamente in ascolto della realtà, da comprendere e interpretare alla luce della Rivelazione che ci viene data nella Parola di Dio.

Certo, la volontà di rinnovamento che emerge da questa prima fase di Sinodo, prende forma da una forte presa di coscienza di criticità significative che mettono in evidenza il rischio di una distanza sempre maggiore tra la Chiesa e la società. Qual è la via da seguire?

Più che di strategie pastorali, si tratta di abbracciare una nuova mentalità: non considerare più il mondo spaccato in due tra chi è dentro e chi è fuori, tra chi è “dei nostri” e chi è lontano. C’è bisogno di una Chiesa che non abbia sul mondo uno sguardo di proselitismo: non viviamo un mondo da riconquistare perché abbiamo perso spazi, ma è principalmente un mondo da ascoltare, accompagnare e incontrare nei semi di verità che lo Spirito suscita in ogni circostanza. Così è urgente entrare in dialogo con il nostro tempo per portare la luce del Vangelo come risposta al bisogno di pienezza che c’è nel cuore di ogni uomo. I passi in avanti sono da fare insieme all’umanità e dentro la storia.

Quale sarà l’utilizzo che la comunità cristiana sul territorio potrà fare di questo documento?

Come orientamenti pastorali per il nuovo anno abbiamo sposato in pieno i cantieri proposti dalla Chiesa italiana per questa seconda fase del Sinodo, che chiamiamo “fase narrativa”. Sono quattro i cantieri che il Vescovo proporrà alla comunità cristiana  in cui i temi emersi verranno posti al centro dell’attenzione: l’ascolto di quei ‘mondi’ che non abbiamo ancora intercettato, la sperimentazione di nuovi spazi e nuovi linguaggi per il dialogo, la condivisione della Parola, la formazione del clero e del laicato, promuovendo una autentica ministerialità. Ci sarà anche un cantiere dedicato all’itinerario dell’iniziazione cristiana introdotto vent’anni fa in diocesi, ma bisognoso ora di adattamenti . Vivere questo secondo anno “narrativo” impegnandoci tutti in questi cantieri già aperti che ci permetteranno di individuare percorsi efficaci per il rinnovamento ecclesiale che viene richiesto.

Sinodo: pubblicata dalla CEI la sintesi finale della fase diocesana

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Salvador de Bahia, terminata l’estate missionaria dei giovani cremonesi

Giunge ormai alla conclusione l’esperienza missionaria dei cinque giovani della diocesi di Cremona che, dopo il mandato ricevuto dal vescovo Napolioni la domenica di Pentecoste, sono partiti, destinazione Brasile, per un’estate di carità nella parrocchia di Cristo Risorto di Salvador de Bahia. Tutti i ragazzi infatti hanno già fatto rientro “a casa”, nelle loro parrocchie, eccezion fatta per Davide Chiari, che tornerà in Italia il … Continue reading »

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L’attualità di sant’Agostino in scena a Bozzolo

Nell’ambito della festa dell’oratorio mercoledì 31 agosto nella chiesa di San Pietro proposto il progetto drammaturgico “Io, Agostino, soprattutto cristiano” di Jim Graziano Maglia, tratto da Le Confessioni

A ventinove anni dalla prima rappresentazione, l’attore e regista cremonese Jim Graziano Maglia ha riproposto, la sera di mercoledì 31 agosto nella chiesa parrocchiale di San Pietro, a Bozzolo, nell’ambito dei giorni dedicati alla festa dell’oratorio, il progetto drammaturgico “Io, Agostino, soprattutto cristiano”, tratto da Le Confessioni di Sant’Agostino e giunto al ventinovesimo anno di repliche. Continue reading »

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Le voci dei giovani cremonesi volontari al Meeting: «Per noi un’esperienza di incontro»

Si è concluso da pochi giorni alla Fiera di Rimini il 43° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli. Il titolo dell’edizione 2022 “Una Passione per l’uomo” riprende un intervento di don Luigi Giussani del 1985: «Il cristianesimo non è nato per fondare una religione, è nato come passione per l’uomo». Ed è proprio questa l’esperienza testimoniata da alcuni ragazzi cremonesi che hanno partecipato all’evento come volontari.

Ciò che ha colpito Gaia, cremonese universitaria, è stato lo stupore negli occhi delle persone, durante una serata di canti. Seduta alle “Piscine Est” della Fiera in una pausa dal suo lavoro come hostess, racconta: «Ieri, alla serata di canti che abbiamo organizzato, c’era tantissima vita – e aggiunge sorridendo – però, non per merito mio». Un “surplus” di vita, non del tutto spiegabile come esclusivo prodotto della buona volontà di chi si è messo all’opera: contagio di vita e unità che i tanti giovani che hanno offerto il loro impegno hanno riconosciuto come un dono di cui essere grati. Basta pensare ai dialoghi nati tra ospiti o visitatori di nazionalità, fede, convinzioni o schieramenti politici diversi. In questi cinque giorni, ci si è allenati a riconoscere nell’altro una risorsa buona per la propria vita. Anche nella semplicità di un incontro fortuito o nel più umile dei “servizi”, al Meeting «ogni secondo è occasione per un incontro»: lo afferma Paolo, giovane cremonese che indossa una maglia viola per contraddistinguere il suo compito di parcheggiatore.

Mostre, convegni, spettacoli: qualsiasi proposta del Meeting intercetta il “desiderio di felicità, di bene, di verità e di giustizia che abita nel cuore di ognuno”. È la mission dell’evento, come viene esplicitato nel sito ufficiale della Fondazione.

Ciò non significa che il lavoro sia privo di difficoltà: «Se l’anno scorso il Meeting è stato per me una rinascita, quest’anno mi sono stati messi davanti i miei limiti» afferma Chiara, anche lei di Cremona, vestita con la t-shirt gialla del settore ristorazione. Aggiunge sorridendo: «Eppure, c’è qualcuno che mi vuole così».  Si può arrivare dopo un anno faticoso e si può arrivare carichi del proprio limite, sicuri che ci sarà qualcuno pronto ad accoglierti, «anche persone con cui non hai mai parlato» dice Chiara.

Dunque, un luogo di incontro, accoglienza e soprattutto gratuità, come testimoniano i ragazzi di Cremona lì presenti. Nei cinque giorni del Meeting, tra mostre, convegni e spettacoli, tutti, compresi i nostri ragazzi, hanno potuto riconoscere quella “passione per l’uomo” con forza richiamata dal fondatore del movimento di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani. Come riporta il sito della Fondazione, il Meeting di Rimini, andando a scomodare tanti ambiti della cultura, vuole essere “il luogo fisico in cui sperimentare come l’esperienza della fede cristiana vissuta sia capace di incontrare e valorizzare ogni tentativo umano che collabora positivamente al destino di ogni uomo”.

Matilde Gilardi
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Il vescovo a Castelverde per la festa patronale di S. Archelao

Sfoglia la Photogallery completa Nel pomeriggio di domenica 28 agosto presso la chiesa parrocchiale di Castelverde, nell’unità pastorale Madre Nostra formata dalle cinque comunità presenti nel comune di Castelverde, è stata celebrata la festa patronale di sant’Archelao con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napoleoni e concelebrata dal parroco don Giuliano Vezzosi, dal vicario don Matteo Bottesini, dal collaboratore don Claudio Rasoli e dagli ex … Continue reading »

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“Giovani IN cammino”, torna il progetto regionale dedicato alla vita negli oratori

Destinata ai ragazzi dai 14 ai 25 anni, l'iniziativa si pone come opportunità per valorizzare la progettazione e realizzazione di interventi educativi. Adesioni entro il 30 settembre 2022

È stato confermato anche per l’anno 2022/2023 il progetto regionale Giovani IN cammino, per il quale le parrocchie della diocesi di Cremona possono presentare domanda di adesione entro il prossimo 30 settembre.

Saranno 150 (di cui almeno 8 in diocesi di Cremona) le azioni progettuali rivolte ai giovani dai 14 ai 25 anni che verranno realizzate all’interno degli oratori lombardi, grazie alla collaborazione tra Odielle e Regione Lombardia – Assessorato allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione.

Il progetto “Giovani IN cammino” si pone come opportunità per valorizzare il protagonismo dei giovani nella vita e nelle attività degli oratori, in modo particolare nella progettazione e realizzazione di interventi educativi e iniziative che abbiano per destinatari gli stessi giovani, ma anche gli adolescenti a partire dai 14 anni.

Le nuove azioni progettuali da realizzare in oratorio o sul territorio dovranno essere rivolte in particolare al contrasto del disagio adolescenziale e giovanile e intercettare minori fra i 14 e i 17 anni e giovani fino ai 25 anni. La logica del progetto vuole che per realizzare queste azioni progettuali siano ingaggiati soprattutto dei giovani (maggiorenni) che potranno impegnarsi anche dal punto di vista professionale. Anche per l’anno 2022-2023, possono essere attivati progetti per la presenza educativa in oratorio, lo sport, la formazione, la vita comune dei 20-30enni.

 

Le quattro linee progettuali

Giovani INsieme punterà alla stimolazione dell’aggregazione giovanile incoraggiandone il protagonismo attraverso l’inserimento di giovani nelle attività dell’oratorio, come presenza educativa stabile e continuativa.

Giovani IN campo valorizzerà lo sport come strumento generativo di risorse favorendo la pratica sportiva in collaborazione con le numerose società sportive presenti negli oratori lombardi.

Giovani IN formazione attiverà percorsi formativi per orientarsi in un contesto sociale sempre più complesso con lo scopo di essere sostegno per lo sviluppo di capacità personali e sociali attivate in contesti di condivisione e di responsabilità.

Giovani INdipendenti farà vivere ai giovani forme nuove, quotidiane e comunitarie di autonomia e di primo distacco dalla famiglia con l’obiettivo di rispondere alle profonde trasformazioni dei bisogni abitativi delle giovani generazioni.

 

Presentazione delle domande

Nella fase di progettazione, che si concluderà entro il 30 settembre 2022, le parrocchie presenteranno le proprie proposte di azioni progettuali che dovranno concludersi entro il 31 agosto 2023. Le proposte possono essere presentate da parrocchie, enti ecclesiastici civilmente riconosciuti o soggetti giuridici le cui attività sono assimilabili a quelle degli oratori.
Per maggiori informazioni su modalità e tempistiche si rinvia al testo del progetto “Giovani IN cammino” e in ogni caso ad un confronto con Federazione Oratori Cremonesi per un aiuto nella progettazione e nella presentazione della domanda.

Per ogni singola azione progettuale realizzata dalle parrocchie è previsto un contributo da parte di Regione Lombardia di € 3.750,00, a fronte di spese rendicontate per € 6.000,00.

Le domande sono da presentare online a questo link (è necessario disporre di un indirizzo di posta elettronica di gmail.com). Si aprirà un modulo da compilare con i dati della parrocchia e la descrizione del progetto (qui è possibile vedere in anteprima le domande a cui occorrerà rispondere). Al termine del modulo sarà chiesto di caricare un file con la domanda compilata e firmata dal legale rappresentante (il parroco), qui si può scaricare la bozza da copiare e compilare su carta intestata.

La diocesi di Cremona ha a disposizione 8 progetti da poter presentare e la scelta sarà effettuata dalla Federazione oratori al termine della raccolta di tutte le domande. L’ordine di arrivo delle domande non è un criterio di valutazione, verranno finanziati i progetti più promettenti e pertinenti, tenendo conto della continuità con progetti avviati in precedenza, dell’equità di distribuzione degli aiuti su tutta la diocesi e della condivisione con i cammini diocesani e le prospettive di pastorale giovanile della diocesi.

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Giovedì il pellegrinaggio in Terra Santa, in viaggio alle radici della fede per essere costruttori di unità

Giovedì 25 agosto la partenza del viaggio organizzato dall'Ufficio Pellegrinaggi con Profilotours e Brevivet

Parte giovedì 25 agosto un gruppo composto da una trentina di pellegrini della Diocesi per la Terra Santa. Questo pellegrinaggio, organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale del Turismo con il supporto indispensabile di Profilotours e Brevivet, segna un momento importante per la ripresa delle iniziative, dopo la sosta forzata di questi anni. «Da Nazaret al lago di Galilea, da Betlemme a Gerusalemme – spiega don Roberto Rota, responsabile dell’Ufficio – ritorniamo, ancora una volta, sui passi del Signore». Continue reading »

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