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Gli auguri al Vescovo emerito per i 31 anni di episcopato

Monsignor Dante Lafranconi fu ordinato vescovo il 23 gennaio 1992 nella Cattedrale di Como a seguito della sua nomina a pastore della diocesi di Savona-Noli

Mercoledì 25 gennaio ricorre il 31° anniversario dell’ordinazione episcopale del vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, avvenuta il 25 gennaio 1992 nella Cattedrale di Como a seguito della sua nomina a pastore della diocesi di Savona-Noli, pubblicata il 7 dicembre 1991. Continue reading »

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Visita pastorale, a Piadena tre giorni di incontri e dialogo

Guarda la photogallery completa   Non solo gli incontri con le diverse realtà parrocchiali, visitando le famiglie e gli anziani nelle abitiazioni e nella casa di riposa “San Vincenzo”. Le tre giornate di vista pastorale del vescovo Antonio Napolioni nell’unità pastorale di Drizzona, Piadena e Vho sono state occasione di incontro sul territorio: dai ragazzi delle scuole alle realtà associative e di volontariato, come la … Continue reading »

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Comunicazioni, Papa Francesco: «Non temere di proclamare la verità anche scomoda»

Nella festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, diffuso il messaggio del Santo Padre per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà il 21 maggio

“È il cuore che ci ha mosso ad andare, vedere e ascoltare ed è il cuore che ci muove a una comunicazione aperta e accogliente. Dopo esserci allenati nell’ascolto, che richiede attesa e pazienza, nonché la rinuncia ad affermare in modo pregiudiziale il nostro punto di vista, possiamo entrare nella dinamica del dialogo e della condivisione, che è appunto quella del comunicare cordialmente”. Lo scrive il Papa nel Messaggio per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che quest’anno si celebra, in molti Paesi, il 21 maggio sul tema “Parlare col cuore. ‘Secondo verità nella carità’ (Ef 4,15)”. “Non dobbiamo temere di proclamare la verità, anche se a volte scomoda, ma di farlo senza carità, senza cuore”, l’invito di Francesco, che sollecita ad avere “un cuore che con il suo palpito rivela la verità del nostro essere e che per questo va ascoltato”.

“Questo porta chi ascolta a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, al punto da arrivare a sentire nel proprio cuore anche il palpito dell’altro. Allora può avvenire il miracolo dell’incontro, che ci fa guardare gli uni gli altri con compassione, accogliendo le reciproche fragilità con rispetto, anziché giudicare per sentito dire e seminare discordia e divisioni”. “Per poter comunicare secondo verità nella carità”, avverte il Santo Padre, “occorre purificare il proprio cuore. Solo ascoltando e parlando con il cuore puro possiamo vedere oltre l’apparenza e superare il rumore indistinto che, anche nel campo dell’informazione, non ci aiuta a discernere nella complessità del mondo in cui viviamo”.

“Comunicare cordialmente vuol dire che chi ci legge o ci ascolta viene portato a cogliere la nostra partecipazione alle gioie e alle paure, alle speranze e alle sofferenze delle donne e degli uomini del nostro tempo”. Nel Messaggio per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Papa Francesco ricorda che “in un periodo storico segnato da polarizzazioni e contrapposizioni – da cui purtroppo anche la comunità ecclesiale non è immune – l’impegno per una comunicazione ‘dal cuore e dalle braccia aperte’ non riguarda esclusivamente gli operatori dell’informazione, ma è responsabilità di ciascuno. Tutti siamo chiamati a cercare e a dire la verità e a farlo con carità”.

Esortando a “custodire la lingua dal male”, il Santo Padre ribadisce come “a volte il parlare amabile apre una breccia perfino nei cuori più induriti”: “Ne facciamo esperienza nella convivenza civica dove la gentilezza non è solo questione di ‘galateo’, ma un vero e proprio antidoto alla crudeltà, che purtroppo può avvelenare i cuori e intossicare le relazioni. Ne abbiamo bisogno nell’ambito dei media, perché la comunicazione non fomenti un livore che esaspera, genera rabbia e porta allo scontro, ma aiuti le persone a riflettere pacatamente, a decifrare, con spirito critico e sempre rispettoso, la realtà in cui vivono”.

La comunicazione non deve “mai ridursi a un artificio” o a una “strategia di marketing”, ma deve essere “il riflesso dell’animo, la superficie visibile di un nucleo d’amore invisibile agli occhi”. Così il Papa nel Messaggio per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dove indica san Francesco di Sales come “uno degli esempi più luminosi e ancora oggi affascinanti del ‘parlare con il cuore’”. “È a partire da questo ‘criterio dell’amore’ che, attraverso i suoi scritti e la sua testimonianza di vita, il santo vescovo di Ginevra ci ricorda che ‘siamo ciò che comunichiamo’. Lezione oggi controcorrente in un tempo nel quale, come sperimentiamo in particolare nei social network, la comunicazione viene sovente strumentalizzata affinché il mondo ci veda come noi desidereremmo essere e non per quello che siamo”, osserva il Pontefice: “Gli operatori della comunicazione possano sentirsi ispirati da questo santo della tenerezza – l’augurio del Papa -, ricercando e raccontando la verità con coraggio e libertà, ma respingendo la tentazione di usare espressioni eclatanti e aggressive”.

“Da un ascolto senza pregiudizi, attento e disponibile, nasce un parlare secondo lo stile di Dio, nutrito di vicinanza, compassione e tenerezza. Abbiamo un urgente bisogno nella Chiesa di una comunicazione che accenda i cuori, che sia balsamo sulle ferite e faccia luce sul cammino dei fratelli e delle sorelle”. Ne è convinto il Papa che sogna “una comunicazione ecclesiale che sappia lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, gentile e al contempo profetica, che sappia trovare nuove forme e modalità per il meraviglioso annuncio che è chiamata a portare nel terzo millennio”; “una comunicazione che metta al centro la relazione con Dio e con il prossimo, specialmente il più bisognoso, e che sappia accendere il fuoco della fede piuttosto che preservare le ceneri di un’identità autoreferenziale”; “una comunicazione le cui basi siano l’umiltà nell’ascoltare e la parresia nel parlare, che non separi mai la verità dalla carità”.

“Parlare con il cuore è oggi quanto mai necessario per promuovere una cultura di pace laddove c’è la guerra; per aprire sentieri che permettano il dialogo e la riconciliazione laddove imperversano l’odio e l’inimicizia. Nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo è urgente affermare una comunicazione non ostile”. Nel Messaggio per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Papa sollecita “comunicatori disponibili a dialogare, coinvolti nel favorire un disarmo integrale e impegnati a smontare la psicosi bellica che si annida nei nostri cuori”, che non siano “arroccati, ma audaci e creativi, pronti a rischiare per trovare un terreno comune dove incontrarsi”. Come 60 anni fa, prosegue Francesco, “anche ora viviamo un’ora buia nella quale l’umanità teme un’escalation bellica che va frenata quanto prima anche a livello comunicativo. Si rimane atterriti nell’ascoltare con quanta facilità vengono pronunciate parole che invocano la distruzione di popoli e territori. Parole che purtroppo si tramutano spesso in azioni belliche di efferata violenza. Ecco perché va rifiutata ogni retorica bellicistica, così come ogni forma propagandistica che manipola la verità, deturpandola per finalità ideologiche. Va invece promossa, a tutti i livelli, una comunicazione che aiuti a creare le condizioni per risolvere le controversie tra i popoli”. In quanto cristiani, ribadisce il Papa, “sappiamo che è proprio grazie alla conversione del cuore che si decide il destino della pace, poiché il virus della guerra proviene dall’interno del cuore umano”.

Riccardo Benotti (AgenSir)

 

Leggi il testo integrale del messaggio del Papa

 

 

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San Francesco di Sales, martedì al Monastero della Visitazione la chiusura dell’anno giubilare con il Vescovo

Alle 18 la Messa presieduta da monsignor Napolioni: invitati i giornalisti, che hanno come patrono il santo fondatore dell'Ordine claustrale

Ricorre il 24 gennaio la memoria liturgica di san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa, patrono dei giornalisti e fondatore dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria. Una ricorrenza che al Monastero della Visitazione di Soresina segna la chiusura dell’Anno giubilare dedicato proprio a san Francesco di Sales, iniziato esattamente un anno fa in occasione del quarto centenario della morte (28 dicembre 1622). Un’occasione resa ancor più significativa dall’arrivo a Soresina di una reliquia del santo. Continue reading »

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Premio letterario Fabio Moreni, iscrizioni entro il 18 marzo

Il concorso si svolgerà a Cremona il 25 marzo, con inizio alle ore 8.30, presso Cascina di via Pennelli intitolata al volontario cremonese ucciso 30 anni fa in Bosnia

Dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza pandemica, ritorna il Premio Letterario intitolato a Fabio Moreni. Giunto alla quinta edizione, è in diffusione presso le scuole secondarie superiori, statali e paritarie, della provincia di Cremona. Il concorso prevede lo svolgimento di elaborati seguendo tracce proposte da una commissione tecnica, composta da insegnanti di lettere di istituti della provincia. Continue reading »

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“Ban the bomb – Ban the war”, dal 22 febbraio il nuovo percorso online di Pax Christi

Appuntamento ogni mercoledì, dalle 18 alle 20, sino al 26 aprile. Il corso online rivolto in particolar mondo a docenti ed educatori

Al corso ”Ban the bomb”, organizzato lo scorso anno da Pax Christi Cremona in sinergia con l’Ufficio scolastico diocesano, segue la seconda edizione “Ban the bomb – Ban the war”, un percorso online di 20 ore, in programma ogni mercoledì dal 22 febbraio al 26 aprile, dalle 18 alle 20. La proposta è indirizzata in particolar modo agli insegnanti di religione delle scuole secondarie di 1° e 2° grado, agli operatori pastorali e agli attivisti della pace e della cooperazione internazionale. Il corso sarà realizzato nel contesto della campagna scuole smilitarizzate “La scuola ripudia la guerra”, grazie alla collaborazione di Pax Christi Italia e Pro Civitate Christiana, per approfondire gli aspetti e i temi che i corsisti stessi hanno richiesto. Continue reading »

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Giorno dell’ascolto, per far spazio alla Parola che è sorgente di vita

Sorgente di vita. In questo modo i cristiani definiscono la Parola. Ed è per questo motivo che il vescovo Antonio Napolioni ha chiesto a ogni parrocchia della diocesi di dedicare uno spazio particolare di ascolto e condivisione a partire dal Vangelo. È l’iniziativa del “Giorno dell’ascolto”, al centro della puntata di “Chiesa di casa”, il talk settimanale di approfondimento sulla vita della diocesi, in onda … Continue reading »

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“Imparate a fare il bene, cercate la giustizia”. Lunedì 23 gennaio la Veglia diocesana di preghiera per l’unità dei cristiani

L'iniziativa che coinvolge il vescovo e i rappresentanti delle chiese cristiane sul territorio si inserisce nell'ambito della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

“Imparate a fare il bene, cercate la giustizia”: questo il tema conduttore, tratto dal libro di Isaia, della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che anche quest’anno nell’emisfero settentrionale si celebra dal 18 al 25 gennaio, non molto tempo  dopo  la  festa, per molte tradizioni cristiane, del Battesimo del Signore. In altre parti del mondo, invece, la Settimana di preghiera si celebra nel periodo di Pentecoste, quando commemoriamo la nascita della Chiesa e siamo impiegati come pietre vive nel Corpo di Cristo.

Carico di significati e segnato da urgente attualità è il messaggio della Settimana e della relativa Veglia di preghiera per questo 2023, che per la diocesi di Cremona si terrà lunedì 23 gennaio alle ore 21,00 nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, in viale Concordia, con la partecipazione del vescovo Antonio Napolioni, del pastore Nicola Tedoldi della Chiesa Metodista di Parma-Mezzani, dei pastori Franco Evangelisti e Nicolò D’Elia delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno di Cremona, Mantova e Parma, e di padre Doru Fuciu, della chiesa ortodossa rumena di Cremona.

Il tema che le accompagna è stato scelto dai cristiani del Minnesota, negli Stati Uniti, e ratificato dalla Commissione internazionale nominata congiuntamente dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (ora Dicastero) e dalla Commissione Fede e costituzione, e si colloca nel contesto dell’uccisione di George Floyd, afroamericano di 46 anni, morto a Minneapolis il 25 maggio 2020 quando Derek Chauvin, ufficiale di polizia bianco, si è inginocchiato sul suo collo per 8 minuti e 46 secondi, mentre Floyd giaceva ammanettato e a faccia in giù sulla strada.

«Per anni – si legge nel documento accompagnatorio  – il Minnesota ha patito alcune delle peggiori discriminazioni razziali della nazione (…) La storia del maltrattamento delle comunità di colore negli Stati Uniti ha creato disuguaglianze di lunga data e fratture relazionali tra le comunità. Di conseguenza, la storia delle chiese negli Stati Uniti include le questioni razziali come un importante fattore di divisione ecclesiale; in altre parti del mondo, questo stesso ruolo è svolto da altre questioni non dottrinali. Ecco perché il lavoro teologico sull’unità portato avanti dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese ha tradizionalmente cercato di tenere insieme la ricerca dell’unità delle chiese e la ricerca del superamento dei muri di separazione, come il razzismo, all’interno della famiglia umana. Ecco perché pregare insieme, specialmente pregare insieme per l’unità dei cristiani, assume un significato ancora più importante quando lo si pone al cuore delle lotte contro ciò che ci separa come esseri umani creati con pari dignità a immagine e somiglianza di Dio».

Infatti e a maggior ragione, come è ulteriormente precisato, l’emarginazione delle persone a motivo delle loro “razza”, cultura o lingua lacera il tessuto della comunità umana ed è causa di disunione all’interno della comunità cristiana. Dunque, l’unità dei cristiani non può che essere forte e visibile, per mostrare concretamente e credibilmente come lo stesso comune Spirito, ricevuto nel battesimo, crei l’unità nella diversità della creazione di Dio e ne costituisca il piano originario per l’ unità di tutta umanità.

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