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ISSR S. Agostino, uno studio accademico che alimenta la fede (e offre occasioni di lavoro)

 Cremona, Crema, Lodi, Vigevano e Pavia. Cinque diocesi che collaborano in ambito culturale e pastorale. È questa l’idea che fonda e sostiene il percorso di studi proposti all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, riferimento di formazione per le Chiese locali. In particolare, l’ISSR Sant’Agostino, con sede a Crema e con poli didattici a Pavia, Lodi e ora anche a Cremona, ha come scopo la promozione degli … Continue reading »

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Il vescovo alla processione di Isola Pescaroli: dalle rive del Grande Fiume, Maria ci insegna la fiducia

Lungo le rive del Grande Fiume, presso il piccolo centro di Isola Pescaroli (nel comune San Daniele Po), domenica 14 maggio si è tenuta la festa della Madonna della Fiducia, presso l’omonimo santuario. Una giornata all’insegna della preghiera e della tradizione che ha saputo far rivivere anche quest’anno lo spirito di un’antica devozione, attirando persone anche dai paesi limitrofi per un pomeriggio caratterizzato dalla scenografica … Continue reading »

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Dal 6 al 13 luglio pellegrinaggio in Terra Santa

Aperte le iscrizioni presso l'agenzia ProfiloTours

Il Segretariato diocesano pellegrinaggi propone per l’inizio del mese di luglio un pellegrinaggio in Terra Santa. Un’occasione per toccare con mano i luoghi dell’infanzia di Gesù, la terra che solcò negli anni della sua predicazione, fino a giungere a Gerusalemme, dove visse la Passione e ci fa la Risurrezione. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Una Parola che apre all’incontro : il vescovo Napolioni alla consegna dei diplomi in Università Cattolica

Sfoglia la fotogallery completa È stato il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ad accogliere nel Campus di Santa Monica i ragazzi e alle ragazze che nel pomeriggio di sabato 6 maggio hanno conseguito la laurea nell’anno accademico 2021/22 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona. Luca Marca Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Marco Girardo nuovo direttore di Avvenire. «Noi con le Diocesi, autentico laboratorio dell’ascolto»

Succede a Marco Tarquinio, alla guida della redazione per 14 anni. Dal nuovo direttore un saluto alle diocesi che collaborano con il quotidiano per le pagine locali

Venerdì 5 maggio il Consiglio di Amministrazione di Avvenire Nuova Editoriale Italiana ha deliberato la nomina di Marco Girardo come nuovo Direttore Responsabile del quotidiano Avvenire e delle altre testate edite dalla società editoriale. Il giornalista, già Caporedattore di Economia del quotidiano, succede a Marco Tarquinio alla guida del giornale dal 2009.

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TeleRadio Cremona Cittanova
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Il Vescovo dal Santuario della Misericordia: «Impariamo da Maria. La Chiesa può guardare avanti solo con gli occhi delle donne»

Le immagini della processione Guarda qui la gallery completa   Da oltre 500 anni, ogni 11 maggio, giorno anniversario delle apparizioni della Madonna a Domenica Zanenga, avvenute a Castelleone nel 1511, la comunità castelleonese si reca in pellegrinaggio al Santuario dedicato a Maria. Anche quest’anno, dopo un momento di preghiera in Chiesa parrocchiale, guidato dal vescovo emerito Dante Lafranconi, la processione dei fedeli è partita … Continue reading »

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Presentata a Santa Monica la nuova edizione de “Il senso religioso” di don Luigi Giussani

È stato presentato ieri sera – nella bellissima cornice del campus Santa Monica dell’Università Cattolica di Cremona – l’ultima edizione de “Il senso religioso” di don Luigi Giussani. Anche il vescovo Napolioni ha partecipato alla serata, in una sala gremita per ascoltare gli interventi di don Javier Prades, rettore dell’Università Ecclesiastica “San Dámaso” di Madrid e professore ordinario di Teologia dogmatica e Davide Prosperi, presidente Fraternità di Comunione e Liberazione.

Ritornare a interrogarsi sulla vita, sul senso della realtà, sull’esperienza umana: questo per don Luigi Giussani è alla base del percorso dell’uomo per trovare un significato all’esistenza e arrivare all’incontro con Dio. Le riflessioni del fondatore di Comunione e Liberazione – è stato ricordato – sono il cuore del volume, forse il più conosciuto e certamente il più tradotto del sacerdote brianzolo, scritto nel 1966 e oggi ripubblicato da Rizzoli con prefazione di Jorge Mario Bergoglio (il Papa la scrisse nel 1998 quando era vescovo di Buenos Aires).

«Questo testo – ha commentato Prosperi – è fondamentale non solo per i cristiani, ma per tutti gli uomini credenti e non credenti. E pur avendo tanti anni rimane attualissimo. Affronta il tema cruciale del rapporto dell’uomo con il significato delle cose. E lo fa da un punto di vista della ragione».

«Il libro parte dalle domande dell’uomo – incalza Prades – e per don Giussani le domande profonde sono già un inizio di risposta. Se si trascura questa dimensione profonda del cuore, si rischia di vivere senza scopo. A don Giussani, invece, premeva che ciascuno vivesse nell’intera sua statura umana, in pienezza. Non voleva che la domanda su Dio rimanesse astratta o qualcosa di lontano».

Del resto, lo ha confermato lo stesso Papa Francesco nella prefazione al testo: Il dramma del mondo d’oggi è il risultato non solamente dell’assenza di Dio, ma anche, e soprattutto, dell’assenza dell’uomo, della perdita della sua fisionomia, del suo destino, della sua identità, della capacità di spiegare le esigenze fondamentali che si annidano nel suo cuore. La mentalità comune, e purtroppo anche quella di molti cristiani, suppone che tra ragione e fede esista una contrapposizione insanabile. Invece – e qui sta un altro paradosso – “Il senso religioso” sottolinea il fatto che parlare seriamente di Dio significa esaltare e difendere la ragione e scoprirne il valore e il metodo corretto per usarla. Non una ragione intesa come misura prestabilita della realtà, ma una ragione aperta alla realtà nella totalità dei suoi fattori e che parte dall’esperienza, che parte da questo fondamento ontologico che suscita l’inquietudine del cuore.

Il volume presentato ieri sera sarà anche oggetto di lavoro della “scuola di comunità”, lo strumento educativo di chi partecipa al cammino di CL. Consiste nella meditazione personale di un testo, cui seguono incontri comunitari. Il lavoro è concepito proprio come una scuola: ha per metodo il paragone tra la proposta cristiana e la vita, per verificare come la fede risponde alle esigenze dell’uomo in ogni aspetto della realtà. La partecipazione è libera e proposta negli ambienti di vita, di studio e di lavoro.

Il libro

“Il senso religioso” (edizione Bur-Rizzoli, Milano, 2023) è il primo volume del PerCorso, nel quale Giussani riassume il suo itinerario di pensiero e di esperienza. Per il sacerdote brianzolo, il senso religioso è l’essenza stessa della razionalità e la radice della coscienza umana. Si colloca, infatti, a livello dell’esperienza elementare di ciascun uomo, là dove l’io si pone domande sul significato della vita, della realtà, di tutto ciò che accade. È la realtà, infatti, che mette in moto gli interrogativi ultimi sul significato dell’esistenza di ciascuno. Il contenuto del senso religioso coincide con queste domande e con qualunque risposta a queste stesse domande. Nell’ultimo capitolo del libro, monsignor Giussani introduce l’ipotesi della rivelazione, che cioè il Mistero ignoto prenda l’iniziativa e si faccia conoscere incontrando l’uomo. Il cristianesimo ha a che fare con il senso religioso proprio perché si propone come risposta imprevedibile, ma totalmente e pienamente ragionevole, al desiderio dell’uomo di vivere scoprendo e amando il proprio destino.

Maria Acqua Simi
TeleRadio Cremona Cittanova
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Primo Maggio: giovani e lavoro, dalla depressione alla speranza

I dati sull’occupazione giovanile sono preoccupanti. Il tasso dei Neet è a livelli record. Le nuove generazioni sono l’ultima ruota del carro? Eppure le esperienze positive, avviate anche in ambito ecclesiale, non mancano. La festa dei lavoratori ricorda che occorre tornare a scommettere su formazione e condivisione

I dati sono implacabili e ogni aggiornamento è un “cazzotto nello stomaco”, stando al commento del card. Matteo Zuppi. I giovani sono l’ultima ruota del carro sociale. Nascere in questo momento in Italia significa caricarsi di pesi non indifferenti. E ci meravigliamo dell’inverno demografico? Bastano alcuni dati per farci capire la depressione in corso: l’abbandono scolastico supera il 10%, il tasso dei Neet (chi non studia e non è in formazione) ha il triste primato europeo del 29% e il mercato del lavoro penalizza le giovani generazioni. Infatti, è in discesa la percentuale di chi ha un lavoro stabile: solo il 20% ha un contratto a tempo pieno. A chiudere il cerchio sono i salari bassi, che per il 28% dei giovani è sotto i 9 euro netti l’ora. Sempre più diseguali e sempre più poveri. Un quadro desolante che metterebbe ko qualsiasi tentativo di ripresa e che fa immaginare i giovani italiani come il nuovo Sisifo condannato a risalire la china. Non stupisce se molti giovani, nonostante le culle vuote e la domanda incalzante in alcuni settori produttivi, acquistano un biglietto di sola andata per altri Paesi del mondo!
La forte depressione del lavoro giovanile, in netta contraddizione con l’articolo 1 della Costituzione, ha spinto la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro a dedicarvi il Messaggio in occasione del 1° maggio 2023.La condizione attuale non può portare alla rassegnazione. Se la mancanza di opportunità lavorative tarpa le ali alla capacità di sognare, è tempo per organizzare la speranza. La Chiesa in Italia non è all’anno zero. Molti giovani italiani, infatti, partecipano al percorso Economy of Francesco per ripensare un modello di sviluppo e per accompagnare un’economia a misura della persona e del pianeta. Da molti anni, il Progetto Policoro sta animando i territori responsabilizzando direttamente i giovani ad accompagnare la formazione al lavoro e la nascita d’impresa. Sono segni di speranza anche molte cooperative sociali e buone pratiche in campo economico che vedono protagonisti nuovi talenti. Tutto ciò depone a favore della concreta possibilità di rialzarsi. La Chiesa invita alla speranza, a mantenere vivo il sogno di un’economia di pace, di cura del creato a partire dai territori più abbandonati, di servizio alla persona, soprattutto se fragile. “Prendiamo sul serio – suggerisce il Messaggio – le aspirazioni dei giovani, le loro critiche all’esistente ed i loro progetti di futuro”.
Come coltivare la speranza? Si possono percorrere due sentieri.Il primo è la formazione. I vescovi auspicano di scommettere sulla capacità di futuro dei giovani e raccomandano di “costruire reti di accompagnamento” per loro. Sappiamo quanto le politiche attive del lavoro siano state fallimentari, soprattutto per quell’accanimento terapeutico in favore dei centri dell’impiego, che non possono diventare l’unica soluzione al tentativo di far incontrare domanda e offerta. Il cambio di passo potrebbe essere offerto invece dalla valorizzazione di esperienze già presenti. Un ruolo importante potrebbe giocarlo la formazione professionale, che può dire la sua grazie al legame con il territorio e alla capacità di far avvicinare percorso educativo e ambiente di lavoro. La sussidiarietà chiede di evitare forme sterili di accentramento (molto spesso inadeguate sul fronte delle soft skill, ossia le competenze umane così preziose in ambito lavorativo perché migliorano i livelli di fiducia) per sostenere progetti di inserimento professionale che già dimostrano di ottenere buoni risultati.
Il secondo sentiero passa dalla condivisione. La richiesta di valorizzare “anche i beni della Chiesa con lo scopo di favorire opportunità lavorative per i giovani” non deve suonare peregrina. In diverse diocesi, grazie al Progetto Policoro, ciò è avvenuto ed è stata una rigenerazione per il territorio e per la comunità cristiana. Quando la Chiesa osa nella condivisione, i risultati vanno sempre al di là di ogni più rosea aspettativa. Si realizza un “effetto domino” moltiplicativo di bene. Ne guadagnano la vita dei giovani, che si sentono valorizzati; i beni ecclesiastici che non rimangono a riposo; il futuro del tessuto sociale e la fiducia reciproca. Questi germogli di novità costituiscono una “nuova primavera fatta di relazioni buone tra le persone, di famiglie capaci di aprirsi alla vita con coraggiosa speranza, di una società della solidarietà e della cura reciproca”.
Prende così forma il sogno di Gioele secondo cui “diventeranno profeti i vostri figli e le vostre figlie” (3,1). Una carezza allo stomaco.

Don Bruno Bignami
(direttore Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro)

AgenSir
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Università Cattolica, il vescovo Napolioni apre la cerimonia dei diplomi di laurea a Santa Monica

Sabato 6 maggio, dalle ore 15.30, si svolgerà presso il campus di Santa Monica dell’Università Cattolica a Cremona, la cerimonia di consegna dei diplomi di laurea. La cerimonia si aprirà con la Liturgia della parola, presieduta da mons. Antonio Napolioni, Vescovo della Diocesi di Cremona.

Alle ore 16.00, il Rettore dell’Università Cattolica professor Franco Anelli pronuncerà il discorso introduttivo; faranno seguito i saluti del Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, della Preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza professoressa Anna Maria Fellegara e del Preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali professor Marco Trevisan.

La cerimonia si concluderà con la consegna dei diplomi di laurea e con il lancio dei tocchi da parte dei laureati triennali e magistrali che hanno conseguito il titolo nell’anno accademico 2021/22.

TeleRadio Cremona Cittanova
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