Basta un "like" sulle foto preferite, che potranno essere anche condivise attraverso i social per aiutarle a vincere il premio finale
Ultimi giorni per votare, sulla pagina Facebook della Diocesi di Cremona, gli scatti inviati dagli oratori cremonesi che hanno preso parte al contest fotografico #BELLESTORIES, promosso da Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali e Federazione Oratori Cremonesi in occasione del Grest 2019. Continue reading »
Il sacerdote cremonese direttore dell'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro guarda al rapporto tra i giovani e il mondo del lavoro in un articolo sulla rivista dell'Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni
«Come può il messaggio evangelico incrociare il mondo del lavoro?» nell’epoca della precarietà e della rivoluzione digitale. «Dov’è l’attività della Provvidenza in una pianificazione necessariamente strategica e oculata (nulla è lasciato al caso nella formazione delle competenze)?». Da domande come queste muove la riflessione di don Bruno Bignami, sacerdote cremonese direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, pubblicata dalla rivista “VocazionI“.
Il parroco don Natalino Tibaldini proporrà una riflessione sul tema "Quando venne la pienezza del tempo...Le cinque priorità di Gesù".
Sarà don Natalino Tibaldini, parroco di Vailate, ad intervenire nella serata organizzata per martedì 16 luglio dall’ospedale Caimi nell’ambito della rassegna “Anziani insieme per le età 2019”, giunta alla 21ª edizione.
Papa Francesco prega per Vincent Lambert, morto stamattina all’età di 42 anni, dopo che il 2 luglio scorso i sanitari dell’Ospedale francese di Reims hanno interrotto alimentazione e idratazione. Scrive in un tweet: Dio Padre accolga tra le sue braccia Vincent Lambert. Non costruiamo una civiltà che elimina le persone la cui vita riteniamo non sia più degna di essere vissuta: ogni vita ha valore, sempre.
L'esperto di geopolitica ospite della serata dell'11 settembre organizzata da Ufficio Migrantes, Centro Missionario diocesano e Unità pastorale Boschetto Migliaro
“Uno sguardo sui movimenti politico-economici globali per essere più consapevoli dei loro risvolti sul nostro piccolo territorio… che non è un’isola”. Con queste parole l’Ufficio diocesano Migrantes, il Centro Missionario diocesano e l’Unità pastorale Boschetto-Migliaro presentano l’incontro con il professor Lucio Caracciolo che si terrà il prossimo 11 settembre alle 21 presso l’Oratorio del Boschetto. Continue reading »
Mezzo secolo di vita per l'Azione Cattolica Ragazzi che festeggerà a Roma dal 31 ottobre al 2 novembre con un grande evento nazionale. L'equipe diocesana prepara le iniziative locali
Il 2019, per l’Azione Cattolica dei Ragazzi, è un anno speciale: venerdì 1° novembre l’ACR spegnerà infatti le sue prime cinquanta candeline. Nel lontano 1969 l’associazione decide di dare attenzione anche ai più piccoli, valorizzando il loro protagonismo nella vita ecclesiale e civile. È da allora che l’ACR è diventata un vero e proprio cammino di iniziazione alla fede dei ragazzi, che lungo questo cammino accolgono la consapevolezza di essere testimoni per chi li circonda.
Intervento di mons. Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco, sullo stato dei lavori di ricostruzione della cattedrale di Notre Dame. L’arcivescovo di Parigi annuncia: raccolti finora 38 milioni di dollari, solo il 10 per cento di quanto promesso dai donatori
Monito del rappresentante del Santa Sede all’Unesco in merito allo spirito che deve guidare l’opera di recupero della cattedrale di Notre Dame, a seguito dei danni provocati dal rovinoso incendio del 15 aprile scorso, documentato in diretta dai media nel mondo intero.
Dal 2 luglio scorso, dopo la sentenza della Cassazione, Vincent Lambert, francese, 42 anni, tetraplegico in stato vegetativo o di coscienza minima, è stato privato di alimentazione e idratazione. Il Comitato Onu per i Diritti delle persone con disabilità aveva chiesto a Parigi di continuare il trattamento. Il Papa, riferendosi al suo caso, ha lanciato vari appelli a custodire la vita fino al termine naturale
Vincent Lambert sta morendo di fame e di sete. I sanitari dell’Ospedale universitario di Reims hanno sospeso il 2 luglio scorso alimentazione e idratazione. Lo stop è arrivato dopo la sentenza dellaCassazione che ha annullato la decisione della Corte d’Appello di far proseguire il trattamento in attesa del parere del Comitato Onu per i Diritti delle persone con disabilità che ha chiesto alla Francia sei mesi di tempo per esaminare il caso.
Disabile, ma non in fin di vita
Il prossimo 20 settembre, Vincent compirebbe 43 anni. Tetraplegico, in stato vegetativo per alcuni o di coscienza minima per altri in seguito ad un incidente stradale nel 2008, respira in autonomia, con battito cardiaco spontaneo: non è in fin di vita, ma per i medici dell’ospedale di Reims è “un’ostinazione irragionevole” continuare a farlo vivere dandogli da mangiare e da bere. La moglie di Vincent è su questa stessa linea affermando che il marito avrebbe preso posizione al riguardo: ma in realtà Vincent non ha lasciato nessun testamento biologico.
Onu: non negare cibo e acqua ai disabili
I genitori hanno intrapreso una estenuante battaglia legale perché il figlio possa continuare a vivere. L’ultima speranza è giunta proprio dal Comitato Onu. La Francia ha aderito alla Convenzione per i diritti delle persone con disabilità, approvata nel 2006, impegnandosi a riconoscere, secondo l’articolo 25, “che le persone con disabilità hanno il diritto di godere del più alto standard conseguibile di salute, senza discriminazioni sulla base della disabilità”, nonché a “prendere tutte le misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità l’accesso ai servizi sanitari (…) inclusi i servizi di riabilitazione” e a “prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di cure e servizi sanitari o di cibo e fluidi sulla base della disabilità”. Parigi, tuttavia, ha considerato non vincolante la Convenzione.
Ostinazione irragionevole nel farlo vivere o nel volerlo morto?
In Francia, l’eutanasia è proibita, ma i giudici nel caso Lambert hanno ammesso la sospensione del trattamento considerando la sua prosecuzione un’ostinazione irragionevole, un atto inutile e sproporzionato secondo quanto afferma la legge Clays-Leonetti sul fine vita. In molti hanno criticato questa posizione, semplicemente perché Vincent non è in fin di vita e strutture specializzate sono disposte ad accoglierlo per offrire adeguate cure riabilitative. Di fronte al diniego, alcuni parlano piuttosto di ostinazione irragionevole nel volergli dare la morte.
Gli appelli del Papa per Vincent
Il Papa ha lanciato vari appelli per Vincent Lambert. Nel maggio scorso, quando i medici avevano interrotto una prima volta l’alimentazione e l’idratazione, aveva lanciato questo tweet:
Preghiamo per quanti vivono in stato di grave infermità. Custodiamo sempre la vita, dono di Dio, dall’inizio alla fine naturale. Non cediamo alla cultura dello scarto.
L’arcivescovo di Reims: perché Vincent non è stato trasferito in un’altra struttura?
Éric de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims, oggi anche presidente della Conferenza episcopale francese, ha rilasciato questa dichiarazione col suo vescovo ausiliare, Bruno Feillet:
Pur accogliendo l’impegno dell’equipe dell’ospedale CHU, sorprende il fatto che il signor Lambert non sia stato trasferito in un’unità specializzata nell’accompagnamento dei pazienti in stato vegetativo o di coscienza minima. (…) E’ in gioco l’onore di una società umana non lasciare che uno dei suoi membri muoia di fame o di sete e fare tutto il possibile per mantenere fino alla fine le cure appropriate. Permettersi di rinunciarvi perché una tale cura ha un costo o perché sarebbe inutile lasciar vivere la persona umana rovinerebbe lo sforzo della nostra civiltà. La grandezza dell’umanità consiste nel considerare la dignità dei suoi membri, specialmente dei più vulnerabili, come inalienabile e inviolabile. Le nostre società ben attrezzate si sono organizzate in modo tale che le persone in situazioni di stato vegetativo o di coscienza minima, siano supportate fino alla fine da strutture ospedaliere e seguite da personale competente. Anche le loro famiglie e i loro amici sono chiamati a dare sostegno nell’eventualità che uno dei propri cari che si trovasse in una situazione di questo tipo e le fondamenta per un buon accompagnamento si trovano proprio nella fiducia reciproca tra queste persone. Molte persone sperimentano che questo sostegno, se pur estenuante, contribuisce a renderli più umani. Il dovere della società è aiutarli. Continuiamo a pregare e invitiamo anche voi a farlo, affinché la nostra società francese non intraprenda la via dell’eutanasia.
L’arcivescovo di Parigi: saremo eliminati anche noi se non serviremo più
Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi, ha affermato che in questo caso non c’è accanimento terapeutico in quanto non ci si trova di fronte ad un malato terminale, ma semplicemente davanti ad un uomo che ha bisogno di cure come un anziano non autosufficiente. Si tratta – ha detto – di una “scelta di civiltà molto chiara”, una civiltà che considera gli esseri umani come “robot funzionali” che possono essere eliminati “quando non servono più”.
Farrel e Paglia: Vincent è stato abbandonato
In un comunicato congiunto, il cardinale Kevin Farrell, prefetto Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, e monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, hanno ribadito “la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano”:
Lo ‘stato vegetativo’, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base. L’alimentazione e l’idratazione costituiscono una forma di cura essenziale sempre proporzionata al mantenimento in vita: alimentare un ammalato non costituisce mai una forma di irragionevole ostinazione terapeutica, finché l’organismo della persona è in grado di assorbire nutrizione e idratazione, a meno che non provochi sofferenze intollerabili o risulti dannosa per il paziente. La sospensione di tali cure rappresenta, piuttosto, una forma di abbandono del malato, fondata su un giudizio impietoso sulla sua qualità della vita, espressione di una cultura dello scarto che seleziona le persone più fragili e indifese, senza riconoscerne l’unicità e l’immenso valore. La continuità dell’assistenza è un dovere ineludibile.
Don Colombo: atto eutanasico
Don Roberto Colombo, della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, parla decisamente di “un inaccettabile e disumano atto di eutanasia, perché volto alla soppressione intenzionale e diretta della vita di un paziente”. Ci troviamo, spiega don Colombo, di fronte “ad una ostinazione eutanasica indegna della buona medicina e di una società civile fondata sul diritto e sulla uguaglianza di tutti i cittadini, anche se disabili gravi”.
Scienza e Vita: riforme sanitarie per abbattere i costi. E’ questa la nostra civiltà?
Sulla vicenda è intervenuto anche il giurista Alberto Gambino, presidente di Scienza e Vita, parlando di una tendenza di certi Paesi a ridisegnare i sistemi sanitari con lo sbocco possibile “di interrompere l’esistenza umana perché magari non è più efficiente e magari anzi può abbattere dei costi”:
Se arriviamo a un drastico conto di cosa può costare una degenza in ospedale, in una struttura, quando non c’è possibilità di recupero da un punto di vista della pienezza della propria fisiologia, allora, a questo punto diventa drammatico non solo il caso Lambert ma tante situazioni in cui troviamo un’esistenza che non è in piena coscienza. Pensiamo a quanto è labile il confine tra una patologia grave, irreversibile e tanti stati depressivi che potrebbero essere configurati come patologie e potrebbero portare all’esito esiziale della morte (…) Questo davvero nell’Europa, culla di civiltà, non può avvenire ed è corretto che i medici a tutto questo facciano resistenza.
Il vescovo Napolioni ha presieduto la celebrazione delle esequie nella mattinata di martedì 9 luglio nella Basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio
Ultimo saluto, nella mattinata di martedì 9 luglio, per don Roberto Ziglioli nel luogo che era a lui più caro, il Santuario di Santa Maria del Fonte del quale è stato per diversi anni rettore. A presiedere le esequie del sacerdote morto domenica mattina all’età di 87 anni all’ospedale Caimi di Vailate (dove era ricoverato da un paio di mesi), è stato il vescovo Antonio Napolioni, con il vescovo emerito Dante Lafranconi, il vicario generale della diocesi don Massimo Calvi ed una quindicina di altri sacerdoti concelebranti.
L'intervento finanziato grazie ai contributi Cariplo e 8xmille della Cei
La Chiesa di San Vincenzo, nella centrale via Palestro a Cremona, sarà ristrutturata grazie ai contributi Cariplo, erogati attraverso la Fondazione Comunitaria, e al finanziamento dell’8xmille della Cei. Dopo l’estate partiranno i lavori per riportare la facciata della chiesa all’antico splendore.