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Università Cattolica, prosegue a passi spediti il recupero dell’ex Monastero di S. Monica

Approvati dalla Giunta comunale i progetti definitivi presentati dalla Fondazione "Arvedi Buschini" per trasformare il complesso nel nuovo Polo dell’Università Cattolica

Prosegue rapidamente il percorso per il recupero urbanistico dell’ex Monastero di Santa Monica e dell’adiacente Magazzino Carri di via Bissolati destinato a diventare la sede di un campus universitario quale nuova sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, così da implementarne l’attuale offerta formativa e culturale con proposte didattiche innovative, esclusive e di eccellenza.

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A Messina la 70ª Settimana Liturgica Nazionale

In attesa dell'edizione 2020 che sarà ospitata a Cremona, la ProfiloTours offre supporto logistico per il viaggio verso la città siciliana

Si svolgerà a Messina dal 26 al 29 agosto, la 70ª Settimana Liturgica Nazionale promossa dal Centro Azione Liturgica con l’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Il tema di quest’anno è “Liturgia: chiamata per tutti alla santità battesimale”.

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Venerdì 5 luglio, alle ore 17,30 presso le Acli a Cremona si terrà l’ incontro “Sulle orme di padre Paolo Dall’Oglio”

Una serata con don Agnelli per ricordare la figura del religioso, a 6 anni esatti dal suo rapimento, nella visione del documento "Fratellanza umana" siglato da Papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar

Un mese prima del suo rapimento, invitato a Cremona dalle Acli, Padre Paolo Dall’Olio aveva parlato in modo appassionato e sofferto del dramma della Siria, paese da lui molto amato, e della tragedia incombente prefigurandone gli sviluppi tragici che, purtroppo, si sono avverati. In questo, è stato un profeta inascoltato.

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Padre Albanese: «L’Europa alzi la voce contro i regimi totalitari in Africa»

Il missionario denuncia il silenzio del Vecchio Continente sulle violenze dei regimi totalitari africani come quelli in Eritrea e Sudan

Le contraddizioni della politica estera europea nei confronti dell’Africa sono evidentissime. In cima all’agenda delle cancellerie del Vecchio Continente c’è sempre la mobilità umana. Quando si tratta, però, di alzare la voce nei confronti di regimi totalitari come quello del presidente eritreo Isaias Afewerki, un po’ tutti fanno orecchie da mercante.

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Strage di migranti in Libia. «Aprire corridoi umanitari europei»

Almeno 40 i morti e decine di feriti sono le vittime dei due attacchi aerei. La testimonianza di Bruno Neri (Terre des hommes) e le voci delle organizzazioni della società civile

Due bombardamenti aerei nella notte, almeno 40 morti e decine di feriti. Sono tutti migranti africani sub-sahariani reclusi nel centro di detenzione governativo di Tajoura, nei dintorni di Tripoli. Almeno 120 persone erano nell’hangar colpito dalle forze aeree del generale Khalifa Haftar, che controlla gran parte dell’est e del sud della Libia e da mesi sta sferrando attacchi contro il governo del presidente Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale. Ancora una volta i migranti, impossibilitati a fuggire da Tripoli come stanno invece facendo 100.000 libici sfollati in altre zone del Paese o in Tunisia, sono le prime vittime inermi di un conflitto che sembra non trovare una via d’uscita. La proposta di molte organizzazioni della società civile è la realizzazione di corridoi umanitari europei dalla Libia per 50.000 persone. “Stiamo cercando di capire se ci sono donne e bambini tra le vittime”, dice al Sir Bruno Neri,  responsabile dei progetti di Terre des hommes in Libia. L’organizzazione a tutela dei bambini è presente da un anno in Libia con una quindicina di operatori, ma le condizioni di lavoro e sicurezza sono sempre più difficili e cambiano in continuazione. Al momento Terre des hommes opera nei campi 1 e 2 per sfollati interni di Alfallah, che danno rifugio a oltre 1.300 civili libici, offrendo protezione e supporto psicosociale ai minori migranti con spazi a misura di bambini e con attività analoghe nel campo di detenzione migranti e rifugiati di Zuwaia, sempre a Tripoli. E sta cercando di aprire attività anche a Misurata e Sirte, in aiuto a migranti e sfollati libici, con priorità ai bambini e alle donne.

“Migranti usati come strumento politico”. “Proviamo un senso di grande impotenza, rabbia e angoscia, perché i migranti vengono usati come strumento politico e target umano e non si vede una soluzione. In Libia molti pensano che sia stato un atto di ritorsione del generale Haftar contro l’Italia, a causa dell’incontro segreto tra il presidente Fayez al-Sarraj e il ministro dell’interno Matteo Salvini”, afferma Neri.

“I nostri operatori erano stati a Tajoura, che ospitava 610 persone, per pianificare un intervento diretto a donne e bambini lattanti rinchiusi nel centro. Ma non abbiamo fatto in tempo ad aiutarli”.

“Cerchiamo di fornire supporto alimentare e psico-sociale e di migliorare le condizioni di salute, in collaborazione con Medici senza frontiere. Non è stato facile entrare, le condizioni erano quelle di tutti i centri, con centinaia di persone rinchiuse in grandi capannoni: le donne con i bambini da una parte, gli uomini da un’altra”. Neri ricorda che “sono più di 100.000 gli sfollati libici a causa del conflitto ma nessuno ne parla: vivono in campi affollati, nelle scuole, in case private. I più ricchi fuggono a Misurata e Sirte, in Tunisia o all’estero”. Terre des hommes sta realizzando, insieme a Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della Federazione chiese evangeliche in Italia (Fcei), anche un programma per permettere a 10 bambini libici con patologie gravi di ricevere cure in strutture specializzate in Libia, Tunisia e Italia. Alcuni saranno operati al cuore all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “Auspichiamo l’avvio immediato dei corridoi umanitari, a cui siamo pronti ad aderire, per i migranti più vulnerabili come minori e donne incinte, evitando così le morti in mare, il traffico di essere umani ed i respingimenti verso le coste libiche – conclude -. Chiediamo che i migranti sopravvissuti al bombardamento vengano al più presto evacuati in luoghi sicuri in Libia”.

“Libia non è porto sicuro. Aprire corridoi umanitari”. “L’attacco al centro di detenzione di migranti in Libia impone un intervento umanitario che da tempo segnaliamo come urgente e prioritario: l’apertura di un corridoio umanitario europeo dalla Libia”, conferma Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean hope.  Anche padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprime “profondo dolore” per la morte e il ferimento di tante persone:
“Volevamo la prova che la Libia non fosse un porto sicuro ora l’abbiamo, una prova pagata a prezzo di decine di vite umane in un centro di detenzione che non doveva essere lì, nel quale non dovevano esserci migranti”.
“A fianco alle vittime del conflitto che si sta consumando in Libia dobbiamo contare anche queste – prosegue -. Concediamoci un tempo per piangerle, forse siamo ancora in tempo per tornare indietro dalle nostre ottuse ed egoistiche logiche da fortezza Europa”. Stesso concetto viene ribadito dai missionari Scalabriniani, presenti sul campo in Europa ed Africa: “la Libia non è un porto e un posto sicuro, per nessuno; a fronte della situazione critica delle migliaia di migranti presenti nei centri detentivi in Libia servono urgenti corridoi umanitari”. Gli Scalabriniani criticano inoltre le parole tardive del ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi, che ha chiesto di “garantire la sicurezza dei migranti”: “Essa suona per lo meno incoerente dopo gli ultimi ed ennesimi avvenimenti occorsi attorno alle coste di Lampedusa che hanno mostrato un’azione miope e in violazione del diritto internazionale da parte del governo italiano”.
AgenSir
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I vescovi della Lombardia riuniti per tre giorni di preghiera e confronto pastorale sul Lago Maggiore

Anche il vescovo Napolioni e l'emerito Lafranconi alla sessione ordinaria della Conferenza episcopale della Lombardia a Castelveccana di Caldé. Giovedì la visita all'eremo di Santa Caterina del Sasso

I vescovi della Lombardia sono riuniti nelle giornate di mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 luglio nella sessione ordinaria della Conferenza episcopale regionale. Per questo incontro non è stata scelta la sede tradizionale del Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio, ma – anche per un momento di ristoro estivo – si sta svolgendo presso la casa di spiritualità “Villa immacolata” dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio a Castelveccana di Caldé, in provincia di Varese, sul Lago Maggiore.

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Cremona Summer Festival, l’8 e 10 luglio due concerti in Cattedrale

Girton College Chapel Choir di Cambridge e Magdalen College School di Oxford protagonisti di due serate musicali in Duomo

La Cattedrale di Cremona ospiterà due concerti in programma l’8 e il 10 luglio, alle ore 21. Gli eventi fanno parte del Cremona Summer Festival, nell’ambito del progetto Masterclass che porterà circa 2.500 persone tra musicisti, studenti, insegnanti e accompagnatori  a Cremona, Crema e Casalmaggiore, di cui circa 1.500 nella rassegna estiva.

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Arte e musica in Cattedrale durante i “Giovedì d’estate”

Una visita guidata serale e tre gare di improvvisazione organistica nelle serate in collaborazione con Le Botteghe del Centro

La Cattedrale di Cremona organizza per la prima volta in periodo estivo una serie di brevi appuntamenti con la musica sacra organistica; in accordo con l’iniziativa cittadina di grande successo dei Giovedì D’Estate e con l’Associazione Le Botteghe del Centro di Cremona, la Cattedrale intende offrire ai visitatori e interessati alcuni momenti culturali  che uniscono intrattenimento musicale insieme alla presentazione di una scelta di affreschi del  grandioso ciclo della Storia della salvezza della navata centrale del nostro Duomo.

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Suor Giuseppina Vannini, fondatrice delle Figlie di San Camillo, sarà santa

La religiosa sarà canonizzata da Papa Francesco il prossimo 13 ottobre: una vita al servizio degli ammalati

La Chiesa proclamerà santi il prossimo 13 ottobre in Vaticano, mentre sarà in corso il Sinodo per l’Amazzonia 5 beati, tra cui suor Giuseppina Vannini, al secolo Giuditta Adelaide Agata, religiosa italiana scomparsa nel 1911, fondatrice delle Figlie di San Camillo, la cui opera è oggi presente nella città di Cremona con la clinica di via Fabio Filzi. Ecco una sua biografia.

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Festa a Salvador de Bahia, suor Dulce Lopes Pontes sarà santa

La suora missionaria brasiliana canonizzata il prossimo 13 ottobre. Festa per la chiesa cremonese con la comunità "sorella" in Brasile

Tra i cinque beati che papa Francesco proclamerà santi il prossimo 13 ottobre durante il Sinodo per l’Amazzonia, c’è anche suor Dulce Lopes Pontes, suora Missionaria dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio che ha vissuto e operato sempre al fianco degli ultimi nella diocesi di Salvador de Bahia. Per la diocesi di Cremona una gioia particolare per il forte legame di amicizia missionaria e di stretta collaborazione con la diocesi brasiliana, testimoniato dalla presenza di don Emilio Bellani e all’arrivo ormai prossimo di don Davide Ferretti come fidei donum. Continue reading »

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