È disponibile la “Guida ufficiale 2026” della Diocesi di Cremona, edita da TeleRadio Cremona Cittanova e acquistabile al prezzo di 15 euro presso la Curia vescovile di Cremona e la Casa della comunicazione. In copertina quest’anno un particolare della tavola di Boccaccio Boccaccino San Pietro presenta il donatore Benedetto Fodri insieme a San Paolo e a un santo vescovo (1523-1524), recente acquisizione del Museo Diocesano, esposta per la prima volta in occasione della mostra – in corso fino all’11 gennaio – organizzata in occasione dei 500 anni dalla morte del maestro del Rinascimento.
«Presentare ogni anno la Guida ufficiale della nostra diocesi – scrive il vescovo nella sua introduzione al volume – comporta dei rischi: dire le solite banalità (e questo sarebbe il meno); affannarci in bilanci numerici, un tempo trionfali oggi probabilmente pessimistici (sarebbe una tentazione nociva); sollecitare all’esercizio di curiosità e confronti su persone e comunità (pratica altrettanto poco evangelica e costruttiva)… Meglio dire semplicemente: eccoci, questi siamo noi. Una foto di gruppo, rappresentazione certo esterna e funzionale di una realtà ben più ricca e inafferrabile, perché profondamente umana e spirituale: la Chiesa».
Una Chiesa viva, inserita nel più ampio contesto della Chiesa universale rappresentata nelle prime pagine con i dati relativi anche alla Curia Romana, alla Chiesa italiana e a quella lombarda, e descritta in modo sintetico nelle 430 pagine della Guida Ufficiale che, grazie ai dati raccolti dalla Cancelleria vescovile, fotografa la realtà diocesana, con le 221 parrocchie sparse nelle cinque zone pastorali e alcune delle quali riunite in 51 unità pastorali (9 in più rispetto all’anno precedente). Sul territorio, tre santuari diocesani: Santa Maria del Fonte a Caravaggio, Beata Vergine della Misericordia a Castelleone e Beata Vergine della Fontana a Casalmaggiore.
Chiesa cremonese che, su un territorio di poco più di 1.900 chilometri quadrati e più di 364.800 residenti: la maggior parte (oltre 240mila) nella provincia di Cremona, seguita da quelle di Bergamo (66mila circa) e Mantova (poco più di 39mila), e infine le quattro parrocchia dell’unità pastorale di Cassano d’Adda, in provincia di Milano, che contano oltre 16mila abitanti.
A comporre il clero diocesano, insieme al vescovo Antonio Napolioni e all’emerito Dante Lafranconi, 261 sacerdoti, di cui 17 attualmente in servizio fuori diocesi; 4 invece i sacerdoti extradiocesani in servizio in diocesi. I diaconi permanenti sono 16. Otto i vescovi originari della terra cremonese. In appendice il “Presbiterio celeste”, ovvero il ricordo dei sacerdoti defunti dal 1960 a oggi.
Sulla Guida diocesana sono specificati anche gli istituti religiosi: 3 quelli maschili, suddivisi in 4 comunità e con un totale di 27 religiosi (di cui 21 presbiteri); 15 quelli femminili, con 203 religiose suddivise in 25 comunità, cui sono da aggiungere i due monasteri di clausura (le Domenicane a Cremona e le Visitandine a Soresina) con le 24 monache. Da segnalare anche gli istituti secolari (2 maschili e 5 femminili) e le associazioni pubbliche e private di fraternità religiosa.
Chiude il volume lo stradario del Comune di Cremona, che illustra l’appartenenza alle rispettive parrocchie di ogni arteria cittadina, anche quelle di più recente ufficializzazione.
Numeri che corrispondo a nomi, volti, comunità e compongono una rete di relazioni che irrora tutto il territorio diocesano. «La vita del popolo di Dio – scrive infatti il vescovo – non si scrive, tanto meno si riduce a numeri ed elenchi. Scorre, come sangue nelle vene della storia, perché è il sangue di Lui, del Signore Gesù, che ci dice ogni giorno, guardandoci e nutrendoci: “Questo è il mio corpo”. Un po’ giovane e fresco, spesso piagato e rugoso, ma un corpo solo, fatto anche di tanti “innominati” su queste pagine. Dove in realtà ci siamo proprio tutti, almeno nel numero degli uomini e delle donne che abitano città e paesi».




