Non può esserci liberazione senza riconciliazione. Non vi è una vera pace se non si crede nella possibile redenzione comune, «senza dimenticarci del male che ci siamo fatti a vicenda, sforzandoci di considerarlo come il mio male, fatto a me stesso e agli altri». E la resistenza, dunque, nella prospettiva cristiana, è saperlo riconoscere e opporsi ad esso; «spezzare la catena dell’odio» promuovendo il perdono e non la punizione. Così sosteneva don Primo Mazzolari il 25 aprile del 1945, in un’Italia dilaniata tra le forze politiche e civili e affamata di giustizia e vendetta. Continue reading

























L’80° anniversario della Liberazione (1945-2025) vede la pubblicazione di un interessante libro che valorizza il ruolo, spesso trascurato, dei cristiani durante la Resistenza. Si tratta di “Primo Mazzolari. La Resistenza dei cristiani”, edizioni Edb. Il curatore del volume, il professor Giorgio Vecchio, è uno dei massimi esperti italiani del periodo fascista e dei rapporti tra la Chiesa e il regime. Professore emerito di Storia contemporanea all’Università di Parma, Vecchio (che è anche presidente del Comitato scientifico della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo) ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio del Cattolicesimo politico, della Resistenza e della complessa relazione tra istituzioni ecclesiastiche e potere durante il Ventennio. 