C’è la promessa di una famiglia nello sguardo di “Occhi azzurri”
Con il mese di ottobre torna come sempre l’appuntamento settimanale le produzioni informative della diocesi di Cremona: il notiziario settimanale “Giorno del Signore” e il talk di approfondimento pastorale “Chiesa di Casa”, entrambi prodotti dalla redazione giornalistica di TeleRadio Cremona Cittanova in collaborazione con l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali.
Il vescovo Antonio Napolioni fa suo e condivide con le comunità della diocesi di Cremona il messaggio approvato oggi dal Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, alla vigilia delle elezioni politiche.

Monsignor Cesare Burgazzi con l’atto di nomina papale. Accanto a lui, da destra, S. Ecc. Mons. Edgar Peña Parra e mons. Luigi Roberto Cona, rispettivamente Sostituto e Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede
Papa Francesco ha nominato il cremonese mons. Cesare Burgazzi Protonotario Apostolico di Numero Partecipante
È il Bollettino della Sala Stampa Vaticana del 12 settembre 2022 a dare la notizia della nomina papale per il sacerdote cremonese, Capo Ufficio nella Segreteria di Stato.
Il Collegio dei Protonotari Apostolici di numero partecipanti è un’antica istituzione formata da prelati della Curia Romana con funzioni di notai papali.
La categoria dei Protonotari apostolici numerari è stata confermata, dopo vari passaggi storici, da Papa Paolo VI con la Lettera Apostolica Pontificalis Domus del 28 marzo 1968; secondo tale Lettera i Protonotari fanno parte della Famiglia Pontificia.
Nato a Cremona nel 1958, originario della parrocchia di San Clemente e Imerio, mons. Burgazzi è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cremona il 19 giugno 1982 dal vescovo Fiorino Tagliaferri. Dopo gli anni da vicario nella parrocchia di Bonemerse (1982-1984) e di vicario coadiutore nella parrocchia di San Pietro al Po in Cremona (1984–1992) nel 1992, all’indomani della visita a Cremona di Papa Giovanni Paolo II, è stato chiamato a svolgere il suo servizio presso la Segreteria di Stato della Santa Sede dove dal 2011 ricopre l’incarico di Capo Ufficio della Prima Sezione Affari Generali. Dal 2015 è Canonico del Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano.
Si è concluso da pochi giorni alla Fiera di Rimini il 43° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli. Il titolo dell’edizione 2022 “Una Passione per l’uomo” riprende un intervento di don Luigi Giussani del 1985: «Il cristianesimo non è nato per fondare una religione, è nato come passione per l’uomo». Ed è proprio questa l’esperienza testimoniata da alcuni ragazzi cremonesi che hanno partecipato all’evento come volontari.
Ciò che ha colpito Gaia, cremonese universitaria, è stato lo stupore negli occhi delle persone, durante una serata di canti. Seduta alle “Piscine Est” della Fiera in una pausa dal suo lavoro come hostess, racconta: «Ieri, alla serata di canti che abbiamo organizzato, c’era tantissima vita – e aggiunge sorridendo – però, non per merito mio». Un “surplus” di vita, non del tutto spiegabile come esclusivo prodotto della buona volontà di chi si è messo all’opera: contagio di vita e unità che i tanti giovani che hanno offerto il loro impegno hanno riconosciuto come un dono di cui essere grati. Basta pensare ai dialoghi nati tra ospiti o visitatori di nazionalità, fede, convinzioni o schieramenti politici diversi. In questi cinque giorni, ci si è allenati a riconoscere nell’altro una risorsa buona per la propria vita. Anche nella semplicità di un incontro fortuito o nel più umile dei “servizi”, al Meeting «ogni secondo è occasione per un incontro»: lo afferma Paolo, giovane cremonese che indossa una maglia viola per contraddistinguere il suo compito di parcheggiatore.
Mostre, convegni, spettacoli: qualsiasi proposta del Meeting intercetta il “desiderio di felicità, di bene, di verità e di giustizia che abita nel cuore di ognuno”. È la mission dell’evento, come viene esplicitato nel sito ufficiale della Fondazione.
Ciò non significa che il lavoro sia privo di difficoltà: «Se l’anno scorso il Meeting è stato per me una rinascita, quest’anno mi sono stati messi davanti i miei limiti» afferma Chiara, anche lei di Cremona, vestita con la t-shirt gialla del settore ristorazione. Aggiunge sorridendo: «Eppure, c’è qualcuno che mi vuole così». Si può arrivare dopo un anno faticoso e si può arrivare carichi del proprio limite, sicuri che ci sarà qualcuno pronto ad accoglierti, «anche persone con cui non hai mai parlato» dice Chiara.
Dunque, un luogo di incontro, accoglienza e soprattutto gratuità, come testimoniano i ragazzi di Cremona lì presenti. Nei cinque giorni del Meeting, tra mostre, convegni e spettacoli, tutti, compresi i nostri ragazzi, hanno potuto riconoscere quella “passione per l’uomo” con forza richiamata dal fondatore del movimento di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani. Come riporta il sito della Fondazione, il Meeting di Rimini, andando a scomodare tanti ambiti della cultura, vuole essere “il luogo fisico in cui sperimentare come l’esperienza della fede cristiana vissuta sia capace di incontrare e valorizzare ogni tentativo umano che collabora positivamente al destino di ogni uomo”.