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Amare nel servire. Con questo binomio il vescovo emerito di Cremona, Dante Lafranconi, ha voluto tratteggiare la figura del diacono permanete Flavio Carli, deceduto lunedì 29 giugno all’età di 84 anni. Le esequie sono state celebrata nella mattina di giovedì 2 luglio a Cremona, nella chiesa di Cristo Re, parrocchia nella quale risiedeva con la famiglia. Una chiesa gremita di amici e conoscenti che si sono stretti attorno ai suoi famigliari: la moglie Angela e i quattro figli Andrea, Daniele, Alessia e Cristina, con i propri consorti e i sette nipoti. Presente anche una folta delegazione della San Vincenzo de’ Paoli, associazione di cui Angela Pluderi Carli è stata in passato presidente diocesana e per la quale anche il marito Flavio si è speso tanto. Tra i sacerdoti concelebranti i preti che oggi e in passato hanno prestato servizio a Cristo Re, insieme ai diaconi permanenti che con Flavio Carli hanno condiviso il ministero.
Aprendo l’omelia il vescovo emerito Lafranconi ha portato il saluto e la vicinanza del vescovo Antonio Napolioni, impossibilitato a essere presente, ma che «ha ricordato Flavio nell’Eucaristia celebrata questa mattina».
Poi una riflessione a partire dalle letture proposte nella liturgia e mettendo sotto la lente il profeta Amos e Gesù, che non hanno accondisceso i desideri umani, ma hanno fatto da tramite alla voce e al volere di Dio: da qui l’invito a «essere conformi a quello che Dio ci propone come bene, per noi e per gli altri», senza mai cercare «il compiacimento della gente».
Un aspetto che il vescovo Dante Lafranconi ha richiamato anche ricordato alcuni tratti della vita del diacono permanente Flavio Carli: «Un uomo dalla coscienza retta. Un uomo desideroso di scoprire, nell’interiorità della sua preghiera e della sua riflessione, quello che Dio vuole», ha detto il vescovo emerito, indicando quindi il Vangelo come bussola per questo discernimento. E, partendo proprio dall’esempio del diacono Flavio, ha invitato a «non andare dietro all’onda o cercare ciò che è più comodo», ma «ascoltare la propria coscienza» e «non perdere mai l’abitudine di ascoltare e interrogare questa voce profonda, rivolgendoci da una parte alla Parola di Dio e dall’altra parte mettendoci in preghiera».
Monsignor Lafranconi ha voluto quindi riprendere alcuni tratti distintivi del diaconato vissuto da Flavio a partire da alcuni passaggi di una sua una intervista, rilasciata in occasione del 25° anniversario dell’istituzione del Diaconato permanente in diocesi di Cremona.
«Siamo stati fatti diaconi – sottolineava il diacono Carli – per la carità, la carità nel servizio». Un fatto che «corrisponde bene alla sua scelta di vita», ha detto il vescovo Lafranconi, ricordando il suo «servire gli altri, con amore, tutti i giorni». Anche nel servizio che allora svolgeva nel magazzino della San Vincenzo, da tenere pulito, «perché la dignità del povero passa anche di lì». E ancora: «ascoltare i poveri che incontriamo andando oltre i pregiudizi», affermava Carli nell’intervista del 2019. Un’attenzione che il vescovo emerito ha evidenziato ricordando come quegli incontri fossero fatti di «amore, attenzione e dialogo, per servire nel modo più vero», «un modo di servire che non può essere quello di sbarazzarsi il più in fetta possibile dell’altro».
«Amare nel servire è stato proprio un “live motive” della vita di Flavio – ha detto quindi il vescovo Lafranconi –. E l’ha vissuto anche dentro il tessuto della famiglia. Se ci pensiamo bene, dove impariamo prima di tutto il rispetto dell’altro, la dignità dell’altro, il servizio all’altro, se non in famiglia? Da quello che incominciamo a sperimentare dai nostri genitori che, giustamente, in un indirizzo buono di educazione, ci insegnano ad avere anche nei confronti degli altri».
«Nella vita, e nella Chiesa in modo particolare, – ha quindi detto Lafranconi concludendo l’omelia – abbiamo bisogno di essere ascoltatori di Dio quotidianamente, per avere una coscienza retta. E abbiamo bisogno di imparare quel servizio fraterno che solo può fare della Chiesa l’immagine di una comunione vera. Di che cosa c’è più bisogno, in questo mondo e in questa società, se non della testimonianza di un amore che è veramente fraterno, che è veramente capace di andare incontro all’altro per quanto è possibile e rispettando le esigenze che l’altro ha? Ci aiuti anche Flavio, facendo memoria di lui, a dare alla nostra vita questa impostazione».
Ascolta l’omelia del vescovo emerito Dante Lafranconi
Diaconi permanenti: deceduto Flavio Carli. I funerali giovedì alle 10 a Cristo Re













