Category Archives: News

Alessandro Campi e la scelta di vivere la fede (AUDIO)

Il professore del politecnico ospite di Chosen, il percorso per i giovani della Zona 2

“Il premio della vita cristiana? Beh, è proprio la vita cristiana!” è questo il centro della riflessione di Alessandro Campi, docente di Basi di dati e informatica al Politecnico di Milano, che domenica 17 febbraio ha incontrato i giovani della zona pastorale 2. Nel secondo appuntamento della rassegna “Chosen”, il tema affrontato è stato proprio “scelgo di vivere la fede”.

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Confermata l’altezza del Torrazzo, non saranno necessarie nuove misurazioni

Con i suoi 112,217 metri resta la seconda torre campanaria più alta d'Italia. La spiegazione tecnica che fuga i dubbi

Alcune settimane fa la stampa locale aveva dato notizia di alcuni dubbi avanzati sulla reale altezza del Torrazzo che avevano fatto pensare addirittura ad una nuova misurazione. Ora però, in seguito ad opportune verifiche, l’Ufficio per i Beni culturali precisa che non vi sono errori nella tradizionale e nota misurazione dell’altezza di 112,217 metri che fanno della torre campanaria della Cattedrale la seconda più alta d’Italia.

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Università Cattolica, lunedì a Cremona il Dies Academicus

Alle 16 presso la sede di Via Milano 24: lectio del prof. Francesco Centonze "Criminalità d'impresa e tutela della salute: il problema della prevenzione" 

Si terrà nel pomeriggio di lunedì 4 marzo, alle 16, nella sede di Cremona dell’Università Cattolica del S. Cuore, la cerimonia del Dies Academicus. Il tradizionale momento d’incontro della comunità universitaria con le autorità e i rappresentanti della realtà locale per l’anno accademico 2018/2019 sarà valorizzata dalla lectio su “Criminalità d’impresa e tutela della salute: il problema della prevenzione” del prof. Francesco Centonze, professore ordinario di Diritto penale nella Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica. Continue reading »

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Mercoledì delle Ceneri: la Messa del Vescovo in diretta

Alle 18 in diretta dalla Cattedrale la diretta della celebrazione sul nostro portale e i social diocesani

Mercoledì 6 marzo, alle 18, all’inizio della Quaresima, il vescovo Antonio Napolioni presiederà nella Cattedrale di Cremona l’Eucaristia, con la benedizione e l’imposizione delle Ceneri. La celebrazione potrà essere seguita in diretta streaming attraverso il portale diocesano www.diocesidicremona.it e canali social della Diocesi: la pagina Facebook DiocesiCremona e il canale YouTube DiocesidiCremonatv. Continue reading »

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Pio XII “ponte” tra due epoche

Papa Pacelli è eletto il giorno del suo compleanno: il 2 marzo del 1939. Instancabile costruttore di pace, fronteggiò gli orrori della Seconda Guerra Mondiale portando la luce di Cristo tra le macerie del conflitto e la speranza della ricostruzione

Una certa pubblicistica lo ha dipinto come l’ultimo rappresentante di una Chiesa ancorata al passato, sottolineando soltanto le discontinuità con il suo santo successore. Eppure Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, è una figura da studiare ancora a fondo e ciò sarà reso più agevole al momento dell’apertura degli archivi vaticani relativi al suo pontificato. Papa Pacelli conosciuto da vicino le pagine oscure del ventesimo secolo, è stato ostaggio dei rivoluzionari bolscevichi, ha visto nascere il nazismo del quale fin da giovane nunzio apostolico a Monaco di Baviera aveva constatato la pericolosità arrivando a scrivere in una lettera al cardinale Pietro Gasparri «come il nazionalismo sia forse la più pericolosa eresia della nostra epoca». Continue reading »

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Sulle orme del Dio che “si spreca”, il messaggio del vescovo per la Quaresima di Carità (TESTO E VIDEO)

Il Vescovo Antonio invita la diocesi a prepararsi alla Pasqua anche attraverso il segno concreto di solidarietà I fondi raccolti saranno destinati all'associazione "No Spreco"

Come ogni anno il vescovo propone alle comunità di tutta la diocesi di partecipare alla Quaresima di Carità, una raccolta fondi da destinare ad un’opera di solidarietà sul territorio. Quest’anno le offerte raccolte contribuiranno all’allestimento di un nuovo magazzino per l’attività dell’associazione «No Spreco» che si occupa in particolare di recuperare le eccedenze alimentari per metterle a disposizione delle famiglie bisognose attraverso l’operato dei volontari della Caritas e delle San Vincenzo parrocchiali. Proponiamo di seguito il messaggio del vescovo Antonio per la Quaresima 2019 (versione pdf).

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«No spreco», così la Quaresima di carità diventa smart

La raccolta di solidarietà nelle parrocchie permetterà di allestire un magazzino per il cibo donato attraverso l'app dell'associazione nata su iniziativa della Caritas

«No spreco» è il nome e la mission dell’associazione di promozione sociale nata due anni fa a Cremona su iniziativa della Caritas diocesana, in sinergia con alcuni altri soci fondatori. Un progetto che favorisce lo sviluppo sostenibile e riduce gli sprechi coinvolgendo cittadini e istituzioni. E lo fa attraverso una applicazione tecnologica che permette il recupero delle eccedenze alimentari nella catena di distribuzione locale e la loro ridistribuzione ai soggetti in stato di povertà.

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L’identikit degli avventori cremonesi del gioco d’azzardo legalizzato

Presentata la ricerca realizzata nell’ambito del progetto “Gioco Sapiens” finanziato da Regione Lombardia

Si è tenuto nei giorni scorsi a Cremona, presso SpazioComune, l’incontro dal titolo” Ho un problema? No! Mi piace giocare. Il problema è solamente che perdo” dedicato ad un approfondimento sul tema del gioco d’azzardo patologico. Nell’incontro è stata presentata la ricerca, realizzata nel 2018 grazie al progetto denominato “Gioco Sapiens”, finanziato da Regione Lombardia, per studiare direttamente il fenomeno del gioco d’azzardo attraverso la conoscenza delle abitudini dei residenti in città e nel distretto. In particolare lo scopo della ricerca era capire se esiste una percentuale di giocatori che sta assumendo comportamenti di gioco problematici. Continue reading »

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Un’alleanza contro i furti nelle chiese

I Carabinieri hanno restituito gli oggetti rubati nella chiesa di Acqualunga Badona, frazione di Paderno Ponchielli, fornendo un vero e proprio vademecum per difendersi da ladri e truffatori

Domenica 3 marzo, dopo la messa delle 9 ad Acqualunga Badona, i Carabinieri di Cremona hanno riconsegnato la refurtiva alla comunità di Paderno Ponchielli. Si tratta di una pisside e un calice del XVI secolo, altri oggetti liturgici più o meno preziosi, due candelabri in ottone, la tovaglietta di cotone e la statua in gesso dipinto di San Giuseppe, rubati un mese fa dalla chiesa di Santa Maria Nascente e poi ritrovati in un canale in aperta campagna.

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Abbiamo bisogno di cittadini più vicini all’Europa

Tocca innanzitutto a noi, ai cittadini, rilanciare il progetto europeo, riscoprendo le ragioni del nostro stare insieme: quelle storiche, che sono ragioni di pace, di affermazione dei diritti, di arricchimento culturale, e non solo di benessere economico, e quelle che derivano dalle tante nuove sfide che abbiamo davanti. Tocca a noi credere fino in fondo all’importanza di continuare a camminare insieme per affrontare i nuovi tornanti che la storia ci pone davanti. Senza arretrare, senza rinunciare a fare del nostro continente uno spazio di promozione dei diritti, della libertà, della giustizia sociale. Non solo per noi, ma anche per gli altri continenti, a partire da quelli che si affacciano sul Mediterraneo

“L’Europa non si farà in un giorno, né senza urti. Nulla di duraturo si realizza con facilità. Tuttavia essa è già in cammino”. Sono parole scritte oltre mezzo secolo fa da Robert Schuman, uno dei “padri fondatori” dell’Unione europea. Non si nascondeva le asperità che si paravano innanzi a un progetto politico ambizioso e complesso, chiamato ad attraversare difficili tornanti della storia. Ma questa consapevolezza non lo faceva arretrare, anzi, alimentava in lui la convinzione che proprio dentro quelle difficoltà si sarebbero date le condizioni per un percorso in cui popoli e Stati avrebbero potuto lavorare alla costruzione di una “casa comune”, fondata sul desiderio condiviso di pace, libertà, democrazia e benessere.

L’Europa è un cammino, ci ricorda Schuman, e ogni cammino è fatto anche di fatica, di ricerca della strada migliore, di qualche passo falso.

Le elezioni europee verso cui siamo avviati segneranno un passo in avanti per il rafforzamento della casa comune, o ci faranno tornare indietro, verso una nuova epoca di chiusure, di egoismi nazionali, di diffidenze reciproche? Sapremo trovare la strada per continuare a camminare insieme o ci perderemo nel labirinto dell’euroscetticismo e dell’antieuropeismo? Per la prima volta, la campagna elettorale che si sta aprendo rischia di trasformarsi in un referendum pro o contro l’Europa, e la dissoluzione del progetto europeo appare come una prospettiva non più solamente teorica. In tanti, anche con toni calibrati e suadenti, vorrebbero convincerci che in fondo non sarebbe un disastro. Che da soli potremmo stare meglio, tornare a essere “padroni a casa nostra”. Ma è proprio la complessità del tempo presente, in cui la cosiddetta globalizzazione ci porta fin sulla soglia di casa sfide mondiali, a dimostrarci ogni giorno che nessun Paese, oggi, può permettersi di procedere in solitudine. È quello che abbiamo scritto nella recente lettera aperta firmata da diverse realtà del mondo cattolico italiano: “Per esistere e resistere in un mondo grande e complesso, oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita”.

Attorno al destino dell’Europa, insomma, si deciderà buona parte del nostro futuro.

Provo allora, a tre mesi dal voto del 26 maggio, a proporre quattro sottolineature. Per prima cosa, occorre ribadire che l’Unione europea potrà sopravvivere solo se sarà capace di fare un balzo in avanti. Se cesserà di essere “soltanto un sistema di alleanze o una coalizione di interessi”, per diventare “una comunità di destini”, a partire dai temi unificanti della crescita, del lavoro, della centralità della persona, della tutela della famiglia, della solidarietà, della lotta alla povertà, della riduzione delle diseguaglianze sociali.
Questo significa anche – ed è una seconda sottolineatura, presente anche nel recente manifesto redatto dalle associazioni che aderiscono a Retinopera – che è sempre più urgente identificare gli indispensabili cambiamenti istituzionali di cui l’Europa ha bisogno per potersi rilanciare politicamente. Negli anni recenti l’Ue ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte alla crisi economica, alle pressioni migratorie, alle minacce del terrorismo. E ciò è avvenuto anche perché i governi degli Stati membri non hanno assegnato alle istituzioni comunitarie poteri e competenze adeguate per agire. Da qui il bisogno di cambiamenti, che vadano nella direzione di un’Europa più coesa, più efficace, più giusta.
In terzo luogo,

abbiamo bisogno che l’Europa torni ad essere “attrattiva”,

capace di coinvolgere e appassionare i cittadini, le parti sociali, i territori che la compongono. Si avverte la necessità che l’europeismo torni a sgorgare dal basso, dalla condivisione di un sogno. Ben venga allora la promozione di una simbologia europea, la ricerca di volti, emblemi, progetti che consentano ai cittadini europei di identificarsi con la loro patria comune. Ma è ancora più necessario che le istituzioni europee riguadagnino credibilità agli occhi dei propri in cittadini facendoli sentire rappresentati, raccogliendone ed esprimendone le istanze, i bisogni, le aspirazioni e le capacità. Abbiamo bisogno di istituzioni che siano più vicine alla gente e non solo ai governi, alle burocrazie o ai poteri economici.
Abbiamo anche bisogno, però, di cittadini più vicini all’Europa. Per rilanciare il “cantiere Europa” occorre – quarto ma non ultimo elemento – più partecipazione, più senso di responsabilità, più coinvolgimento, razionale ed emotivo, da parte dei cittadini europei. Tocca innanzitutto a noi, ai cittadini, rilanciare il progetto europeo, riscoprendo le ragioni del nostro stare insieme: quelle storiche, che sono ragioni di pace, di affermazione dei diritti, di arricchimento culturale, e non solo di benessere economico, e quelle che derivano dalle tante nuove sfide che abbiamo davanti. Tocca a noi credere fino in fondo all’importanza di continuare a camminare insieme per affrontare i nuovi tornanti che la storia ci pone davanti. Senza arretrare, senza rinunciare a fare del nostro continente uno spazio di promozione dei diritti, della libertà, della giustizia sociale. Non solo per noi, ma anche per gli altri continenti, a partire da quelli che si affacciano sul Mediterraneo.

Matteo Truffello
presidente nazionale Azione cattolica italiana

(fonte: AgenSir)

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