Certamente un “unicum”, almeno in contesto cremonese. La Via Crucis in dialetto che ha avuto luogo la sera di venerdì 31 marzo a Sospiro, presieduta dal Vescovo Antonio, affiancato dal parroco don Federico Celini e dal collaboratore don Martino Morstabilini, si è caratterizzata per la sua originalità, oltre che per la profondità, la suggestione, la qualità spirituale e letteraria di quanto è stato proposto e condiviso: proprio come è significato nell’introduzione del volume che raccoglie i vari contributi poetici: “è questo un felice modo per recuperare tutta la dignità che il dialetto, se poesia autentica, possiede: non più soltanto lingua dei momenti disimpegnati, ma motivo di esaltazione dello spirito, che nel dramma di Cristo riconosce l’immenso tributo della sofferenza creaturale”.
Sospiro, Via Crucis in dialetto cremonese
Il vescovo Napolioni ha presieduto questo singolare momento di preghiera nella serata di venerdì 31 marzo











