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Trasferta dei preti cremonesi nelle Marche: l’incontro con il fidei donum don Francesco Miti

In mattinata il gruppo col vescovo Napolioni ha visitato il santuario di Macereto e a seguire Tolentino. Poi tappa a Porto Potenza Picena

Molto intensa e ricca di incontri l’ultima delle tre giornate marchigiane dei giovani preti cremonesi accompagnati dal vescovo Napolioni e dal loro responsabile don Giambattista Piacentini. La mattinata è iniziata con la visita al santuario di Macereto, situato nell’omonimo altopiano, sui Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1000 metri sul livello del mare. Il complesso mariano è considerato la massima espressione dell’architettura rinascimentale del ‘500 nelle Marche.

Secondo la tradizione il 12 agosto 1359, nel trasportare una statua lignea della Madonna con Bambino da Loreto al Regno di Napoli, i muli facenti parte della carovana si fermarono in ginocchio sul sito attualmente occupato dal santuario, e da lì non vollero più ripartire, nonostante i calci e le frustate. I popolani accorsi in aiuto videro nell’accaduto un segno divino, e pretesero che la statua rimanesse lì, così nel giro di pochi anni venne costruita sul luogo una primitiva chiesetta dedicata alla Madonna. Nel secondo ‘400 la statua originale venne sostituita da un’altra, attualmente conservata nel Museo pinacoteca di Visso. Nel 1528 cominciarono invece i lavori per la costruzione del santuario (che ingloberà la primitiva edicola), con l’architetto Giovan Battista da Lugano, il quale riprese un precedente progetto del Bramante. Dopo la morte del Lugano, avvenuta probabilmente durante i lavori di edificazione, questi terminarono nel 1556 sotto la direzione di Filippo Salvi da Bissone. La basilica è a pianta ottagonale con tre ingressi e al suo centro si trova un tempietto in cui è incisa in latino la storia del miracolo di Macereto. La conca absidale attorno all’altare maggiore è decorata con affreschi di Simone De Magistris.

Qui mons. Napolioni ha presieduto la celebrazione eucaristica concelebrata da tutti i giovani sacerdoti.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla graziosa cittadina di Tolentino, in modo particolare alla basilica di San Nicola, nella quale è conservato il corpo del famoso santo taumaturgo. Un religioso della comunità agostiniana che presta servizio nel tempio sacro ha illustrato alla comitiva il famoso Cappellone di San Nicola, un grande ambiente che conserva un importante ciclo di affreschi trecenteschi recentemente attribuito a Pietro da Rimini, vista una certa somiglianza con i suoi affreschi nell’Abbazia di Pomposa e quelli di Santa Chiara a Ravenna, anche se il grado tecnico di rappresentazione di questi ultimi è notevolmente inferiore agli affreschi del Cappellone. La tradizione vuole invece che l’opera sia stata eseguita da un ignoto pittore, il Maestro di Tolentino. Un vero e proprio scrigno d’arte che narra le vicende più importanti della storia della salvezza.

Lasciata Tolentino i giovani sacerdoti si sono diretti a Porto Potenza Picena per incontrare don Francesco Miti che dal 2010 guida la comunità di Sant’Anna composta da circa 8000 fedeli. Nell’incontro con il sacerdote fidei donum cremonese, originario di Calvatone, i giovani preti hanno potuto conoscere un interessante spaccato della vita di una parrocchia del Centro Italia. In modo particolare don Francesco ha raccontato la vita comune dei preti (con lui abitano il vicario e il parroco emerito), una realtà abbastanza diffusa nelle Marche. Poi il gruppo ha visitato il complesso del centro parrocchiale con il cine-teatro e l’oratorio. Non è mancata una graditissima puntata al mare.

Nel tardo pomeriggio la partenza verso Ravenna dove ci sarà un incontro con don Arienzo Colombo, sacerdote cremonese da poco tempo incardinato in diocesi di Ravenna, e attualmente parroco della Cattedrale. Anche con lui ci sarà la possibilità di un confronto sul diverso approccio pastorale in quelle zone.

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Cronaca e foto dei giorni precedenti

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Presentazione del Grest 2016: la carica dei 1.200 animatori al Palasport di Cremona

Presente il vescovo Napolioni che al termine della frizzante serata proposta dalla F.O.Cr. ha invitato gli adolescenti a vivere sul serio questo servizio ai più piccoli

A stento, domenica 17 aprile, il palazzetto dello Sport di Cremona è riuscito a contenere l’entusiasmo di oltre 1200 adolescenti delle zone pastorali cremonesi e casalasco-mantovane che nella prossima estate presteranno servizio come animatori nel Grest dal titolo “Perdiqua. E si misero in cammino”. L’occasione è stata la presentazione del tema e della storia dell’edizione 2016 che  coinvolgerà migliaia di bambini e di ragazzi nei mesi caldi dell’anno. Continue reading »

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Dall’accudimento alla prossimità: nuove prospettive di trasmissione della fede dagli adulti ai giovani

Lunedì 18 aprile al Centro Pastorale un incontro dedicato alla religiosità delle nuove generazioni. Presente anche il vescovo Antonio

Sfuggenti, individualisti, religiosamente solitari, avulsi da ogni struttura gerarchica ma affascinati dalla testimonianza verace di papa Francesco e comunque sempre aperti al trascendente. È questo lo spaccato sulle nuove generazioni emerso lunedì 18 aprile durante l’incontro «Dio a modo mio. I giovani e la fede» promosso da Azione Cattolica, ufficio di pastorale giovanile e Centro Italiano Femminile al Centro pastorale diocesano. In prima fila il vescovo Antonio Napolioni, l’assistente diocesano di Ac don Giambattista Piacentini e moltissimi giovani educatori nonchè genitori, catechisti e insegnanti. «È la prima volta – ha commentato soddisfatto un papà impegnato in parrocchia – che ad un incontro vedo confrontarsi diverse generazioni su temi così importanti». Continue reading »

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Don Piacentini nominato economo diocesano “fino a nuovo provvedimento”. Don Ntedika Ngimbi sarà collaboratore a Gadesco Pieve Delmona

Prime nomine del vescovo di Cremona. mons. Antonio Napolioni

Prime nomine di mons. Antonio Napolioni. Il presule, in sostituzione di mons. Carlo Abbiati deceduto lo scorso 21 marzo, ha nominato economo diocesano “fino a nuovo provvedimento” don Giambattista Piacentini, segretario dell’ufficio amministrativo della Curia vescovile. In data 13 aprile ha nominato don Alois Ntedika Ngimbi collaboratore delle parrocchie di “San Marino”, “Ss. Pietro e Paolo” e “Ss. Gervasio e Protasio martiri” nel comune di Gadesco Pieve Delmona, guidate da don Cristino Cazzulani. Don Ntedika Ngimbi è sacerdote della diocesi di Boma nella Repubblica Democratica del Congo ed è cappellano della comunità cattolica africana francofona.

 

Biografia di don Piacentini

Don Giambattista Piacentini è nato a Fontanella – provincia di Bergamo, ma diocesi di Cremona – il 27 luglio 1960 ed è stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1984. E’ stato vicario in città prima a San Bernardo (1984-1990) e poi a San Francesco (1990-1994). Dal 1986 al 1994 è stato anche addetto dell’ufficio ragioneria della Curia vescovile. Sempre come vicario ha servito la comunità bergamasca di Antegnate (1994-1997). Nel 1997 è stato nominato assistente giovani di Azione Cattolica e contemporaneamente vice rettore del Seminario. Per quatto anni – dal 1999 al 2003 – è stato parroco di Calvatone e dal 2002 al 2012 membro della Commissione presbiterale regionale. Dal 2007 al 2008 è stato cassiere della Società di Mutuo Soccorso fra i Sacerdoti della diocesi. Attualmente ricopre questi incarichi: segretario dell’ufficio amministrativo della Curia (dal 2003), assistente diocesano di Azione Cattolica (dal 2003), membro del Collegio dei Consultori (dal 2007), responsabile dell’istituto “Pio X” (dal 2007), incaricato diocesano della Federazione Nazionale del Clero Italiano (dal 2008), Presidente della Società di Mutuo Soccorso fra i Sacerdoti della diocesi (dal 2008).

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Il Vescovo nella sua terra d’origine con i preti dei primi sette anni di ordinazione

Dal 19 al 21 aprile mons. Napolioni accompagnerà i giovani sacerdoti alla scoperta della diocesi di Camerino-San Severino Marche

Da martedì 19 a giovedì 21 aprile i sacerdoti dei primi setti anni di Messa vivranno un’intensa esperienza di fraternità e spiritualità insieme al vescovo Antonio e al loro responsabile don Giambattista Piacentini. «Ogni anno – spiega Piacentini – si propone ai preti giovani una particolare trasferta dove rinsaldare le relazioni, riposare, pregare con più tranquillità, arricchirsi dal punto di vista culturale, ma anche pastorale. Qualche anno fa siamo stati in Svizzera per conoscere due preti cremonesi cappellani degli italiani: don Francesco Migliorati e don Giuseppe Bressani. Successivamente siamo stati in Emilia e Toscana per incontrare due nostri fidei donum: don Fabrizio Martelli parroco a Vignola e don Carlo Bergamaschi in servizio nella diocesi di Prato. Quest’anno abbiamo pensato di incontrare don Arienzo Colombo che si trova a Ravenna e don Francesco Miti parroco a Porto Potenza Picena. Naturalmente abbiamo invitato il vescovo Antonio che subito ha accettato e ci ha proposto anche di visitare i luoghi dove è nato, cresciuto e dove si è sviluppata la sua vocazione: Camerino e San Severino Marche».

I preti giovani, dunque, saranno ospitati nelle casa di famiglia del vescovo Napolioni a Pievebovigliana, un piccolo comune della provincia di Macerata, incastonato in un suggestivo paesaggio naturale a metà tra la fertile pianura marchigiana e i primi pascoli montani, preludio del peculiare paesaggio dei Monti Sibillini. Un territorio ricco di testimonianze storiche anche perchè luogo di incontro e di scontro di diversi popoli. «Tra martedì e mercoledì – spiega don Piacentini – mons. Napolioni ci guiderà alla scoperta della sua terra, con un’attenzione particolare alla cultura, alla storia e alle opere d’arte più significative, ma anche agli aspetti pastorali ed ecclesiali. Sono previsti, infatti, degli incontri con alcune comunità religiose che in diocesi di Camerino sono numerose, in modo particolare con le clarisse di San Severino Marche».

Mercoledì mattina, poi, la visita a don Francesco Miti, classe 1951, sacerdote originario di Calvatone, che dal 2000 è fidei donum nelle Marche. Dal 2000 al 2010 è stato parroco della Sacra Famiglia a Porto San Giorgio e attualmente è guida della comunità di Sant’Anna a Porto Potenza Picena. Nel pomeriggio, nel viaggio di ritorno verso Cremona, il gruppo si fermerà a Ravenna per salutare don Arienzo Colombo, classe 1950, originario di Casirate d’Adda, in servizio nell’arcidiocesi romagnola dal 1986. Attualmente don Colombo è direttore dell’Ufficio Pastorale Viaggi e Pellegrinaggi, direttore del Centro Missionario diocesano e parroco di San Giovanni in Fonte nella Cattedrale. «

«Sarà certamente un’esperienza significativa per i nostri giovani preti – conclude don Piacentini – anche perchè avranno modo di conoscere più approfonditamente il nostro Vescovo, oltre che naturalmente ricaricare le pile per i prossimi appuntamenti, quelli estivi, che saranno certamente impegnativi».

Don Giambattista Piacentini, insieme a don Paolo Arienti, è responsabile dell’istituto “Pio X”, una realtà che si occupa dell’accompagnamento dei preti dei primi sette anni di ordinazione. Solitamente vengono promossi degli incontri periodici dove si sviluppano dei temi pastorali di particolare rilevanza, gli esercizi spirituali annuali nel mese di gennaio e un’uscita in primavera per rinsaldare i rapporti fraterni e conoscere altre realtà ecclesiali.

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«Dio a modo mio»: una serata di riflessione e confronto sulla religiosità giovanile

Si terrà lunedì 18 aprile al Centro Pastorale diocesano. Relatori la prof. Paola Bignardi e don Paolo Arienti. Promuovono Azione Cattolica, pastorale giovanile e CIF

«Dio a modo mio»: una modalità efficace per definire la fede dei giovani oggi, che è anche diventato il titolo di una pubblicazione di Vita e Pensiero, frutto di una ricerca sulla religiosità giovanile commissionata dall’Istituto Toniolo e curata, insieme a Rita Bichi, dalla cremonese Paola Bignardi.

Lunedì 18 aprile, alle 21, al Centro pastorale di Cremona, l’Azione Cattolica, in collaborazione con la pastorale Giovanile e il Centro Italiano Femminile, propone un incontro destinato a giovani ed adulti che vogliano approfondire il tema e confrontarsi su possibili chiavi di lettura. L’appuntamento, infatti, si inserisce nel programma diocesano dell’AC che ha posto tra gli obiettivi quello di offrire attenzione e spazi ai giovani in Associazione, vedendo in loro una grande risorsa per la vita della Chiesa e del mondo.

Per questo il programma della serata lascerà spazio direttamente ai giovani, di cui verranno proposte riflessioni e testimonianze, a corollario dei due interventi di Paola Bignardi e di don Paolo Arienti, l’uno a illustrazione della ricerca e di alcuni dei contenuti, l’altro a commento delle prospettive pastorali.

Sarà possibile poi partecipare anche al dibattito, per valorizzare i diversi punti di vista. Quello dei giovani, infatti, è un tema urgente oggi, ma rischia di essere visto solo nella sua problematicità e non in termini positivi, nelle diverse risorse che il mondo giovanile può portare al percorso di una Chiesa che sia sempre più capace di ascoltare e parlare al mondo.

La ricerca offre numerosi spunti, perché utilizza un approccio multidisciplinare, che meritano altri spazi di approfondimento. L’appuntamento di lunedì rappresenta un momento che, si spera, possa poi trovare sviluppi nella riflessione e nella proposta di nuovi e più attenti percorsi di fede.

Silvia Corbari

Scarica la locandina del convegno in formato pdf

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I temi vocazionali al centro dell’incontro del Vescovo con i sacerdoti in Seminario

Scambio di riflessioni nella consapevolezza che, in un mondo che cambia, i criteri del discernimento vocazionale non possono rimanere uguali

Una chiesa in comunione, dialogo e che sia corresponsabile, cioè inviti all’apertura relazionale, con grande pazienza. Una chiesa vera, autentica, prossima alle persone sono solamente alcune delle espressioni uscite nell’incontro svoltosi in seminario, nella mattinata di giovedì 14 aprile, tra i sacerdoti. Presente il vescovo Antonio e il vescovo emerito Dante, anche alcuni religiosi. Continue reading »

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Giornata per le vocazioni: tutti gli appuntamenti in diocesi

Si celebrerà domenica 17 aprile in tutte le parrocchie e sarà anticipata venerdì 15 con una veglia di preghiera al monastero della Visitazione

Una giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, quella che si celebra la IV domenica di Pasqua di questo Anno Santo – il 17 aprile – all’insegna della misericordia. È la 53ma ed ha per tema “Dio, ricco di misericordia, noi ricchi di grazie”. La domenica – grazie anche alle indicazioni liturgiche del sussidio festivo curato ogni settimana da don Daniele Piazzi e disponibile sul portale diocesano – sarà possibile ricordare nella preghiera ed unirsi alla preghiera di Cristo al Padre per la sua Chiesa perché, come ricorda il Papa nel messaggio di questa giornata, “tutti i battezzati possano sperimentare la gioia di appartenere alla Chiesa (…) riscoprire che la vocazione cristiana, così come le vocazioni particolari, nascono in seno al popolo di Dio e sono doni della divina misericordia. La Chiesa è la casa della misericordia, ed è la ‘terra’ dove la vocazione germoglia, cresce e porta frutto”. Siamo, dunque, tutti quanti invitati a riscoprire la bellezza di vivere in una comunità cristiana educante, grembo di tutte le vocazioni.

Gli appuntamenti sono quattro:

Giovedì 14 aprile, alle ore 10, in Seminario, l’incontro per i sacerdoti col Vescovo. Una riflessione che partirà dalle osservazioni raccolte nelle zone della diocesi sulla pastorale vocazionale e spazierà, nel confronto tra i presenti, sul volto della Chiesa oggi, che vuole conoscere i giovani e annunciare il vangelo della misericordia. Scrive il papa nel messaggio: “Tra gli operatori pastorali rivestono una particolare importanza  i sacerdoti. Mediante il loro ministero si fa presente la parola di Gesù, che ha detto: «Io sono la porta delle pecore […] Io sono il buon pastore» (Gv 10,7.11). La cura pastorale delle vocazioni è una parte fondamentale del loro ministero pastorale. I sacerdoti accompagnano coloro che sono alla ricerca della propria vocazione, come pure quanti già hanno offerto la vita al servizio di Dio e della comunità”.

Venerdì 15 aprile, alle ore 21, al Monastero della Visitazione di Soresina, in occasione dei 200 anni della fondazione, la Veglia vocazionale. Un’occasione per pregare, insieme come Chiesa diocesana, insieme a mons. Napolioni, per chiedere al Padrone della Messe che il suo campo sia fecondo, che ci fidiamo maggiormente di Lui e della sua Parola che ancora chiama sposi, ministri, missionari, consacrati e laici.

Domenica 17 aprile, in ogni comunità e in ogni famiglia, si potrà celebrare la Giornata di Preghiera per le vocazioni. Come? Parlando della bellezza e della gioia del Vangelo che ci chiama e ci rinnova ogni giorno. Scrive ancora Papa Francesco: “La chiamata di Dio avviene attraverso la mediazione comunitaria. Dio ci chiama a far parte della Chiesa e, dopo una certa maturazione in essa, ci dona una vocazione specifica. Il cammino vocazionale si fa insieme ai fratelli e alle sorelle che il Signore ci dona: è una con-vocazione. Il dinamismo ecclesiale della chiamata è un antidoto all’indifferenza e all’individualismo. Stabilisce quella comunione nella quale l’indifferenza è stata vinta dall’amore, perché esige che noi usciamo da noi stessi ponendo la nostra esistenza al servizio del disegno di Dio e facendo nostra la situazione storica del suo popolo santo”. Siamo invitati tutti quanti a pregare e alavorare insieme perché la voce di Dio si senta, ci si aiuti a rispondere, si cammini insieme sostenendoci con forza.

Lunedì 25 aprile, dalle 14 alle 18.30 in Seminario, a Cremona, l’annuale incontro con i gruppi delle Rosarianti e dei Fortes in fide. Occasione da parte del Seminario di ringraziamento per il bene ricevuto e anche un momento di festa con i seminaristi. Il programma è il seguente: ore 14 accoglienza dei gruppi; ore 14,30 rosario meditato per le vocazioni; ore 15 celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal vescovo Antonio; segue la merenda (ogni gruppo porti qualcosa da condividere); ore 17 il musical in Salone Bolognini dal titolo: “Anche Pinocchio vuole la sua parte”. Spettacolo che i seminaristi e alcuni ragazzi del Liceo Vida anticiperanno la domenica 24 aprile, alle 21, aperto a tutti.

La Giornata Mondiale delle Vocazioni è un motivo di ringraziamento perché il Signore non lascia mai mancare il suo amore e dona sempre possibilità di risposta. La preghiera non è mai per chiedere a Dio di ricordarsi della sua Chiesa, ma perché ciascuno e insieme ci disponiamo ad essere una casa accogliente di tutti i doni, anche i più imprevedibili, che Lui non smette di mandarci.

Don Marco D’Agostino
Responsabile CDV

Chi vuole, invitati dalle parole del Papa, può pregare così.

“Chiediamo al Signore di concedere a tutte le persone che stanno compiendo un cammino vocazionale una profonda adesione alla Chiesa; e che lo Spirito Santo rafforzi nei Pastori e in tutti i fedeli la comunione, il discernimento e la paternità e maternità spirituale”.

 

Padre di misericordia,
che hai donato il tuo Figlio per la nostra salvezza
e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito,
concedici comunità cristiane vive,
ferventi e gioiose,
che siano fonti di vita fraterna
e suscitino fra i giovani il desiderio
di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.
Sostienile nel loro impegno
di proporre una adeguata catechesi vocazionale
e cammini di speciale consacrazione.
Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale,
così che in tutto risplenda
la grandezza del tuo amore misericordioso.
Maria, Madre ed educatrice di Gesù,
interceda per ogni comunità cristiana,
affinché, resa feconda dallo Spirito Santo,
sia fonte di genuine vocazioni
al servizio del popolo santo di Dio.
Amen

Il cartoncino della Preghiera

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Obiezioni di coscienza, dottor Emiliani (MpV): «Più fragile in Italia il diritto a non abortire»

Il presidente del Movimento per la Vita di Cremona interviene sul richiamo del Comitato Europeo dei diritti sociali al nostro Paese per i troppi medici che si rifiutano di praticare l'interruzione di gravidanza

Incredibile Europa!  Minacciata dal terrorismo, impoverita dalla crisi economica, impaurita dall’ immigrazione, paralizzata in ogni  iniziativa da reciproci veti ed incomprensioni, interviene  per rimproverare l’Italia incapace di assicurare un adeguato “servizio d’aborto”.

Il Comitato Europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa (non dell’Unione Europea) costituito da 14 esperti indipendenti (non magistrati),  ha infatti parzialmente accolto il reclamo n° 91/2013 della Cgil secondo cui l’elevato numero di medici italiani obiettori renderebbe problematico per la donna il ricorso all’aborto  e discriminato e forzoso il  lavoro dei colleghi non obiettori!

In una Europa che permette ogni minuto tre aborti legali, non impressiona certo il dato che in Italia dal 1978 siano stati praticati 6 milioni di aborti legali, anche se la percentuale di ginecologi ed anestesisti obiettori sia prossima al 70%. Peraltro, in Italia  ogni 7 strutture in cui si partorisce, ve ne sono 5 dove si può abortire, nonostante il numero degli aborti sia il 20% delle nascite. Nel 62% dei casi, la donna che vuole abortire (dati contenuti nella Relazione al Parlamento del Ministro della Salute-ottobre 2015) attende meno di 7 giorni, mentre mediamente ogni ginecologo non obiettore pratica 1,6 aborti a settimana.

Nessun rimprovero può quindi essere addebitato all’Italia, men che meno da un sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici che dovrebbe piuttosto preoccuparsi di  reclamare buone pratiche di conciliazione lavoro-famiglia e contrastare forme  di lavoro tanto precario da risultare a rischio di licenziamento per il sopraggiungere di una gravidanza.

Ciò che appare più fragile, in italia, sembra piuttosto il diritto a non abortire, in una societa’ peraltro ferita da una denatalità senza precedenti. L’Europa che sembra snobbare l’inziativa popolare con la quale 2 milioni di cittadini hanno chiesto che , in virtù della propria originale  dignità umana,  l’embrione sia riconsciuto soggetto come  “uno di noi”, appare più interessata a promuovere “nuovi diritti” che legalizzano pratiche di selezione eugenetica, di procreazione assistita spericolata,  di maternità surrogata,  di congelamento di embrioni  e loro eventuale utiizzo a scopo di ricerca fino  a tollerare con un certo compiacimento la nuova società “Down free”.

La possibilità di dissentire da questa mentalità invocando obiezione di coscienza, diritto insopprimibile previsto anche dalla legge 194, rappresenta il baluardo ultimo che si oppone alla realizzazione del “pensiero unico”.

Per questo bisogna comprimerla! Anche contro ogni evidenza logica!

Dottor Paolo Emiliani
Presidente del Movimento per la Vita

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Martedì al Santuario di Castelleone ultimo appuntamento con la Scuola della Parola

Il ciclo di lectio divine, promosso dalla zona terza e dall'Azione Cattolica, è stato tenuto dalla prof. Paola Bignardi

Si conclude martedì 12 aprile, alle 20,45, presso il Santuario della Madonna della Misericordia di Castelleone il cammino della Scuola della Parola organizzato dalla Zona Terza e dall’Azione Cattolica.  Sei incontri di Lectio Divina sul tema “Beati i misericordiosi”, con il contributo di Paola Bignardi. Il prossimo incontro avrà come tema “Annunciare la misericordia” (Mt 10,1-20).

La caratteristica dell’iniziativa di quest’anno pastorale è stata quella di coniugare, nello svolgersi del percorso di lectio, la riflessione approfondita sulla Parola e l’oratio conseguente, con la testimonianza – actio in percorsi concreti, nei quali trova sbocco la meditatio scaturita sul brano biblico.

Un approccio concreto e laico di testimonianza della misericordia, sviluppato attraverso esperienze quotidiane, che scontano nella ordinarietà della giornata lavorativa l’anelito verso una spiritualità forse semplice ma coinvolgente, di persone normali, chiamate ad operare nel contesto sociale e secolare e a rendere visibile la professione della propria fede.

Si sono di volta in volta presentate esperienze di carità presso La Cooperativa Barbieri di Castelleone per il lavoro con persone diversamente abili; la Fondazione Vismara di San Bassano per l’attenzione al malato ed all’anziano; il Monastero della Visitazione di Soresina per il bisogno di testimonianze autentiche di spiritualità; la ditta Jovis Alta Meccanica di Genivolta con una riflessione sulla misericordia nelle varie espressioni dell’organizzazione del mondo del lavoro; l’Oratorio S. Famiglia di Nazareth di Romanengo con l’esercizio della misericordia nell’attività educativa.

L’invito a quest’ultimo appuntamento è rivolto a tutti, giovani ed adulti, e a quanti hanno a cuore la testimonianza della Misericordia nei vari contesti di vita. Un invito anche ai sacerdoti perché abbiano a sollecitare presso le proprie comunità l’opportunità di usufruire anche in futuro di una iniziativa che si prefigge percorsi di spiritualità concreta, con modalità nuove, che superano i ristretti ambiti del campanile rivolgendosi a luoghi di “periferia” aperti al mondo reale.

La partecipazione di numerosi adulti provenienti dalle Parrocchie della Zona Terza ha confermato la validità di un percorso ben strutturato, concreto, rivolto ad un mondo adulto che chiede momenti formativi efficaci.

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