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Il Vescovo al Crisma: «Prebisterio unito per affrontare le sfide del mondo di oggi»

Oltre 200 sacerdoti hanno partecipato in Cattedrale alla solenne celebrazione durante la quale sono stati benedetti gli olii. Alla fine esibizione del Coro San Vincenzo Grossi di Pizzighettone

«Una speciale manifestazione di Gesù vivo nella sua Chiesa» così mons. Napolioni ha definito la sua prima Messa Crismale in terra cremonese concelebrata nella mattinata del 24 marzo, giovedì santo, in Cattedrale, con il presbiterio diocesano. Una celebrazione corale, quasi un’epifania della Chiesa, corpo di Cristo, organicamente strutturato in diversi ministeri e carismi che hanno la loro radice nell’iniziazione cristiana. Non a caso nella suggestiva liturgia sono stati benedetti gli oli per i battesimi e le Cresime oltre che quello degli infermi. Accanto a mons. Napolioni il vescovo emerito Dante, il vicario generale, mons. Mario Marchesi, i delegati episcopali, i canonici del Capitolo, gli undici vicari zonali che proprio al termine della celebrazione hanno ricevuto dalle mani del presule gli olii da distribuire nelle varie parrocchie e alcuni presbiteri che quest’anno festeggiano un particolare anniversario di ordinazione. Continue reading »

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Deceduto mons. Carlo Abbiati, economo diocesano e canonico della Cattedrale. Il ricordo del vescovo emerito Lafranconi

Le esequie saranno celebrate mercoledì 23 marzo alle ore 10 in Duomo. Poi la tumulazione nel cimitero di Cassano d'Adda

Mons. Carlo Abbiati, figura di spicco del clero cremonese, economo diocesano e direttore dell’Opera di Religione S. Omobono dal 1997, oltre che canonico della Cattedrale, è deceduto all’alba del 21 marzo, lunedì santo, nella clinica Ancelle della Carità dove era ricoverato da alcune settimane. Le esequie saranno celebrate dal vescovo Napolioni in Cattedrale, mercoledì alle ore 10. La camera ardente è allestita in Seminario (in sala Cazzani; apertura dalle 8 alle 19),  dove fu vicerettore dal 1962 al 1966 ed economo dal 1966 al 1987: qui nel pomeriggio di martedì 22 marzo, alle 17, è in programma un momento di preghiera comunitario. Alle ore 9 di mercoledì 23 marzo il feretro lascerà il Seminario alla volta della Cattedrale. Dopo le esequie la salma sarà trasportate a Cassano d’Adda, suo paese d’origine: nella chiesa di San Zeno, alle ore 14.30, si terrà una celebrazione esequiale, poi il trasporto nel cimitero locale e la tumulazione nella cappella dei sacerdoti. Continue reading »

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Il Vescovo tra gli ospiti della Fondazione Germani di Cingia

Mons. Napolioni ha incontrato il consiglio di amministrazione e poi ha visitato alcuni reparti: «Dando dignità all'ultima parte della vita state offrendo un servizio a tutti»

Il vescovo Antonio ha dedicato l’intera mattinata di mercoledì 30 marzo alla visita della Fondazione Germani di Cingia de’ Botti, una delle Residenze Assistenziali Sanitarie più innovative e all’avanguardia dell’intero territorio cremonese. Il presule, che tra l’altro, per statuto, è a capo del Consiglio di amministrazione, è giunto poco dopo le 9.30 ed è stato accolto dal presidente Riccardo Piccioni, dal vice don Gian Paolo Mauri – parroco di Cingia -, dall’intero Consiglio e dai vertici amministrativa e sanitari. Continue reading »

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Al Palazzetto dello Sport l’abbraccio dei giovani al Vescovo Antonio

Alle 18 mons. Napolioni presiederà la veglia delle Palme alla presenza di oltre mille ragazzi. Lo sguardo già a Cracovia per la Gmg di luglio

Mancano ormai pochi giorni al grande incontro del nuovo vescovo di Cremona, mons. Napolioni, con i giovani della diocesi. L’occasione sarà la Veglia delle Palme, in programma sabato 19 marzo a partire dalle ore 18, al Palazzetto dello Sport di Cremona. Promosso dall’ufficio di pastorale giovanile, diretto da don Paolo Arienti, l’appuntamento di preghiera, riflessione e fraternità vedrà affluire oltre mille ragazzi dai 16 anni in su. «Quest’anno – racconta don Arienti – ci sono due novità: la prima, la presenza del vescovo Antonio  che inaugura una serie di incontri con i ragazzi della diocesi; la seconda, l’orientamento della Veglia alla Gmg di Cracovia del luglio prossimo sul tema «Beati i misericordiosi». Di qui le parole del Vescovo, i gesti, le testimonianze, la centralità della croce di cui sarà proposta una suggestiva adorazione in rapporto a situazioni che proiettano la croce stessa, contemporaneamente, per i cristiani segno di dolore e di speranza, sull’orizzonte del mondo, con le sue urgenze e le sue grida di miseria».

Il momento di preghiera avrà inizio con  la «costruzione» della croce stessa, grazie al contributo di due giovani che porteranno, esprimendolo con gesti precisi e iconici, un vissuto che ha attraversato il mistero pasquale: Filippo, 19 anni, reduce da una battaglia vinta contro la leucemia, e Iannik, profugo dalla Costa D’Avorio, testimone di uno degli infiniti viaggi della speranza per il Mediterraneo.

«A rilanciare poi la concretezza, spesso quotidiana delle opere di misericordia – precisa don Paolo -, tre interventi di giovani che testimonieranno prassi concrete su tre aree in cui idealmente è possibile articolare le 14 opere di misericordia: “quando c’è in ballo la sopravvivenza”, “quando il fratello chiede più del pane”, “quando occorre andare oltre ciò che si vede”. Parleranno Davide, Irene, Angelo e Benedetta che in forme e secondo esperienze diverse stanno tessendo nella loro esistenza il filo tenace della misericordia, scegliendo di guardare la vita con gli occhi differenti del Vangelo. La scenografia verrà completata da una riproduzione del Samaritano di Van Gogh che con i suoi colori e le sue movenze trasmetterà un ulteriore contributo di dinamismo».

Tutto confluirà nel mandato del vescovo Antonio: «Accanto alle palme – prosegue don Paolo -, segno da riportare nelle comunità cristiane per la celebrazione della processione e ai «ganci» che ricordano la Gmg di Cracovia, ci sarà anche l’invito a costruire percorsi di misericordia beata, ovvero di cuore, gesti e stili di vita contenti di fare il bene, di operare con approccio giovane, con entusiasmo e passione, perché il mondo sia più luminoso e in questa luce vengano sollevati quanti giacciono nel male».

Durante la serata saranno raccolte offerte che saranno devolute a Caritas Cremonese per sostenere i progetti della «Quaresima di carità»: quest’anno è stato scelto di finanziare la ristrutturazione di “Casa di Nostra Signora” in via Ettore Sacchi che diventerà un centro di accoglienza e inserimento sociale di ragazze in difficoltà.

Dopo la cena al sacco, spazio alla pièce del Teatro Minimo «La sosta», suggestiva rilettura contemporanea della parabola del Samaritano. Come ogni anno, i giovani della diocesi inizieranno il cammino della Settimana Santa, confrontandosi con un invito pressante, concreto e praticabile, capace di donare al cuore di ciascuno un orizzonte di vita autentica, quella «vocazione» che è il grande obiettivo della pastorale giovanile.

E così conclude don Arienti che propone un impegno: «Rileggere il messaggio di Francesco che ridice l’indole giubilare per i più giovani. A tutti verrà chiesto di sperimentare una misericordia che ha due facce: quella ricevuta, celebrata, accolta e quella donata, impastata nelle cose della vita, aperta alle domande dell’altro e della storia».

Sul profilo facebook della diocesi si potrà seguire passo dopo passo l’intera serata, interagendo con commenti e suggestioni. Su Cremona1, canale digitale 211, la veglia sarà ripresentata, in differita la sera stessa, alle ore 21.

Scarica la locandina della Veglia 2016

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La «Passione di Cristo secondo san Marco» di Perosi nella chiesa di Sant’Agostino a Cremona

L'esecuzione - sabato 19 marzo, alle ore 21 - verrà affidata al Coro SS. Pietro e Paolo e all'Orchestra Sinfonica di Gessate (Mi)

Appuntamento musicale di grande rilievo sabato 19 marzo, alle ore 21, presso la chiesa di S. Agostino in Cremona. In preparazione alla Settimana Santa, verrà infatti eseguito l’oratorio per soli, coro e orchestra “La Passione di Cristo secondo san Marco” di Lorenzo Perosi. Appartenente ad una famiglia di musicisti, Perosi è universalmente noto per essere stato per oltre mezzo secolo il maestro della Cappella Sistina, il coro del papa. Musicista di prim’ordine, stimato da celebri colleghi quali Puccini, Mascagni, Boito, Guilmant, Perosi scrisse la Passione secondo san Marco nel 1898, proprio all’inizio del suo incarico in Vaticano. Fu dunque il primo di una serie di oratori che portarono il nome di Perosi alla ribalta internazionale. E fu proprio grazie a questi lavori monumentali che Perosi divenne l’emblema della musica sacra cattolica post-romantica, ponendosi come punto di riferimento indiscusso sino ai nostri giorni.

L’ispirazione profonda, la ricchezza della strumentazione, l’intensità nell’interpretazione dei testi sacri fanno della “Passione secondo san Marco” uno dei capolavori della musica sacra, oltre che uno dei brani perosiani più celebri ed eseguiti. Un’ottima occasione, dunque, per prepararsi alla Settimana Santa, in una delle chiese cremonesi – S. Agostino – più ricche di storia artistica e musicale, espresse in opere come il grande organo Tezani-Bossi (in attesa di restauro) o la seicentesca Cappella della Passione, maestoso complesso scultoreo di Giovanni Battista Barberini.

L’esecuzione verrà affidata al Coro SS. Pietro e Paolo e all’Orchestra Sinfonica di Gessate (Mi). Sotto la direzione di Pierangelo Pelucchi si esibiranno i solisti Massimo Pagano (Cristo, baritono), Bruno Rota (Storico, baritono), Alberto Rota (Storico, basso), Sergio Rocchi (Un ebreo, tenore); la direzione del coro è affidata a Constante Ronchi, mentre di Mario Ronchi è la direzione artistica generale.

Locandina            Brochure

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Successo per la «Passione secondo San Marco» di Perosi offerta sabato 19 marzo a S. Agostino

In chiusura visita a sorpresa del vescovo Napolioni, reduce dalla Veglia delle Palme

Non poteva concludersi meglio la magnifica serata di sabato 19 marzo a S. Agostino: in coda al concerto della “Passione secondo S. Marco” di Perosi, infatti, mentre tutti stavano per alzarsi e coro e orchestra lasciare i propri posti, ecco la visita a sorpresa – graditissima – del vescovo Napolioni. Reduce dalla veglia delle Palme, il presule non ha voluto mancare, seppur in extremis, al prestigioso appuntamento musicale di S. Agostino con la sua presenza e il suo saluto cordiale. «Ci sono ‘scherzi da prete’ e ‘scherzi da vescovo’» ha simpaticamente chiosato don Ferri all’arrivo di mons. Napolioni, e prontamente i musicisti hanno bissato il Lauda Sion che chiude la prima parte della Cena perosiana.

Il concerto è stato memorabile, una vera preparazione alla Settimana Santa grazie alla magnifica musica perosiana, alla sentita prestazione del Coro “SS. Pietro e Paolo” e all’Orchestra Sinfonica di Gessate; e, non da ultimo, grazie anche al numeroso pubblico che ha risposto all’invito di don Ferri con calore e partecipazione, riempiendo la lunga chiesa agostiniana. Un tempio, come quelli vicini di S. Omobono e S. Marcellino, che sembra proprio destinato alla musica, tale è la bellezza di un’acustica che chiarisce e potenzia ogni suono, avvolgendo l’ascoltatore come raramente accade.

Un’ora di musica – quanto dura la Passione secondo S. Marco – nella quale l’arte di Perosi sa letteralmente affrescare con coerenza di tinte e di colori il drammatico momento della Passione: dalla prima all’ultima nota l’ambientazione sonora perosiana infatti ti inchioda al mistero del Venerdì Santo, tanto è capace di trascinare l’ascoltatore in quei luoghi e in quei momenti. Ma il merito di Perosi è anche quello di non cadere nel descrittivismo, perchè compito della musica sacra non è dipingere con il maggior realismo possibile, bensì osservare, riflettere, in ultima analisi contemplare. Forse il difficile e mirabile equilibrio tra descrizione e contempazione è proprio il segreto del fascino intramontabile di quest’opera.

E gli interpreti si sono lasciati coinvolgere dalla lettura perosiana della Passione e, con essi, il pubblico presente (che ha potuto seguire l’esecuzione sulle eleganti brochures offerte da Fantigrafica). Davvero bravi coro e orchestra, ben amalgamati dall’ottimo direttore Pierangelo Pelucchi; all’altezza della situazione anche i solisti Bruno Rota, Sergio Rocchi e in particolare il Cristo di Massimo Pagano e il poderoso Storico di Alberto Rota. Una serata da ricordare, nella quale – tra l’altro – il Coro di Gessate ha festeggiato il 30° della propria fondazione.

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Sabato il Vescovo celebra con gli artigiani la festa patronale di San Giuseppe

Alle 11 la Messa nella chiesa di San Gerolamo, sussidiaria della Cattedrale. Al presule, in regalo, un prezioso calice di un artista locale

Sabato 19 marzo, solennità di San Giuseppe, patrono dei falegnami, il vescovo Antonio incontrerà gli artigiani cremonesi durante una celebrazione eucaristica nella chiesa di San Gerolamo (in via Sicardo a Cremona) alle ore 11. La Messa, promossa da Confartigianato Cremona, nel 70° di fondazione, unitamente al Gruppo Legno, vedrà la partecipazione delle autorità cittadine e dei dirigenti provinciali delle associazioni di categorie. Al presule sarà donato  un prezioso calice creato da un artista artigiano.

«La devozione a San Giuseppe  – sottolinea il Presidente di Confartigianato Cremona Massimo Rivoltini – nasce da lontano, preso a modello come figura di uomo “giusto” e pronto a fare la volontà di un Altro, anche se essa gli rivoluziona la propria vita. Un po’ noi artigiani ci rivediamo in questa figura, visti i tempi difficili di questa lunga crisi economica: anche Giuseppe perse il proprio lavoro e visse, insieme alla sua famiglia, nella precarietà quando fuggì in Egitto. Egli però non perse la propria speranza in Dio e si affidò totalmente a Lui riuscendo ad uscire ed a superare quel momento oscuro». «Per questo – conclude Rivoltini – egli ci insegna a vivere con fiducia anche i momenti di difficoltà! In questo senso ci affidiamo a lui, consegnandogli le nostre difficoltà e le nostre preoccupazioni, certi della sua paterna intercessione».

Dopo la celebrazione eucaristica la giornata di festa continuerà presso un ristorante cittadino.

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La «due-giorni» assistenti d’oratorio sui nuovi linguaggi digitali

Si è tenuta al Centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio mercoledì 16 e giovedì 17 marzo

Si è conclusa proprio a ridosso della Veglia delle Palme la consueta “Due giorni assistenti” dedicata all’approfondimento di un tema “caldo” in pastorale giovanile: i linguaggi digitali. Davvero significativi e ricchi gli interventi che hanno strutturato, presso il santuario di Caravaggio, l’edizione 2016 del momento formativo promosso annualmente da Focr.

Ad aprire i contributi l’introduzione di Mattia Cabrini che per conto di Focr e del Consultorio Ucipem di Cremona segue in modo particolare i percorsi dedicati ai giovanissimi sui temi dei new media. A seguire la corposa ed affascinante relazione del dott. Prada, del dipartimento di scienze umane dell’università di Milano Bicocca che ha delineato il “come” del mondo adulto rispetto alla troppo sbrigativa distinzione tra “nativi” (i ragazzi) e “migranti digitali” (gli adulti), stringendo con stile lucido ed impietoso sulla condizione proprio degli educatori. Moltissimi gli spunti, commentati e proposti in forma multimediale, con quelle interfacce “pubblicitarie” che hanno ricondotto di volta in volta gli uditori alla “banalità” della cultura diffusa, che però conserva una potenza pervasiva. Consumo, spettacolarizzazione, valore dell’esperienza e inselvatichimento sono stati gli snodi affrontati, declinati soprattutto sugli adulti che paiono non accorgersi degli spazi di responsabilità intelligente che stanno abbandonando.

La mattina successiva è stata aperta dalla celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Antonio, cui è seguito un lavoro laboratoriale proposto dal prof. Rigogliosi, dell’università Cattolica. A lui il compito di far emergere dai vissuti di cinque storie di giovanissimi e adulti (anche sacerdoti) la distanza, l’uso e l’abuso dei mezzi di comunicazione e della connettività che pervade il mondo dei social. Forte anche la tesi di Rigogliosi che ha istruito un parallelo tra storie di dipendenza da social e le ormai classiche “tossicodipendenze” facendo ragionare su aspetti quali l’astinenza, la contro esperienza, l’educazione dei veri bisogni e dei desideri più autentici.

La chiusura, apparentemente fuori tema, è stata affidata alla dott.sa Bignardi che ha presentato i tratti salienti dell’ultima ricerca dell’Istituto Toniolo sull’universo giovanile, coagulato nel testo “Dio a modo mio”: uno spaccato sferzante, ma non privo di speranza educativa e di significatività che ha acceso anche il dibattito.

A breve sul Mosaico e sul sito focr.it gli atti della “Due giorni”.

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Domenica in Sala Borsa va in scena «Amor di donne»: musica e immagini per raccontare il femminile

L'iniziativa, promossa da Casa Famiglia Sant'Omobono di Cremona, avrà inizio alle 16

Domenica 13 Marzo le donne si trovano per festeggiarsi, per raccontarsi e per condividere le loro storie nell’evento “Amor di donne”. Presso la Sala Borsa di Cremona a partire dalle ore 16, ospiti, volontari e operatori della «Casa Famiglia Sant’Omobono» invitano tutti a riflettere sulle molteplici sfaccettature del femminile attraverso i canti del coro “Voci della nostra terra” e contributi video del progetto di teatro popolare che l’Università Cattolica del Sacro Cuore sta curando presso la Casa Famiglia stessa. Sarà una riflessione corale nella quale musica e immagini proporranno diversi aspetti del femminile e aiuteranno i presenti a vederli attraverso gli occhi di donne con percorsi diversi e a volte difficili. Si terminerà con un saluto dedicato all’espressività corporea, ispirato all’esperienza di danzaterapia e con l’assaggio dei biscotti preparati dalle ospiti durante il laboratorio di cucina.

La Casa famiglia S. Omobono, comunità di accoglienza per donne e mamme, intende così presentare alla città la propria realtà e alcune delle attività presenti, ma anche stimolare ad una riflessione sulla condizione della donna oggi, con un’attenzione specifica alle fragilità e povertà, che si possono incontrare anche nel nostro territorio.

Daniela Magnani

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Il ritorno del vescovo Antonio a Camerino e San Severino Marche: «Sono figlio di una storia ben precisa». On-line tutte le foto della due giorni

Domenica 13 il presule ha presieduto il Pontificale nella solennità patronale di Sant'Ansovino

Domenica 13 marzo, in una giornata uggiosa la città di Camerino ha accolto con gioia la visita del vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni. Nella cattedrale gremita di fedeli, sacerdoti, autorità, in occasione della festa del co-patrono s. Ansovino vescovo, l’arcivescovo Brugnaro ha rivolto il suo affettuoso saluto all’amato figlio di questa terra per l’aiuto e le competenze profuse nella diocesi di Camerino-San Severino Marche, fino alla sua nomina a pastore della Chiesa cremonese. Toccante l’omelia del vescovo Napolioni, dedicata al tema della misericordia di Dio, con l’invito a sperimentarla, tramite la conversione e un cammino su una strada nuova. Continue reading »

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