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Don Rubagotti amministratore di Torre de’ Picenardi, S. Lorenzo Picenardi, Ca’ d’Andrea e Pozzo Baronzio

Il provvedimento vescovile è stato dettato dai gravi problemi di salute del parroco don Giampaolo Rossoni

Mons. Antonio Napolioni, con decreto in data 6 maggio 2016, ha nominato don Claudio Rubagotti, vicario zonale della zona pastorale settima, amministratore parrocchiale  delle parrocchie  “S. Andrea apostolo”  in Ca’ d’Andrea, “S. Maria Assunta” in Pozzo Baronzio, “S. Lorenzo martire” in San Lorenzo de’ Picenardi e “S. Ambrogio vescovo” in Torre de’ Picenardi, a causa dei gravi problemi di salute del parroco don Giampaolo Rossoni.

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Tutto esaurito in Seminario per il monologo “Spaccato in due” dedicato a Gian

Il 9 e il 10 maggio nel salone Bolognini Spazio Mythos racconta, con il linguaggio teatrale, la storia del giovane Firetti

La storia di Gianluca Firetti, per tutti “GIAN” diventa teatro. Spazio Mythos, una compagnia teatrale cremonese, si fa carico di studiare, scrivere, rappresentare la vicenda di dolore, di fede, di coraggio e di grande speranza che il monologo teatrale, porta con sé. L’attore è Federico Benna, guidato nella regia da Danio Belloni e da altri componenti della compagnia. Il dolore è, purtroppo, una realtà che visita, in modo inaspettato, le nostre famiglie. Tutte, nessuna esclusa. Le domande si ripetono per tutti, ma sono le risposte che possono cambiare. La storia di Gian è stata molla di cambiamento per molti. E il monologo, con il linguaggio coinvolgente e drammatico che gli è proprio, lo comunica con forza e intensità.

Il titolo del monologo – durata un’ora e dieci minuti – non poteva non essere: “Spaccato in due”, titolo del primo libro di Gianluca, scritto a quattro mani negli ultimi giorni della sua vita, già seriamente provata dalla malattia e dal dolore.

Lunedì 9 e martedì 10 maggio il salone Bolognini del Seminario ha registrato il tutto esaurito. C’è da chiedersi, a rigore di logica, una riflessione su quello che sta accendo. I casi sono due. Il primo potrebbe essere tutta una montatura. Il secondo c’è, nella vicenda di Gian, un frammento di Vangelo che è più forte delle logiche umane. Scavalca impedimenti, barriere e arriva dritto al cuore. Potrebbe essere una caricatura, il mettere in evidenza tratti che solo dopo, nella rilettura della storia, sono emersi. Oppure aver avuto la grazia di leggere, con gli occhi del Vangelo, la storia di un Dio che sempre si fa carne e ci “precede” nel cammino della vita con storie che ci accompagnano, ci indicano il cammino, ci mostrano, a tratti, a sprazzi la verità e la bellezza di una vita che è già presente nei santi che conosciamo.

Gian non è un santino da mettere nella nicchia. Il monologo evidenzia la sua reazione alla notizia della malattia, le sue domande autentiche, i suoi dubbi. Gian è un credente che insegna, da uomo, come si affronta la vita e la morte, la sofferenza e la malattia. E lo insegna a tutti, perché tutti, preti e laici, giovani e adulti, possono ammalarsi. E tutti abbiamo davanti un bivio: credere che quel dio che ci è stato annunciato non è poi così buono, o credere che quel Dio, che in Gesù ha sofferto e patito, è con noi, non ci lascia, ci dà forza anche per lottare e per morire.

Un monologo, dunque, non da vedere, ma da vivere. Il divano di Gian, come dice un passaggio molto intenso, non è da guardare, ma bisogna sedersi sopra con lui e non rialzarsi uguali a prima. Quel divano ci interroga nel profondo. Ci chiede di metterci in discussione, di credere ad un vangelo vivo. E tutta questa omelia, semplice, essenziale, autentica, coerente, è un ragazzo a farcela. Un animatore dei nostri oratori. Un dono che Gesù ha fatto alla nostra terra. Un dono che non teniamo per noi ma, nella logica dei talenti, condividiamo. Anzi, si condivide da solo. Per questo Gian gira l’Italia, frequenta i gruppi giovanili e di adolescenti, sa parlare al cuore dei carcerati e dei genitori, dei preti e dei consacrati. Per questo, in Gian, il vangelo risplende. E la sua testimonianza parla alla nostra fede. La stimola e la purifica, la sollecita ad un cammino in salito, nella gioia del Vangelo.

don Marco D’Agostino

 

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Prosegue il cammino di avvicinamento alla Gmg di Cracovia. Da Cremona partiranno oltre 500 giovani

Nel mese di maggio incontri a Brignano, Casalmaggiore e Cremona sulla fede, la cultura e la storia della Polonia

Prosegue il cammino di avvicinamento alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia promosso dall’ufficio di pastorale giovanile diretto da don Paolo Arienti. Un primo incontro si è tenuto a metà aprile in tre punti della diocesi ed ha riguardato il significato della Gmg e il senso del pellegrinaggio. Il secondo, invece, è programmato per questo mese di maggio (domenica 8 ore 18 a Brignano, venerdì 22 ore 20 a Casalmaggiore e domenica 15 maggio ore 18 alla Beata Vergine di Caravaggio a Cremona) e verterà sulla fede, la storia e la cultura polacca con un’attenzione particolare al periodo oscuro delle persecuzioni naziste simboleggiate dal campo di concentramento di Auschwitz. Prevista anche una parte dedicata ai santi patroni della Gmg, tra i quali spicca senza dubbio Giovanni Paolo II. «Saranno incontri non cattedratici – spiega don Arienti -, ma con modalità teatrali e con momenti meditativi». L’ultimo appuntamento in vista del grande raduno mondiale dei giovani sarà domenica 12 giugno, alle ore 17, nella chiesa monastica di San Sigismondo: qui il vescovo Antonio – che parteciperà all’intera trasferta polacca – terrà una lectio divina sul tema delle Gmg 2016: «Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia».

«La delegazione cremonese a Cracovia – continua don Paolo – sarà composta da 400 giovani che hanno aderito alla proposta diocesana, in più bisogna aggiungere altri 140 ragazzi del Cammino Neocatecumenale che faranno un percorso proprio pur con alcuni momenti comuni. Mons. Napolioni vivrà gomito a gomito con i ragazzi l’esperienza, a partire dal gemellaggio con la diocesi di Katowice».

 

LE PROPOSTE  DELLA PASTORALE GIOVANILE CREMONESE

Come sempre sarà possibile vivere il gemellaggio con i giovani della nazione ospitante: è accaduto in Spagna con Benicarló e in Brasile con le comunità di Piranhas e Doverlandia in diocesi di São Luís de Montes Belos guidata dal cremonese dom Carmelo Scampa.

Il pacchetto “Gmg lunga” prevede il gemellaggio con la diocesi di Katowice, nella Slesia, a un’ora di pullman da Cracovia dove si svolgerà l’incontro con Papa Francesco. La partenza è prevista per martedì 19 luglio: in serata sosta a Graz, capoluogo del Land della Stiria in Austria, per il pernottamento in hotel. Mercoledì 20 l’arrivo a Katowice dove i pellegrini cremonesi saranno sistemati nelle famiglie. Giovedì 21 giornata dedicata alla conoscenza della Chiesa locale, mentre venerdì 22 la comitiva farà tappa nel campo di concentramento di Auschwitz dove morirono, per la follia dell’ideologia nazista, centinaia di migliaia di persone, soprattutto ebree. Sabato 23 si terrà un pellegrinaggio suoi luoghi di Giovanni Paolo II che si concluderà in serata con una veglia di preghiera e un concerto. Domenica 24 ci sarà la celebrazione eucaristica con la comunità ospitante e un ultimo incontro di saluto, mentre lunedì 25 ci terrà un raduno di tutte le diocesi lombarde con la Messa concelebrata dai vescovi della regione che affideranno il mandato ai giovani, quindi la partenza per Cracovia per l’incontro con il Pontefice.

Martedì 26 l’arrivo a Cracovia e la sistemazione nei luoghi indicati dal comitato organizzatore: proprio quel giorno si terrà la messa di apertura celebrata dal card. Dziwisz, arcivescovo della diocesi e storico segretario di Giovanni Paolo II.  Nella mattina di mercoledì 27 luglio si svolgerà il pellegrinaggio degli italiani al Santuario della Divina Misericordia e di San Giovanni Paolo II con il passaggio della Porta Santa: non è previsto un altro momento per gli italiani, a cui è stata riservata una lunga fascia oraria nella mattinata di mercoledì (il passaggio della Porta Santa sarà regolato da orari indicati dal Comitato locale, data la grande affluenza possibile). Alle 16.00 nella spianata di Błonia la celebrazione eucaristica presieduta dal Presidente della CEI con la concelebrazione di tutti i vescovi italiani e la consegna delle immagini del Crocifisso di San Damiano  e della Madonna di Loreto al rappresentante della Chiesa Polacca. Subito dopo la celebrazione sempre nello stesso luogo si aprirà la Festa degli italiani.

Giovedì 28 luglio ci sarà l’accoglienza di Papa Francesco mentre venerdì 29 luglio la Via Crucis guidata dal Pontefice. A precedere questi eventi le catechesi, nei luoghi di accoglienza dei pellegrini, e un pellegrinaggio al Santuario della Divina Misericordia. Previsto come tradizione il Festival dei giovani: non solo arte e cultura ma per la prima volta anche tornei sportivi, calcio, rugby e breakdance. Il clou della Gmg sarà naturalemente sabato 30 con la veglia col Santo Padre al campus della misericordia e domenica 31 con la Messa conclusiva nel medesimo campus con il mandato. Nel viaggio di ritorno si pernotterà in pullman: l’arrivo è previsto a Cremona il 1° agosto.

 

I DIVERSI PACCHETTI

Il pacchetto “Gmg lunga” costa 595 euro e comprende: il viaggio in pullman, pernottamento in hotel a Graz con mezza pensione, assicurazione bagaglio, assistenza sanitaria, spese di gemellaggio, quota di solidarietà e kit del pellegrino.

Il pacchetto “Gmg corta” che prevede la partecipazione solo alla fase celebrativa dal 24 luglio al 1 agosto, sempre con pernottamento nelle strutture indicate dalla diocesi di Cracovia, costa 460 euro e comprende il viaggio in pullman (andata e ritorno si pernotterà in pullman), assicurazione bagaglio, assistenza sanitaria, quota di solidarietà e kit del pellegrino.

Sono anche disponibili pacchetti di viaggio per il suo fine settimana (30-31 luglio): per maggiori informazioni contattare l’ufficio di pastorale giovanile.

Vai allo speciale Gmg 2016 del nostro portale

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Tutte le foto della gara di bocce per “Casa d’Oro” con la coppia Napolioni-Galimberti

Sul podio il presidente regionale del Coni Oreste Perri e il parroco di Stagno Lombardo don Galbignani

Una bocciata per “Casa d’oro”. È l’iniziativa di solidarietà che nella serata di venerdì 13 maggio è andata in scena al bocciodromo di Cremona. Una decina le squadre che hanno preso parte a questo singolare torneo benefico: tra queste la coppia più illustre composta dal vescovo Antonio Napolioni e il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti.

La manifestazione organizzata da Antonio Viola, iniziata nel tardo pomeriggio, si è conclusa in serata con la vittoria conquistata dalla squadra formata da Oreste Perri, ex primo cittadino di Cremona e attuale presidente del CONI regionale e don Giuseppe Galbignani, parroco di Stagno Lombardo. La conduzione è stata affidata a Eleonora Busi e non è mancata una madrina d’eccezione: la cremonese pluricampionessa mondiale di bocce Germana Cantarini. Tramite un sorteggio son state decretate le sfide, con partite agli 8 a eliminazione diretta.

In campo, oltre al Vescovo e al Sindaco di Cremona, le autorità civili e militari del territorio. Come nel caso delle coppie formate dal viceprefetto Beaumont Bortone insieme al vicequestore Gerardo Acquaviva, i comandanti della polizia locale (di Comune e Provincia) Pierluigi Sforza e Mauro Barborini.

Ma sono diversi i sacerdoti che hanno aderito all’iniziativa. Il direttore del settimanale La Vita Cattolica, mons. Vincenzo Rini, ha giocato infatti insieme al direttore della Caritas, don Antonio Pezzetti; il vicerettore del Seminario, don Marco d’Agostino, in coppia con il direttore del quotidiano «La Provincia», Vittoriano Zanolli.

La più “sportiva” la coppia formata dal patron della Vanoli, Aldo Vanoli, insieme al capitano della Cremonese Andrea Brighenti che hanno ottenuto ottimi risultati.

Non son mancati poi il consigliere regionale Carlo Malvezzi insieme al direttore generale dell’Ospedale di Cremona, Camillo Rossi, e il vicepresidente della Provincia di Cremona, Paolo Abruzzi, con Mario Silla, direttore dell’emittente tv Cremona1 e del giornale on-line CremonaOggi.

I partecipanti, dichiaratisi subito inesperti in questa disciplina, si sono impegnati al massimo e anche grazie all’aiuto degli arbitri e degli abituali giocatori del bocciodromo si sono sfidati all’ultimo tiro. Ma i consigli più preziosi per affinare la tecnica di gioco sono arrivati dalla pluricampionessa mondiale di bocce  Cantarini, alla quale i partecipanti hanno prestato la massima attenzione.

In un clima di amicizia e di vero spirito sportivo ognuno si è impegnato e divertito al massimo ben consapevoli dell’intento benefico del torneo. Anche gli spettatori dalle tribune e a bordo delle piste hanno incitato i neofiti del gioco delle bocce  con un cordiale tifo ed esultando con applausi e urla di gioia per ogni punto faticosamente conquistato.

Durante l’evento è stata organizzata una lotteria con premi sostanziosi e sono state raccolte anche offerte da devolvere a “Casa d’oro”, la struttura di via Litta che accoglie durante il giorno minori affetti da gravi disabilità. Al termine della competizione son state consegnate le medaglie ai partecipanti e una coppa ai vincitori. Sempre in un clima di grande amicizia e allegria giocatori e pubblico si sono intrattenuti ad un semplice rinfresco.

Matteo Lodigiani

Photogallery

foto Chiodelli

“Casa d’Oro”

“Casa d’oro”, realizzata nell’immobile di via Litta della Caritas diocesana (che ha messo a disposizione la struttura), nasce per offrire un ambiente adatto a minori affetti da gravissime disabilità in area motoria, sensoriale, cognitiva e psichica e si offre come luogo più funzionale alla loro cura fisica e allo svolgimento di attività rispettose dei tempi scanditi dalle loro necessità.

Obiettivi del centro sono: inserire i minori in un contesto educativo e assistenziale di massima flessibilità e accessibilità; potenziarne e recuperarne le capacità cognitive, sensoriali e comunicative; favorire l’assolvimento dell’obbligo scolastico e l’inserimento nella comunità scolastica elaborando sinergie e strategie specializzate; realizzare un punto di mutuo aiuto per le famiglie, per favorire incontri, scambi di esperienze e valorizzare il loro “sapere” pratico e di competenza di cure maturate nel tempo.

Al momento frequentano il centro diurno 6 bambini dai 4 ai 17 anni, i quali oltre a ricevere l’assistenza sanitaria di base sono intrattenuti da attività come la musicoterapia, la fisioterapia e altre attività educative come la stimolazione basale.

La “Casa d’oro” può ospitare un massimo di 15 bambini con disabilità gravi-gravissime tra i 6 e i 17 anni, a cui sono garantiti percorsi di cura personalizzati. A gestire i diversi servizi è la cooperativa “Il Cortile” di Cremona (www.ilcortilenet.it).

L’associazione “Il Cireneo”

Promotore del percorso che ha avviato il centro diurno disabili “Casa d’oro” è l’associazione “Il Cireneo”, nata dall’iniziativa di alcune famiglie per sostenere e accompagnare i nuclei familiari con bambini con handicap, offrendo loro uno spazio di dialogo, di accoglienza e di scambio di esperienze.

Oltre a essere la principale promotrice di “Casa d’oro”, l’associazione “Il Cireneo”, direttamente o in collaborazione con altri organismi senza scopo di lucro, offre servizi e iniziative di sostegno economico per famiglie meno abbienti, con particolare attenzione a quelle con figli disabili, che rischiano quotidianamente di vivere situazioni di solitudine, abbandono ed emarginazione sociale. L’associazione promuove inoltre attività culturali, educative e ricreative, iniziative di solidarietà, momenti di incontro, formazione e sensibilizzazione, collaborando con enti pubblici e privati con finalità analoghe.

Chiunque condivida gli obiettivi dell’associazione può sostenere le sue attività con una quota annuale stabilita dal Consiglio Direttivo. Per sostegno e donazione: IBAN: IT18Eo569611400000003609X55. Ulteriori informazioni telefonando al 329-2106304 o al 335-8394215 oppure inviando una e-mail a ilcireneo2011@libero.it.

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Oggi pellegrinaggio dei sacerdoti a Caravaggio con mons. Giuliodori che illustra Amoris Laetitia

L'assistente generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore presenterà l'esortazione apostolica di papa Francesco che ricapitola i due Sinodi sulla famiglia

Giovedì 5 maggio si terrà il tradizionale pellegrinaggio dei sacerdoti e diaconi cremonesi al Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio. Il programma prevede alle 9.30, presso il Centro di Spiritualità, la recita dell’Ora media e immediatamente dopo la presentazione, da parte dell’arcivescovo mons. Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di “Amoris laetita” l’esortazione apostolica di Papa Francesco che ricapitola i lavori dei due Sinodi sulla famiglia celebrati nei mesi scorsi in Vaticano. Dopo l’intervento del presule ci sarà spazio per gli interventi. Alle 11.15, in basilica, sarà quindi esposto il Santissimo Sacramento e avrà inizio l’adorazione guidata durante la quale mons. Napolioni terrà una breve meditazione. La celebrazione terminerà con la benedizione eucaristica. La giornata sacerdotale sarà coronata dal pranzo comune presso il Centro di spiritualità del Santuario.

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Adorazione cittadina degli adolescenti della città col vescovo Antonio

Giovedì 5 maggio in Seminario la preghiera che ha chiuso l'anno catechistico e che ha aperto la preparazione immediata del Grest

«Spero che i vostri don non vi abbiano invitato all’appuntamento di stasera dicendovi: andiamo a fare l’Adorazione Vocazionale Cittadina. Per di più in Seminario. Sa di trappola, sareste scappati tutti».  E invece no. Non sono scappati gli adolescenti della Città. Oltre sessanta ragazzi e ragazze degli oratori cittadini che  prima di intraprendere l’esperienza estiva del Grest, al termine del cammino di catechesi durato tutto l’anno, hanno sostato in preghiera davanti all’Eucaristia. Continue reading »

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Deceduto don Luciano Sottili, parroco emerito di San Sebastiano. Lunedì alle 9 le esequie

Dopo la liturgia esequiale, presieduta dal vescovo Antonio, la tumulazione nel cimitero di Grumello Cremonese

Nella serata di venerdì 29 aprile, presso la casa di riposo “Giovanni e Luciana Arvedi” di via Massarotti a Cremona, è spirato don Luciano Sottili, classe 1933, parroco emerito della comunità dei Santi Fabiano e Sebastiano in Cremona. La camera ardente è allestita nella stessa casa di riposo: qui, domenica 1° maggio, alle ore 17, la comunità di San Sebastiano, guidata da don Massimo Calvi, si ritroverà per la recita del Santo Rosario. Le esequie, presiedute dal vescovo Antonio Napolioni, saranno celebrate in San Sebastiano lunedì 2 maggio, alle ore 9. Successivamente la salma sarà trasportata nel cimitero di Grumello Cremonese per la tumulazione.

Don Luciano Sottili era nato a Piadena il 22 luglio 1933 ed era stato ordinato sacerdote da mons. Bolognini il 28 giugno 1958, insieme ad altri sei confratelli. La sua prima Messa la celebrò nella parrocchia cittadina di Sant’Abbondio. Per un anno, dal 1958 al 1959, fu vicario nella parrocchia di Sant’Agata a Villastrada (frazione di Dosolo), poi fu trasferito sempre come vicario a Pizzighettone San Bassiano (1960-1968). Dal 1968 al 1981 fu parroco a San Martino del Lago, quindi la promozione a Grumello Cremonese (1981-2000). Nell’anno del grande giubileo mons. Nicolini lo volle guida della popolosa parrocchia cittadina di Santi Fabiano e Sebastiano. Nel 2008 la rinuncia alla parrocchia per raggiunti limiti di età. Negli anni della pensione don Sottili si è occupato dalla gestione ordinaria della casa del clero “Villa Flaminia” in via Miradori e si è sempre reso disponibile per le confessioni in Cattedrale e la sostituzione dei sacerdoti nelle parrocchie. Da alcune settimane, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, era ricoverato presso la casa di riposo di via Massarotti a Cremona.

Persona umile e schietta, dal carattere gioviale e dalla battuta sempre pronta, don Luciano ha servito con generosità la Chiesa Cremonese.

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Verso la festa diocesana della famiglia: venerdì 6 maggio a Vicomoscano incontro con Costanza Miriano

Alle 19 appuntamento con le ragazze adolescenti e giovani, mentre alle 21 sono attesi giovani, adulti e famiglie per parlare della differenza sessuale come ricchezza

In preparazione alla festa diocesana della Famiglia, che si terrà a Cremona domenica 22 maggio, la zona pastorale nona, propone per venerdì 6 maggio, nella chiesa parrocchiale di Vicomoscano, un incontro con la giornalista, scrittrice e blogger Costanza Miriano. Alle 19 ci sarà un appuntamento riservato alle ragazze adolescenti (dalla seconda media) e giovani sul tema: «Il mistero della femminilità». Alle 21, invece, l’incontro per giovani, adulti e famiglie dal titolo: «La differenza come ricchezza – maschio e femmina verso una carne sola». Durante la serata sarà attivo in oratorio un servizio assistenza per i bambini.

 

Chi è Costanza Miriano

Costanza Miriano è nata nel 1970 a Perugia, dove si è laureata in lettere classiche. Poi ha studiato giornalismo, e si è trasferita a Roma dove ha cominciato a lavorare alla tv pubblica, la Rai. Per quindici anni ha lavorato al telegiornale nazionale, il tg3, ora invece si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano  (ma collabora anche con Avvenire, Il Timone, Credere e Il Foglio).
Sposata, ha quattro figli, due maschi e due femmine. Svezzata l’ultima, ha cominciato quasi per caso a scrivere un libro, Sposati e sii sottomessa (2011), che è partito piano piano ed è diventato un caso letterario in Italia, ed è stato tradotto in vari paesi  (tra cui la Spagna dove Cásate y se sumisa  ha provocato vivissime polemiche trasformandosi in un vero e proprio caso). Successivamente ha scritto un altro libro che spiega alle donne come parlare agli uomini. Ed è nato Sposala e muori per lei (2013). Nel 2015 poi è arrivato Obbedire è meglio e nel 2016 Quando eravamo femmine.
È nel comitato Difendiamo i nostri figli che ha organizzato il Family Day di san Giovanni del 20 giugno 2015 e del 30 gennaio 2016.

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Anche il MpV di Cremona partecipa alla Marcia per la Vita di Roma dell’8 maggio

Si partirà sabato 7 e vi sarà anche il tempo per visitare alcune parti della Capitale. Costi: 60 euro per gli adulti e 40 euro per i bimbi sotto i 10 anni

Il Movimento per la Vita di Cremona intende partecipare domenica 8 maggio, a Roma, alla sesta Marcia nazionale per la vita che prenderà il via da piazza Bocca della Verità e giungerà a Castel Sant’Angelo con possibilità di ingresso in piazza San Pietro per la recita del Regina Coeli di Papa Francesco. Il gruppo cremonese si appoggia per l’organizzazione tecnica della trasferta all’associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” di Carate Brianza. Se vi sarà un congruo numero di persone i pullman faranno sosta al casello autostradale di Cremona nella mattinata di sabato 7 maggio. Il Movimento per la Vita intente favorire la partecipazione al grande evento romano abbantendo i costi per ogni partecipante: invece di 120 euro gli iscritti adulti cremonesi pagheranno 60 euro, mentre i bambini fino a 10 anni invece che 80 euro dovranno sborsare solo 40 euro. Il programma prevede l’arrivo a Roma per le ore 14 di sabato con visita alle basiliche di San Paolo Fuori le Mura o Santa Maria Maggiore. C’è però la possibilità di una visita individuale alla città o alla partecipazione al convegno per la vita. Alle 19 la cena e alle 21 adorazione eucaristica a favore della vita presso la Basilica Santa Maria sopra Minerva. Domenica 8 maggio, alle 6.30, la Messa nella cappella dell’istituto che ospita la comitiva (suore Francescane dell’Immacolata – via Pisana 323), quindi alle 7.45 partenza per piazza Bocca della Verità dove alle 9.30 avrà inizio la marcia che si concluderà ai piedi di Castel Sant’Angelo. Per chi desidera si potrà poi partecipare al Regina Coeli di Papa Francesco in piazza San Pietro. Alle 16 l’inizio del viaggio di ritorno. Iscrizioni e informazioni scrivendo a giorgio.telo@libero.it.

 

LA MARCIA PER LA VITA

La Marcia per la Vita riunisce ogni anno a Roma decine di migliaia di persone, italiane e straniere provenienti da numerosi Paesi del mondo, dall’Europa all’America, dall’Africa all’Asia, fino all’Australia. Sono uomini e donne di buona volontà, legati da un solo vincolo: vogliono riaffermare l’intangibilità e l’indisponibilità della vita umana innocente, dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione e alcun compromesso.

La Marcia per la Vita giunta ormai alla sesta edizione, è ormai paragonabile sia per le dimensioni sia per la qualità delle presenze alle Marce che hanno una più antica tradizione. Ricordiamo, tra gli altri, gli eventi pro-life che si tengono a Berlino, Bordeaux, Bratislava, Brisbane, Bruxelles, Canada (15 città), Den Haag, Dublino, Guatemala City, Polonia (18 città), L’Aja, Lima, Parigi, Praga, Washington, Zurigo.

La Marcia per la Vita di Roma è divenuta un evento internazionale perché ad essa sono presenti rappresentanti delle principali istituzioni che operano in tutto il mondo in difesa della vita e della famiglia. Le unisce la consapevolezza della necessità di creare un fronte comune contro quelle lobby internazionali che negli ultimi decenni, hanno operato in modo sistematico, per trasformare – nel senso comune e nelle leggi
– un delitto in un diritto (Giovanni Paolo II).

La Marcia per la Vita non è un’iniziativa partitica, perché è indipendente da ogni gruppo o partito politico, ma si propone di incidere sul potere legislativo, italiano e internazionale, manifestando il rifiuto di ogni legge che legalizzi l’uccisione dell’essere umano innocente.

La Marcia per la Vita non è una iniziativa ecclesiale, perché non è promossa dalle autorità ecclesiastiche, ma da uomini e donne di buona volontà decisi a difendere quei princìpi che appartengono a tutti, credenti e laici, in quanto incisi nel cuore di ogni essere umano.

La Marcia per la Vita non è un movimento, ma un evento che riunisce una volta all’anno a Roma, gruppi, associazioni, e soprattutto famiglie, in spirito unitario e in un clima amichevole e festoso.

La Marcia per la Vita impegna per la sua organizzazione un gruppo di volontari che lavorano per un intero anno alla sua realizzazione, senza percepire finanziamenti di nessun tipo, se non le libere offerte di coloro che ne condividono gli obiettivi

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Don Bignami sull’Amoris Laetitia: «Colpisce il bagno di concretezza che il Papa ci fa compiere»

La presentazione dell'esortazione apostolica di Francesco da parte del teologo morale e presidente della Fondazione Mazzolari di Bozzolo

Pubblichiamo una presentazione dell’esortazione apostolica «Amoris Laetitia» di Papa Francesco preparata da don Bruno Bignami, sacerdote cremonese, teologo morale e presidente della Fondazione Mazzolari di Bozzolo. Continue reading »

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