Archivi della categoria: Gloria Giavaldi

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«Agire come uomini e donne di pace», il vescovo agli esponenti del mondo politico e sociale

Guarda la photogallery completa   Amministratori, attori dell’ambito sociale, persone mosse dal desiderio di fare del bene per il prossimo. Sono stati loro i protagonisti dell’incontro organizzato dalla Pastorale sociale e del lavoro, guidato da Eugenio Bignardi, nel pomeriggio di domenica 22 gennaio in Seminario. Gloria Giavaldi Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

No alla guerra: la veglia per la pace in Cattedrale ricorda che «siamo tutti fratelli»

Sfoglia la fotogallery completa della veglia   Un grido di fraterna umanità per dire no alla guerra. Per liberare la pace. Nella nostra quotidianità e in ogni zona del mondo. Da Cremona all’Italia, dall’Ucraina alla Siria fino al Sahel. La richiesta si è alzata forte e chiara durante la veglia per la pace organizzata in Cattedrale alla vigilia dell’Epifania. Gloria Giavaldi Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

«Per una comunicazione che interpreta il cambiamento». Scambio di auguri con il vescovo a TeleRadio Cremona

Guarda la gallery completa   Il presepe illuminato e l’albero addobbato all’ingresso lo confermano: anche per Teleradio Cremona Cittanova, la società editrice che cura i contenuti della comunicazione diocesana e la redazione di Riflessi Magazine, è arrivato il momento degli auguri. Si è tenuto ieri sera il tradizionale momento conviviale con lo scambio di auguri tra i giornalisti e i collaboratori, il Cda di Trc … Continua a leggere »

La voce di speranza del “Violino del mare”, costruito dai detenuti di Opera con il legno dei barconi dei migranti

Il colore del legno si mischia a quello del mare. Il suono è dolce, limpido, il messaggio duro e crudo: il “Violino del mare” posizionato nella sala Fiorini del Museo del Violino di Cremona scuote le coscienze. «Speriamo generi negli occhi delle persone che lo vedranno una metamorfosi. Affinché la cultura dell’indifferenza, lasci posto alla consapevolezza». Così il presidente della Fondazione Casa dello spirito e … Continua a leggere »

Movimento Cristiano Lavoratori, aperte a Caravaggio le celebrazioni per i primi 50 anni di storia

Intendono portare la testimonianza dei valori cristiani nel mondo del lavoro e del vivere civile. Vogliono farlo con la stessa convinzione di ieri, ma con la capacità di restare al passo con i tempi di oggi per affrontare le sfide di domani. I primi associati del Movimento Cristiano Lavoratori di Crema, Cremona e Lodi, sono arrivati puntuali al Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio per la messa che apriva le celebrazioni «per i nostri primi 50 anni». Era infatti l’8 dicembre 1972 quando Santo Papa Paolo VI benedisse la nascita del movimento.

«In questi 50 anni abbiamo camminato accanto alla Chiesa e accanto alle chiese particolari del nostro territorio. A Crema siamo storici, siamo presenti sin dal 1972. Più di recente abbiamo avuto modo di diffondere il nostro impegno ed il nostro messaggio anche nelle vicine diocesi di Cremona e di Lodi, grazie al sostegno dei vescovi Antonio Napolioni e Maurizio Malvestiti», ha spiegato il presidente Michele Fusari. L’associazione oggi riunisce oltre seimila soci ed offre importanti servizi alla cittadinanza: dall’ambito formativo spirituale, a quello dei servizi alla persona (caf, patronato, sostegno a badanti, colf e immigrati) fino ad importanti proposte aggregative per giovani ed anziani.

 

«Nel tempo – aggiunge – siamo diventati vere e proprie antenne di quartiere nelle comunità di riferimento». Durante la celebrazione, presieduta dall’assistente ecclesiastico centrale don Angelo Frassi e concelebrata dagli assistenti dei circoli e delle comunità che il Movimento cristiano lavoratori serve sul territorio, il sacerdote ha ricordato «la necessità di ripartire proprio da qui con la speranza e l’ottimismo tipici dei cristiani anche in momenti di incertezza». Nell’omelia il sacerdote ha sottolineato come Gesù «ci invita alla cura. A quella cura che va condivisa sul territorio perché solo insieme possiamo divulgare il suo messaggio. Nel nostro impegno di testimonianza credente abbiamo bisogno di ascoltare e di fermarci alla scuola di Gesù. Ci esorta ad ascoltare il cuore per scoprire dentro a ciascuno di noi una fonte inesauribile di gesti buoni. Cerchiamo di essere sempre uomini e donne che sanno guardare il mondo e vivere con ottimismo. Buona strada».

Gli associati si sono poi radunati per un momento conviviale. Per festeggiare questo importante traguardo anche la delegazione di Cremona e Crema parteciperà alle celebrazioni nazionali in programma a Roma in occasione dell’Immacolata Concezione, giorno dell’anniversario di fondazione.

Gloria Giavaldi
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Scout Cassano d’Adda, 100 anni di storia e una strada verso il futuro

I palloncini bianchi e blu iniziano a scorgersi sul ponte di Cassano d’Adda. Un manifesto identifica il luogo della festa: cento anni di scoutismo per il gruppo Agesci Cassano d’Adda 1 si celebrano lì, dove tutto ha preso vita nel 1923: alla base La Colonia. Uniforme e fazzolettone indosso, i primi scout arrivano puntuali, subito dopo la Messa. Gli stand dei vari gruppi sono stati … Continua a leggere »

Cento anni di storia, mani strette, sguardi incrociati, strade condivise. È quasi tutto pronto a Cassano d’Adda per la festa di domenica 16 ottobre, organizzata per il centenario del gruppo scout Cassano d’Adda 1. Fondato nel 1923, il gruppo apre così un anno di festeggiamenti, che si concluderà nel prossimo mese di giugno 2023. Continua a leggere »

Gloria Giavaldi
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«Intendiamo coltivare bellezza e aiutare le persone che hanno perso la passione per il bello della vita a ritrovarlo. Faremo in modo di far sentire accolte le persone che ospiteremo non in quattro fredde mura, ma in una dimora, in una casa piena di legami». Aprono di nuovo le porte i locali rinnovati della Casa dell’accoglienza di Pandino intitolata a monsignor Luigi Alberti. Si trova all’interno del complesso del Santuario della Madonna del Riposo. Continua a leggere »

Gloria Giavaldi
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I capelli sono racchiusi in un velo di colore blu. La croce al collo si ferma proprio all’altezza del cuore. «L’amore di Dio è una cosa diversa, è totalizzante. Ti avvolge e ti cambia la vita. È presenza costante». Suor Evelina Dabellani emetterà nel pomeriggio di sabato 1 ottobre, alle 16.30, nella chiesa della Casa madre delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento, a Rivolta d’Adda, la professione perpetua davanti al vescovo Antonio Napolioni e alla superiora generale dell’Istituto, madre Isabella Vecchio. Continua a leggere »

Gloria Giavaldi
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Tempo del Creato, a Caravaggio riflessione su consumo del suolo e responsabilità civile

Nell'incontro organizzato dall'Ufficio di Pastorale sociale al Centro di Spiritualità del Santuario l'intervento di Ezio Zibetti

Si è svolto nel pomeriggio di sabato 24 settembre l’incontro al centro di spiritualità del Santuario di Caravaggio promosso dall’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro nell’ambito degli eventi zonali per il Tempo del Creato, “Il cambiamento parte da ciascuno di no”, con la collaborazione degli Uffici delle vicine diocesi di Bergamo, Brescia e Crema.

“Cosa possiamo fare concretamente per fare il bene del pianeta?”. È questa la domanda che ha dato origine all’incontro intitolato Homo agens.

A sostituire la relatrice Elena Granata, vice presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici, impossibilitata a partecipare per motivi di salute, è stato il componente della commissione zonale per la commissione Laudato Si’ Ezio Zibetti. «Dobbiamo partire dal messaggio del Papa che ci esorta ad ascoltare la voce del creato: le grida della terra, dei più poveri, dei nativi». Subito dopo la preghiera, condotta da don Maurizio Lucini, coordinatore dell’area pastorale “Nel mondo con lo stile del servizio”, il concetto di partenza è stato chiarito: «Serve una base etica solida per salvare la biodiversità, modifichiamo i nostri stili di vita». É quasi un imperativo , a fronte di alcuni dati preoccupanti, sviscerati dall’incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro Eugenio Bignardi in apertura: «Secondo dati relativi al 2021 il 10,5 per cento del territorio provinciale è cementificato. Il dato nazionale si attesta attorno al 7,1 per cento. La tendenza è in continua crescita tenuto conto del crescente aumento di poli logistici e centri commerciali. Ad oggi, in Italia ogni secondo cementifichiamo 2 metri quadri di superficie».

«Serve cambiare» ha esortato Bignardi. Lo possiamo fare anche noi, nel nostro piccolo. Lo dobbiamo fare anche noi». «Elena Granata – interviene Ezio Zibetti – ci dice come fare». Sullo schermo è stata proiettata un’intervista rilasciata dalla stessa studiosa su Raitre alla trasmissione “Geo & Geo”. «Dobbiamo partire da un concetto che emerge chiaro dall’Enciclica Laudato Si’ – ha ribadito quindi Zibetti – la terra è un dono di Dio, un dono per l’umanità. È una cosa da custodire, non da sfruttare. Elena intende il consumo di suolo come una questione civile e cerca di comprendere perché siamo così poveri di strumenti per prenderci cura del paesaggio».

La risposta è data dalla storia «dall’impostazione della nostra società. Per lungo tempo l’edilizia è stato il settore trainante della nostra economia. Questo ha portato gli uomini a focalizzare l’attenzione su ciò che accadeva dentro le mura di casa propria, piuttosto che all’esterno, nei legami con la comunità ed il territorio».

Segno incoraggiante «è dato dalle scelte dei singoli dall’agricoltura bio, all’attenzione allo spreco». Ciò che è importante secondo Zibetti, che si fa portavoce delle idee di Granata, è che questo pensiero individuale divenga «sempre più cultura diffusa». Per farlo, la vice presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali, nella sua intervista mette al centro il ruolo dei placemaker, «gli inventori dei luoghi che abiteremo. Coloro che, in un epoca in cui abbiamo aggiunto molto, troppo, fanno ordine per una città migliore e, se possono, tolgono». Come a dire: le città sono spazi da vivere, «bisogna smetterla di darle per scontate».

Anche il vescovo di Cremona Monsignor Antonio Napolioni nel suo saluto introduttivo, facendo riferimento all’alluvione che ha colpito la regione Marche nei giorni scorsi non ha nascosto «la tendenza a vedere l’ambiente come una minaccia, ma è lui il cattivo?». Il vescovo chiede alla politica di «recuperare lo sguardo comunitario, di tenere conto del bene comune» e agli uomini, tutti, di ritrovare la propria umanità e il proprio essere creature, custodi, non tiranni». Chiede, infine, «al Signore la gioia della fede e della fraternità umana. Ma una cosa è chiara – ha aggiunto – stiamo scherzando con il fuoco».

Gloria Giavaldi
TeleRadio Cremona Cittanova
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