Category Archives: La vita della Chiesa

Familiari del clero, martedì a Caravaggio l’incontro regionale

La mattinata si aprirà con la meditazione dell'arcivescovo Mario Delpini

Tra le tante associazioni che compongono il variegato tessuto della Chiesa italiana trova posto anche, umile, nascosta e pure preziosa, l’associazione Collaboratori familiari del clero, che martedì 11 ottobre presso il Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, vivrà un momento di ritrovo a carattere regionale ricordando anche il 70° anniversario della sua fondazione in diocesi di Milano. Alle ore 10 l’arcivescovo Mario Delpini terrà una riflessione spirituale, cui seguirà, alle 11.30 la Messa. Nel primo pomeriggio saranno proposte testimonianze dei rappresentanti delle diverse diocesi lombarde. Continue reading »

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Scalabrini e Bonomelli: una visione di Chiesa anticipatrice del Vaticano II

Il nome di mons. Giovanni Battista Scalabrini, canonizzato da papa Francesco lo scorso 9 ottobre, è legato a doppio filo con quello di mons. Geremia Bonomelli, vescovo di Cremona dal 1871 al 1914. La loro amicizia, testimoniata dall’intenso epistolario che i due vescovi si scambiarono fra il 1868 e il 1905, anno della morte di mons. Scalabrini, si fondava su una visione comune di Chiesa, di uomo e di rapporto della Chiesa con il mondo loro contemporaneo che li portò a manifestare idee che oggi si direbbero all’avanguardia, allora ritenute pericolose. Continue reading »

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Il Concilio compie sessant’anni. Come accorgersi oggi di un compleanno così lontano?

Una riflessione di don Paolo Arienti sull'eredità e la attualità di un evento di cui la nostra epoca è figlia

Ormai ne hanno memoria diretta solo i più anziani: sono trascorsi sessant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, l’ultimo evento ecclesiale che ha raccolto nella basilica di S. Pietro più di 2000 vescovi da tutto il mondo, per un arco di lavoro che si sarebbe chiuso nel 1965, con due macro-sessioni, la morte di Giovanni XXIII e l’elezione di Paolo VI. Numeri ben diversi rispetto al precedente concilio Vaticano, sospeso frettolosamente in occasione della presa di Roma da parte dell’esercito sabaudo. Due mondi diversi, quasi opposti che hanno generato una lettura del mistero della Chiesa, le sue strutture e le sue dimensioni, fatalmente differenti. L’epoca che noi viviamo, attraversata dall’istanza sinodale e interpellata da così grandi e profonde trasformazioni, è figlia (o nipote) di quell’evento. Tecnicamente si direbbe: stiamo abitando la “recezione” conciliare (che nel caso del celebre concilio di Trento ha avuto a “disposizione” secoli!).

Alcuni processi ed eventi, ora quasi familiari, sono frutto del Vaticano II, delle sue scelte anche faticose, e di quei percorsi che da fine 800 hanno consentito di superare resistenze e chiusure, segni di maturazione e sviluppo di un corpo vivo che cammina nella storia: la liturgia “in lingua”, il ripristino del diaconato, qualche precisazione decisiva nella teologia dei ministeri, la “riscoperta” dell’identità dei laici, l’ecumenismo, il “patto delle catacombe” siglato da tanti vescovi impegnati a vivere in spirito evangelico, il rapporto tra la Chiesa e il mondo contemporaneo… e se guardiamo con onesta libertà, gesti come le dimissioni di Benedetto XVI (possibili dentro una visione di Chiesa che non appiattisce il ministero sulla persona), il pontificato “globale” di Giovanni Paolo II, la stessa sinodalità che Francesco chiede a tutte le chiese, a tutti i livelli e che si cerca di assumere come forma vivente della comunità ecclesiale.

Il Vaticano II è stato, anche e soprattutto, un gesto di coraggiosa fraternità: papa Roncalli lo aveva voluto suscitando perplessità e resistenze; e il Concilio si è svolto tenendo insieme l’unità della fede ed il valore liberante della dialettica, anche quella dura e difficile, che inquina i rapporti ecclesiali se resta imbottigliata.

I cammini sinodali messi a tema in questi anni sono il legittimo ed urgente sviluppo di una visione di Chiesa (come popolo di Dio) che il Vaticano II ha generato, consegnando tra l’altro per la prima volta un documento autorevole e complessivo proprio sul mistero ecclesiale (la celebre Lumen gentium), ma lavorando anche sulla comprensione teologica della rivelazione, sullo spirito della liturgia, sulla storia e su decine di questioni solo in apparenza collaterali o minori. Un ventaglio di questioni che nel loro complesso hanno consentito alla Chiesa, per la prima volta, di non porsi in chiave negativa o di condanna, quanto piuttosto di coltivare la bellezza del Vangelo come esperienza di salvezza da donare ad un mondo spesso inquieto.

Forse il modo migliore di spegnere sessanta candeline per un compleanno così singolare è tornare a rileggere il vastissimo materiale prodotto dal Concilio che insieme al Papa costituisce il luogo più autorevole di discernimento e decisione nella Chiesa. Sfogliare già solo l’indice di Lumen gentium varrebbe un grande guadagno circa il modo di vedere la Chiesa e vedersi – preti, laici e religiosi – dentro questo corpo così complesso; rileggere alcuni numeri centrali di Dei Verbum sarebbe un valido sostegno anche al nostrano giorno dell’ascolto; sostare sugli snodi di Sacrosantum concilium (liturgia) e Gaudium et Spes (la Chiesa nel mondo contemporaneo) o i messaggi conclusivi (ai giovani… ai governanti…) aiuterebbe non poco a prendere coscienza della capitalità delle azioni celebrative, nel loro significato ecclesiale più pieno, ma anche della voce che la Chiesa può e deve essere nelle vicende così dolorose anche di questi giorni.

Paolo Arienti
(Docente di teologia Seminari riuniti e ISSR S. Agostino)


La letteratura sul Vaticano II è davvero sterminata. Qui solo alcune indicazioni di massima, di facile e utile lettura:

  • Alla scoperta del Vaticano II, DVD pubblicato da Focr per i n50 anni del Concilio
  • Vaticano II show, DVD pubblicato da Focr e destinato ai ragazzi
  • MILITELLO C., Alla scoperta del Concilio Vaticano II, Milano 2010
  • AA.VV., L’eredità viva del Concilio, Roma 2012
  • ROUTHIER G., La Chiesa dopo il Concilio, Comunità di Bose 2007
  • O’MALLEY J. W., Che cosa è successo nel Vaticano II, Milano 2008
  • CAMARA H., Roma, due del mattino. Lettere dal Concilio Vaticano II, Milano 2008
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Anche don Primo Mazzolari al Festival della missione

Fino al 2 ottobre nella basilica di S. Lorenzo, a Milano, la mostra «Conoscere don Primo Mazzolari».

Da giovedì 29 settembre fino a domenica 2 ottobre Milano è diventata la capitale del mondo. E non per manie di grandezza, ma perché la metropoli lombarda ha chiamato a raccolta tutti coloro che hanno il cuore e gli occhi attenti al mondo e, contemporaneamente, sono innamorati del Vangelo. Con lo slogan “Vivere per dono”, titolo del Festival, il capoluogo lombardo è diventato in vari spazi megafono di storie di missionari che operano nei cinque continenti, spesso nel nascondimento, senza proclami né pubblicità. E invece qui trovano palchi che li ospitano, microfoni che amplificano le loro voci, orecchi attenti che li ascoltano. E proprio nel contesto del 2° Festival della missione, manifestazione di carattere nazionale con l’obiettivo di offrire occasioni di riflessione, di festa e di coinvolgimento sul tema della missione, presso la basilica di S. Lorenzo, a Milano, è visitabile sino a domenica 2 ottobre la mostra «Conoscere don Primo Mazzolari». Continue reading »

Matteo Cattaneo
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Festa di san Francesco: per il patrono d’Italia iniziativa nel ricordo dei defunti Covid da Cei e Frati di Assisi

Sarà possibile inviare online nomi dei deceduti che saranno affidati al Patrono d’Italia durante la celebrazione eucaristica. Sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad accendere il 4 ottobre la “Lampada votiva dei comuni d’Italia”

Il 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a nome di tutti gli italiani, accenderà ad Assisi la Lampada votiva dei comuni d’Italia. Un gesto per ringraziare coloro che hanno aiutato a superare la pandemia e per ricordare chi è venuto a mancare a causa del Covid. Proprio per questo i frati di Assisi e la Conferenza episcopale italiana hanno deciso di lanciare l’iniziativa online Prega per il mio caro dove sarà possibile, tramite il sito 4ottobre.sanfrancesco.org, lasciare il nome del proprio defunto per Covid per affidarlo a san Francesco. Continue reading »

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È al Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, che nella mattinata di sabato 24 settembre la Delegazione lombarda del Gran Priorato di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta si è fatta pellegrina. Oltre un centinaio di aderenti del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) insieme al corpo militare. Un momento di intensa spiritualità che è stato guidato dal vescovo Andrea Ripa, segretario della Segnatura apostolica, vescovo titolare di Cerveteri, cappellano conventuale ad honorem e cappellano capo del Gran Priorato di Roma. Continue reading »

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“Osare la speranza”: appello alle donne e agli uomini del nostro Paese

Il vescovo Napolioni fa suo e condivide il Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della Cei in vista delle prossime elezioni politiche

Il vescovo Antonio Napolioni fa suo e condivide con le comunità della diocesi di Cremona il messaggio approvato oggi dal Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, alla vigilia delle elezioni politiche.

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Caritas accanto alle comunità colpite da alluvioni e inondazioni

Ognuno può garantire un proprio contributo attraverso Caritas Cremonese

“Ascolta la voce del creato” è tema e invito del Tempo del Creato di quest’anno, il periodo ecumenico iniziato il 1° settembre con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato e che si conclude il 4 ottobre, San Francesco. «Durante questo Tempo – esorta papa Francesco – preghiamo affinché i vertici COP27 e COP15 possano unire la famiglia umana per affrontare decisamente la doppia crisi del clima e della riduzione della biodiversità». Poi aggiunge: «Piangiamo con il grido amaro del creato, ascoltiamolo e rispondiamo con i fatti». Purtroppo il grido del creato continua a levarsi da più parti nel mondo e anche nel nostro Paese, dove in particolare le Marche, ma anche in Umbria la diocesi di Gubbio, sono state colpite da pesanti alluvioni che hanno causato vittime e danni ingenti. Continue reading »

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Ultima tappa nel percorso di avvicinamento al 27° Congresso eucaristico nazionale, in programma a Matera dal 22 al 25 settembre e che vedrà la partecipazione anche di una delegazione diocesana guidata dal vescovo Antonio Napolioni. Al centro dell’attenzione l’inno ufficiale “Il gusto del pane”.

 

Ascolta l’inno del XXVII Congresso eucaristico nazionale

 

Partiture e note esecutive: www.congressoeucaristico.it/inno

 

Il canto di impianto tonale, ampio e disteso, invita a inebriarsi del profumo del pane: il ritornello aperto e solenne e le strofe dal carattere più espressivo mettono in risalto ora la gioia del ritrovarsi fraterno intorno alla tavola, ora la profondità e il calore intimo della mensa eucaristica.

Il pane, che è “frutto della terra” e porta con sé “il profumo del lavoro dell’uomo”, è segno dell’amore del Creatore e insieme della dignità del creato e di ogni creatura. Gesù lo sapeva bene, per questo – come cantiamo nel ritornello dell’inno – “ci dona di tornare al gusto del pane”: il gusto del pane è il gusto degli altri. Non solo quel gusto odoroso placa la nostra fame fisica ma anche quella di fraternità: “è il pane della festa sulla tavola dei figli” (come siamo invitati a cantare nella prima strofa), di reciproca fiducia perché “crea condivisione”, di bellezza di cose buone che danno senso ai nostri giorni; di quei valori senza i quali mancherebbe il gusto stesso del vivere. Sa sempre di amicizia e fraternità: è “il pane della pace nelle nostre contese, dov’è divisione ricrea l’unione, placa dissidi, riapre al dialogo, risana ferite, profuma di perdono” (come possiamo cantare nella quinta strofa). Invito chiaro e forse troppo impegnativo per noi, Chiesa in cammino nella storia. E allora l’inno ci invita a cantare (nella quarta strofa) “il pane della forza sulle strade di chi è stanco, sostegno ai profeti, ristoro ai viandanti”.

“Io sono il pane vivo” (Gv 6,51a): nutrirsi di Cristo Eucarestia ci fa più vivi, più autenticamente veri! È davvero vivo chi è pane buono per gli altri, chi “si spezza” in briciole d’oro di fraternità, chi si fa mangiare come il Maestro. Con la stessa straordinaria libertà di Cristo, con la sua stessa immensa fiducia, con il suo stesso incommensurabile Amore possiamo divenire “pane che consola famiglie, raccoglie il pianto, ascolta fatiche, sostiene stanchezze” (come ci fa cantare l’inno nella terza strofa).

Efrem il Siro (teologo e poeta del IV secolo) diceva: “Abbiamo mangiato il fuoco nel pane”. Ricevere il Pane eucaristico è come ricevere il fuoco dello Spirito ed essere vivificati; accogliere Cristo, il Figlio, è accogliere la sua “offerta d’amore” al Padre; la sua vita in noi ci fa suo corpo. Per questo nel ritornello cantiamo “dal fuoco dello Spirito è reso nutrimento che di molti fa uno”. Arrestare questo dinamismo è il peggiore tradimento dell’Eucarestia! “Fate questo in memoria di me”: è la consegna per sempre del pane della cura, della fiducia, della tenerezza per la terra e per ogni creatura; “rinnova la speranza”, “memoria della Pasqua, profezia del Regno”, questo Pane è “Vita nuova per il mondo”.

(Dal sito del Congresso Eucaristico Nazionale)

 

 

Torniamo al gusto del pane: una riflessione a partire dal tema del prossimo Congresso eucaristico nazionale

Verso il Congresso eucaristico nazionale: pane, acqua, terra, fuoco

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Il 18 settembre Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento dei sacerdoti

I preti sono sempre al fianco delle comunità ma anche ciascuno di noi può far sentire la propria vicinanza

Ogni giorno offrono il loro tempo, ascoltano le difficoltà della gente e incoraggiano percorsi di ripresa: sono i sacerdoti, che si affidano alla generosità dei fedeli per essere liberi di servire tutti. Per richiamare l’attenzione sulla loro missione, torna domenica 18 settembre la Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento del clero diocesano, che sarà celebrata nelle parrocchie italiane. Continue reading »

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