Category Archives: La vita della Chiesa

76ª Assemblea Generale della CEI: il comunicato finale

Il dialogo di quasi due ore tra Papa Francesco e i Vescovi ha aperto in Vaticano la 76ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Le varie sessioni, che si sono svolte all’Hilton Rome Airport di Fiumicino (Roma) dal 23 al 27 maggio 2022, hanno avuto come tema centrale: “In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”. Hanno partecipato 223 membri, 14 Vescovi emeriti, il Nunzio Apostolico in Italia S.E.R. Mons. Emil Paul Tscherrig, il Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) S.E.R. Mons. Gintaras Grušas, il Gruppo di Coordinamento del Cammino sinodale e i referenti del Cammino sinodale delegati dalle Conferenze Episcopali Regionali.
Nel corso dei lavori si è proceduto all’elezione di una terna di Vescovi diocesani, da cui il Santo Padre ha nominato il nuovo Presidente nella persona del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna. L’Assemblea ha, inoltre, eletto il Vice Presidente della CEI per l’area Sud e il Presidente della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata.
A partire dagli spunti offerti dal Cardinale Gualtiero Bassetti nell’Introduzione, i Vescovi si sono soffermati su alcune questioni fondamentali per la vita della comunità ecclesiale e della società: l’educazione dei giovani, l’importanza delle aree interne del Paese, la sofferenza di famiglie e aziende provate dall’aumento dei prezzi, la guerra, l’unificazione delle diocesi.

Ampio spazio è stato dedicato al Cammino sinodale delle Chiese in Italia: grazie al confronto nei gruppi sinodali e al contributo offerto dai 32 referenti diocesani, sono stati individuati alcuni snodi pastorali prioritari sui quali condurre il secondo anno di ascolto, sempre con metodo narrativo.

I Vescovi hanno approvato una determinazione con cinque linee di azione per una più efficace prevenzione del fenomeno degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili. Oltre ad implementare la costituzione dei Centri di ascolto, che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane, l’Assemblea ha deciso di attuare un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni e di avviare un’analisi sui dati di delitti presunti o accertati perpetrati da chierici in Italia nel periodo 20002021, custoditi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Durante i lavori è stato presentato un primo schema orientativo per la stesura della nuova “Ratio Nationalis” con l’obiettivo di sottoporre il testo completo all’Assemblea Generale del maggio 2023.

È stata approvata “ad experimentum” per il prossimo triennio la Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”, che recepisce gli interventi di Papa Francesco per orientare la prassi concreta sui ministeri istituiti, sia del Lettore e dell’Accolito sia del Catechista.

Nel corso dell’Assemblea sono state presentate alcune comunicazioni relative al Congresso Eucaristico Nazionale in programma a Matera dal 22 al 25 settembre, alla “Giornata per la carità del Papa”, all’impegno dei media della CEI (Avvenire, l’agenzia Sir, Tv2000 e la rete radiofonica InBlu2000), alle nuove Convenzioni a cura della Commissione Mista VescoviIstituti di Vita Consacrata (Religiosi e Secolari) e Società di Vita Apostolica.

L’Assemblea Generale, inoltre, ha provveduto ad alcuni adempimenti di carattere giuridicoamministrativo. È stato presentato infine il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 20222023.

Il dialogo con il Papa e alcune istanze condivise

Il dialogo riservato, franco e sincero con Papa Francesco ha aperto in Vaticano la 76ª Assemblea Generale, che si è svolta dal 23 al 27 maggio presso l’Hilton Rome Airport di Fiumicino (Roma). Nell’affrontare i diversi argomenti emersi dalle domande dei Vescovi, il Santo Padre non ha fatto mancare il suo incoraggiamento, con paternità e in comunione fraterna.
Il confronto seguito all’Introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti ha messo in evidenza alcune istanze condivise: dalla necessità di rilanciare la pastorale familiare nell’orizzonte delineato da “Amoris Laetitia” all’urgenza di un coinvolgimento dei giovani, nella linea indicata dal Cardinale che aveva chiesto di raccogliere e dare risposta alle “provocazioni” espresse dagli adolescenti nel corso dell’incontro con il Papa del 18 aprile scorso. Se da una parte si è chiesto con forza di valorizzare le aree interne, avviando anche un dialogo con gli amministratori locali, dall’altra si è focalizzata l’attenzione sulle sofferenze delle famiglie e delle aziende, sempre più gravate dall’aumento indiscriminato del costo delle utenze. Nel ricordare l’impegno costante ed efficace delle Caritas locali a favore delle fasce più deboli della popolazione, i Vescovi hanno manifestato la loro vicinanza e la loro attenzione a quanti si trovano in situazioni di disagio e di povertà.

Rispetto al dramma della guerra che in Ucraina continua a seminare morte e distruzione, i presuli hanno evidenziato l’importanza di far risuonare, con voce unanime e coraggiosa, il “no” al conflitto e la volontà di costruire insieme la pace, facendo tacere le armi. A questo proposito, i Vescovi hanno condiviso l’appello “Per una Repubblica libera dalle armi nucleari” firmato nella scorsa primavera da oltre 40 presidenti nazionali di associazioni cattoliche che più volte si sono espresse in merito alle armi nucleari e all’adesione del trattato ONU, che l’Italia non ha ancora ratificato. La riflessione sui conflitti si è allargata alla situazione dei profughi e dei migranti, in particolare alla tragedia dei lager di detenzione, luoghi di morte e sopraffazione: i Vescovi hanno espresso una denuncia netta, ricordando l’urgenza di attuare politiche migratorie adeguate, rispettose della dignità umana.

A partire dalla riflessione proposta dal Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Emil Paul Tscherrig, si è poi dibattuto sul processo di unificazione delle diocesi “in persona Episcopi” e sulla necessità di una verifica dei frutti degli accorpamenti del 1976.

Il nuovo Presidente della CEI

Nel corso dei lavori, l’Assemblea Generale ha eletto, a norma dell’art. 26 § 1 dello Statuto, una terna di Vescovi diocesani che ha proposto al Santo Padre per la nomina del suo Presidente. Papa Francesco ha scelto come successore del Cardinale Gualtiero Bassetti il primo degli eletti, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna.
Nella sua prima dichiarazione alla stampa, il Presidente della CEI ha parlato di una “Chiesa che è per strada e cammina nella missione di sempre, ovvero quella che celebreremo a Pentecoste: una Chiesa che parla a tutti, che vuole raggiungere il cuore di tutti e che parla, nella babele di questo mondo, l’unica lingua dell’amore”.

“Il Cammino sinodale ha aggiunto continua nell’ascolto: quando qualcuno ascolta si fa ferire da quello che vive, fa sua quella sofferenza. Ciò che viviamo ci aiuta a capire le tante domande, le tante sofferenze, e quindi anche come essere una madre vicina e come incontrare i diversi compagni di strada”.

Non è mancato un pensiero alla situazione del Paese e alla crisi internazionale: “In questo momento, in Italia, in Europa e nel mondo viviamo diverse pandemie: quella del Covid con tutto ciò che ha rivelato in termini di fragilità, debolezze, consapevolezze, domande aperte e dissennatezze; e ora anche la pandemia della guerra a cui con insistenza, da tempo, Papa Francesco aveva fatto riferimento parlando di terza guerra mondiale a pezzi e che aveva ricordato nella Fratelli tutti riportando alcuni temi fondamentali legati alla pace e al nucleare. Senza dimenticare altri pezzi di guerre che sono anche quelle mondiali”.

Il Cammino sinodale

“In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?” è stato il tema dell’Assemblea che si è concentrata su quanto fatto finora per individuare alcuni snodi pastorali prioritari sui quali condurre il secondo anno di ascolto, che avrà ancora una volta un taglio narrativo. Il primo anno, iniziato ufficialmente lo scorso ottobre, ha coinvolto pressoché tutte le Chiese in Italia: le 206 sintesi diocesane, pervenute al Gruppo di coordinamento, hanno raccolto quanto espresso da oltre 40mila gruppi sinodali che hanno coinvolto quasi mezzo milione di persone. Come confermato da molte delle sintesi diocesane, privilegiare l’ascolto delle esperienze ha permesso a tutti i partecipanti di esprimersi, senza preoccuparsi di formulare concetti precisi, e ha favorito l’esternazione di tanti sentimenti spesso compressi nell’animo nei due anni della pandemia sia sotto forma di apprezzamenti e proposte sia sotto forma di critiche e richieste.
Degli oltre 400 referenti diocesani (presbiteri, diaconi, laici e consacrati), trentadue, cioè due per ogni regione ecclesiastica, hanno preso parte ai lavori dell’Assemblea, portando il loro contributo di riflessione e di esperienza.

L’Assemblea ha approvato la seguente mozione: “Il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia prosegue con il secondo periodo della fase narrativa. I Vescovi, in ascolto del Popolo di Dio, guardano con convinzione a questo percorso secondo quanto indicato da Papa Francesco con il Sinodo universale e proposto per l’Italia dal Gruppo di coordinamento nazionale. Per questo, affidano alla Presidenza, sentito il Consiglio Permanente, la cura
dell’elaborazione del testo di sintesi della fase nazionale da inviare alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Allo stesso tempo, incaricano il Consiglio Permanente di approvare testi e strumenti per proseguire il Cammino sinodale tenendo conto del cronoprogramma e delle linee discusse da questa Assemblea. In questo è importante il coinvolgimento dei territori attraverso le Conferenze Episcopali Regionali”.
Le priorità per il secondo anno del Cammino sinodale, che dovranno essere ulteriormente messe a fuoco nelle prossime settimane negli incontri regionali tra referenti diocesani e Vescovi, si stanno profilando come “cantieri”, con momenti anche esperienziali, che favoriranno l’ulteriore ascolto delle persone. Le priorità individuate, sotto forma di “cantiere” sono tre: corresponsabilità e formazione degli operatori pastorali, ascolto dei “mondi” (poveri, giovani, donne, professioni, culture...) e snellimento delle strutture ecclesiali. Ogni Chiesa locale, poi, sceglierà un quarto cantiere, sulla base della sintesi diocesana raggiunta alla fine del primo anno di ascolto. La traccia per il secondo anno sinodale verrà consegnata ai primi giorni di luglio.

La tutela dei minori e delle persone vulnerabili

L’Assemblea Generale ha approvato, inoltre, una determinazione con cinque linee di azione per una più efficace prevenzione del fenomeno degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili. I Vescovi, sensibili e vicini al dolore delle vittime e dei sopravvissuti ad ogni forma d’abuso, hanno ribadito la loro disponibilità all’ascolto, al dialogo e alla ricerca della verità e della giustizia. Impegno, peraltro, già assunto con le Linee guida del 2019. Il videomessaggio del Cardinale Sean Patrick O’Malley, Presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, con l’apprezzamento per lo sforzo delle Chiese in Italia, è stato ricevuto dai Vescovi con gratitudine, in particolare per l’incoraggiamento espresso a continuare sulla strada intrapresa. Segno, questo, di una collaborazione che si è intensificata negli ultimi mesi tra la CEI e la Pontificia Commissione.
1. La decisione dei Vescovi ha come obiettivo quello di potenziare la rete dei referenti diocesani e dei relativi Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Già costituita a partire dal 2019 in tutte le 226 diocesi italiane, questa realtà verrà ora sostenuta con percorsi formativi rivolti agli operatori pastorali (sacerdoti, religiosi e religiose, catechisti, educatori, insegnanti di religione…) e a chi è chiamato a occuparsi degli aspetti giuridici. Con questa azione, si intende infatti promuovere, ancora più capillarmente, una cultura del rispetto e della dignità dei minori e delle persone vulnerabili.

2. È stato poi ribadito l’impegno di implementare la costituzione dei Centri di ascolto, che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane, per accogliere e ascoltare quanti vogliono segnalare abusi recenti o passati, e indirizzare a chi di competenza secondo l’esigenza espressa dalle persone: un medico, uno psicologo, un avvocato, la magistratura, le forze dell’ordine, un accompagnatore spirituale, un consulente di coppia, ecc. I Centri di ascolto sono una porta aperta in luoghi vicini alle persone (un consultorio familiare, un ufficio professionale, ecc.), con responsabili preparati
in buona parte laici e laiche disponibili al primo ascolto, un servizio che si sta rivelando assai prezioso.
3. I Vescovi hanno anche deciso di realizzare un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e formazione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni (20202021). I dati saranno raccolti e analizzati da un Centro accademico di ricerca. I report avranno poi cadenza annuale e costituiranno uno strumento prezioso per migliorare, in termini di qualità ed efficacia, l’azione formativa dei Servizi e quella di accoglienza e ascolto dei Centri. Daranno poi un segnale di trasparenza, dal momento che saranno resi pubblici. Le Chiese che sono in Italia hanno accolto così l’invito rivolto da Papa Francesco alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che ha chiesto “un rapporto sulle iniziative della Chiesa per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili”. Quello che scaturirà sarà un monitoraggio permanente dei dati, via via raccolti, e dell’efficacia delle attività messe in campo.
4. Grazie a un nuovo spazio di collaborazione aperto negli ultimi mesi con la Congregazione per la Dottrina della Fede, sarà possibile poi conoscere e analizzare, in modo quantitativo e qualitativo, i dati custoditi presso la medesima Congregazione, garantendo la dovuta riservatezza. Tali dati fanno riferimento a presunti o accertati delitti perpetrati da chierici in Italia nel periodo 20002021. L’analisi verrà condotta in collaborazione con Istituti di ricerca indipendenti, che garantiranno profili scientifici e morali di alto livello, e consentirà di pervenire a una conoscenza più approfondita e oggettiva del fenomeno. Ciò permetterà di migliorare le misure di prevenzione e contrasto, di accompagnare con più consapevolezza le vittime e i sopravvissuti e di affinare i criteri per altre ricerche.
5. Infine, come già reso noto, la CEI partecipa ora in qualità di invitato permanente all’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito con legge 269/1998. I Vescovi hanno preso atto con molto favore di questa possibilità di collaborazione con le istituzioni pubbliche per lo studio e il monitoraggio della prevenzione e il contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale a danno delle persone di minore età in tutta la società italiana. Queste cinque linee di azione non sono un elenco chiuso a eventuali sviluppi, tutt’altro: è volontà dei Vescovi compiere qualsiasi passo perché il fenomeno degli abusi venga contrastato decisamente, promuovendo ambienti sicuri e a misura dei più piccoli e vulnerabili.

Orientamenti e norme per i seminari

Nel corso dei lavori, è stato presentato un primo schema orientativo per la stesura della nuova “Ratio Nationalis” con l’obiettivo di sottoporre il testo completo all’Assemblea Generale del maggio 2023 per la sua approvazione definitiva. In quest’ottica, entro la prossima estate sarà elaborata una bozza così che la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata possa giungere in autunno inoltrato, attraverso il confronto con il Consiglio Permanente e la Presidenza della CEI, a una prima proposta da sottoporre ai Vescovi.
Oltre a fornire i punti di riferimento essenziali per le comunità formative del nostro Paese, la “Ratio Nationalis” dovrà anche prevedere alcune necessarie sperimentazioni che, sotto la responsabilità dei Vescovi e delle comunità dei formatori, provino ad accompagnare il processo di cambiamento in atto cercando modalità nuove per formare alla comunione e alla missione i futuri presbiteri. Nel dibattito, i Vescovi hanno evidenziato la necessità di integrare nel percorso propedeutico esperienze concrete al di fuori dei seminari, così da consentire una full immersion nella vita delle comunità, con il coinvolgimento di religiosi e religiose, laici, famiglie e gruppi di ascolto. In tal senso, lo stile sperimentato con il Cammino sinodale può essere d’aiuto per superare un certo isolamento dei seminari a favore di un’inclusione nella comunità.

Se da un lato occorre puntare sulla formazione permanente, dall’altro appare chiaro che, per reagire all’inverno vocazionale, è necessario reinvestire sulla pastorale giovanile e vocazionale così come sui percorsi di accompagnamento. Secondo i presuli, diventa strategico migliorare la formazione dei formatori e mettere in rete i Rettori.

Nota sui ministeri istituiti

LAssemblea Generale ha approvato “ad experimentum” per il prossimo triennio la Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Il documento recepisce gli interventi di Papa Francesco per orientare la prassi concreta sui ministeri istituiti, sia del Lettore e dell’Accolito (per i quali si attende la revisione dei riti di istituzione da parte della Congregazione per il Culto Divino), sia del Catechista. Con la Nota, inoltre, la Conferenza Episcopale Italiana intende inserire il tema dei “ministeri istituiti” all’interno del Cammino sinodale, in modo che possa diventare anche un’opportunità per rinnovare la “forma Ecclesiae” in chiave più comunionale. Il Cammino sinodale costituirà così un luogo ideale di verifica anche sulla effettiva ricaduta dei nuovi ministeri istituiti del Lettore, dell’Accolito e del Catechista nella prassi ecclesiale. L’Assemblea Generale ha affidato al Consiglio Episcopale Permanente il compito di determinare le modalità di verifica e di approfondimento del tema. I Vescovi si sono confrontati sulla durata dei percorsi formativi, sottolineando la necessità di avere linee comuni e condividendo la proposta di fissare a 25 anni la soglia di età per l’accesso ai ministeri.

Varie

Adempimenti di carattere giuridicoamministrativo. I Vescovi hanno provveduto, come ogni anno, ad alcuni adempimenti di carattere giuridicoamministrativo: l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2021; l’approvazione della ripartizione e dell’assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2022; la presentazione del bilancio consuntivo, relativo al 2021, dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero.
Nel corso dei lavori sono state condivise alcune informazioni. La prima ha riguardato l’Incontro “Mediterraneo di pace”, svoltosi a Firenze dal 23 al 27 febbraio, che ha suscitato grande interesse sia all’interno degli episcopati sia in molte parti della società civile per la sua attualità e per motivi inerenti la cura pastorale e la missione evangelica, che trovano nuovo impulso nella prospettiva sinodale.

Una seconda comunicazione ha riguardato il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà a Matera dal 22 al 25 settembre sul tema: “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”. Le giornate saranno scandite da momenti di celebrazione, da testimonianze, da gesti significativi che aiuteranno a vivere ancor meglio il cammino sinodale intrapreso e a leggere il momento presente. In questi mesi si sta intensificando la preparazione nelle parrocchie e nelle diocesi. Da Matera, una delle città più antiche del mondo, sarà lanciato un messaggio di speranza e di pace, nella consapevolezza che “tornare al gusto del pane” assume un significato ancora più profondo in tempo di pandemia e soprattutto di guerra. Il conflitto infatti sta incidendo pesantemente sull’approvvigionamento di cereali e sul prezzo dei generi alimentari, con ricadute destabilizzanti su molti Paesi, in particolare quelli più poveri.

Un’altra comunicazione ha focalizzato l’attenzione sulla «Giornata per la Carità del Papa», che si celebrerà domenica 26 giugno. Si tratta di un’occasione per abbracciare popoli e famiglie, poveri e profughi attraverso le mani del Papa: un gesto, questo, che realizza la pace, perché sostiene la premura del Santo Padre per le innumerevoli situazioni di indigenza e di “scarto”, in spirito di condivisione e solidarietà. Nel 2021, le Diocesi italiane hanno offerto alla Santa Sede 3.115.270,95 euro; l’importo pervenuto alla Santa Sede a titolo di can. 1271 del Codice di Diritto Canonico è stato di euro 4.020.125,00.
Anche nel 2022 i mezzi di comunicazione della Chiesa italiana (Avvenire, Agenzia Sir, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu2000,) e delle Diocesi a partire dai settimanali diocesani associati alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) sosterranno l’iniziativa con diverse attività.
Un’ulteriore comunicazione ha riguardato le nuove Convenzioni a cura della Commissione Mista VescoviIstituti di Vita Consacrata (Religiosi e Secolari) e Società di Vita Apostolica. Le Convenzioni elaborate interessano l’affidamento di una parrocchia territoriale o personale ad un Istituto di vita consacrata o ad una Società di vita apostolica; l’affidamento di una parrocchia territoriale con annessa parrocchia personale; l’affidamento di una parrocchia territoriale con annessa missio cum cura animarum; l’affidamento di una rettoria ad un Istituto di vita consacrata o ad una Società di vita apostolica; l’affidamento di una rettoria con annessa missio com cura animarum. Sono stati presentati schemi tipo per redigere convenzioni tra un Istituto di vita consacrata o Società di vita apostolica e una diocesi o parrocchia per servizi pastorali diversificati nella diocesi, oppure per servizi parrocchiali di tipo pastorale ed educativo. È stato infine proposto uno schema di convenzione tra Istituti o società e il rettore di santuario di cui si intende affidare la custodia.

Un’ultima informazione è stata relativa ai media della CEI (Agenzia Sir, Avvenire, Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu2000), al loro impegno quotidiano e costante per un’informazione di qualità, capace di dare voce alla realtà dei territori e allo stesso tempo di raccontare e approfondire quanto accade a livello nazionale e internazionale, in particolare sul fronte della pandemia e della guerra.

All’Assemblea Generale, infine, è stato presentato il calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 20222023.

Adempimenti statuari

L’Assemblea ha proceduto all’elezione del Vice Presidente per l’Area Sud e del Presidente della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata: sono risultati eletti rispettivamente S.E.R. Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio, e S.E.R. Stefano Manetti, Vescovo eletto di Fiesole.

**************

Nel corso dei lavori dell’Assemblea Generale, il 25 maggio si è riunito il Consiglio Episcopale Permanente che ha provveduto ad approvare il Messaggio per la 17ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato (1° settembre 2022) dal titolo: “«Prese il pane, rese grazie» (Lc 22,19) Il tutto in un frammento” e il Messaggio per la 72ª Giornata Nazionale del Ringraziamento (6 novembre 2022) dal titolo: «Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto» (Am 9,14) Custodia del creato, legalità, agromafie. È stata inoltre approvata la modifica dello Statuto dell’Associazione “Gruppo di Ricerca e Informazione SocioReligiosa GRIS”.
Il Consiglio ha infine approvato alcune indicazioni amministrative riguardo al completamento di opere legate ai beni culturali ecclesiastici e all’edilizia di culto.

Guarda la conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea Generale

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Sabato 28 e domenica 29 maggio, il Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, ospiterà il “Ritiro sul cammino del cuore”, una due giorni di riflessione organizzata dalla “Rete mondiale di preghiera del Papa” delle regioni Lombardia, Piemonte e Liguria.
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Un clima positivo e propositivo, caratterizzato dal desiderio di raccontare e condividere la creatività dei territori, ha contraddistinto il secondo incontro dei referenti diocesani del Cammino sinodale che si è concluso domenica 15 maggio a Roma. All’appuntamento, aperto il 13 maggio, hanno preso parte 242 referenti (laici, presbiteri e diaconi, consacrate e consacrati) e 12 Vescovi delegati dalle Conferenze Episcopali Regionali. Tra loro anche i due rappresentanti della Diocesi di Cremona: il diacono permanente Walter Cipolleschi e Diana Afman, entrambi dell’équipe diocesana per il Sinodo. Continue reading »

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“Non è mai solo una firma. È di più, molto di più”: al via la nuova campagna 8xmille della CEI

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“Non è mai solo una firma. È di più, molto di più”. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere. La campagna, on air da domenica 8 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei contribuenti riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un dormitorio, un condominio solidale, un orto sociale diventano molto di più e si traducono luoghi di ascolto e condivisione, in mani tese verso altre mani, in occasioni di riscatto. Continue reading »

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Trieste accoglie il vescovo Trevisi: con il vescovo Napolioni anche 250 cremonesi per l’insediamento

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Charles de Foucauld sarà santo: il tesoro del “fratello universale”

Domenica 13 maggio 2022, Papa Francesco proclamerà santi nove beati: Tito Brandsma, Devasahayam (Lazare) Pillai, Cesare de Bus, Luigi Maria Palazzolo, Giustino Maria Russolillo, Charles de Foucauld, Marie Rivier, Maria Francesca di Gesù Rubatto, Maria di Gesù Santocanale e Maria Domenica Mantovani.

Quando un beato è proclamato Santo il suo culto da locale passa ad universale ed è proposto come modello per tutta la Chiesa nel mondo.

La ragione per la quale propongo una breve riflessione su P. Charles di Foucauld non è perché sia il migliore o il più conosciuto, ma perché ha avuto ed ha un significato profondo nella mia vita e posso scriverne con maggior competenza.

Nato da famiglia nobile, intraprese la carriera militare, poi quando si convertì si mise al seguito di Cristo-Carità in una lunga e laboriosa ricerca.

Fu un uomo nel deserto del Sahara che divenne noto perché  custodiva da solo un “tesoro”. Alcuni predoni di quella regione furono colpiti da questa notizia  e per rubarglielo lo uccisero. No, non è lo spunto per un romanzo, ma una storia vera accaduta nel 1916 ai confini nella profonda Algeria. Ed è la storia dell’uccisione di Charles de Foucauld, il “fratello universale”, che domenica 13 maggio sarà santo. Il Papa ha infatti autorizzato la Congregazione per le cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo attribuito al beato Carlo di Gesù (questo il suo nome religioso) e questo svela definitivamente qual era il “tesoro” che egli custodiva, al punto da non temere nemmeno per la sua vita: Gesù Cristo nel tabernacolo.

La vicenda umana e religiosa di Charles de Foucauld ha affascinato e attratto moltissime persone, religiose e laiche, che hanno seguito e seguono ancor oggi la sua spiritualità e il suo modo di vivere il Vangelo Carlo di Gesù (questo è il suo nome da religioso) è un uomo “che ha dato una testimonianza che ha fatto bene alla Chiesa” (Papa Francesco)e la sua vita è “un invito ad aspirare alla fraternità universale” (Benedetto XVI). Lui ha mostrato che questa fraternità non è un sogno, un’utopia, ma è un compito realistico fondato sull’amore di Cristo.

E Cristo – Eucaristia, custodito nella povera abitazione di Carlo di Gesù a Tamanrasset (Algeria) è il tesoro e non l’oro che i predoni – assassini cercavano.

Questo nuovo santo, che visse inquieto e sempre alla ricerca dell’amore di Cristo, è il testimone che la Chiesa genera sempre autentici seguaci di Cristo».

Ma nel solco dell’enciclica “Fratelli tutti” possiamo dire che  Charles de Foucauld visse da fratello universale, cercando di portare ai popoli in tutta umiltà, predicando con la vita non con le parole, facendosi semplice portatore dell’amore di Cristo, nella certezza che quanto più si è fedeli alla propria identità religiosa tanto più si fa urgente l’incontro con uomini che vivono al di là di frontiere pericolose o mai liberate.

Questo santo, rimasto orfano a 6 anni, che perse la fede visse per un buon periodo una vita immorale, un bel giorno nella Chiesa parigina di Sant’Agostino fu colto dalla grazia di Dio. A lui che Lo cercava e si domandava: “Ma Dio esiste ? ” e cercando la verità prega così: “ Mio Dio, se esisti, fa’ che io ti riconosca”, Cristo gli si fece incontro e la frasi evangeliche che più lo colpirono sono: “Questo è il mio corpo, Questo è… il mio sangue” (Mt 26,26.28),“Quello che avete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25,40).

Questo nuovo Santo. guidato dal sacerdote Don Huvelin, nel mese di ottobre del 1886 trovò per sempre Dio e scrisse: “Come credetti che c’era Dio compresi che non potevo fare altro che vivere per Lui”. S. Charles di Gesù, al secolo de Foucauld, mostra che essere santi non vuol dire essere dei superuomini. Più che avere una grande forza di volontà occorre volere Cristo e vivere umilmente con Lui e per Lui.

Mons. Francesco Follo

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No a lavoro nero, morti bianche, caporalato e sfruttamento degli immigrati nel messaggio della Cei per il 1° maggio

“Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane”. È il monito contenuto nel Messaggio della Cei per il 1° maggio, in cui si fa presente che “lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ignoti perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero, un ambito sommerso in cui si moltiplicano inaccettabili tragedie”. Continue reading »

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