Category Archives: La vita della Chiesa

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Economy of Francesco, il Pontefice rilancia il progetto

Papa Francesco ha confermato mons. Sorrentino (vescovo di Assisi) alla guida dell’iniziativa “Economy of Francesco”

Con una lettera del 5 dicembre scorso, Papa Francesco scrivendo a mons. Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, e agli altri membri del Comitato organizzatore di “Economy of Francesco”, Luigino Bruni, economista, e Francesca di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico, ha rilanciato il progetto da lui voluto affidando allo stesso vescovo di Assisi il compito di provvedere alla definizione delle sue linee organizzative d’intesa con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale. Continue reading »

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Deceduto mons. Kpodzro, volto noto anche a Cremona per i suoi incontri in Seminario

L'arcivescovo emerito di Lomé è morto il 9 gennaio, in Svezia, dove viveva in esilio da quasi tre anni

Ha colpito anche la Diocesi di Cremona la morte di mons. Philippe Fanoko Kpodzro, arcivescovo emerito di Lomé, deceduto a 93 anni lo scorso 9 gennaio, in Svezia, dove viveva in esilio da quasi tre anni, dopo le elezioni del presidente Faure Gnassinbgé, del cui regime mons. Kpodzro ha sempre opposto una critica severa. Continue reading »

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Il Dicastero per la Dottrina della fede su Fiducia supplicans: “benedizione coppie irregolari non è matrimonio, approvazione o ratifica”

La nota, precisando il documento e proponendo alcuni esempi concreti, ribadisce che “resta ferma sulla dottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio”

“I comprensibili pronunciamenti di alcune Conferenze episcopali sul documento Fiducia supplicans hanno il valore di evidenziare la necessità di un periodo più lungo di riflessione pastorale”. Comincia così il comunicato del Dicastero per la Dottrina della fede, diffuso giovedì 4 gennaio per ribadire che la Dichiarazione non è “eretica, contraria alla Tradizione della Chiesa o blasfema”. “Quanto espresso da queste Conferenze episcopali non può essere interpretato come un’opposizione dottrinale, perché il documento è chiaro e classico sul matrimonio e sulla sessualità”, si osserva nel testo, in cui si sottolinea che la Dichiarazione “resta ferma sulla dottrina tradizionale della Chiesa circa il matrimonio, non ammettendo nessun tipo di rito liturgico o benedizioni simili a un rito liturgico che possano creare confusione”. Continue reading »

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“Oltre i confini, senza confini”: questo striscione apriva la 56ª marcia nazionale della pace, organizzata dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi Italia con l’Arcidiocesi di Gorizia, che ha ospitato l’iniziativa di riflessione e preghiera in occasione delle 57ª Giornata mondiale della Pace. Continue reading »

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Mons. Ariotti termina l’incarico di Nunzio apostolico in Paraguay

Papa Francesco ha accolto le dimissioni del vescovo originario di Vailate per raggiunti limiti di età

Il Santo Padre ha accolto, per raggiunti limiti di età, le dimissioni del Nunzio Apostolico in Paraguay, mons. Eliseo Antonio Ariotti, vescovo originario della Dicoesi di Cremona.

Nato a Vailate nel 1948 e cresciuto con la famiglia ad Arzago d’Adda, mons. Ariotti è stato ordinato presbitero il 7 maggio 1975 nel Santuario di Caravaggio; il 5 ottobre 2003 ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella Cattedrale di Cremona. È stato Nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale e in Paraguay dal 6 novembre 2009.

Accogliendo le sue dimissioni, Papa Francesco ha nominato Nunzio Apostolico in Paraguay il Reverendo Monsignore Vincenzo Turturro, Consigliere di Nunziatura, elevandolo in pari tempo alla Sede titolare di Ravello, con dignità di Arcivescovo.

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In Nicaragua 18 sacerdoti arrestati dopo il 20 dicembre, 4 negli ultimi giorni

Appello del Papa al termine del primo Angelus del 2024. Card. Brenes: «Cercare insieme nella preghiera la consolazione di Dio»

Dolore e preoccupazione nelle parole del Papa per la situazione in Nicaragua, «dove vescovi e sacerdoti sono stati privati della libertà». Nell’Angelus del 1° gennaio, il Pontefice ha guardato al Paese centroamericano nel quale, dopo gli episodi di violenza a danno di chiese e sacerdoti nel 2018 e le espulsioni nel 2022 del nunzio e altri circa 220 religiosi, si assiste ormai da mesi a una nuova ondata di arresti e restrizioni delle manifestazioni religiose. 
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Papa Francesco: “Le nuove tecnologie non promuovano la follia della guerra”

Il Santo Padre dedica il Messaggio per la Giornata della pace 2024 all'intelligenza artificiale, che ha già introdotto "profonde trasformazioni nella società", cambiando molti aspetti della nostra vita quotidiana, con il rischio di aggravare le disuguaglianze e i conflitti. "Il rispetto fondamentale per la dignità umana postula di rifiutare che l’unicità della persona venga identificata con un insieme di dati”. No al "paradigma tecnocratico" e alla dittatura degli algoritmi

“Il mondo non ha proprio bisogno che le nuove tecnologie contribuiscano all’iniquo sviluppo del mercato e del commercio delle armi, promuovendo la follia della guerra. Così facendo, non solo l’intelligenza, ma il cuore stesso dell’uomo, correrà il rischio di diventare sempre più artificiale”. Lo scrive Papa Francesco, nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2024 sul tema: “Intelligenza artificiale e pace”. Continue reading »

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Nel 2023 uccisi nel mondo 20 missionari

Il bilancio dei testimoni della fede nel mondo nell'ultimo Rapporto Fides: il numero più elevato in Africa

Nel 2023 sono stati uccisi nel mondo 20 missionari: un vescovo, otto sacerdoti, due religiosi non sacerdoti, un seminarista, un novizio e sette tra laici e laiche. È quanto emerge dalle informazioni raccolte dall’Agenzia Fides. Con due missionari uccisi in più rispetto all’anno precedente. Continue reading »

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Il Papa: «Chi ferisce una sola donna profana Dio», «Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani»

Francesco, nell'omelia per la Giornata mondiale della pace e nel primo Angelus del 2024, ha affermato che la Chiesa e la società hanno bisogno di riscoprire il loro «volto femminile» per «uscire dalle spirali della violenza e dell'odio»

«Chi ferisce una sola donna profana Dio, nato da donna». Nell’omelia della Messa presieduta nella basilica di San Pietro per la Giornata mondiale della pace, Papa Francesco si è soffermato sulla centralità della figura della donna nella Chiesa e nella società. «Di Maria la Chiesa ha bisogno – ha spiegato – per riscoprire il proprio volto femminile: per assomigliare maggiormente a lei che, donna, Vergine e Madre, ne rappresenta il modello e la figura perfetta; per fare spazio alle donne ed essere generativa attraverso una pastorale fatta di cura e di sollecitudine, di pazienza e di coraggio materno».

«Ma anche il mondo ha bisogno di guardare alle madri e alle donne per trovare la pace, per uscire dalle spirali della violenza e dell’odio, e tornare ad avere sguardi umani e cuori che vedono», il monito di Francesco: «E ogni società ha bisogno di accogliere il dono della donna, di ogni donna: di rispettarla, custodirla, valorizzarla, sapendo che chi ferisce una sola donna profana Dio, nato da donna».

«All’inizio del nuovo anno guardiamo a Maria e, con il cuore grato,

pensiamo e guardiamo anche alle madri, per imparare quell’amore che si coltiva soprattutto nel silenzio, che sa fare spazio all’altro, rispettando la sua dignità, lasciando la libertà di esprimersi, rigettando ogni forma di possesso, sopraffazione e violenza»,

l’invito del Papa, nel primo Angelus del 2024 da piazza San Pietro. «C’è tanto bisogno di questo oggi!», ha esclamato Francesco citando il messaggio per l’odierna Giornata Mondiale della Pace: «La libertà e la convivenza pacifica sono minacciate quando gli esseri umani cedono alla tentazione dell’egoismo, dell’interesse personale, della brama di profitto e della sete di potere». «L’amore, invece, è fatto di rispetto e gentilezza», ha osservato il Papa: «in questo modo abbatte le barriere e aiuta a vivere relazioni fraterne, a edificare società più giuste e umane, più pacifiche».

«Madre di Dio: è un dogma di fede, ma è pure un dogma di speranza: Dio nell’uomo e l’uomo in Dio, per sempre», il riferimento dell’omelia alla festività odierna, che coincide con la Giornata mondiale della pace. «Al principio del tempo della salvezza c’è la Madre di Dio, la nostra Madre santa», ha ricordato Francesco: «È bello allora che l’anno si apra invocandola; è bello che il popolo fedele, come un tempo a Efeso – erano coraggiosi quei cristiani – proclami con gioia la Santa Madre di Dio. Le parole Madre di Dio esprimono infatti la gioiosa certezza che il Signore, tenero Bimbo in braccio alla mamma, si è unito per sempre alla nostra umanità, al punto che essa non è più solo nostra, ma sua. Madre di Dio: poche parole per confessare l’alleanza eterna del Signore con noi».

«La maternità di Maria è la via per incontrare la tenerezza paterna di Dio, la via più vicina, più diretta, più facile, con questo che è lo stile di Dio: vicinanza, compassione, tenerezza»,

ha spiegato il Papa: «La Madre, infatti, ci conduce all’inizio e al cuore della fede, che non è una teoria o un impegno, ma un dono immenso, che ci fa figli amati, dimore dell’amore del Padre. Perciò accogliere nella propria vita la Madre non è una scelta di devozione, ma un’esigenza di fede:

se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè figli di Maria».

«I nostri tempi, vuoti di pace, hanno bisogno di una Madre che ricompatti la famiglia umana», la tesi di Francesco: «Noi tutti abbiamo delle mancanze, delle solitudini, dei vuoti che chiedono di essere colmati. Ognuno di noi conosce i propri», ha osservato: «Quando siamo tentati di chiuderci in noi stessi, andiamo da lei; quando non riusciamo a districarci tra i nodi della vita, cerchiamo rifugio in lei». «Guardiamo a Maria per diventare costruttori di unità, e facciamolo con la sua creatività di Madre, che si prende cura dei figli: li raduna e li consola, ne ascolta le pene e ne asciuga le lacrime», l’invito: «Affidiamo il nuovo anno alla Madre di Dio. Consacriamole le nostre vite. Lei, con tenerezza, saprà dischiuderne la pienezza. Perché ci condurrà a Gesù e Gesù è la pienezza del tempo, di ogni tempo, del nostro tempo, del tempo di ognuno di noi». Poi la citazione di Lutero: «non è stata la pienezza dei tempi a far sì che il Figlio di Dio fosse inviato, ma al contrario, l’invio del Figlio ha fatto scaturire la pienezza dei tempi». «Sia quest’anno pieno della consolazione del Signore», l’augurio finale: «sia quest’anno colmo della tenerezza materna di Maria, la Santa Madre di Dio. E vi invito adesso a proclamare tutti insieme ad alta voce per tre volte: Santa Madre di Dio!».

«Le nostre mamme, con la loro cura nascosta, con la loro premura, sono spesso magnifiche cattedrali del silenzio»,l’omaggio del Papa durante l’Angelus: «Ci mettono al mondo e poi continuano a seguirci, tante volte inosservate, perché noi possiamo crescere. Ricordiamoci questo: l’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro e lo fa crescere». «È un bel tratto il silenzio della Madre», ha commentato Francesco: «Non si tratta di una semplice assenza di parole, ma di un silenzio colmo di stupore e di adorazione per le meraviglie che Dio sta operando. “Maria – annota San Luca – custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. In tal modo ella fa spazio in sé a Colui che è nato; nel silenzio e nell’adorazione, mette Gesù al centro e lo testimonia come Salvatore. Così è Madre non solo perché ha portato Gesù in grembo e lo ha partorito, ma perché lo mette in luce, senza occuparne il posto. Starà in silenzio anche sotto la croce, nell’ora più buia, e continuerà a fare spazio a lui e a generarlo per noi».

M. Michela Nicolais (AgenSir)

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Laudate Deum nelle Chiese di Lombardia, appello della Consulta Regionale Ecclesiastica della Pastorale sociale e del lavoro

A pochi giorni dall’uscita dell’esortazione apostolica Laudate Deum di Papa Francesco e in occasione della Giornata mondiale del suolo (5 dicembre), la Conferenza Episcopale Lombarda, attraverso la Consulta regionale della Pastorale sociale e lavoro, ha pubblicato il comunicato “Laudate Deum nelle Chiese di Lombardia”. Un appello che intende raccogliere le preoccupazioni che tutte le comunità della regione vivono circa i temi della cura e della custodia del creato, affidato a tutti gli uomini e donne di buona volontà.

Il Papa scrive nella Laudate Deum: “Mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura”. Evidenziando che “non sono mancate le persone che hanno cercato di minimizzare” o addirittura di negare gli effetti nefasti di un modello di sviluppo, incontrollato, che non rispetta l’ambiente e le creature che lo abitano, in particolare i più fragili.

Nel documento si evidenziano alcuni aspetti: “Consumo di suolo, cambiamenti climatici, distruzione della biodiversità, inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua sono aspetti sui quali vogliamo continuare a porre l’attenzione in modo costruttivo ed urgente, non tanto per una riflessione immediatamente politica, quanto per una considerazione morale e spirituale che muova il cuore a una conversione e ad una riflessione responsabilmente rinnovata anche nell’esercizio della responsabilità politica”.

Le tematiche più urgenti e spesso dibattute, ma anche più facilmente eluse dai confronti sociali di grande impatto comunicazionale, sembrano essere quelle relative al consumo del suolo, alla distribuzione dei fanghi e degli scarti pericolosi, alla ridistribuzione delle risorse idriche ed energetiche, alla custodia delle caratteristiche geologiche del territorio in relazione all’abitabilità e alla fruizione sociale e anche spirituale del territorio.

Il documento, anche con l’utilizzo di alcuni dati significativi, mette in risalto che spesso non ci si accorge di quello che succede sul territorio e non si ha consapevolezza di tutti gli effetti di questi fenomeni: viene detto che queste iniziative portano occupazione, crescita, opportunità per i giovani, ma vengono dimenticati i costi occulti, costi ambientali e costi sociali.

Dopo una approfondita analisi della situazione, l’appello di chiude con una domanda: “Che cosa fare?” Non basata fare analisi, occorre agire, essere cittadini attivi! “La prima cosa da fare – si legge infatti subito dopo – è rendersi conto che siamo personalmente coinvolti e responsabili. Dobbiamo perciò informarci, riflettere e agire”.

Il documento si chiude con un appello alle comunità cristiane: “Più concretamente la comunità cristiana può impegnarsi a creare luoghi e momenti di discernimento e di assunzione di responsabilità morali e sociali, può sollecitare forme di dialogo e confronto con le istituzioni quali le imprese, le scuole, le università e le altre confessioni religiose, può assumere forme di comportamento responsabile e pedagogico capaci di creare mentalità responsabilmente nuove e rinnovate”.

L’obiettivo è quindi quello di costruire reti sul territorio, coinvolgendo tutti gli uomini e donne di buona volontà, per prendersi cura del creato e di tutte le creature che lo abitano. Questo sarà un’occasione per esercitare anche il ruolo di cittadini attivi nel cammino di avvicinamento alla 50° Settimana sociale dei cattolici d’Italia che si terrà a Trieste a inizio luglio. Un’occasione anche per i Gruppi Laudato si’ per un servizio al proprio territorio.

Leggi il documento completo

 

 

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