Category Archives: La vita della Chiesa

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Tutela minori e adulti vulnerabili. Il vocabolario della prevenzione/13: gaslighting, la manipolazione oppressiva

Tredicesima puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili

“Gaslighting”, la manipolazione oppressiva, è al centro della tredicesima puntata della rubrica sulla prevenzione e la tutela curata dal Servizio regionale delle Diocesi lombarde per la tutela minori e adulti vulnerabili. Ogni mese una parola chiave della prevenzione. In tre tempi: significato nella pratica educativa, domande per le relazioni educative personali e comunitarie, strumenti per l’approfondimento. Continue reading »

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Al Santuario di Caravaggio il Giubileo dell’imprenditorialità

Guarda la photogallery completa   Un’occasione per riflettere sulla responsabilità sociale d’impresa e sulla speranza come elemento necessario dell’imprenditorialità. Questo lo spirito dell’incontro promosso dall’associazione “Amici di pensare cristiano”, guidata dal presidente Francesco Maffeis, e che si è svolto nella mattinata di martedì 16 dicembre al Santuario di Caravaggio. Un momento di ritrovo per il mondo imprenditorale lombardo che, nell’Anno Santo, ha assunto anche il … Continue reading »

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Martedì al Santuario di Caravaggio il Giubileo degli imprenditori

La giornata, promossa dall'associazione “Amici di Pensare Cristiano”, dopo la Messa presieduta dall'arcivescovo di Milano proseguirà con un convegno sul tema della “Responsabilità sociale d’impresa e generatività degli imprenditori”

Sarà celebrato martedì 16 dicembre presso il Santuario di Santa Maria del Fonte, a Caravaggio, il Giubileo degli imprenditori, con l’Eucaristia presieduta alle 11 in basilica dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini. Continue reading »

Luca Maestri
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Missioni cattoliche italiane: a Ginevra festeggiati per i 125 anni di fondazione di una delle prime realtà dell’Opera Bonomelli

Nacque con l'invio di don Luigi Motti di Agnadello. L'arcivescovo Perego: “accompagnare le persone migranti come una benedizione”

125 anni per la Missione cattolica italiana di Ginevra. È nata, infatti, nel 1900, una delle prime fondate dall’Opera Bonomelli, con l’invio del sacerdote don Luigi Motti (1857-1916), originario di Agnadello. Da allora la storia dell’emigrazione italiana è “continuata, cresciuta, cambiata fino ad oggi, ma non si è spenta la necessità di accompagnare nella fede i nostri fratelli e le nostre sorelle emigranti in questo Paese che Bonomelli ammira e canta non solo per le bellezze naturali, ma anche per l’organizzazione politica in 22 Cantoni, con al centro la libertà di tre popoli uniti in uno solo”. Lo ha detto il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, il cremonese mons. Gian Carlo Perego, presiedendo il 14 dicembre una celebrazione eucaristica presso la cappella della Mci Ginevra- Carouge. Continue reading »

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Giubileo 2025, oltre 33 milioni di pellegrini a Roma: “Presenze mai viste nei luoghi di preghiera”

Giubileo 2025, bilancio positivo in Vaticano: oltre 33 milioni di pellegrini a Roma, forte dimensione spirituale, opere pubbliche realizzate e collaborazione tra istituzioni. Fisichella, Mantovano e Gualtieri sottolineano il successo del “metodo Giubileo” come modello per il futuro. Sguardo già proiettato al Giubileo del 2033

“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno”. Si può sintetizzare così il bilancio del Giubileo 2025, tracciato questa mattina in Sala Stampa vaticana da mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al prefetto Lamberto Giannini. Tra i 33,4 e i 33,8 milioni di pellegrini avranno attraversato le Porte Sante entro il 6 gennaio, con una media giornaliera di 90.400 presenze nei 358 giorni dell’Anno Santo. “Il temuto pericolo paventato da alcuni che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi è stata pienamente smentita dai risultati ottenuti su tutti i fronti”, ha sottolineato mons. Fisichella. Continue reading »

Riccardo Benotti (AgenSir)
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Giubileo delle persone detenute: messaggio dei Vescovi lombardi

Dai vescovi delle diocesi di Lombardia la richiesta di «un gesto di clemenza da parte dello Stato, per sfoltire le carceri dall'eccessivo numero di persone detenute»

In occasione del Giubileo delle persone detenute, che la Chiesa universale vivrà domenica 14 dicembre con l’Eucaristia che il Santo Padre presiederà in mattinata nella basilica di San Pietro, i Vescovi della Lombardia hanno scritto un messaggio nel quale, rinnovando «la disponibilità a collaborare con la comunità civile perché la detenzione sia gestita secondo lo spirito della Costituzione», chiedono anche «un gesto di clemenza da parte dello Stato, per sfoltire le carceri dall’eccessivo numero di persone detenute e permettere di ripartire con nuova attenzione al trattamento e alla qualità delle condizioni umane nelle varie strutture italiane». Dai vescovi delle Diocesi lombarde anche l’impegno, «attraverso i nostri canali e le nostre comunità, a diffondere una cultura della legalità». Continue reading »

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Anche nella Casa circondariale di Cremona è stato vissuto il Giubileo delle persone detenute, che culminerà domenica 14 dicembre con la Messa presieduta da Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro. La celebrazione a Ca’ del Ferro è stata presieduta da mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema e delegato della Conferenza episcopale lombarda per la pastorale carceraria, nella mattinata di sabato 13 dicembre. Una ulteriore occasione per accendere una luce di speranza nel carcere cremonese in prossimità del Natale, quando proprio la mattina del 25 dicembre a celebrare l’Eucaristia insieme ai detenuti sarà il vescovo di Cremona Antonio Napolioni. Continue reading »

Claudio Gagliardini
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Unione europea sotto tiro. Cei: “Un cammino da proseguire”

L'America first di Donald Trump e i nazionalismi europei si scagliano contro l'integrazione comunitaria. Pesantissime le ingerenze per parte americana; di memoria corta le posizioni di molti leader e partiti nella stessa Europa. Posizioni ben diverse quelle contenute nel nuovo Codice di Camaldoli e nel capitolo dedicato all'Ue nella nota pastorale Cei “Educare a una pace disarmata e disarmante”

L’Unione europea “dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli Paesi, in modo che i governi possano rappresentare meglio i loro cittadini”: questa fine analisi politica si deve a Elon Musk. Sulla figura del noto imprenditore, ed ex politico, americano le valutazioni non mancano… Eppure, la tesi, espressa sul suo social X, per quanto bizzarra e inaccettabile trova in questi giorni convergenze in altre figure-chiave statunitensi: il Presidente Trump, il suo vice Vance, il segretario di Stato Rubio. I quali a più riprese hanno sostenuto posizioni simili a quelle di Musk, spingendosi, come nel caso di Trump, a intravvedere l’eclissi della civiltà europea. Continue reading »

Gianni Borsa (AgenSir)
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Il cammino sinodale continua nelle diocesi: ora tempo di discernimento e verifica

Dopo la ricezione del Documento di sintesi del cammino sinodale da parte dell’Assemblea generale della Cei, si apre una fase di discernimento. Una commissione di sei vescovi è al lavoro per valutare le proposte emerse. Nelle diocesi, ciascun vescovo potrà decidere come proseguire. Al centro restano evangelizzazione e missione nei nuovi contesti culturali

Dopo l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana ad Assisi, che ha recepito il documento di sintesi dei quattro anni del cammino sinodale, si apre una nuova fase di discernimento ecclesiale. Mons. Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, sintetizza i temi emersi. Continue reading »

Filippo Passantino (AgernSir)
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Cei: “L’Irc è una proposta libera e formativa”. La Nota pastorale rilancia il ruolo educativo della religione a scuola

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei pubblica una nuova Nota pastorale sull’Irc. Oltre l’80% degli alunni si avvale, aumentano gli insegnanti stabili. Il card. Zuppi parla di “cambiamento d’epoca”. Il documento sottolinea pluralismo religioso e alleanze educative tra scuola, famiglia e Chiesa come risposta alle sfide culturali e sociali

A quarant’anni dall’Intesa del 1985, la Cei propone una lettura aggiornata dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. La Nota pastorale approvata dalla 81ª Assemblea generale ad Assisi (17-20 novembre 2025) colloca l’Irc in un contesto attraversato da mutamenti rapidi: flussi migratori, pluralismo religioso, secolarizzazione crescente, intelligenza artificiale. “Non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca”, osserva il card. Matteo Zuppi nella presentazione, espressione che Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno reso emblematica per leggere il tempo presente. Il documento sottolinea che “l’Irc ha saputo aprirsi al confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che lo contraddistingue”, mantenendo attenzione alle radici culturali e religiose del Paese e riconoscendo allo stesso tempo il valore educativo della presenza di tradizioni differenti nelle classi.

L’Irc è presentato come percorso che aiuta gli alunni, anche quelli provenienti da altre fedi, “ad avere consapevolezza del patrimonio culturale e religioso del nostro Paese”.

Degno di nota il fatto che non solo studenti cattolici, ma anche giovani indifferenti o non credenti scelgano di avvalersene, segno della percezione di una proposta che si misura con le domande di senso presenti nelle nuove generazioni.

 

Dinamiche scolastiche e ruolo degli insegnanti

La Nota richiama la natura dell’Irc come “scelta di libertà”, confermata da una partecipazione che supera l’80% degli alunni a livello nazionale. “La scelta di avvalersene non è una dichiarazione di fede o di appartenenza alla Chiesa cattolica, ma una richiesta di formazione scolastica su temi religiosi”, chiarisce il documento, sottolineando la dimensione culturale e educativa di questo insegnamento. L’apprezzamento per l’Irc è legato anche al lavoro degli insegnanti di religione, in gran parte laici, uomini e donne, che entrano nella scuola con quello che il testo definisce “lo spirito del Concilio Vaticano II”, per animare dall’interno una realtà mondana ed essenzialmente laica. I concorsi del 2024 hanno consentito di avere “figure più stabili e radicate”, elemento che rafforza il ruolo educativo di una disciplina spesso riconosciuta “per il contributo umano e culturale all’insieme della comunità scolastica”.

La Nota non trascura gli elementi critici che ancora caratterizzano l’applicazione dell’Irc: collocazioni orarie non favorevoli, applicazione non uniforme della normativa specifica, possibilità per gli studenti più grandi di lasciare l’istituto durante l’ora di religione privandosi di un’occasione formativa.

Questi aspetti vengono tuttavia interpretati alla luce di un quadro complessivo nel quale “superiori alle criticità sono comunque i segnali di vitalità”, che emergono nei processi di integrazione con una scuola sempre più multietnica e plurale.

 

Prospettive e responsabilità condivise

La conclusione del documento richiama la responsabilità della Chiesa locale nell’accompagnare l’Irc, invitando a “riconoscere e rispettare la specificità istituzionale dell’Irc guardando con simpatia al lavoro quotidiano degli insegnanti”. Agli Idr viene ricordato che “devono sentirsi membri attivi della comunità cristiana”, richiamo che intende ribadire la natura ecclesiale della loro missione pur svolta all’interno dell’istituzione scolastica.

La Nota si concentra poi sull’urgenza di nuove “alleanze educative” tra famiglia, scuola e comunità ecclesiale, riconoscendo che solo attraverso un’efficace collaborazione di tutte le componenti sociali sarà possibile contrastare i persistenti fenomeni dell’abbandono e della dispersione scolastica.

Il proverbio africano citato nel testo – “per educare un bambino ci vuole un villaggio” – diventa chiave di lettura per interpretare il contesto attuale, segnato da fragilità sociali, disorientamento e frammentazione delle reti educative. L’Irc è descritto come luogo che può contribuire a dare continuità a una tradizione culturale condivisa, offrendo strumenti per leggere le trasformazioni del presente senza perdere la consapevolezza delle radici. “Gli Idr devono sapere che a scuola non sono mai soli ma hanno accanto tutta una comunità che con loro collabora”, sottolinea la Nota, indicando un investimento educativo che riguarda l’intera Chiesa. “A essere in gioco è la sussistenza di un patrimonio di valori spirituali, culturali ed educativi prezioso per il domani delle nuove generazioni e per il futuro del nostro Paese”, conclude il documento.

 

Il documento completo

Riccardo Benotti (AgenSir)
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