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Nelle celebrazioni di domenica 19 giugno, nelle parrocchie interessate, sono stati annunciati i nuovi incarichi di alcuni sacerdoti diocesani. Di seguito l’elenco dei presbiteri interessati, con il nuovo incarico e un breve profilo biografico. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Solidarietà al dottor Emiliani

La Diocesi di Cremona esprime tutta la propria solidarietà al dott.Paolo Emiliani, presidente del Movimento per la Vita di Cremona,fatto oggetto in questi giorni di scritte ingiuriose rivolte ad una persona che si è sempre distinta per la difesa della vita e il servizio dei più piccoli e indifesi. Il Vescovo gli ha espresso personalmente la propria vicinanza.

In un’epoca in cui, da tante fonti si invoca il rispetto per i diritti della persona umana, questo atto, insensato ed inutile, colpisce -nella persona del dott. Emiliani – quanti, al di là degli slogan gridati, hanno messo concretamente la propria professionalità e disponibilità a sostegno dei più penalizzati nella vita e di quanti  non hanno voce per difendersi.Continuiamo a credere, nonostante questi episodi, che la nostra città saprà continuare a crescere nella solidarietà, nell’impegno responsabile e nel confronto rispettoso delle diverse opinioni.

Ufficio delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona

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Anche la diocesi di Cremona firma l’appello per “sbloccare” le comunità energetiche

L’appello condiviso con oltre 80 realtà sul territorio nazionale si pone l’obiettivo di incentivare lo sviluppo delle CER, per cui si attendono ancora i provvedimenti attuativi

Anche la Diocesi di Cremona, insieme ad altre Diocesi lombarde e di tutta Italia, aderisce e sostiene l’appello – promosso e lanciato dal professor Leonardo Becchetti, co-fondatore di “Next – Nuova economia per tutti” – per un’accelerazione nell’attuazione della legge sulle comunità energetiche rinnovabili. Una proposta che si pone l’obiettivo di incentivare lo sviluppo di queste comunità, per cui, però, a distanza di sette mesi dall’entrata in vigore del relativo decreto legislativo (199/2021), approvato dal Parlamento italiano in recepimento della direttiva europea 2018/2001, mancano ancora i provvedimenti attuativi necessari per l’effettiva applicazione della norma. Continue reading »

TeleRadio Cremona Cittanova
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Settimana di ritiro per i vescovi lombardi a Montecastello

Gli esercizi spirituali dal 3 all'8 luglio sono stati predicati da mons. Marco Frisina

Il vescovo Antonio Napolioni, insieme agli altri vescovi lombardi, dal dal 3 all’8 luglio ha preso parte agli esercizi spirituali della Conferenza episcopale lombarda. Il ritiro ha avuto luogo a Tignale, sul lago di Garda, presso Montecastello, nell’eremo dedicato al cardinale Martini. Gli esercizi sono sono stati predicati da monsignor Marco Frisina, biblista romano e noto compositore.

Nella serata di giovedì 7 luglio, nella celebrazione dei Vesperi, il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada, che l’11 luglio sarà ricoverato all’Ospedale San Gerardo di Monza per sottoporsi al trapianto di midollo, ha desiderato ricevere l’Olio degli infermi: l’arcivescovo Delpini gli ha amministrato l’unzione dopo che tutti i vescovi gli hanno imposto le mani.

Gli esercizi spirituali si sono conclusi venerdì 8 luglio con una sessione di lavori della Conferenza episcopale lombarda.

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Da sinistra: Dasti, Napolioni, Bignardi, Allena, Bertoletti e Virgilio

 

Sono 72 gli enti sino a oggi coinvolti con il progetto Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) promosso dalla Diocesi di Cremona grazie alla costituzione, a fine dell’anno 2024, di 6 CER sul territorio diocesano in 27 comuni delle province di Cremona, Bergamo e Mantova. Realtà già operative e pronte a raccogliere l’adesione dei privati cittadini e delle piccole e medie imprese. A queste CER si aggiungerà presto una settima comunità per la città di Cremona, sul medesimo modello organizzativo delle altre già costituite.

L’avvio del progetto di costituzione della CER “Città di Cremona”, insieme a un bilancio del progetto diocesano in essere, è stato presentato nel pomeriggio di giovedì 29 maggio presso la Curia vescovile di Cremona alla presenza delle diverse realtà coinvolte: Parrocchie, Comuni, Enti del Terzo settore e Fondazioni.

All’evento ha preso parte anche il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, che ha sottolineato «lo stile di partecipazione ecclesiale ai movimenti di cambiamento sociale ispirati alla ricerca del bene comune, secondo il magistero sociale della Chiesa». «La sfida ambientale e quella di una economia di solidarietà, la cura dei processi democratici e partecipativi – ha sottolineato il vescovo – sono questioni che non possono vederci distratti o disimpegnati, né ideologicamente divisi, perché è in gioco il futuro dell’umanità nella sua casa comune. Cremona può così ulteriormente onorare la sua tradizione di città a dimensione umana, ricca di esperienze solidali che alimentano la speranza». Monsignor Napolioni ha voluto giocare anche sul nome delle CER auspicando un’energia che possa rinnovare le comunità.

 

Il progetto della Diocesi di Cremona

Il progetto promosso dalla Diocesi di Cremona prevede la costituzione delle CER in ogni territorio comunale o sovra comunale (purché sottesi alla medesima cabina elettrica primaria) al fine di contribuire al raggiungimento dei target europei in termini di lotta ai cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, cercare di ridurre la “povertà energetica” di soggetti (singoli e/o famiglie) in condizione di povertà e vulnerabilità, sviluppando una rinnovata coesione sociale nelle comunità locali.

Il progetto prevede che i soggetti promotori e i soci fondatori delle CER siano esclusivamente gli enti che rappresentano interessi collettivi e generali di una comunità o di un territorio, quali le Parrocchie, i Comuni e gli Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS o all’Anagrafe delle Onlus storicamente presenti sul territorio comunale e dei comuni limitrofi, per poi aprirsi alla libera e volontaria adesione di tutti i soggetti, pubblici e privati, previsti dal D.Lgs. 199/2021, ossia privati cittadini e piccole e medie imprese.

A illustrare i dettagli del progetto sono stati Eugenio Bignardi, incaricato dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, quale referente del progetto, e l’ingegner Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto CER diocesano.

«Risale all’ottobre 2021 la “data di nascita” del progetto della Diocesi – ricorda Eugenio Bignardi, incaricato per la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Cremona – dopo la Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto, dove le Diocesi italiane, sollecitate dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, si erano confrontate sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro”. Raccogliendo quelle sollecitazioni, la Diocesi di Cremona decise di promuovere e avviare il processo di costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, che da subito ha riscosso un forte interesse: la possibilità di essere protagonisti nel processo di transizione energetica coinvolge le famiglie, ma anche le imprese che, oltre all’interesse economico, sono sensibili ai temi della sostenibilità e allo sviluppo sociale del proprio territorio».

«Il progetto – evidenzia l’ing. Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto CER della Diocesi di Cremona – si propone di connotare la CER principalmente per i benefici di carattere sociale e ambientale che la stessa Comunità dovrà assicurare a favore dei membri della stessa o dei territori in cui opera, con particolare riguardo all’abbattimento della povertà energetica delle fasce sociali più deboli e fragili, e alla riqualificazione urbana in termini di sostenibilità ambientale. Tale connotazione trova riscontro nel Regolamento della CER in grado di destinare il 30% delle risorse disponibili, derivanti dagli incentivi riconosciuti dal GSE sull’energia condivisa, a favore di iniziative con finalità sociali o ambientali promossi dal Comune o da altri Enti non profit».

«Il progetto – aggiunge Dasti – prevede che ogni CER sia costituita come “Fondazione di partecipazione” iscritta al RUNTS del Terzo settore, forma giuridica che ben si presta alle specifiche esigenze della CER, che si connota come ente che contribuisce a sostenere i progetti con finalità sociali e che vede la presenza, come soci fondatori, del Pubblico e del privato non profit. La Fondazione di partecipazione ETS è un soggetto giuridico autonomo caratterizzato per legge dall’autonomia patrimoniale perfetta, in quanto risponde esclusivamente con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi».

 

 

Il sito e le manifestazioni di interesse

La presentazione pubblica del 29 maggio è stata l’occasione per presentare ufficialmente il sito internet www.cersolidaliets.it dedicato al progetto CER della Diocesi di Cremona.

Attraverso il sito web è possibile approfondire il tema delle comunità energetiche scoprendo nei dettagli l’inquadramento giuridico e il funzionamento delle Fondazioni, le aree di copertura, i benefici fiscali e sociali dell’iniziativa.

Dal sito internet è anche possibile manifestare il proprio interesse per entrare a far parte delle CER attive sul territorio diocesano e usufruire dei suoi benefici.

A fine maggio, attraverso il sito internet dedicato, hanno manifestato l’interesse di aderire alle CER 176 utenti, di cui 56 hanno già completato la richiesta di adesione. La manifestazione di interesse riguarda 92 impianti fotovoltaici, di cui 21 entrati da poco in esercizio, per una potenza complessiva di 7.405 KW.

È iniziata anche la campagna di informazione e di promozione presso le aziende del territorio finalizzata all’adesione delle stesse alle CER.

Il recente decreto ministeriale che estende la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto del PNRR favorirà l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici e l’adesione delle aziende alle CER.

 

La povertà energetica sul territorio

L’Italia è tra i Paesi europei in cui le famiglie hanno più difficoltà a pagare le bollette di luce e gas: il 14,6% delle famiglie non riesce a mantenere la propria casa riscaldata in modo adeguato (dati 2018).

Una famiglia è considerata in povertà energetica quando il pagamento delle bollette per la fornitura di energia elettrica mette in difficoltà finanziarie il nucleo. Il basso reddito familiare, le inadeguate condizioni abitative e i prezzi elevati dell’energia concorrono ad aumentare il rischio di “povertà energetica”.

Secondo un’indagine presentata in Regione a fine 2023 dalla Missione valutativa promossa dal Comitato paritetico di controllo e valutazione, la povertà energetica in Lombardia nel 2021 ha colpito circa 230mila nuclei familiari, pari al 5,1% delle famiglie lombarde. Ma la situazione risulta ben più grave per le famiglie con una spesa equivalente mensile inferiore a 1.015 euro (o a 1.350 euro di una coppia con un figlio), visto che le situazioni di fragilità dovute a povertà energetica salgono addirittura al 49%.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili possono essere un modo concreto per contrastare la povertà energetica: da un lato sensibilizzando i consumatori e consentendo di monitorare e ottimizzare i consumi energetici individuali, anche attraverso un aiuto per la sostituzione di apparecchiature “energivore”; dall’altro destinando una parte dei contributi incentivanti alle famiglie in difficoltà.

Nel 2024 Caritas Cremonese, attraverso il Centro d’ascolto diocesano, ha aiutato 699 persone singole o nuclei famigliari nel pagamento di bollette luce e gas per un totale di circa 68mila euro. A tale cifra deve essere aggiunta quella dei sostegni forniti a livello locale da Parrocchie, anche attraverso i propri sportelli Caritas e San Vincenzo.

 

Il progetto “CER città di Cremona”

Forte della promozione delle CER sul territorio diocesano, che ha riscosso un forte consenso tra la Pubblica amministrazione, Enti ecclesiastici e del Terzo settore, oltre che nella cittadinanza, la Diocesi di Cremona ha deciso di avviare il processo di costituzione di una ulteriore CER, secondo il medesimo modello organizzativo, anche per la città di Cremona grazie al coinvolgimento come socio fondatore del Comune di Cremona, di alcune Parrocchie della città unitamente al Seminario, di enti del Terzo settore e delle Università con sede in città.

«Condividere il percorso di costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile, come quella proposta dalla Diocesi di Cremona, è per la nostra Amministrazione comunale una scelta etica – sottolinea il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio –. Aderire formalmente a una CER significa promuovere un modello innovativo di sostenibilità energetica che consente ai soggetti coinvolti (cittadini, imprese, enti del terzo settore) di beneficiare di risparmi sui consumi grazie agli incentivi previsti, contribuendo così alla riduzione dei costi energetici». Ma i benefici vanno ben oltre l’aspetto economico. «La produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili – aggiunge il primo cittadino – ci permettono di ridurre l’impiego di combustibili fossili e, di conseguenza, le emissioni di gas serra, contribuendo concretamente alla lotta contro la crisi climatica. La Comunità Energetica Rinnovabile è anche un potente strumento di coesione sociale: favorisce forme di solidarietà energetica che si traducono in nuove risorse a sostegno delle famiglie in difficoltà e delle realtà associative del nostro territorio». «Per queste ragioni – conclude il sindaco di Cremona – proporrò al Consiglio comunale di deliberare l’adesione ufficiale del Comune di Cremona a questo percorso virtuoso. Da qui prenderà avvio una campagna informativa rivolta a tutta la cittadinanza, alle imprese e agli enti del Terzo settore per illustrare le opportunità concrete offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili: abbattere i costi, rafforzare la rete sociale e costruire insieme un modello di gestione dell’energia più equo, partecipato e sostenibile».

«L’alleanza tra le Comunità Energetiche Rinnovabili e il Terzo settore – afferma Donata Bertoletti, referente per il territorio del Cremonese del Forum provinciale del Terzo settore – può contribuire a dare un nuovo volto al nostro territorio. È nostra convinzione che la transizione ecologica non sia più un’opzione, ma una necessità. Le CER sono una risposta concreta: permettono a cittadini, enti e imprese di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile in modo collettivo, abbattendo i costi, riducendo le emissioni e promuovendo autonomia energetica. Il Terzo settore può essere un alleato importante: composto da associazioni, cooperative, fondazioni, enti religiosi e volontariato, ha un legame profondo con il territorio, conosce le fragilità sociali, parla ogni giorno con chi rischia di restare indietro. A Cremona questo mondo è attivo, vivo e presente. E può giocare un ruolo chiave».

Tra i partner che, sin dall’inizio, hanno sostenuto il progetto CER della Diocesi di Cremona c’è l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

«La Facoltà di Economia e Giurisprudenza e l’Università Cattolica del Sacro Cuore – commenta il preside di Facoltà, prof. Marco Allena – sono liete e onorate di essere parte del Progetto CER della Diocesi di Cremona, nel quale siamo stati in prima linea sin dall’avvio nel 2022. Nel frattempo, lo scorso anno, l’Università Cattolica ha inaugurato la prima Comunità Energetica di promanazione universitaria in Italia, nel nostro campus di Piacenza, alimentata tra l’altro da un innovativo parco agrivoltaico». «Le competenze legali, fiscali, manageriali – sottolinea il preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza del campus Santa Monica di Cremona – sono indispensabili per l’avvio delle CER, e la mia Facoltà mette a disposizione del Gruppo di lavoro della Diocesi di Cremona il proprio bagaglio di conoscenze e di esperienze, maturate sia a livello scientifico sia dal punto di vista pratico e applicativo. Per noi, infatti, si tratta del naturale completamento di studi che stiamo portando avanti da tempo, anche in generale sul tema della sostenibilità. Le ricadute sul territorio possono essere eccezionali da ogni punto di vista e, per quanto ci riguarda, il prossimo passo sarà il coinvolgimento del maggior numero possibile di soggetti che possano afferire alla CER, in primis il carcere di Cremona».

La costituzione della CER “Città di Cremona” è prevista entro l’autunno prossimo.

Grazie al lavoro svolto in questi ultimi anni dal Gruppo di lavoro diocesano che ha promosso le CER, il nuovo progetto potrà beneficiare del supporto, sul piano tecnico, legale e amministrativo ormai maturato sul campo dalle prime sei Comunità Energetiche Rinnovabili. Ciò consentirà di accelerare i tempi del processo e la condivisione del progetto stesso tra gli enti promotori.

 

Le prime 6 CER in diocesi di Cremona

Negli ultimi mesi del 2024 sono state formalmente costituite sul territorio diocesano 6 CER, tra loro coordinate in rete dalla Diocesi di Cremona. In totale vedono il coinvolgimento di 72 Enti (di cui 27 Comuni, 27 Parrocchie e 18 Enti del Terzo settore/Fondazioni) con un bacino di utenza di 170mila abitanti.

I rappresentati delle 6 CER già costituite con Dasti e Bignardi

 

Nel corso dell’incontro Claudio Mariotti, della Fondazione CER Postumia, ha brevemente presentato, a partire dalla propria realtà, l’esperienza concreta di una CER.

Di seguito l’elenco delle prime 6 CER costituite in diocesi:

  • “Fondazione CER Fonte” con sede a Caravaggio costituita da 8 enti sottesi alla medesima cabina primaria: i Comuni di Caravaggio (Bg) e Fornovo San Giovanni (Bg), le Parrocchie di Caravaggio (Bg), Masano (Bg), Fornovo San Giovanni (Bg) e Vailate (Cr), la Fondazione “Don Pidrì e Don Pierino” in Caravaggio e la Fondazione Asilo infantile “Don Arturo Bietti” in Fornovo San Giovanni
  • “Fondazione CER Soresina – San Bassano” con sede a Soresina costituita da 6 enti sottesi alla medesima cabina primaria: i Comuni e le Parrocchie di Soresina (Cr) e San Bassano (Cr) con le Fondazioni “Benefattori Soresinesi onlus” di Soresina e ”Istituto Carlo Vismara – Giovanni De Petri onlus” di San Bassano
  • “Fondazione CER Solidale Elettra” con sede a Castelverde costituita da 13 enti sottesi a due cabine primarie: i Comuni di Castelverde (Cr), Casalbuttano ed Uniti (Cr), Olmeneta (Cr), Paderno Ponchielli (Cr), Corte de’ Frati (Cr), Persico Dosimo (Cr) e Pozzaglio ed Uniti (Cr), le Parrocchie di Castelverde, Casalbuttano, Paderno Ponchielli e Corte de’ Frati, la Fondazione “Opera Pia SS Redentore” di Castelverde e la Cooperativa Nazareth di Persico Dosimo
  • “Fondazione CER Postumia” con sede a Sospiro costituita da 15 enti sottesi a due cabine primarie: i Comuni di Sospiro (Cr), Vescovato (Cr), Pieve San Giacomo (Cr), Bonemerse (Cr), Malagnino (Cr) e Grontardo (Cr), le Parrocchie di Sospiro, Vescovato, Pescarolo, Pieve San Giacomo e Malagnino, le Fondazioni “Istituto Ospedaliero” di Sospiro, “Esilda e Francesco Soldi” di Vescovato e “Elisabetta Germani” di Cingia de’ Botti con Cosper Impresa Sociale di Pieve San Giacomo
  • “Fondazione CER T.O.P. Energie” con sede a Gussola costituita da 14 enti sottesi a due cabine primarie: i Comuni di Gussola (Cr), Piadena Drizzona (Cr), San Giovanni in Croce (Cr), Scandolara Ravara (Cr), Martignana Po (Cr) e Rivarolo Mantovano (Mn), le Parrocchie di Gussola, Piadena, San Giovanni in Croce, Scandolara Ravara e Rivarolo Mantovano, l’Associazione Amici di Emmaus di Torre de’ Picenardi (Cr), l’Ospedale Aragona di San Giovanni in Croce e la Fondazione Tosi Cippelletti di Rivarolo Mantovano
  • “Fondazione CER Casalasco–Viadanese” con sede a Viadana costituita da 16 enti sottesi a tre cabine primarie: i Comuni di Viadana (Mn), Casalmaggiore (Cr), Commessaggio (Mn) e Pomponesco (Mn), le Parrocchie di Santa Maria Assunta in Castello di Viadana, San Pietro Apostolo di Viadana, Cicognara (Viadana – Mn), Santo Stefano in Casalmaggiore, San Leonardo in Casalmaggiore, Commessaggio e Pomponesco, le Fondazioni “Grassi” di Viadana, “Carlo Busi” di Casalmaggiore e “Mazzucchini” di Pomponesco con la Cooperativa Palm Work & Project di Viadana e la scuola per l’infanzia Sant’Albino di Commessaggio
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Il 16 luglio a Sant’Imerio la Messa per la Beata Vergine del Carmelo

Dal 7 luglio la novena di preghiera animata dalla Fraternità del Movimento Carmelitano dello Scapolare

Nella chiesa parrocchiale di S. Imerio, a Cremona sabato 16 luglio, festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e giorno della consacrazione della chiesa, avvenuta il 16 luglio 1612 insieme all’annesso convento dei Carmelitani Scalzi, alle 18.30 sarà celebrata la Messa solenne. A presiedere l’Eucaristia quest’anno sarà don Stefano Zoppi, originario proprio della parrocchia di S. Imerio che festeggia il 25° della sua ordinazione sacerdotale. La celebrazione sarà preceduta, alle 17, dall’Ora mariana.

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“Caritas Channel”, l’equipe della Zona pastorale 5 apre il proprio canale Youtube

Già cinque i video caricati, tutti pensati per affrontare tematiche differenti: dalla solidarietà alla cura del creato

L’equipe Caritas della Zona 5 ha aperto un proprio canale YouTube – “Caritas Channel – Zona Pastorale 5 – Diocesi di Cr” – nel tentativo di proporre percorsi formativi dedicati agli operatori pastorali delle Caritas Parrocchiali, un modo per tenere in contatto tutti gli “attori” che partecipano attivamente alla rete della carità zonale e diocesana. Continue reading »

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Casa San Facio, a Cremona una casa per gli universitari

Da 50 anni Caritas Cremonese cerca di rispondere ai bisogni della città e della diocesi. Una vocazione del prendersi cura integrale della persona perseguita sperimentando anche modalità innovative, come nell’ultimo progetto di housing sociale che ha coinvolto, a Cremona, due stabili di via Martiri di Sclemo. Uno di questo interamente pensato per l’accoglienza di giovani universitari: Casa San Facio. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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CEI, la Chiesa Italiana in cammino verso il futuro

Il comunicato conclusivo della sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente della Cei

In un clima di fraterna condivisione ha caratterizzato la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta il 5 luglio, in videoconferenza, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi,
Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI. Nel corso dei lavori, i Vescovi hanno ribadito la necessità di operare per una Chiesa che sappia farsi prossima e sia capace di mettersi in ascolto oltre che di dialogare con franchezza con i mondi della politica, della società e della cultura.
I Vescovi hanno quindi espresso il loro dolore per la tragedia della Marmolada e vicinanza ai missionari che, come testimonia il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, spendono la loro vita per il Vangelo e i poveri in ogni angolo del mondo. Hanno poi puntato l’attenzione sullo “ius culturae” quale fondamentale strumento di inclusione e rinnovato l’appello affinché si ponga fine alla guerra in Ucraina.
Ampio spazio è stato riservato al confronto sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, con l’approvazione del testo, integrato dai vari contributi emersi, che apre alcune prospettive per il secondo anno di ascolto della “fase narrativa”. Il Consiglio ha poi approvato i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto e le integrazioni richieste dalla 76ª Assemblea Generale della CEI alla Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Al termine dei lavori il Cardinale Presidente ha dato lettura della comunicazione con cui Papa Francesco ha nominato Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Una Chiesa che si fa prossima
Il Consiglio Episcopale Permanente ha espresso partecipazione al dolore di quanti sono stati colpiti dal crollo sul ghiacciaio della Marmolada e ha assicurato preghiere di suffragio per le vittime, affidandole all’abbraccio misericordioso del Padre. Insieme alla solidarietà e alla vicinanza, i Vescovi hanno lanciato un appello perché tutti facciano la propria parte per proteggere la Casa comune, perseguendo uno sviluppo sostenibile e integrale.
Forte solidarietà è stata manifestata anche alle missionarie e ai missionari che, in tutto il mondo, spendono la vita per il Vangelo e a servizio degli ultimi. I membri del Consiglio Permanente si sono uniti alle parole del Cardinale Presidente che, nel suo indirizzo di saluto, ha ricordato il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld uccisa il 25 giugno a Port-au-Prince, ad Haiti, e hanno ringraziato quanti operano in contesti difficili, spesso di guerra, mostrando il volto di una Chiesa materna e misericordiosa. La loro testimonianza – è stato evidenziato – incoraggia la Chiesa a vivere in pienezza la sua dimensione missionaria, con il coinvolgimento dell’intera comunità. In dialogo con tutti, per il bene delle persone. Nel tracciato del Cammino sinodale, infatti, le Chiese in Italia sono chiamate a mettersi in ascolto delle istanze del territorio, ma anche ad affinare i dispositivi culturali per relazionarsi con il mondo politico e sociale così da diventare sempre di più luogo di dialogo e comprensione. Lo sguardo evangelico deve abbracciare anche la cultura, illuminando tutti gli ambiti che riguardano la persona, dal concepimento al fine vita, dall’accoglienza alla dignità del vivere. Si colloca in quest’orizzonte la
riflessione sullo ius scholae e sulla cittadinanza che – è stato ribadito – costituisce uno strumento di inclusione dei migranti ed è un “tema di cultura”. Nella consapevolezza che, come ha ribadito il
Cardinale Zuppi, il fenomeno migratorio richiede un approccio umanitario e di sistema, è stato ricordato che quello della cittadinanza è un argomento al centro dell’attenzione della Chiesa in Italia, fin dal Convegno Ecclesiale di Verona del 2006.
I Vescovi non hanno mancato poi di rivolgere il loro pensiero alla situazione internazionale, in particolare alla guerra in corso. Il Vice Presidente della CEI, Mons. Francesco Savino, ha condiviso con i Confratelli quanto vissuto in Ucraina, dove si è recato nei giorni scorsi con la Carovana della pace organizzata da #Stopthewarnow. È stato unanimemente rinnovato l’auspicio che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace.
Inoltre, è stata sottolineata la necessità di una verifica delle strutture della CEI in vista di un migliore funzionamento e di una maggiore partecipazione di tutti gli Organismi.

I “cantieri” del Cammino sinodale
Il Consiglio Permanente si è poi soffermato ampiamente sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, esaminando la bozza del documento per il prosieguo della “fase narrativa” (2022-2023). Il testo, al centro del confronto, raccoglie i frutti del primo anno di ascolto, integrato con le riflessioni e le proposte emerse durante l’incontro nazionale dei referenti diocesani, riuniti a Roma dal 13 al 15 maggio, con la partecipazione dei Vescovi rappresentanti delle Conferenze Episcopali Regionali e, successivamente, durante la 76ª Assemblea Generale della CEI (Roma, 23-27 maggio), alla quale hanno preso parte, nelle giornate del 24 e 25 maggio, 32 referenti diocesani, cioè due per ogni Regione ecclesiastica. Le priorità riguardano: la crescita nello stile sinodale e nella cura delle relazioni, l’ascolto dei “mondi” meno coinvolti nel primo anno, la promozione della corresponsabilità di tutti i battezzati, lo snellimento delle strutture per un annuncio più efficace del Vangelo. Per continuare l’ascolto vengono suggeriti tre “cantieri sinodali”, ossia laboratori aperti, da adattare liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nel proprio territorio.
Ogni Diocesi potrà aggiungerne un quarto valorizzando una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco. Gli interventi dei Vescovi, insieme
ad altri contributi scritti giunti dalle Conferenze Episcopali Regionali con il coinvolgimento dei referenti diocesani, hanno permesso di precisare metodi e contenuti. In particolare, è stato chiesto di considerare che gli ulteriori passi del Cammino sinodale si svolgeranno nel triennio di preparazione al Giubileo del 2025, che sarà un’opportunità per “riscoprire” le Costituzioni del Concilio Vaticano II. Il testo, che è stato approvato con le integrazioni segnalate, verrà diffuso nei prossimi giorni.
Il Gruppo di coordinamento nazionale, al quale il Consiglio Permanente ha rivolto un particolare ringraziamento per quanto fatto finora e per il futuro, è chiamato a offrire per l’inizio di settembre un piccolo sussidio metodologico in cui presentare la proposta dei “cantieri sinodali” e della loro restituzione alla fine del secondo anno della “fase narrativa”; nelle prossime settimane verranno raccolte, dalle singole diocesi, alcune esperienze di “buone pratiche” da mettere a disposizione di tutte le Chiese locali, per disporre di idee collaudate, utili per allargare la consultazione al maggior numero possibile di persone e di ambienti.

Varie
Il Consiglio Permanente ha accolto le integrazioni richieste dalla 76ª Assemblea Generale della CEI alla Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Il testo, già approvato “ad experimentum” per il prossimo triennio dall’Assemblea Generale, recepisce gli interventi di Papa Francesco per orientare la prassi concreta sui ministeri istituiti, sia del Lettore e dell’Accolito (per i quali si attende la revisione dei riti di istituzione da parte della Congregazione per il Culto Divino), sia del Catechista. Con la Nota, la CEI intende inserire il tema dei ministeri istituiti all’interno del Cammino sinodale, luogo ideale di verifica anche sulla loro effettiva ricaduta nella prassi ecclesiale. Il Consiglio, su mandato dell’Assemblea Generale, avrà il compito di determinare le modalità di verifica della Nota e di approfondimento del tema della ministerialità. I Vescovi hanno infine approvato, per un anno, i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto. Il rincaro dei costi di materiali e prestazioni edili, dovuto alla pandemia e alla guerra in Ucraina, ha reso inadeguati quelli finora utilizzati e, pertanto, si è reso necessario un adeguamento delle tabelle secondo l’aumento indicato dall’ISTAT.

Nomina del nuovo Segretario Generale
Al termine dei lavori il Cardinale Presidente ha dato lettura al Consiglio Permanente della comunicazione con cui Papa Francesco ha nominato Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della CEI.
“Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, ha detto il Cardinale Zuppi, aggiungendo: “Rinnoviamo il nostro ringraziamento a Mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. Mi piace leggere questa nomina come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese. A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”.
“Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, ha dichiarato Mons. Baturi: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia”.

 

L’arcivescovo Baturi è il nuovo segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana

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Sinodo. “I cantieri di Betania” è il tema proposto dalla CEI per il secondo anno di ascolto

Si intitola “I cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile a questo link . Questo documento spiega il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, nell’introduzione “è frutto della sinodalità” e “nasce dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi nel primo anno di ascolto (la fase narrativa), strumento di riferimento per il prosieguo del Cammino che intende coinvolgere anche coloro che ne sono finora restati ai margini”. Secondo il Cardinale Presidente, “è tanto necessario ascoltare per capire, perché tanti non si sentono ascoltati da noi; per non parlare sopra; per farci toccare il cuore; per comprendere le urgenze; per sentire le sofferenze; per farci ferire dalle attese; sempre solo per annunciare il Signore Gesù, in quella conversione pastorale e missionaria che ci è chiesta”. Si tratta, dunque, di “una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù”.

Il testo che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania presenta tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco. Il documento viene diffuso all’inizio dell’estate, “perché così abbiamo modo di impostare il cammino del prossimo anno”.

“Lo sappiamo: a volte sarà faticoso, altre coinvolgente, altre ancora gravato dalla diffidenza che ‘tanto poi non cambia niente’, ma siamo certi conclude il Card. Zuppi che lo Spirito trasformerà la nostra povera vita e le nostre comunità e le renderà capaci di uscire, come a Pentecoste, e di parlare pieni del suo amore”.
In vista della realizzazione dei cantieri, durante l’estate, attraverso il sito dedicato (
https://camminosinodale.chiesacattolica.it/), verranno messe a disposizione esperienze e buone pratiche come doni reciproci tra le Chiese locali.

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