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Monsignor Cesare Burgazzi con l’atto di nomina papale. Accanto a lui, da destra, S. Ecc. Mons. Edgar Peña Parra e mons. Luigi Roberto Cona, rispettivamente Sostituto e Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede

Papa Francesco ha nominato il cremonese mons. Cesare Burgazzi Protonotario Apostolico di Numero Partecipante

È il Bollettino della Sala Stampa Vaticana del 12 settembre 2022 a dare la notizia della nomina papale per il sacerdote cremonese,  Capo Ufficio nella Segreteria di Stato.

Il Collegio dei Protonotari Apostolici di numero partecipanti è un’antica istituzione formata da prelati della Curia Romana con funzioni di notai papali.

La categoria dei Protonotari apostolici numerari è stata confermata, dopo vari passaggi storici, da Papa Paolo VI con la Lettera Apostolica Pontificalis Domus del 28 marzo 1968; secondo tale Lettera i Protonotari fanno parte della Famiglia Pontificia.

Nato a Cremona nel 1958, originario della parrocchia di San Clemente e Imerio, mons. Burgazzi è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Cremona il 19 giugno 1982 dal vescovo Fiorino Tagliaferri. Dopo gli anni da vicario nella parrocchia di Bonemerse (1982-1984) e di vicario coadiutore nella parrocchia di San Pietro al Po in Cremona (1984–1992) nel 1992, all’indomani della visita a Cremona di Papa Giovanni Paolo II, è stato chiamato a svolgere il suo servizio presso la Segreteria di Stato della Santa Sede dove dal 2011 ricopre l’incarico di Capo Ufficio della Prima Sezione Affari Generali. Dal 2015 è Canonico del Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano.

 

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Le voci dei giovani cremonesi volontari al Meeting: «Per noi un’esperienza di incontro»

Si è concluso da pochi giorni alla Fiera di Rimini il 43° Meeting per l’Amicizia tra i Popoli. Il titolo dell’edizione 2022 “Una Passione per l’uomo” riprende un intervento di don Luigi Giussani del 1985: «Il cristianesimo non è nato per fondare una religione, è nato come passione per l’uomo». Ed è proprio questa l’esperienza testimoniata da alcuni ragazzi cremonesi che hanno partecipato all’evento come volontari.

Ciò che ha colpito Gaia, cremonese universitaria, è stato lo stupore negli occhi delle persone, durante una serata di canti. Seduta alle “Piscine Est” della Fiera in una pausa dal suo lavoro come hostess, racconta: «Ieri, alla serata di canti che abbiamo organizzato, c’era tantissima vita – e aggiunge sorridendo – però, non per merito mio». Un “surplus” di vita, non del tutto spiegabile come esclusivo prodotto della buona volontà di chi si è messo all’opera: contagio di vita e unità che i tanti giovani che hanno offerto il loro impegno hanno riconosciuto come un dono di cui essere grati. Basta pensare ai dialoghi nati tra ospiti o visitatori di nazionalità, fede, convinzioni o schieramenti politici diversi. In questi cinque giorni, ci si è allenati a riconoscere nell’altro una risorsa buona per la propria vita. Anche nella semplicità di un incontro fortuito o nel più umile dei “servizi”, al Meeting «ogni secondo è occasione per un incontro»: lo afferma Paolo, giovane cremonese che indossa una maglia viola per contraddistinguere il suo compito di parcheggiatore.

Mostre, convegni, spettacoli: qualsiasi proposta del Meeting intercetta il “desiderio di felicità, di bene, di verità e di giustizia che abita nel cuore di ognuno”. È la mission dell’evento, come viene esplicitato nel sito ufficiale della Fondazione.

Ciò non significa che il lavoro sia privo di difficoltà: «Se l’anno scorso il Meeting è stato per me una rinascita, quest’anno mi sono stati messi davanti i miei limiti» afferma Chiara, anche lei di Cremona, vestita con la t-shirt gialla del settore ristorazione. Aggiunge sorridendo: «Eppure, c’è qualcuno che mi vuole così».  Si può arrivare dopo un anno faticoso e si può arrivare carichi del proprio limite, sicuri che ci sarà qualcuno pronto ad accoglierti, «anche persone con cui non hai mai parlato» dice Chiara.

Dunque, un luogo di incontro, accoglienza e soprattutto gratuità, come testimoniano i ragazzi di Cremona lì presenti. Nei cinque giorni del Meeting, tra mostre, convegni e spettacoli, tutti, compresi i nostri ragazzi, hanno potuto riconoscere quella “passione per l’uomo” con forza richiamata dal fondatore del movimento di Comunione e Liberazione don Luigi Giussani. Come riporta il sito della Fondazione, il Meeting di Rimini, andando a scomodare tanti ambiti della cultura, vuole essere “il luogo fisico in cui sperimentare come l’esperienza della fede cristiana vissuta sia capace di incontrare e valorizzare ogni tentativo umano che collabora positivamente al destino di ogni uomo”.

Matilde Gilardi
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Giovedì il pellegrinaggio in Terra Santa, in viaggio alle radici della fede per essere costruttori di unità

Giovedì 25 agosto la partenza del viaggio organizzato dall'Ufficio Pellegrinaggi con Profilotours e Brevivet

Parte giovedì 25 agosto un gruppo composto da una trentina di pellegrini della Diocesi per la Terra Santa. Questo pellegrinaggio, organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale del Turismo con il supporto indispensabile di Profilotours e Brevivet, segna un momento importante per la ripresa delle iniziative, dopo la sosta forzata di questi anni. «Da Nazaret al lago di Galilea, da Betlemme a Gerusalemme – spiega don Roberto Rota, responsabile dell’Ufficio – ritorniamo, ancora una volta, sui passi del Signore». Continue reading »

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Card. Zuppi: “senza passione per l’uomo domina l’algoritmo”

Il Presidente della CEI protagonista del Meeting di CL a Rimini

È nell’incontro con l’altro e nella passione per l’uomo che si rafforza la nostra identità. Ne è convinto il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, che oggi pomeriggio, al Meeting di Rimini, ha dialogato con Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia dei popoli. “Anche la nostra sofferenza – ha sottolineato Zuppi – trova risposta nell’incontro con l’altro. La passione per l’altro ci fa capire chi siamo”. L’individualismo al contrario invece di renderci più forti, “ci rende deboli, e ci riempie di paure: che sono sempre di più e nascono da un ‘io’ isolato. L’individualismo – ha poi sottolineato – diventa anche nazionalismo: un grande io che difende tanti io isolati”. “Il male ci isola” è stato il monito lanciato dal cardinale dal palco del Meeting che ha voluto ricordare il dramma di Civitanova Marche che ha portato all’uccisione, il 29 luglio, del venditore ambulante nigeriano, Alika Ogorchukwu: “Se quello lì fosse stato tuo padre, tuo fratello – ha detto il cardinale rivolgendosi direttamente al pubblico presente – gli saresti saltato addosso. C’è stata polemica su quello che si poteva fare, sul ‘non si è fatto niente’: non so, forse c’è stata la paura che ha bloccato le persone ma tirare fuori il telefonino no: questo fa parte della vita pornografica, priva di compassione. È sempre una questione di compassione. Siamo fatti per volere bene: se non c’è questo, la vita è un’altra cosa, si vive per se stessi”. Questione di passione, appunto: se viene meno, ha aggiunto Zuppi, “l’algoritmo è più forte, lo strumento ci fa diventare oggetto. Gli algoritmi non sono mai ininfluenti sulla nostra vita. Ci sono tanti algoritmi a cui a volte ci affidiamo e che determinano, spesso, il corso degli eventi”. Se c’è il deserto spirituale è proprio perché c’è bisogno di acqua. Perché don Giussani era interessato a Pasolini? Perché Pasolini cercava l’uomo. La libertà della passione è quella di poter raggiungere le domande vere, con libertà e anche la passione per l’uomo. C’è bisogno di acqua: l’acqua della passione che dobbiamo cercare insieme”.

AgenSir
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Don Giansante Fusar Imperatore è il nuovo vicario zonale per la Zona I

Il parroco di Caravaggio assume l'incarico ricoperto dal 2017 da don Marco Leggio

Monsignor Giansante Fusar Imperatore, parroco della parrocchia “Santi Fermo e Rustico martiri” di Caravaggio, è il nuovo vicario zonale per la Zona Pastorale I, che include le venticinque parrocchie dell’area bergamasca della diocesi di Cremona. Con l’incarico affidatogli dal vescovo Antonio Napolioni e già operativo, don Fusar Imperatore ricopre ora l’incarico di coordinamento pastorale della Zona 1 che dal 2017 era affidato a don Marco Leggio, parroco di Agnadello.

 

Biografia del nuovo vicario zonale

Mons. Giansante Fusar Imperatore, nato a Romanengo nel 1956, è stato ordinato il 21 giugno 1980. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Viadana. Dal 1984 al 1990 è stato vicerettore del Seminario vescovile; dal 1990 al 2002 segretario vescovile. Nel 2002 è stato nominato parroco di Bozzolo e dal 2008 era parroco della parrocchia “Santa Maria Immacolata e San Zeno” in Cassano d’Adda. Dal settembre 2021è parroco della parrocchia “Santi Fermo e Rustico martiri” in Caravaggio. 

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“La Chiesa di Betania”: in distribuzione i percorsi pastorali 2022/23

Disponibili i libretti con le indicazioni e gli appuntamenti del nuovo anno pastorale con il messaggio introduttivo del Vescovo Napolioni

Sono in distribuzione alle parrocchie proprio in queste settimane i fascicoli dei Percorsi pastorali 2022/23, lo strumento che come ogni estate, contiene le indicazioni, gli appuntamenti e i temi che accompagneranno al vita e l’attività della Chiesa cremonese per l’anno pastorale che inizierà con il pellegrinaggio diocesano al Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio il prossimo 18 settembre.

Il titolo del volume richiama il brano evangelico della visita di Gesù alla casa di Marta e Maria (Luca, 10,38-42)  scelto come traccia di riflessione per la proposta pastorale di quest’anno: “La Chiesa di Betania. L’ascolto che rigenera il servizio”.

«Un villaggio non distante da Gerusalemme – scrive il Vescovo Napolioni nella suo Messaggio contenuto nel volume – e una casa di amici, riparo accogliente per riprendere forza, specie alla vigilia dei momenti più difficili. Gesù apprezza questo dono, di Marta e Maria, sorelle del suo amico Lazzaro. In quella casa egli si manifestò davvero, piangendo per l’amico morto: “Io sono la resurrezione e la vita!”. È l’icona scelta quest’anno per tutta la Chiesa italiana, perché il cammino sinodale avviato prosegua con decisione e con frutto, ispirandoci alla fraternità vissuta a Betania.

Che bella una Chiesa così, di casa, aperta, dove Gesù si trova bene e dona la vita, dove l’ascolto di Lui rigenera il servizio, liberandolo dall’affanno, dall’ansia da prestazioni. Una Chiesa in cammino, che sa anche fermarsi e dialogare, per meglio orientare il suo passo, sugli orizzonti di Dio e senza perdere i più piccoli, che proprio ne custodiscono il segreto».

C’è una strada da riconoscere, tracciare ed esplorare – si legge invece nell’introduzione – ma non è una mappa quella che troveremo sfogliando le pagine di questo libretto, piuttosto l’apertura di un nuovo capitolo del diario di bordo che la Chiesa cremonese scrive, anno dopo anno, passo dopo passo. Ascolto e servizio sono i punti cardinali delle proposte che, tra continuità e rinnovamento, la Diocesi condivide con le comunità sul territorio attraverso l’impegno delle Aree e degli Uffici pastorali in tutti i settori: famiglia, giovani, catechesi, arte e liturgia, missioni, ambiente, pellegrinaggi, evangelizzazione, carità . Anche quest’anno le proposte di confronto, incontro e formazione sono approfondite nella sezione centrale dei “Percorsi pastorali 2022/23” e raccolte nel calendario che, come sempre, offre uno strumento utile di sintesi e orientamento per l’anno pastorale che la Chiesa cremonese si appresta a vivere, nel clima di condivisione del Sinodo che continua il suo cammino condiviso con le diocesi d’Italia.

Tra le schede di approfondimento presentate tra le pagine del piccolo volume uno sguardo al 50° anniversario di fondazione della Caritas cremonese che ricorre proprio nel 2022, le novità che riguardano i percorsi formativi dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Sant’Agostino”, i cammini per le famiglie, le proposte per adolescenti e pre-adolescenti, l’adeguamento liturgico della cattedrale, i viaggi sulle vie della fede proposte dal Segretariato pellegrinaggi, le prospettive diocesane su iniziazione cristiana, missione, ecologia integrale.

Percorsi pastorali 2022/2023 sono stati distribuiti in tutte le parrocchie della diocesi per la diffusione in particolare tra gli operatori parrocchiali e i più stretti collaboratori della pastorale. È possibile acquistare e prenotare la propria copia anche presso la Casa della Comunicazioni (tel. 0372-462122, mail prenotazioni@teleradiocremona.it). A breve saranno anche disponibili nei punti vendita convenzionati.

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Casalbuttano, dal Pnrr il finanziamento per il restauro del Santuario di Nostra Signora della Graffignana

Destinati alla parrocchia di San Vito 82.171,20 euro a fondo perduto a fronte di una spesa complessiva di 102.714,10 euro. Previsto inoltre un contributo della Cei

Il Santuario di Nostra Signora della Graffignana, nella parrocchia di San Vito Martire in Casalbuttano (CR), ha ottenuto il contributo dal “Piano nazionale di ripresa e resilienza – bando architettura rurale 2022” per la realizzazione del completamento delle opere di sistemazione delle superfici esterne dello stesso. Il bando, promosso dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione Lombardia e Finanziato dall’Unione Europea, ha come obiettivo la tutela del patrimonio culturale, degli elementi caratteristici dei paesaggi rurali storici e il sostegno ai processi di sviluppo locale, in modo da poter restituire alla collettività un patrimonio edilizio poco utilizzato ed accessibile. Con tale finalità sono stati destinati alla parrocchia di San Vito €82.171,20 a fondo perduto a fronte di una spesa complessiva di €102.714,10. Continue reading »

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Sinodo: pubblicata dalla CEI la sintesi finale della fase diocesana

E' online la Sintesi della fase diocesana del Sinodo 2021-2023 sul tema “Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione”

È online la Sintesi nazionale della fase diocesana del Sinodo 2021-2023 “Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione” che la Presidenza della CEI ha consegnato il 15 agosto alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Il Sinodo è inteso come un processo sinodale e culminerà nel 2023 con la fase universale, preceduta da quella continentale.
Il documento, disponibile online (SCARICA QUI), dà sinteticamente conto del percorso compiuto nell’anno pastorale 2021-2022, dedicato all’ascolto e alla consultazione capillare del Popolo di Dio. Questo primo “step” è stato armonizzato, per volere dei Vescovi, con il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, che sta interessando sempre di più i diversi territori con proposte e progetti. La Sintesi, dunque, offre anche una panoramica del primo anno di Cammino sinodale, che fino al 2025 sarà strutturato in tre momenti: fase narrativa (2021-2022 e 2022-2023); fase sapienziale (2023-2024); fase profetica (2025).
Sono 200 le sintesi diocesane e 19 quelle elaborate da altri gruppi per un totale di più di 1.500 pagine, pervenute alla Segreteria Generale della CEI a fine giugno.
“Non si è semplicemente parlato di sinodalità – viene riportato nella Sintesi –  ma la si è vissuta, facendo i conti anche con le inevitabili fatiche: nel lavoro dell’équipe diocesana – presbiteri, diaconi, laici, religiosi e religiose insieme, giovani e adulti, e con la presenza partecipe del Vescovo –, nell’accompagnamento discreto e sollecito delle parrocchie e delle realtà coinvolte, nella creatività pastorale messa in moto, nella capacità di progettare, verificare, raccogliere, restituire alla comunità”, rileva la Sintesi evidenziando che “l’esperienza fatta è stata entusiasmante e generativa per chi ha accettato di correre il rischio di impegnarvisi: in molti contesti ha contribuito a rivitalizzare gli organismi di partecipazione ecclesiale, ha aiutato a riscoprire la corresponsabilità che viene dalla dignità battesimale e ha lasciato emergere la possibilità di superare una visione di Chiesa costruita intorno al ministero ordinato per andare verso una Chiesa ‘tutta ministeriale’, che è comunione di carismi e ministeri diversi”.
Nella parte centrale, il documento presenta i dieci “nuclei” attorno a cui sono state organizzate le riflessioni emerse dalle sintesi diocesane: ascoltare, accogliere, relazioni, celebrare, comunicazione, condividere, dialogo, casa, passaggi di vita e metodo.
“La loro pluralità – viene precisato – non rappresenta un limite da superare, attraverso un’operazione di omogeneizzazione o di gerarchizzazione, ma contribuisce a custodire il fondamentale pluralismo dell’esperienza delle Chiese in Italia, con tutta la varietà di accenti e sensibilità da cui sono attraversate e di cui sono portatrici”.

«La consultazione sinodale ha messo in luce l’importanza di vivere la prossimità nella pluralità delle situazioni di vita e di condizioni che abitano un territorio: le persone costituiscono la vera ricchezza delle comunità, ciascuna con il suo valore unico e infinito. Non si tratta di pensare che chi è parte della comunità ecclesiale debba fare uno sforzo di apertura verso chi rimane sulla soglia. Piuttosto, l’accoglienza è un cammino di conversione per dare forma nella reciprocità a una comunità fraterna e inclusiva che sa accompagnare e valorizzare tutti. Questa consapevolezza consente di superare la distinzione “dentro/fuori”».

Il discernimento sulle sintesi diocesane e l’elaborazione dei dieci nuclei hanno permesso di individuare alcune priorità che, con l’obiettivo di alimentare e sostenere il Cammino sinodale delle Chiese in Italia in comunione con il processo in corso a livello universale, si è scelto di raggruppare lungo tre assi, definiti “cantieri sinodali”: quello della strada e del villaggio (l’ascolto dei mondi vitali), quello dell’ospitalità e della casa (la qualità delle relazioni e le strutture ecclesiali) e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente e ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dal percorso compiuto lungo il primo anno.
“Quella del cantiere – ricorda la Sintesi – è un’immagine che indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto e di esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per le successive fasi del Cammino sinodale nazionale”.
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La domenica dei pellegrini a Lourdes, nel cuore di una Chiesa senza confini

Le immagini della Messa internazionale (foto di D. Carminati) Altra intensa giornata quella di domenica 7 agosto per gli ottanta cremonesi che stanno partecipando al pellegrinaggio regionale dell’Unitalsi al santuario di Lourdes, iniziato giovedì 4 e che terminerà, con l’arrivo nella città del Torrazzo, nella mattinata di mercoledì 10 agosto. Alle 9.30 il primo appuntamento è stato nella basilica ipogea di San Pio X: con … Continue reading »

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