Maestri di scacchi e prof delle medie, confessori, pubblici ministeri e pasticceri, musicisti jazz e ballerine rivoluzionarie, intelligenze artificiali e malati di alzheimer. Questi sono alcuni degli incontri che danno forma alla nuova edizione di Riflessi, online da venerdì (riflessimag.it), intitolata «Sbagli»: «A uno sbaglio – si legge nell’introduzione – si può rimediare. Chi sbaglia si può perdonare. Ci sono scelte e azioni che sembrano sbagliate che si rivelano più giuste di quanto ci saremmo aspettati. Con alcuni sbagli, invece, ti tocca convivere. Come con una cicatrice che ricorda quanto può far male… sbagliare». Dalle pagine del magazine, con il supporto di immagini, musica e video, una riflessione sull’umanità dell’errore e la possibilità del riscatto, attraverso uno sguardo che corre dalle più intime e comuni debolezze, ai nodi più stretti della società.
La famiglia Volpi ritrova la sua storia a Sospiro. Donazione generosa e una targa per i fratelli “ritrovati”
Alla Fondazione Sospiro, nel pomeriggio di mercoledì, è stata inaugurata una targa commemorativa che racconta una storia lunga quasi di un secolo e una donazione tanto generosa quanto inaspettata. Il racconto che porta con sé non è una favola, ma condivide con il genere letterario lo stesso stupore e la meraviglia che ne consegue. Luca Marca Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova








“La Casa del Dono” è “uno sguardo sull’oratorio per esplorare, indagare e portare alla luce, con il metodo proprio di una ricerca, quanto e come il contesto e il metodo oratoriano sia generativo in ordine alla gratuità e al dono di sé”. Lo si legge in “La Casa del Dono. Indagine sugli oratori lombardi e il volontariato”, presentata il 2 ottobre all’Università Cattolica di Brescia. “Chi abita o ha abitato l’oratorio sa bene che, come in una famiglia, tutte le attività e le iniziative si reggono quasi esclusivamente grazie alla condivisione che le persone fanno di se stesse per la crescita degli altri, in particolare di chi è più giovane”. L’oratorio è stato, in questo senso, “la casa del dono” per “generazioni di persone che in esso hanno speso tempo, energie, passione”; ma è stato “la casa del dono” anche “per quanti, a vario titolo, hanno beneficiato di tanta gratuità e di innumerevoli servizi, spesso nascosti, a sostegno delle attività educative e pastorali in esso promosse”. 