Category Archives: TRC

«Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare», Coldiretti Cremona con le scuole per un futuro… buono

  Il futuro della casa comune è in mano ai più giovani. Questo il messaggio che Coldiretti Cremona intende sostenere e promuovere concretamente con il progetto scolastico «Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare», che grazie al contributo del Ministero dell’Istruzione prosegue idealmente il progetto di sensibilizzazione ambientale che l’anno scorso ha coinvolto 70 classi e 1265 alunni nella provincia di Cremona. La presentazione del progetto … Continue reading »

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Riprende la visita pastorale: prima tappa nelle parrocchie S. Ambrogio, Cambonino, Boschetto e Migliaro

Dal 14 al 16 gennaio l'incontro del Vescovo con le quattro comunità. Conclusione con la Messa domenicale delle 11 in diretta tv e social

Con l’inizio del 2022 riprende la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni, che quest’anno riguarderà in particolare la città di Cremona concludendosi in terra milanese, a Cassano d’Adda, a inizio aprile. Il primo appuntamento è in programma da venerdì 14 a domenica 16 gennaio È tutto pronto per la prima visita pastorale dell’anno del Vescovo di Cremona nell’erigenda unità pastorale “Don Primo Mazzolari”. Le parrocchie interessate saranno quelle di S. Ambrogio vescovo, S. Maria Annunciata (Migliaro), S. Maria Nascente (Boschetto) e Santi Nazaro e Celso in S. Giuseppe (quartiere Cambonino). Continue reading »

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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“Né barriere né guerre” l’incontro annuale nell’anniversario della nascita di don Mazzolari

L'incontro presso la cascina natale di San Colombano al Boschetto giovedì 13 gennaio alle ore 16.30

“Né barriere né guerre” è il tema scelto per il tradizionale appuntamento nell’anniversario della nascita di don Primo Mazzolari che torna anche quest’anno giovedì 13 gennaio alle 16.30 presso la cascina San Colombano (Boschetto, Cremona) dove il sacerdote nacque 132 anni fa. Il ritrovo è previsto alle 16 presso il sagrato della chiesa parrocchiale del Boschetto. Ad intervenire saranno don Luigi Pisani, parroco di Bozzolo, e alcuni esponenti della Tavola della Pace di Cremona, il coordinamento di associazioni che si impegna per promuovere i temi legati alla pace.

Questo incontro è l’occasione per rilanciare una cultura della pace e della nonviolenza tesa a fermare la corsa al riarmo e delegittimare ogni tipo di guerra, per rilanciare la campagna “Italia ripensaci” affinché anche l’Italia ratifichi il Trattato di messa al bando delle armi nucleari dell’Onu, entrato in vigore nel gennaio del 2021, per un’Europa dell’accoglienza e della fraternità che riveda il Trattato di Dublino e proponga il riconoscimento dei profughi ambientali nella Convenzione di Ginevra e per una riforma dell’Onu che superi il diritto di veto delle grandi potenze e sappia rappresentare in modo più ampio Stati e popoli della terra.

Proprio le parole pronunciate da don Primo Mazzolari nell’omelia di Natale del 1931 sono prese come ispirazione per riflettere sul tema della pace: «Non ascoltate chi vuole dimostrarvi che le barriere sono necessarie e che senza una guerra non si rimette a posto nulla». Parole che suonano di urgente attualità anche a 90 anni di distanza.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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Paritarie e ora di religione, la presenza cristiana nella scuola mette al centro «il cuore dello studente»

  Nell’incontro settimanale di Chiesa di Casa, che racconta la pastorale della Chiesa cremonese, il tema è stato la scuola. Riccardo Mancabelli ha dialogato in studio con tre protagonisti della realtà scolastica: don Giovanni Tonani, incaricato diocesano per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica; Roberta Balzarini, preside della Società cooperativa Cittanova che gestisce scuole paritarie di ispirazione cattolica di diverso grado, dall’infanzia alle … Continue reading »

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Nel pomeriggio di mercoledì 5 gennaio il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la Messa in suffragio di don Luisito Bianchi presso la chiesa parrocchiale di Vescovato, suo paese natale. Hanno concelebrato i parroci dell’unità pastorale Cafarnao: il moderatore don Giovanni Fiocchi, don Alessandro Bertoni e don Paolo Tomasi.

Don Luisito Bianchi è stato sacerdote, ma anche scrittore, poeta, romanziere, saggista, docente di materie letterarie e di sociologia, oltre che assistente provinciale delle ACLI di Cremona e centrale a Roma, operaio, benzinaio, infermiere e traduttore. Ha vissuto il suo ministero seguendo il passo del Vangelo di Matteo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Don Giovanni Fiocchi ha introdotto la celebrazione ringraziando il vescovo per la sua presenza in occasione del decimo anniversario dalla morte del sacerdote vescovatino e ha sottolineato: “Tutti noi siamo qui riuniti per i valori grandi di amore, di attenzione ai piccoli, di servizio che don Luisito ha saputo incarnare così bene e lasciarci come eredità preziosa”.

Nell’omelia mons. Napolioni, dopo la lettura della pagina del diario di don Luisito del 5 gennaio 1970, ha espresso: “In fondo la vita di Luisito è stata una grande vigilia, ed è cominciata qui l’epifania di ciò che egli è veramente stato. Non abbiamo ancora capito tanti aspetti del suo travaglio, delle sue scelte, del suo linguaggio, della sua poesia, della sua fede. Questo vale anche per il nostro tempo – ha continuato il Vescovo – sfidato non solo dalla pandemia, ma dalle contraddizioni di un mondo che noi non riusciamo a cambiare perché ci siamo viziati dentro, rischiamo di non cambiare strada, anche dopo la pandemia, dimenticando che il vero protagonista della storia è davvero il Signore”.

Ha poi concluso monsignor Napolioni: “Questo travaglio del parto dell’umanità nuova ha bisogno di profeti e poeti. Il profeta è colui che non parla le sue parole ma quelle che riceve dal Signore e poeta è colui che non crea semplicemente forme artistiche ma una realtà nuova e il fare che caratterizza la nostra terra, del quale io sono ammirato, ha bisogno di convertirsi a questa pienezza di senso”.

Un suggestivo momento di lettura di alcuni passi degli scritti di Don Luisito ha concluso la serata in ricordo del sacerdote originario di Vescovato.

Alla celebrazione hanno partecipato il sindaco di Vescovato e molti concittadini oltre i soci del Fondo Luisito Bianchi che, in occasione dei 10 anni dalla scomparsa del sacerdote, insieme all’associazione Amici dell’abazia di Viboldone, hanno distribuito la biografia scritta da Aldo Gasparini, per far conoscere la storia e il messaggio di don Luisito.

 

Profilo di don Luisito Bianchi

Don Luisito Bianchi nacque a Vescovato il 23 maggio 1927. Ordinato sacerdote il 3 giugno 1950, pur svolgendo il proprio ministero anche fuori diocesi rimase sempre molto legato alla terra cremonese e in particolare a quel “grumolo di terra e di case, nel cuore della Grande Pianura, dallo scanzonato e solenne nome di Vescovato”. Nella scelta di farsi prete prese ispirazione dalla testimonianza di vita di un altro grande sacerdote cremonese, don Primo Mazzolari.

Laureto in Scienze politiche a Milano, fu insegnante presso il Seminario vescovile (1950-1951), missionario in Belgio (1951-1955), vicario a S. Bassano in Pizzighettone (1956-1958), quindi ancora insegnante in Seminario (1964-1967).

Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta scelse di diventare uno dei primi preti-operai, lavorando dapprima in fabbrica, alla Montecatini di Spinetta Marengo, ad Alessandria, e poi come inserviente presso l’Ospedale Galeazzi di Milano. Sono di quegli anni alcune delle sue opere più mature, tra cui il capolavoro di narrativa moderna “La messa dell’uomo disarmato”, romanzo sulla resistenza nato da una profonda riflessione di Luisito sul senso della sua vita.

Testimone fedele del passo del Vangelo di Matteo “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, mise il tema della gratuità al centro della propria esperienza umana, snocciolandolo in tutti i suoi scritti, dai diari alle poesie, dalla narrativa ai testi della memoria: “Salariati” (Ora Sesta, Roma 1968), ), studio sociologico sul salariato di cascina nel cremonese; “Come un atomo sulla bilancia” (Morcelliana, Brescia 1972, riediz. Sironi, Milano 2005), storia di tre anni di fabbrica; “Dialogo sulla gratuità” (Morcelliana, Brescia 1975, riediz. Gribaudi, Milano 2004), “Gratuità tra cronaca e storia” (1982). “Dittico vescovatino” (2001), “Sfilacciature di fabbrica” (1970, riediz. 2002), “Simon Mago” (2002), “La Messa dell’uomo disarmato” (1989, riediz. Sironi, Milano 2003), un romanzo sulla resistenza; “Monologo partigiano sulla Gratuità” (Il Poligrafo, Padova 2004), appunti per una storia della gratuità del ministero nella Chiesa; diverse raccolte di poesie tra cui “Vicus Boldonis terra di marcite” (1993) e “Sulla decima sillaba l’accento”, “In terra partigiana”, “Parola tu profumi stamattina”, “Forse un’aia”. Nel 2010 ha pubblicato “Quando si pensa con i piedi e un cane ti taglia la strada”, dedicato ancora una volta al tema della gratuità. Dopo la sua morte, avvenuta il 5 gennaio 2012, la pubblicazione postuma de “Il seminarista” (2013).

Per molti anni, e sino alla morte, avvenuta il 5 gennaio 2012 all’età di 84 anni, fu cappellano dell’abbazia di Viboldone, alle porte di Milano.

La sua casa natale a Vescovato, al civico 67 di via Matteotti, proprio per desiderio dello stesso don Luisito, diventò Casa Doreàn, riprendendo il nome che don Luisito dette a un cane trovatello e che significa “gratuitamente”, “in gratuità”. Un nome che identifica l’esistenza e il ministero del sacerdote vescovatino, di cui questa struttura – donata dagli eredi alla Fondazione Dominato Leonense – in collaborazione con il Fondo Luisito Bianchi intende custodirne l’immenso patrimonio librario, epistolare, letterario e musicale di Luisito per una sua una piena valorizzazione.

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Sinodo, Comunione e Liberazione a confronto con il Vescovo

«È un tempo di grande fantasia spirituale quello che siamo chiamati a vivere». Con queste parole il vescovo Antonio Napolioni ha concluso l’assemblea con gli aderenti al Movimento di Comunione e Liberazione di Cremona che, nell’ambito del cammino sinodale che la Chiesa diocesana sta vivendo, si è svolta nel pomeriggio di domenica 9 gennaio presso la chiesa di San Pietro al Po. A tema c’era il Sinodo e tutto è ruotato attorno a due domande che il vescovo ha rivolto ai presenti: «Come siamo in cammino con la Chiesa cremonese? E verso chi è in debito di ascolto la nostra Chiesa particolare?». Continue reading »

Maria Acqua Simi
TeleRadio Cremona Cittanova
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«Sinodalità non è esasperazione del particolare ma contestualità, condivisione, incarnazione»

Nel pomeriggio di sabato 8 gennaio al Centro pastorale diocesano l’incontro sinodale dei rappresentati di associazioni e movimenti ecclesiali con il Vescovo

Nel pomeriggio di sabato 8 gennaio si è svolto l’incontro sinodale del vescovo con i rappresentati delle associazioni e dei movimenti ecclesiali. Tra questi: Cammino Neocatecumenale, Comunione e Liberazione, CIF, Pax Christi, Fraternità Famiglia Buona Novella, Associazione Maestri Cattolici, MEIC, Unitalsi e Medici Cattolici. L’incontro è avvenuto in presenza nel salone Bonomelli del Centro pastorale diocesano di Cremona ma, per favorire la partecipazione di tutti data la situazione pandemica ancora in atto, vi è stata anche la possibilità di partecipare in modalità telematica.

Il Vescovo, dopo un iniziale momento di preghiera, ha guidato la riflessione con un’analisi del brano degli Atti degli Apostoli (2,42-48) che propone il «primo selfie della Chiesa», sottolineando che «è un selfie del quale dobbiamo conoscere bene anche la cornice – ha precisato monsignor Napolioni –. Sinodalità non è esasperazione del particolare, ma è contestualità, condivisione, incarnazione».

L’obiettivo, come nei precedenti incontri svolti nelle diverse zone pastorali, è stato quello di introdurre e motivare i primi passi del cammino sinodale, da continuare all’interno delle singole realtà e comunità, anche in vista della prossima fase zonale che vedrà coinvolti tutti gli operatori pastorali dei diversi settori a partire dalla metà di settembre.

Il vescovo Napolioni, affiancato dal vicario episcopale per la Pastorale don Gianpaolo Maccagni, si è rivolto ai rappresentanti dei movimenti e delle associazioni domandando «quali sono le principali luci e ombre nella vita della nostra Chiesa diocesana, fatta di vescovo, presbiteri, laici, religiosi, famiglie, parrocchie e cristiani aggregati».

Sono state quindi raccolte le riflessioni dei partecipanti, che hanno espresso dal loro punto di vista le risorse e le criticità della Chiesa, viste sia dall’interno che dall’esterno delle loro associazioni.

Ulteriore occasione di confronto tra il Vescovo e le associazioni sarà il momento sinodale in programma nel pomeriggio di domenica 9 gennaio presso la parrocchia di San Pietro al Po, a Cremona, con Comunione e Liberazione.

Margherita Santini
TeleRadio Cremona Cittanova
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Ascolto e condivisione, «solo così saremo capaci di proporre sentieri di pace»

Guarda la photogallery completa   In una Cattedrale ricolma di fedeli il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha presieduto nel pomeriggio del primo giorno dell’anno, insieme al Capitolo della Cattedrale, la Messa della solennità di Maria Santissima Madre di Dio . Dopo essersi soffermato sulla straordinarietà di venerare Maria come Madre di Dio, monsignor Napolioni nella sua omelia ha ricordato il messaggio del Papa … Continue reading »

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“Dio benedice il futuro tenendoci per mano”. Il vescovo a S. Agostino nell’ultimo giorno dell’anno

Monsignor Napolioni ha presieduto la Messa del Te Deum nella chiesa cittadina di Sant'Agostino: «Nulla spezzi la comunione con il Signore»

Il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto come da tradizione la santa Messa di ringraziamento giorno dell’anno nell’ultimo giorno dell’anno presso la chiesa di Sant’Agostino, a Cremona, caratterizzata dal canto finale del Te Deum. A concelebrare insieme al vescovo di Cremona erano presenti mons. Dante Lafranconi, il vescovo emerito, don Irvano Maglia, parroco dell’Unità pastorale, con gli altri sacerdoti dell’Unità pastorale.

Nella sua omelia il Vescovo ha ripercorso il testo che da secoli la Chiesta canta con il Te Deum, invitando a riconoscere nella figura di Maria l’insegnamento «alla Chiesa ad essere altrettanto paziente e fedele nel fare memoria quotidiana delle promesse di Dio, a percepire il suo sguardo sugli avvenimenti».

Nella sua omelia il Vescovo ha aperto con uno sguardo sull’anno che si sta per chiudere: «Il regno di Dio quest’anno è comunque cresciuto, compiendo la Parola di Gesù, anche nella notte del mondo e del male c’è un amore fragile, delicato e nascosto di Maria e Gesù, dei santi e dei pellegrini nella Storia».

L’attenzione di mons. Napolioni è andata quindi al bene che è stato condiviso: «Anche noi benediciamo Dio, come lui ci aiuta a benedire tutto ciò che è di positivo anche se è chiaro che potevano andare meglio tante cose: non dobbiamo darci delle medaglie ma ringraziare i fratelli e le sorelle perché ciò che ha addolcito un po’ la solitudine sono i sorrisi e l’incoraggiamento umile».

«Dio benedice il futuro tenendoci per mano ed entrando in esso, ci incoraggia a non avere paura con la sua presenza – ha quindi proseguito il vescovo di Cremona aprendo lo sguardo sull’anno che si sta per aprire – noi dobbiamo preoccuparci e cambiare tante cose nel nostro stile di vita con la fiducia figliare in chi ci sarà sempre padre e fratello».

Quindi l’omelia è proseguita concentrandosi su una preghiera francescana: «Questa è anche la benedizione antica che ci ripropone anche San Francesco, e con lui anche Santa Chiara che in una sua preghiera conclude con queste parole “siate sempre amanti di Dio e delle anime vostre e delle vostre sorelle, il Signore sia sempre con voi e faccia che voi siate sempre con lui”. Una bella preghiera perché va all’essenziale invitandoci ad essere amanti di Dio, un amore che va alla nostra anima e di chi ci vive accanto».

In conclusione, l’augurio di Napolioni: «Per questo l’augurio che faccio a tutti voi, quello con cui Santa Chiara, che nulla spezzi la comunione con il Signore: che Lui sia sempre con noi è certo, ma che noi siamo sempre con lui non è detto. Sia questo l’unico grande proposito per l’anno che inizia, non mollare l’amicizia con Dio, ma anzi farla diventare un amore incandescente capace di farci affrontare ogni difficoltà».

Con questo spirito è proseguita la celebrazione della Messa che si è conclusa proprio con il Te Deum, un canto di lode e di fiducia, forte dell’amore di Dio che ci conduce verso un nuovo anno, con i suoi giorni, le sue prove, i gesti di generosità, le sue occasioni di gioia, di vita.

Matteo Lodigiani
TeleRadio Cremona Cittanova
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