Category Archives: Diocesane

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Assemblea diocesana, l’arcivescovo Redaelli: «La carità è espressione della comunità cristiana»

Sfoglia la fotogallery completa   «L’amore non è solo dato, ma ricevuto, persino quando è rifiutato. Chi ama ci guadagna, comunque». È il messaggio iniziale dell’arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana, agli operatori della carità e dell’ambito pastorale del servizio, ai sacerdoti e ai diaconi, radunati nella serata di mercoledì 5 ottobre nel salone Bonomelli del Seminario di Cremona, in … Continue reading »

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Scuola animatori, l’augurio del Vescovo: «Vivete tre giorni bellissimi e progettate una vita bellissima!»

Una Messa contrassegnata da entusiasmo e vivacità quella celebrata nella mattina di lunedì 5 settembre nella chiesa di San Francesco d’Assisi, nel quartiere Zaist di Cremona, e che ha preceduto la partenza degli oltre ottanta adolescenti dei diversi oratori della diocesi che, dal 5 al 7 settembre, vivranno a Cesenatico la scuola animatori “Giochiamoci i talenti” promossa dalla Federazione Oratori Cremonesi. Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova

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Con il nuovo anno accademico l’Istituto di scienze religiose “Sant’Agostino” approda anche a Cremona

Allestita presso il Seminario di Cremona una sala per la formazione a distanza (Fad). Possibilità di seguire anche solo come uditori i corsi biblici

Nato nel 2017 a seguito della riorganizzazione e fusione dei precedenti Istituti di Pavia/Vigevano e Crema/Cremona/Lodi, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Sant’Agostino” (Issr), gestito dalle Diocesi di Crema, Cremona, Lodi, Pavia e Vigevano, inaugura, con l’avvio dell’anno accademico 2022/2023, presso il Seminario vescovile di Cremona, un nuovo Polo didattico per la formazione a distanza (FAD). Una nuova opportunità, dunque, per la Diocesi di Cremona, per un coinvolgimento maggiore per tutto il suo vasto territorio che si estende dalle terre bergamasche e milanesi fino a quelle casalasche e mantovane. Continue reading »

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Università, le sfide di un nuovo anno che inizia in una Cremona non solo da abitare, ma da vivere

All'inizio del nuovo anno accademico una riflessione su didattica, questione abitativa e non solo con l'incaricato diocesano per la Pastorale universitaria don Maurizio Compiani

A fine agosto le sedi universitarie hanno riaperto i cancelli per un nuovo anno accademico. È l’occasione per qualche riflessione insieme a don Maurizio Compiani, incaricato diocesano per la Pastorale universitaria. Continue reading »

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Terra Santa, hanno raggiunto il deserto di Giuda i pellegrini cremonesi in viaggio con la ProfiloTours

Un cammino di fede e insieme un viaggio solidale quello guidato da don Roberto Rota (Pastorale pellegrinaggi e turismo): iniziato dalla Galilea ha già fatto tappa a Nazareth, Betlemme e Gerusalemme

Non solo un cammino di fede, ma anche un viaggio solidale, di vicinanza a un popolo che vive in una terra martoriata e spesso oggetto di violenza. Questo il profilo del pellegrinaggio in Terra Santa guidato dall’incaricato diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi e del turismo, don Roberto Rota, e organizzato dall’Agenzia turistica Profilotours con il supporto di Brevivet. Continue reading »

Matteo Cattaneo
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FOCr, il programma della Scuola animatori a Cesenatico

Entro il 31 luglio le iscrizioni all’esperienza formativa rivolta agli animatori d’oratorio per approfondire le motivazioni e gli strumenti del proprio servizio

La Federazione oratori cremonesi, dopo lo stop forzato a causa della pandemia, torna a riproporre agli adolescenti “Giochiamoci i talenti – scuola animatori”, esperienza formativa rivolta agli animatori d’oratorio a partire dai 15 anni per approfondire le motivazioni e gli strumenti del proprio servizio. Quest’anno la “scuola animatori” si svolgerà in una nuova location, a Cesenatico, presso la Casa Sant’Omobono, dal 5 al 7 settembre. Continue reading »

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Sinodo. Per una Chiesa che non divide il mondo, ma lo ascolta alla luce della Parola. Intervista a don Maccagni

Il vicario episcopale don Gianpaolo Maccagni rilegge il documento della Cei: "Nel testo nazionale riconosco la voce delle nostre comunità"

È stato pubblicato in questi giorni il documento di Sintesi in cui la Conferenza episcopale italiana ha raccolto il lavoro della prima fase del percorso sinodale avviato nelle diocesi italiane nel primo anno dedicato all’ascolto. Un percorso che ha coinvolto anche la Chiesa cremonese nelle zone pastorali, nelle parrocchie, tra i gruppi e le associazioni.

Scarica qui il documento completo (pdf)

Rileggiamo dunque la Sintesi della Cei alla luce del percorso diocesano insieme a don Gianpaolo Maccagni, vicario episcopale per il Clero e la pastorale della Diocesi di Cremona.

Don Maccagni, lei ha seguito da vicino la fase diocesana nelle comunità sul territorio: riconosce la voce della chiesa Cremonese tra le righe del documento di sintesi pubblicato della CEI?

Mi ci ritrovo molto, soprattutto nella prima parte del documento, in cui si descrivono le difficoltà e le buone opportunità sperimentate nel corso del percorso avviato in diocesi con la fase di ascolto. Da un lato la difficoltà di uscire dall’ambito parrocchiale e intra-ecclesiale, quella di intercettare alcuni ambiti della società, come ad esempio quello dei giovani, e anche la fatica di motivare tutto il clero che non ha accolto sempre con convinzione ed entusiasmo  l’opportunità dell’evento sinodale. Ci consola in qualche modo riconoscere che anche le altre diocesi italiane hanno vissuto le stesse difficoltà. Così come è bello vedere che anche le altre chiese locali italiane hanno riconosciuto nella riscoperta di uno stile di ascolto e di discernimento con il coinvolgimento dei laici una una buona opportunità. Certo, deve essere mantenuto e non solo ricordato come un evento che inizia e finisce.

La voce delle comunità, consegnato a Roma il documento di sintesi del Sinodo (video e download)

C’è nella sintesi Cei qualche passaggio in particolare emerso con forza anche in diocesi?

Si è notato subito un deficit di ascolto. Quando abbiamo creato situazioni in cui i laici hanno avuto la possibilità di esprimersi anche molto liberamente, si è notato con evidenza il bisogno di essere ascoltati. È una dimensione che si era trascurata. È emerso come la gestione delle parrocchie e delle strutture ecclesiali in generale sia ancora centrata sul ruolo determinante del clero. I laici e i religiosi si sentivano considerati come buoni collaboratori e non come soggetti attivi. Questo si traduce nell’invito urgente a mettere al centro persone e relazioni più che le cose da fare, così come – ad esempio – nella domanda di liturgie più attraenti e coinvolgenti, in un nuovo modo di concepire e praticare la collaborazione tra preti, laici e religiosi.

A che punto siamo su questo fronte?

Per rendercene conto abbiamo osservato lo stato di salute degli organismi diocesani di rappresentanza ecclesiale, che dovrebbero essere la rappresentazione di una Chiesa che vive dei suoi diversi carismi. Vi abbiamo trovato una sentimento diffuso di stanchezza e frustrazione; si percepisce spesso la sterilità di questi organismi che non mostrano il volto di una Chiesa come deve essere: luoghi di sincero ascolto dove esiste, certo, una presidenza presbiterale, ma soprattutto luoghi dove si ascolta. Il compito del prete è quello di riconoscere le voci di tutti e farne sintesi. Può avere l’ultima parola ma non deve certo essere l’unica. 

In questo senso come procede il cammino sulle nuove ministerialità laicali all’interno della Chiesa? 

Paradossalmente la diminuzione numerica del clero non ha portato in questi anni a una reale valorizzazione dei ministeri laicali, ma ha prodotto piuttosto un sovraccarico di lavoro per i preti e una tendenza alla delega ai laici di alcune mansioni pastorali, come una triste necessità più che come occasione. Dovremo lavorare per dare nuovo valore a spazi di condivisione e corresponsabilità e proporre percorsi efficaci di formazione per i ministeri laicali. Tra i cantieri messi in evidenza dal vescovo per il nuovo anno pastorale c’è proprio quello su ministerialità e formazione.

Fragilità, liturgia, ruolo delle donne, mancanza di una comunicazione trasparente… Sono tanti i temi affrontati dalla sintesi della CEI: quale tra questi secondo lei toccherà più da vicino la sensibilità delle comunità cristiane?

Sono temi significativi. A porli, anche in diocesi, più che i gruppi parrocchiali, sono stati movimenti, associazioni e gruppi informali creati nelle parrocchie. Ad esempio si è sottolineato con forza il bisogno di ridare vigore e dignità alla donna nella vita ecclesiale, non solo nella fase esecutiva, ma in quella decisionale da cui purtroppo la presenza femminile è ancora tenuta ai margini.

Un altro aspetto che è stato proposto con particolare urgenza è quello di una comunicazione che non può essere intesa sono solo interna al tessuto ecclesiale, ma deve porsi l’obiettivo di imparare un linguaggio meno ecclesiastico che consenta di aprire un dialogo con i mondi in cui cristiani sono presenti nel quotidiano: cultura politica sport… e con il mondo delle fragilità, ambito dove in alcuni casi la comunità si mobilita, mentre in altri la Chiesa appare ancora distante (penso ad esempio alle comunità Lgbt o alle persone separate e divorziate):  c’è ancora chi si sente giudicato come utente, più che accolto come persona con cui dialogare.

Da un lato il documento della Cei sottolinea il richiamo al rinnovamento, dall’altro la necessità di riferimenti certi: la Sintesi fa più volte riferimento alla necessità di tornare sempre di più alla Parola. Le nostre comunità hanno iniziato questo percorso con il Giorno dell’Ascolto: quali frutti sta portando e quali potrà portare?

È un cammino da proseguire. La Cei parla di “conversazione spirituale” e la logica è proprio quella del nostro Giorno dell’ascolto: abitudine a ritrovarsi nell’ascolto della Parola, e insieme a dei fratelli, per fare discernimento su una storia che pone interrogativi nuovi a cui lo Spirito dà risposte nuove da riconoscere per interpretare correttamente il tempo e il vissuto delle persone. È questo il fondamento per una Chiesa che non sia più solo “maestra”, che sa già tutte le risposte dare, ma che sia una Chiesa capace di ascoltare, di mettersi alla ricerca dei segni che lo Spirito ha disseminato negli ambiti e nei luoghi della società. “Discernimento” è la parola chiave che richiede oggi uno sforzo per mettersi autenticamente in ascolto della realtà, da comprendere e interpretare alla luce della Rivelazione che ci viene data nella Parola di Dio.

Certo, la volontà di rinnovamento che emerge da questa prima fase di Sinodo, prende forma da una forte presa di coscienza di criticità significative che mettono in evidenza il rischio di una distanza sempre maggiore tra la Chiesa e la società. Qual è la via da seguire?

Più che di strategie pastorali, si tratta di abbracciare una nuova mentalità: non considerare più il mondo spaccato in due tra chi è dentro e chi è fuori, tra chi è “dei nostri” e chi è lontano. C’è bisogno di una Chiesa che non abbia sul mondo uno sguardo di proselitismo: non viviamo un mondo da riconquistare perché abbiamo perso spazi, ma è principalmente un mondo da ascoltare, accompagnare e incontrare nei semi di verità che lo Spirito suscita in ogni circostanza. Così è urgente entrare in dialogo con il nostro tempo per portare la luce del Vangelo come risposta al bisogno di pienezza che c’è nel cuore di ogni uomo. I passi in avanti sono da fare insieme all’umanità e dentro la storia.

Quale sarà l’utilizzo che la comunità cristiana sul territorio potrà fare di questo documento?

Come orientamenti pastorali per il nuovo anno abbiamo sposato in pieno i cantieri proposti dalla Chiesa italiana per questa seconda fase del Sinodo, che chiamiamo “fase narrativa”. Sono quattro i cantieri che il Vescovo proporrà alla comunità cristiana  in cui i temi emersi verranno posti al centro dell’attenzione: l’ascolto di quei ‘mondi’ che non abbiamo ancora intercettato, la sperimentazione di nuovi spazi e nuovi linguaggi per il dialogo, la condivisione della Parola, la formazione del clero e del laicato, promuovendo una autentica ministerialità. Ci sarà anche un cantiere dedicato all’itinerario dell’iniziazione cristiana introdotto vent’anni fa in diocesi, ma bisognoso ora di adattamenti . Vivere questo secondo anno “narrativo” impegnandoci tutti in questi cantieri già aperti che ci permetteranno di individuare percorsi efficaci per il rinnovamento ecclesiale che viene richiesto.

Sinodo: pubblicata dalla CEI la sintesi finale della fase diocesana

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Giovedì il pellegrinaggio in Terra Santa, in viaggio alle radici della fede per essere costruttori di unità

Giovedì 25 agosto la partenza del viaggio organizzato dall'Ufficio Pellegrinaggi con Profilotours e Brevivet

Parte giovedì 25 agosto un gruppo composto da una trentina di pellegrini della Diocesi per la Terra Santa. Questo pellegrinaggio, organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale del Turismo con il supporto indispensabile di Profilotours e Brevivet, segna un momento importante per la ripresa delle iniziative, dopo la sosta forzata di questi anni. «Da Nazaret al lago di Galilea, da Betlemme a Gerusalemme – spiega don Roberto Rota, responsabile dell’Ufficio – ritorniamo, ancora una volta, sui passi del Signore». Continue reading »

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Don Giansante Fusar Imperatore è il nuovo vicario zonale per la Zona I

Il parroco di Caravaggio assume l'incarico ricoperto dal 2017 da don Marco Leggio

Monsignor Giansante Fusar Imperatore, parroco della parrocchia “Santi Fermo e Rustico martiri” di Caravaggio, è il nuovo vicario zonale per la Zona Pastorale I, che include le venticinque parrocchie dell’area bergamasca della diocesi di Cremona. Con l’incarico affidatogli dal vescovo Antonio Napolioni e già operativo, don Fusar Imperatore ricopre ora l’incarico di coordinamento pastorale della Zona 1 che dal 2017 era affidato a don Marco Leggio, parroco di Agnadello.

 

Biografia del nuovo vicario zonale

Mons. Giansante Fusar Imperatore, nato a Romanengo nel 1956, è stato ordinato il 21 giugno 1980. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Viadana. Dal 1984 al 1990 è stato vicerettore del Seminario vescovile; dal 1990 al 2002 segretario vescovile. Nel 2002 è stato nominato parroco di Bozzolo e dal 2008 era parroco della parrocchia “Santa Maria Immacolata e San Zeno” in Cassano d’Adda. Dal settembre 2021è parroco della parrocchia “Santi Fermo e Rustico martiri” in Caravaggio. 

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Oratorio, laboratorio di sinodalità. L’assemblea diocesana mette al centro l’ascolto

Nella cornice di pubblico formata da sacerdoti, educatori, catechisti e operatori pastorali e riunitasi nell’Auditorium Bonomelli, si è tenuta, nel tardo pomeriggio di venerdì 16 settembre, presso il Seminario vescovile di Cremona, l’Assemblea degli oratori, occasione di approfondimento e di confronto sul tema del nuovo anno oratoriano: “La parte migliore”, l’ascolto. L’evento, aperto dall’introduzione di Mattia Cabrini, educatore della Federazione oratori cremonesi e presentatore, affiancato … Continue reading »

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