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Duecentomila euro dal Comune di Cremona per le scuole paritarie

Convenzione firmata tra l'amministrazione e l'Associazione A.D.A.S.M. - F.I.S.M. presieduta da Sergio Canevari

Sottoscritta, alla presenza della vice sindaco con delega all’Istruzione Maura Ruggeri e del Segretario Generale del Comune Pasquale Criscuolo, la convenzione tra il Comune di Cremona e l’Associazione A.D.A.S.M. – F.I.S.M. Scuole Materne Paritarie (Associazione delle Scuole per l’Infanzia a gestione autonoma). Per il Comune la firma è stata apposta da Silvia Toninelli, dirigente del Settore Politiche Educative, per l’A.D.A.S.M. – F.I.S.M. Scuole Materne Paritarie, dal presidente Sergio Canevari.

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Le veglie delle “Sentinelle in piedi” a Cremona e Casalmaggiore: “Siamo qui per difendere l’uomo»

Domenica 24 gennaio nelle due piazze circa 340 persone hanno manifestato in silenzio a favore della famiglia naturale

Duecento persone a Cremona e centoquaranta a Casalmaggiore hanno partecipato alle veglie delle “Sentinelle in piedi” promosse nel pomeriggio di domenica 24 gennaio per manifestare a favore della famiglia naturale e per denunciare il decreto legge Cirinnà che vorrebbe equiparare al matrimonio le unioni delle persone dello stesso sesso e che prevede che uno dei due partner della cosiddetta unione civile possa adottare il figlio biologico dell’altro, privando così il minore del suo diritto ad uno dei suoi genitori o entrambi. «Siamo qui – ha detto il portavoce all’inizio della veglia – soprattutto per difendere l’uomo da un attacco senza precedenti nella storia che mira a ferire la sua natura». Per i manifestanti particolarmente preoccupante è la stepchild adoption che aprirerebbe all’abominevole patrica dell’utero in affitto. Ma anche senza questa ipotesi il ddl Cirinnà sarebbe comunque inaccettabile «perché l’adozione sarebbe reintrodotta per via giudiziaria o imposta dall’Europa, ma sopratutto perché anche senza figli il riconoscimento giuridico di queste unioni indebolisce l’istituto matrimoniale, svilendone il significato e facendo passare l’idea che il compito procreativo ed educativo siano solo delle opzioni e non lo scopo dell’unione fra uomo e donna. Il matrimonio così sarà snaturato e non più compreso come necessario a garantire l’ordine delle generazioni, favorendo così alla morte della società». Continue reading »

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Ventiquattro anni fa mons. Lafranconi veniva ordinato vescovo nel duomo di Como

A consacrarlo mons. Alessandro Maggiolini insieme ad una decina di presuli. Corale l'apprezzamento dei lariani per un prete "capace di ascolto e di fedeltà"

A solo due giorni dalla solenne Eucaristia di saluto alla diocesi, l’amministratore apostolico, mons. Dante Lafranconi, quest’oggi, lunedì 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo, ricorda il ventiquattresimo anniversario della sua ordinazione episcopale, avvenuta nel duomo di Como, attraverso la preghiera e l’imposizione delle mani dell’allora pastore mons. Sandro Maggiolini. «È  festa – scriveva il cronista sul settimanale diocesano di Como – perché un uomo semplice e schivo, faticosamente al centro dell’attenzione, è come portato all’ordinazione dalla simpatia e della riconoscenza di una comunità intera. Quella fatta dai presenti – legati in vario modo da vincoli di riconoscenza a don Dante – e, forse ancor di più, quella assente, ricca di tanti anonimi – tra i laici come tra i preti – che hanno versato, un po’ della loro tribolazione nel cuore silenzioso e paziente di questo prete capace di ascolto e di fedeltà».

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Intervista a mons. Lafranconi: «Auguro al vescovo Antonio di trovarsi bene a Cremona come mi sono trovato bene io»

A pochi giorni dalla conclusione del suo servizio episcopale mons. Dante traccia un bilancio del suo ministero cremonese che iniziò il 4 novembre 2001

A pochi giorni dal saluto ufficiale alla diocesi – che si terrà sabato 23 gennaio, alle ore 16, in Cattedrale – abbiamo incontrato mons. Dante Lafranconi. Il presule, di origini comasche, dopo 14 anni di intenso servizio pastorale il prossimo 30 gennaio lascerà il testimone a mons. Antonio Napolioni, scelto il 16 novembre scorso da Papa Francesco come 85° vescovo della Chiesa cremonese. A mons. Lafranconi, impegnato in questi giorni nel trasloco  – continuerà a risiedere a Cremona – abbiamo rivolto alcune domande. Una sorta di bilancio schietto ed esaustivo del suo ministero cremonese.

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Riconosciute da papa Francesco le virtù eroiche di padre Arsenio da Trigolo

Sacerdote cremonese fu vicario a Paderno Ponchielli e a Cassano d'Adda, poi divenne gesuita e infine cappuccino. Fondò le suore di Maria Ss. Consolatrice

Papa Francesco, giovedì 21 gennaio, ha ricevuto in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare alcuni decreti, tra i quali quello riguardante il riconoscimento delle virtù eroiche del servo di Dio Arsenio da Trigolo (al secolo: Giuseppe Migliavacca), sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondatore della Congregazione delle Suore di Maria Santissima Consolatrice, nato il 13 giugno 1849 a Trigolo e morto il 10 dicembre 1909 a Bergamo.

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Il vescovo eletto Antonio dal nunzio apostolico per ricevere la bolla di nomina

«Al di là della formalità – ha detto mons. Napolioni - c’è un fatto sostanziale, riguardante la missione che si riceve dal Papa di essere successori degli apostoli, in comunione con tutti gli altri vescovi»

Sempre più vicina l’ordinazione episcopale di mons. Antonio Napolioni. Il vescovo eletto di Cremona, accompagnato dall’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, è stato ricevuto il 13 gennaio a Roma dal Nunzio Apostolico in Italia mons. Adriano Bernardini. Un incontro semplice e cordiale, nel corso del quale il Nunzio ha consegnato al neo vescovo di Cremona la Bolla pontificia . «Ho ricevuto l’atto firmato da Papa Francesco, per mezzo del quale posso presentarmi a Cremona come vescovo – commenta con emozione Napolioni -. All’inizio della liturgia di ordinazione infatti – aggiunge – verrà chiesto: «Avete il mandato del Papa?» e il nuovo vescovo eletto, come avviene da secoli, dovrà presentare la Bolla pontificia. Al di là della formalità – prosegue Napolioni – c’è un fatto sostanziale , riguardante la missione che si riceve dal Papa di essere successori degli apostoli, in comunione con tutti gli altri vescovi. Un incontro che ha rappresentato anche l’opportunità per un ampio scambio di idee su tanti aspetti della vita delle nostre chiese».

La bolla di nomina di mons. Napolioni

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«Un cammino ecclesiale che don Primo illuminerà sicuramente». Mons. Napolioni in preghiera sulla tomba di don Primo

Martedì 12 il vescovo eletto di Cremona è giunto a Bozzolo per una veloce visita ai luoghi di don Mazzolari

A Cremona per due giorni il vescovo eletto di Cremona, mons. Napolioni, nella mattinata di martedì 12 gennaio ha raggiunto Bozzolo, per pregare sulla tomba di don Primo Mazzolari e visitare la Fondazione che conserva e propaga il suo pensiero e i suoi scritti. Nel suo primo messaggio alla diocesi don Antonio aveva rivelato la sua profonda stima e il debito di riconoscenza nei confronti del grande prete cremonese di cui è appena iniziato l’iter per il processo di beatificazione: i suoi libri sono stati infatti fondamentali nella formazione sacerdotale del nuovo pastore della Chiesa cremonese.

Mons. Napolioni, accompagnato dal segretario di mons. Lafranconi don Flavio Meani, è stato accolto dall’arciprete don Gianni Macalli e dal vicario don Gabriele Barbieri. Prima tappa il sepolcro di don Mazzolari posto nella navata di destra della chiesa di San Pietro. Qui il vescovo eletto ha sostato lungamente in preghiera. Subito dopo ha fatto visita al convento delle suore di Maria Bambina che si trova proprio davanti la parrocchiale: le religiose, riunite nel capitolo provinciale, hanno accolto il presule con grande gioia, sorpresa e commozione.

Terza tappa la Fondazione Mazzolari dove ad attenderli c’era il segretario Giacomo Ghidorsi. Mons. Napolioni ha visitato con grande attenzione il luogo che raccoglie il pensiero e le opere del grande prete cremonese e ha scritto sull’albo dei visitatori: «Accompagnami, don Primo, fratello e padre, in questo “nuovo inizio” di Vangelo nella tua e nostra terra. Aiutami ad annunciare con la vita e, se necessario, con le parole l’amore di Dio di Cristo Gesù. Insieme ai sacerdoti e alla gente che tu hai fecondato con la tua passione pastorale. + Antonio Napolioni, ep. el. Crem.».

Il vescovo eletto ha infine fatto visita alla casa di riposo Domus Pasotelli per far visita ad un sacerdote ospite, don Alberto, originario della diocesi di Camerino-San Severino Marche. Qui mons. Napolioni ha anche incontrato il sindaco di Bozzolo, on. Giuseppe Torchio, che gli ha presentato  le testimonianze autentiche consegnate proprio sabato scorso da Oskar Te‎nzer, il rifugiato ebraico salvato insieme alla sua famiglia e riferite alla segnalazione di Don Primo quale “Giusto tra le Nazioni”, massimo riconoscimento ebraico. Insieme a questi documenti Torchio ha fatto avere a mons. Napolioni una lettera personale di  Tenzer quale testimonianza per il processo di beatificazione.

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Il messaggio di pace di Mazzolari all’epoca della terza guerra mondiale a pezzi

Venerdì 15 gennaio convegno al Boschetto con don Bignami e il regista Regonelli a 126 anni dalla nascita del grande parroco di Bozzolo

Son trascorsi 126 anni dalla nascita di don Primo Mazzolari presso la frazione Boschetto, a Cremona. E proprio nella sua parrocchia si è voluto ricordare l’importante anniversario lo scorso 15 gennaio con un incontro pubblico sul tema «Il messaggio di pace di Mazzolari all’epoca della terza guerra mondiale a pezzi». Gremito il salone dell’oratorio, per ascoltare i relatori, don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Mazzolari e Guido Regonelli, regista della pellicola «Cremona 1943», di cui è stata proiettata la parte relativa a colui che è conosciuto ormai come il più celebre parroco di Bozzolo; molte le testimonianze orali raccolte nel filmato, che ha ricordato gli aiuti forniti dal sacerdote a sfollati, rifugiati, ebrei ed a chiunque si trovasse nel bisogno; ha rievocato la sua coraggiosa opposizione al fascismo ed al nazionalsocialismo, il suo impegno a fianco della Resistenza, i due arresti patiti, così come la sua condanna a qualsiasi tentativo di giustizia sommaria o di vendetta, la difesa a spada tratta dell’obiezione di coscienza, la sua infaticabile ricerca di un dialogo, i suoi guai col Vaticano, il divieto di predicare fuori dalla sua parrocchia, il suo impegno civico con posizioni spesso controcorrente e molto altro ancora.

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Domenica 17 al Maristella Traiettorie di sguardi su “Profeti disarmati”

Il tema della pace sarà sviscerato grazie a uno spettacolo dal titolo "Piero. Poetiche di guerra" proposto dalla Compagnia dei Piccoli

In foto gli attori Mattia Cabrini e Marco Rossetti in una foto di repertorio

Teatro e musica per riflettere sul tema della pace domenica 17 gennaio all’oratorio del Maristella, a Cremona, per il quinto appuntamento di Tds (Traiettorie di sguardi), il progetto di formazione per i giovani 20/30enni della città e non solo ideato e realizzato dalla Diocesi attraverso l’Ufficio di pastorale giovanile e la parrocchia del Maristella. Nell’occasione sarà messo in scena, infatti, “Piero. Poetiche di guerra”, proposto dalla “Compagnia dei Piccoli”.

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A Bonemerse un ciclo di conferenze dedicate alla famiglia “pietra angolare della società”

Primo appuntamento il 23 gennaio alle 21 in chiesa parrocchiale con mons. Alberto Franzini che illustrerà le conclusioni del Sinodo della Famiglia

L’amministrazione comunale di Bonemerse, in collaborazione con la parrocchia di S. Maria Nascente, il gruppo culturale parrocchiale e il gruppo laico canossiano “Giuseppina Ghisi” di Cremona, propone un ciclo di conferenze sul tema: «Famiglia, pietra angolare della società». Sabato 23 gennaio mons. Alberto Franzini, parroco della Cattedrale e apprezzato teologo, illustrerà le conclusioni del recente Sinodo sulla famiglia fortemente voluto da Papa Francesco. Sabato 20 febbraio il magistrato Giacomo Rocchi, giudice della Corte di Cassazione e il giornalista Mauro Faverzani interveranno sul tema “Per la vita senza compromessi”. L’incontro anticipa la marcia nazionale per la vita che si terrà a Roma l’8 maggio. Sabato 12 marzo sarà la volta di don Maurizio Compiani, noto biblista cremonese, che interverrà su “Giubileo della misericordia: nella Chiesa, nella società, nella famiglia”. Infine sabato 16 aprile il dottor Paolo Emiliani, presidente del Forum delle Associazioni familiari di Cremona, parlerà de “La famiglia nell’odierno contesto socio-culturale”. Tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 21 nella chiesa arcipretale.

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