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A Paderno Ponchielli e Bonemerse il Gloria di Vivaldi con il coro “Don Bellani” e l’orchestra internazionale IMF

Lunedì 4 gennaio nella chiesa arcipretale di San Dalmazio e il giorno successivo in quella di Maria Nascente

Lunedì 4 nella chiesa arcipretale di San Dalmazio in Paderno Ponchielli e martedì 5 gennaio in quella di Maria Nascente a Bonemerse il coro “Don Natale Bellani” guidato da Ilaria Geroldi e l’orchestra “International Musical Friendship” diretta da Ya-Wen Khöler eseguirà un vero e proprio capolavoro della musica sacra: il Gloria di Antonio Vivaldi. «In occasione del 15° anniversario di attività del coro e del concerto dell’Epifania – spiega Geroldi – abbiamo pensato di fare qualcosa di importante coinvolgendo una compagine di giovani musicisti di varie nazionalità: in tutto saremo una sessantina». Tre i solisti che si esibiranno: Mimma D’Avossa e la stessa Geroldi come soprani e Viktoriia Tkaciuk come contralto. Oltre all’opera di Vivaldi saranno proposti altri brani di particolare suggestione: la «Sonata pian e forte» di Giovanni Gabrieli, «Cantique de Jean Racine op.11» di Gabriel Fauré, «Sinfonia breve in re maggiore» di Vincenzo Bellini, «Kurkikohtaus – op.44 n.2» di Jean Sibelius. L’inizio dei concerti sarà sempre alle ore 21.

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Nel cuore della città il presepio vivente dei giovani di S. Ilario e S. Agata

Nel pomeriggio di domenica 3 gennaio dinanzi al sagrato della chiesa di corso Garibaldi a Cremona

Sul sagrato della chiesa cittadina di Sant’Agata, domenica 3 gennaio, i giovani e i ragazzi degli oratori dell’unità pastorale di Sant’Agata e Sant’Ilario, guidati dal vicario don Stefano Montagna, hanno allestito un suggestivo presepio vivente. L’iniziativa, veramente singolare in città, è stata resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Cremona e dalla fattiva collaborazione delle “botteghe del centro” e di “Stradi…variando”. Nel primo pomeriggio corso Garibaldi si è, dunque, riempito di persone che non hanno voluto mancare a questo evento al contempo di fede e di cultura

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Deceduto improvvisamente a soli 55 anni don Alessandro Fagnani

Sabato 2 gennaio, alle 10.30, nella chiesa di San Zeno a Cassano le esequie presiedute dal vescovo Lafranconi

Ancora un lutto ha colpito la comunità cristiana di Cassano d’Adda: dopo don Vincenzo Gatti, originario della cittadina milanese ma del clero ambrosiano, è improvvisamente deceduto don Alessandro Fagnani, attualmente residente nella comunità San Salvatore a Spineda dove collaborava con il parroco don Ernesto Marciò. Il sacerdote è morto nel sonno nella notte tra il 29 e il 30 dicembre nella casa della madre dove si trovava per qualche giorno di riposo. Le esequie saranno celebrate nella chiesa di San Zeno a Cassano sabato 2 gennaio, alle ore 10.30, dall’amministratore apostolico, mons. Dante Lafranconi affiancato dal vicario generale mons. Mario Marchesi e dai sacerdoti del circondario guidati dal vicario zonale mons. Giansante Fusar Imperatore. Da Spineda giungerà un pullman con una rappresentanza della parrocchia.

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Nella parrocchia di Castelverde Gesù nasce su una barca

fedeli sono state proposte delle brevi meditazioni tratte dai Salmi, ma anche da autori classici come Seneca fino a Papa Francesco, passando per S. Agostino e alcuni scrittori moderni di spiritualità

«Dio nostra salvezza» è il significato del presepio allestito nella Parrocchia di Castelverde e simboleggiato da una barca, tema caro quest’anno ad altre raffigurazioni natalizie. La semplicità della rappresentazione composta da pochi elementi (oltre alla barca solo la natività e un angelo nocchiero) hanno reso il significato più incisivo e coinvolgente. Come accompagnamento per i fedeli sono state proposte delle brevi meditazioni tratte dai Salmi, ma anche da autori classici come Seneca fino a Papa Francesco, passando per S. Agostino e alcuni scrittori moderni di spiritualità: voci dell’esperienza umana toccata dalla Salvezza. Il Natale è la porta di tale esperienza. L’invito è stato per tutti di vivere questo giorno nella consapevolezza del Dono ricevuto.

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La marcia nazionale della pace nel segno di don Tonino Bello

Quest'anno la manifestazione della Chiesa italiana per il 31 dicembre dopo 23 torna a Molfetta

Anche quest’anno la Chiesa italiana propone una modalità alternativa per vivere l’ultimo giorno dell’anno: la 48ma Marcia della Pace del 31 dicembre, che torna a Molfetta dopo 23 anni nel segno di don Tonino Bello. Un evento che assume diversi e importanti significati: quest’anno ha fatto un passo in avanti il processo per la beatificazione del vescovo di Molfetta, a 23 anni dalla memorabile marcia, nel 1992, che guidò nella sua diocesi appena tornato da Sarajevo, poco prima di morire. Titolo della marcia, come consueto, è quello del messaggio del Papa per la 49ª Giornata mondiale della pace, che si celebrerà il prossimo 1° gennaio: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”.

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Esercizi spirituali del clero con il card. Severino Poletto

Dall'11 al 15 gennaio presso il Santuario di S. Maria del Fonte presso Caravaggio

Come ogni anno, subito dopo le feste natalizie, presso il Centro di spiritualità del Santuario “S. Maria del Fonte” presso Caravaggio si tengono gli esercizi spirituali per sacerdoti, diaconi permanenti e religiosi che operano nella diocesi di Cremona. Il corso sarà predicato dal card. Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, una delle figure più eminenti della Chiesa italiana. Gli esercizi avranno inizio dal mattino (ore 10) di lunedì 11 gennaio e termineranno con il pranzo di venerdì 15 gennaio. Per chi desidera, l’accoglienza è possibile anche dalla cena di domenica 10 gennaio.

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Rapporto Fides: nel 2015 uccisi nel mondo 22 operatori pastorali

Dal 2000 sono stati trucidati, spesso per scopo di rapina, ben 396 persone, tra di esse 5 vescovi

Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nell’anno 2015 sono stati uccisi nel mondo 22 operatori pastorali. Per il settimo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America. Dal 2000 al 2015, secondo i dati in  possesso dell’agenzia, sono stati uccisi nel mondo 396 operatori pastorali, di cui 5 Vescovi.

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Deceduto il sacerdote cassanese don Vincenzo Gatti del clero ambrosiano

Fu ordinato a Cremona nel 1962, ma poi si incardinò nella diocesi di Milano dove divenne direttore della Scuola del Beato Angelico

Domenica 27 dicembre, festa della Sacra Famiglia, è deceduto don Vincenzo Gatti, sacerdote cassanese, classe 1935, ordinato a Cremona nel 1962, ma appartenente al clero della diocesi di Milano. Licenziato in teologia e laureato in liturgia, era direttore della Fondazione Scuola Beato Angelico di Milano.

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Emozionante incontro dei giovani di Caravaggio con Papa Francesco

Il saluto davanti a Casa Santa Marta in Vaticano dopo l'Angelus del 1° gennaio

La Parrocchia di Caravaggio dal 30 dicembre al 2 gennaio ha organizzato un pellegrinaggio nella Città Eterna a cui ha partecipato un bel gruppo di giovani e giovanissimi accompagnati dal vicario don Umberto Zanaboni. Durante questo viaggio, il gruppo ha avuto modo di visitare i grandi resti della classicità romana, a partire dal Colosseo fino ai Fori Imperiali. La visita è proseguita ammirando la chiesa di San Filippo Neri, quindi i Musei Vaticani, fino a partecipare alla celebrazione del Te Deum col Santo Padre per l’ultimo giorno dell’anno.

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Nella festa di S. Stefano il ricordo dei martiri cristiani di oggi

L'ultimo rapporto di «Aiuto alla Chiesa che soffre» (Acs) sulla persecuzione anticristiana rivela che il numero di Stati classificati come di «estrema» persecuzione è salito da sei a dieci.

Nella festa di Santo Stefano, primo martire della storia cristiana, ricordiamo con riconoscenza quanti, per il semplice fatto di essere cristiani, sono stati perseguitati e uccisi in tante parti del mondo. Fra qualche giorno l’agenzia Fides – dal 1927 organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie – pubblicherà l’elenco degli operatori pastorali martirizzati nel 2015: l’anno passato sono stati 26, eppure sono migliaia i cristiani trucidati ogni anno nel silenzio e nell’indifferenza generale non solo dell’autorità internazionali, ma anche degli stessi fratelli di fede. Il Santo Padre Francesco nel tradizionale messaggio natalizio “Urbi et Orbi” ha detto: «Ai nostri fratelli, perseguitati in tante parti del mondo a causa della fede, il Bambino Gesù doni consolazione e forza. Sono i nostri martiri di oggi».

L’ultimo rapporto di «Aiuto alla Chiesa che soffre» (Acs) sulla persecuzione anticristiana rivela che il numero di Stati classificati come di «estrema» persecuzione è salito da sei a dieci. A Cina, Eritrea, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Corea del Nord si sono infatti aggiunti Iraq, Nigeria, Sudan e Siria, tutti Paesi segnati dall’ascesa dell’estremismo islamico, che si conferma una delle principali minacce alla comunità cristiana.

Oltre alla Siria e al caso iracheno – in cui oltre 120mila cristiani sono stati costretti a scegliere se convertirsi o morire dallo Stato Islamico (Is) – da segnalare la Nigeria, dove gli estremisti di Boko Haram hanno costretto alla fuga 100mila cristiani della sola diocesi di Maiduguri, nella quale sono state distrutte 350 chiese.

L’Africa in generale, considerata finora la speranza più brillante per la Chiesa del futuro, sta subendo l’avanzata di gruppi fondamentalisti anche in Kenya, Tanzania, Sudan e altri Paesi. E laddove non operano gli estremisti, ci pensano le autorità e le severe leggi locali. Come non ricordare il caso della cristiana sudanese Meriam Ibrahim, condannata a morte per apostasia, costretta a partorire in carcere e rilasciata solo dopo una campagna internazionale. In Eritrea, poi, si ritiene che vi siano fino a 3mila detenuti – in maggioranza cristiani – imprigionati per motivi religiosi.

Preoccupano anche altri oltranzismi. In India i movimenti nazionalisti indù hanno compiuto molti attacchi contro i cristiani e lo stesso arcivescovo di Ranchi, il cardinale Telesphore Toppo, è stato minacciato di morte. Nello Sri Lanka, invece, sono stati gli estremisti buddisti a distruggere o causare la chiusura di molte chiese (165 in due anni). In crescita sono anche gli attacchi in Israele, peraltro unico Paese mediorientale in cui la popolazione cristiana è in crescita.

Tornando all’Asia, emblematico è il buco nero nordcoreano, dove nel marzo 2014 Kim Jong-un ha ordinato l’esecuzione di 33 cristiani, accusati di essere delle spie. Inoltre si stima che il regime di Pyongyang abbia fatto finire almeno il 10% dei circa 400mila cristiani in campi di lavoro in cui subiscono torture, omicidi, stupri, esperimenti medici. In Pakistan resta in carcere, dopo la condanna a morte per apostasia, la cristiana Asia Bibi, nonostante i molti appelli a suo favore. In Vietnam il decreto 92 obbliga i gruppi religiosi ad ottenere dei permessi per incontri religiosi e i sacerdoti a partecipare a programmi di educazione. E la nuova legge sulla religione – prevista per fine 2015-2016 – potrebbe comportare nuove restrizioni. In Cina il 2014 è stato uno degli anni peggiori per i cristiani, con 449 leader religiosi imprigionati. Il 2015 è stato invece caratterizzato da oltre 650 aggressioni nella provincia di Zeijang, tra cui la distruzione totale o parziale di numerose chiese.

Il rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre considera inoltre alcuni Paesi con abusi meno gravi ma che preoccupano. In Russia, ad esempio, la legge è severa nei confronti dei cristiani e molte comunità religiose non hanno potuto registrare le proprie chiese. In Turchia, invece, i cristiani sono tuttora considerati cittadini di seconda classe e temono fortemente l’ascesa del fondamentalismo all’interno di una realtà anche qui sempre più problematica.

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