Il 10 gennaio, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, la Famiglia francescana ha dato inizio all’VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, ultima tappa del cammino intrapreso nel 2023 e che ha fatto rivivere gli ultimi anni di vita terrena del Poverello.
Il rito di apertura è iniziato con un gesto concepito come ponte simbolico e spirituale tra il Centenario della composizione del Cantico delle Creature (2025) e il Centenario del Transito (2026). Riprendendo le ultime due strofe del Cantico (quelle dedicate alla riconciliazione e a sorella morte corporale), in memoria della riconciliazione tra il vescovo e il podestà di Assisi, il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, mons. Domenico Sorrentino, e il sindaco della città di Assisi, Valter Stoppini, sono entrati nella Basilica portando un cero spento, segno dell’umanità segnata dal conflitto e dalla fragilità.
La processione ha raggiunto la Cappella del Transito, luogo degli ultimi istanti terreni di Francesco, dove il cero è stato acceso al Cero Pasquale, simbolo di Cristo risorto. Da lì, la luce è stata portata alle sei stazioni laterali della Basilica, ciascuna affidata a uno dei sei rami della Famiglia francescana. Erano infatti presenti Fr. Massimo Fusarelli, Ministro generale OFM, Fr. Carlos Alberto Trovarelli, Ministro generale OFMConv, Fr. Roberto Genuin, Ministro generale OFMCap, Tibor Kauser, Ministro generale OFS, Fr. Amando Trujillo Cano, Ministro generale TOR e Sr. Daisy Kalamparamban, Presidente della Conferenza Francescana Internazionale dei Fratelli e delle Sorelle del Terz’Ordine Regolare.
Ogni stazione è stata dedicata a una tematica tratta dal Testamento di San Francesco, come consegna delle sue ultime volontà spirituali. In ciascuna tappa è stato proclamato un testo delle Fonti francescane o del Vangelo, accompagnato dalla riflessione di uno dei 6 rappresentati della Famiglia francescana, a cui ha fatto seguito un segno simbolico o l’ascolto di una testimonianza, per attualizzare il messaggio francescano nel mondo di oggi.
Per l’occasione nella Basilica è stato esposto il più antico dipinto raffigurante san Francesco di Assisi, conservato presso il Museo della Porziuncola: opera del cosiddetto Maestro di San Francesco (metà del XIII secolo), raffigura il Santo con le stigmate chiaramente visibili, espressione della sua piena e definitiva conformatio Christi. L’immagine sarebbe stata eseguita su un’asse lignea impiegata per accogliere e proteggere il corpo di Francesco immediatamente dopo la sua morte, conferendole un valore non solo iconografico, ma anche profondamente reliquiario e testimoniale.
Al termine della celebrazione sono state lette le parole di Papa Leone XIV, rivolte ai Ministri generali della Famiglia francescana, nelle quali il Santo Padre ha ricordato come la testimonianza di Francesco continui a parlare al nostro tempo, segnato da guerre e divisioni: “In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace”. Dalla lettera è risuonato anche l’invito a lasciarci guidare dal poverello di Assisi sul cammino della riconciliazione e della pace: “San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andasti incontro al sovrano giudice come un uomo pacificato, intercedi perché anche noi sappiamo riconciliarci con Dio, con noi stessi, con gli altri e con il creato”. Il Papa ha anche consegnato ai francescani una preghiera: “In questo Anno di grazia, desidero consegnarvi una preghiera affinché San Francesco d’Assisi continui a infondere in tutti noi la perfetta letizia e la concordia”.
San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono
andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato,
intercedi per noi presso il Signore.
Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera,
insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione
che abbatte ogni muro.
Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra
e di incomprensione,
donaci il coraggio di costruire ponti
dove il mondo erige confini,
In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni,
intercedi perché diventiamo operatori di pace:
testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo.
Amen
È stato inoltre annunziato il Decreto della Penitenzieria Apostolica con cui, “nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, si indice uno speciale Anno giubilare con annesse indulgenze plenarie”. Il Santo Padre stabilisce che, “dal 10 gennaio 2026, in concomitanza con la chiusura del Giubileo Ordinario, fino al 10 gennaio 2027, sia indetto uno speciale Anno di San Francesco”, durante il quale i fedeli potranno ottenere l’indulgenza plenaria “alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre)”, visitando in forma di pellegrinaggio chiese e santuari francescani e unendosi spiritualmente al cammino della Famiglia francescana in questo tempo di grazia.
Il Decreto della Penitenzieria Apostolica
Il Transito si colloca al culmine del grande cammino giubilare francescano, che dal 2023 al 2026 ha ripercorso gli ultimi anni della vita del Poverello: dall’approvazione della Regola e il Natale di Greccio (2023), al dono delle Stimmate (2024), alla composizione del Cantico delle Creature (2025). L’ultima strofa del Cantico, “Laudato si’, mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente pò skappare”, è l’autentica chiave di lettura di questo Centenario.
Tratto da ofm.org




