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Santa Teresa di Lisieux, mons. Follo: «Una vocazione riconosciuta dalla Chiesa e dal mondo»

La Conferenza generale dei paesi membri dell’Unesco ha inserito il 150º della sua sua nascita tra gli anniversari da onorare nel 2023

L’11 novembre 2021, la Conferenza generale dei paesi membri dell’Unesco iscriveva Teresa di Lisieux tra le 67 persone i cui anniversari di nascita sono da onorare e celebrare per il biennio 2022-2023. Noi abbiamo chiesto a mons. Francesco Follo, cremonese che è stato Osservatore permanente della Santa Sede all’Unesco dal 2002 al 2021, di condividere con noi la sua riflessione a proposito di tale nomina. Continue reading »

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In Cattedrale la gratitudine agli operatori del 118 per il 30° anniversario dell’istituzione

Sfoglia la Photogallery completa Nel trentennale dell’istituzione del Servizio sanitario di urgenza ed emergenza del 118 si è celebrata in Cattedrale l’Eucarestia nella IV Domenica di Quaresima: come in un abbraccio, al termine della celebrazione, è stata impartita la benedizione degli operatori e dei mezzi di primo soccorso sulla piazza del Comune antistante. A presiedere la celebrazione, colorata dalle tante e diverse divise degli operatori, … Continue reading »

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I Vescovi lombardi: «Scriviamo a voi, giovani, perché siete forti»

Lo scorso novembre nel Duomo di Milano 200 giovani lombardi hanno avuto l’opportunità di mettersi a confronto con i vescovi delle diocesi lombarde sui temi della vocazione e del lavoro, degli affetti, dell’ecologia, dei riti e dell’intercultura. Un momento importante che ha segnato l’inizio di un percorso di rinnovamento della pastorale giovanile lombarda. Proprio facendo seguito a questo appuntamento i Vescovi lombardi hanno indirizzato una lettera ai giovani delle loro diocesi. Di seguito il testo integrale del messaggio.

 

Scriviamo «a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno» (1Gv 2,14).

Scriviamo a voi, giovani delle Chiese che camminano sotto il cielo di Lombardia, con la gioia del ricordo di quel 6 novembre dell’anno scorso: nel Duomo di Milano, bellezza e vigore del popolo di Dio, noi successori degli apostoli del Signore Gesù e voi giovani, suoi discepoli preziosi, da Lui convocati insieme ad ascoltare la sua parola che scalda il cuore e impegna alla missione. E, quasi estensione della mensa della parola e del pane, lo Spirito della comunione collocava quei tavoli: che forza quel segno! Ha toccato i cuori, ha ridestato speranze infiacchite, ha varcato i confini della Chiesa. A quei tavoli ci siamo seduti, insieme, avvertendo che non si ascolta veramente la Parola se non ci si ascolta, osando la reciprocità dell’amore, la condivisione della medesima passione, il trafficare esperienze e letture, desideri e visioni e progetti, il camminare insieme verso scelte coraggiose di fraternità e missione.

Con voi abbiamo avvertito la forza di quel segno; con voi desideriamo che il sogno, il sogno di Dio prenda corpo, ancora lasciandoci accarezzare dall’esortazione di papa Francesco: «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo! Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza» (Christus vivit 1-2).

Allora nessuno rimuova quei tavoli, in ogni nostra cattedrale, nei passi di Vangelo che le nostre Chiese stanno facendo. Torniamo a sederci, insieme. Senza indugio ritroviamoci in cinque commissioni regionali, ciascuna formata da alcuni di voi, da un vescovo, da un rappresentante degli oratori lombardi, da un esperto che aiuti a comprendere l’edificarsi e il muoversi della Chiesa nell’oggi di questo cambiamento d’epoca. Continuiamo così quel confronto tanto promettente: su vocazione e lavoro, riti, affetti, intercultura, ecologia. Ciascuna commissione si impegnerà in una rilettura pastorale dei verbali del 6 novembre scorso, cercherà di prospettare itinerari per una crescita nella fede e nella missione, abbozzerà linee regionali di pastorale giovanile che favoriscano ulteriori confronti e passi di Chiesa nelle realtà locali.

Torniamo a quei tavoli, così stretti alla mensa della parola e del pane, perché lì soffia lo Spirito, lì è Pentecoste: «I vostri giovani avranno visioni, i vostri anziani faranno dei sogni» (At 2,17).

Scriviamo a voi giovani perché siete forti e dimora in voi la parola di Gesù che domanda a voi e a tutti «Che cosa cercate?» (Gv 1,38): con voi ci sediamo, …le visioni, i sogni intorno a vocazione e lavoro.

Scriviamo voi giovani perché siete forti e dimora in voi la parola che Gesù canta al Padre entrando nel mondo, allora e oggi: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora io ho detto: Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,5-7): con voi ci sediamo, …le visioni, i sogni intorno ai riti.

Scriviamo a voi, giovani, perché siete forti e dimora in voi la parola che Gesù, lavandoci ancora i piedi, ci consegna come vita nuova: «Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Gv 15,12): con voi ci sediamo, …le visioni, i sogni intorno agli affetti.

Scriviamo a voi, giovani, perché siete forti e dimora in voi la parola che ricorda e profetizza l’abbraccio universale di Gesù, lui che attira tutti a sé, lui che muore «per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11,52): con voi ci sediamo, …le visioni, i sogni intorno all’intercultura.

Scriviamo a voi, giovani, perché siete forti e dimora in voi la parola di Gesù che invita i suoi discepoli alla contemplazione e alla cura della casa comune: «Guardate gli uccelli del cielo […]. Osservate come crescono i gigli del campo» (Mt 6,26.28): con voi ci sediamo, …le visioni, i sogni intorno all’ecologia.

Senza le vostre visioni, come potremmo ancora sognare? Senza le vostre visioni, come potrebbe la Chiesa sognare secondo il sogno stesso di Dio?

 

+ Mario E. Delpini – Arcivescovo di Milano
+ Francesco Beschi – Vescovo di Bergamo
+ Marco Busca – Vescovo di Mantova
+ Oscar Cantoni – Vescovo di Como
+ Maurizio Gervasoni – Vescovo di Vigevano
+ Daniele Gianotti – Vescovo di Crema
+ Maurizio Malvestiti – Vescovo di Lodi
+ Antonio Napolioni – Vescovo di Cremona
+ Corrado Sanguineti – Vescovo di Pavia
+ Pierantonio Tremolada – Vescovo di Brescia

 

“Giovani e Vescovi” insieme per generare le «scintille» di un nuovo cammino

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A Castelleone conferito l’Accolitato a Mario Pedrinazzi

Nel pomeriggio di sabato 26 marzo, durante la Messa delle 18 nella chiesa parrocchiale di Castelleone, Mario Pedrinazzi ha ricevuto il ministero dell’Accolitato, ultimo passaggio verso il diaconato permanente che riceverà il prossimo anno. Una scelta maturata dopo un percorso che ha visto il nuovo accolito coinvolto intensamente nella vita della comunità di Castelleone, di cui è originario e dove vive e lavora: dall’oratorio, all’animazione … Continue reading »

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Dal cuore di Maria ​​​​​​​una Fontana di pace

Guarda la photogallery completa Una preghiera all’unisono con la Chiesa nel mondo, con Papa Francesco in San Pietro. Un’invocazione, che è insieme grido di dolore e speranza di una «fraternità» vera tra gli uomini, si è elevata venerdì pomeriggio dal Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore gremito dai fedeli. Una celebrazione che si è fatta «supplica a Maria affinché cessi la guerra e ogni … Continue reading »

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Consacrazione al cuore di Maria: venerdì alle 17 campane a distesa di tutte le chiese della diocesi

“In quest’ora l’umanità, sfinita e stravolta, sta sotto la croce con te. E ha bisogno di affidarsi a te, di consacrarsi a Cristo attraverso di te. Il popolo ucraino e il popolo russo, che ti venerano con amore, ricorrono a te…”. È uno dei passaggi centrali della preghiera che venerdì 25 marzo il Papa leverà per consacrare e affidare l’umanità e specialmente la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Francesco la pronuncerà al termine della liturgia della penitenza nella basilica di San Pietro, nel pomeriggio di venerdì 25 marzo, festa dell’Annunciazione. La liturgia avrà inizio alle ore 17 e tutto il popolo di Dio, vescovi, preti, religiosi, fedeli laici sono invitati a uniti in preghiera per la fine della guerra. Continue reading »

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Il 25 marzo al Santuario di Casalmaggiore la festa patronale con il Vescovo pregando per la pace in comunione con il Santo Padre

La celebrazione presso il santuario casalasco alle 17, con diretta televisiva su Cremona1 e in streaming sui canali web diocesani, si concluderà davanti all'immagine della Vergine con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Anche la Chiesa cremonese risponde all’invito rivolto da Papa Francesco ai vescovi di tutto il mondo e i loro presbiteri a unirsi a lui nella preghiera per la pace e nella consacrazione e affidamento della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Il Pontefice pronuncerà la preghiera nel pomeriggio di venerdì 25 marzo, festa dell’Annunciazione, nella Basilica di San Pietro in occasione della Celebrazione della Penitenza prevista alle ore 17. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto da tutti i vescovi del mondo. E anche in diocesi di Cremona, al Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore. Continue reading »

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«Nella croce Gesù ha saputo ri-assumere tutto il male del mondo per disinnescarlo»

Con la riflessione del vescovo Napolioni il 23 marzo si è aperto il corso online per insegnanti promosso da Pax Christi

Ha preso avvio nella giornata di mercoledì 23 marzo il corso “Ban the bomb”, organizzato da Pax Christi Italia in collaborazione con la sede cremonese e l’Ufficio scuola diocesano, che si svolgerà online tra marzo e aprile. Si tratta di un percorso per insegnanti di religione (ma aperto anche a docenti di altre discipline) delle scuole secondarie di primo e secondo grado, finalizzato a sensibilizzare sull’importante questione delle armi atomiche e sul Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari entrato in vigore il 22 gennaio 2021, non ancora ratificato dall’Italia e dai Paesi Nato. Tra i relatori il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, il vescovo Giovanni Ricchiuti (presidente di Pax Christi), il premio Nobel per la pace 2017 Lisa Clark (rappresentante italiana della Campagna Ican), Francesco Vignarca (Rete Pace e Disarmo) e don Fabio Corazzina.

L’incontro inaugurale è stato aperto proprio da monsignor Napolioni, attraverso una riflessione sulle radici bibliche della non violenza. «Occorre rispetto per la Rivelazione, come il Concilio Vaticano II ci ha insegnato – ha detto il vescovo –. La Bibbia è libro di Dio e degli uomini, ricco di contraddizioni scandalose, fino alla pietra di inciampo che è Gesù. Ma qualsiasi semplificazione superficiale che riconosca nel Dio dell’Antico Testamento il Dio violento e in quello del Nuovo Testamento il Dio della tenerezza va superata».

In un susseguirsi di citazioni, il vescovo ha tracciato un file rouge tra primo e secondo testamento, mettendo in evidenza i riferimenti cristologici già presenti in Genesi, Levitico, Profeti e Libri Sapienziali.

«”Non ti vendicherai, ma amerai il tuo prossimo” presente nel libro del Levitico. Oppure il “nessuno tocchi Caino” contenuto in Genesi. Sono un’anticipazione del “perdona il tuo nemico” e “porgi l’altra guancia”. Così come le parole dedicate al disarmo pronunciate dai profeti perseguitati, da Elia a Geremia e in particolar modo da Isaia». In ciascuno di questi testi emerge un Dio non vendicativo, ma misericordioso, che sollecita al perdono e al disarmo. «Facciamo attenzione a non tradire – ha sollecitato il vescovo – la natura della rivelazione biblica che mostra presto il limite delle soluzioni violente e predilige l’alternativa della non violenza».

Basti pensare a episodi della vita di Cristo, ai suoi interventi ai discepoli, tentati dall’imbracciare le armi, persino nell’ultima ora presso il Getzemani. Oppure al discorso della montagna, in cui «Gesù introduce le esigenze di una giustizia più alta, perfetta, vera». Non di sole parole, però è stato il messaggio di Cristo. «Nella croce, infatti, Gesù ha saputo ri-assumere tutto il male del mondo per disinnescarlo. Una croce che non tappa la bocca, non serve solo a spiritualizzare, ma fa da ripartenza per ogni percorso che Cristo ci ha rivelato. Cristo, che va incontro consapevolmente alla violenza opponendo come dono gratuito la propria vita, il suo silenzio e perdono, è il primo operatore di pace della storia», ha precisato monsignor Napolioni.

L’incontro è proseguito con un intervento del vescovo Ricchiuti che, a più riprese, ha citato le parole di Papa Francesco relative alla «follia della guerra». A partire dalla dottrina sociale della Chiesa, che opera per un mondo senza guerre, il presidente di Pax Christi si è interrogato su quale strada possa portare a recuperare il senso di umanità perduto nel vivere attuale. E ha trovato risposta nell’avvento e nel recupero del Cristianesimo, che deve ripartire da una nuova evangelizzazione posta in seno a una «riflessione umana e umanistica». «La guerra è una strada senza uscita? A volte sembra ineluttabile questa disumanizzazione del nostro vivere e relazionarci. Eppure l’avvento del Cristianesimo è la risposta non violenta a chi usava violenza – ha concluso –. Nell’enciclica Fratelli tutti” questo è lo spiraglio, quesa è la feritoia in mezzo alla tenebra, per citare don Primo Mazzolari. La fraternità».

Sara Pisani
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L’ensemble Vox Cordis di Fornovo San Giovanni con Papa Francesco

L'incontro del gruppo bergamasco in occasione del pellegrinaggio a Roma per il primo anniversario dell'ensamble

La foto insieme a Papa Francesco è il ricordo più bello e inatteso del pellegrinaggio che l’ensemble Vox Cordis di Fornovo San Giovanni ha vissuto a Roma in occasione dell’anno di fondazione. Dopo l’udienza generale del 16 marzo, durante la quale sono risuonate le note dell’inno “Abbiate Coraggio”, musicato da Roberto Bacchini e composto da Nicolas Tonoli attingendo da stralci dei discorsi di Papa Francesco ai giovani e dalla Evangelii Gaudium, domenica 20 marzo, dopo l’Angelus in Piazza San Pietro durante il quale il Papa ha saluto anche il coro di Fornovo, l’ensemble ha avuto l’onore di incontrare personalmente il Pontefice. Continue reading »

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