Giornata della consapevolezza sull’autismo… «perché non si può lasciar cadere nel vuoto il desiderio di chi ha qualcosa da dire»
«Il ricordo dello scorso anno è ancora vivo e dolente». Con queste parole, con questo sguardo su un passato ancora così vicino, il vescovo Napolioni ha introdotto la Messa nella Cena del Signore, presieduta in Cattedrale nella serata del Giovedì Santo. Uno sguardo che richiama agli occhi della memoria alla stessa celebrazione durante il Triduo del 2020, a «quella cena del Signore celebrata con tutti voi chiusi in casa, costretti al digiuno eucaristico e all’attesa di una liberazione dal male, certamente spirituale ma che ha preso anche le forme della insidia alla salute, della morte, della solitudine, dello scoraggiamento. Per questo – ha detto monsignor Napolioni – non possiamo non gioire stasera, perché anche se c’è ancora tanta strada da fare in questo tunnel buio la luce affascina e la nostra Cattedrale la raccoglie e la riconsegna al suo Signore che ci ospita al suo banchetto»
In una Cattedrale di Cremona completamente immersa nel silenzio e nel buio, ma che torna a vivere (pur nel rispetto del distanziamento e delle norme di sicurezza) la notte della Risurrezione di Cristo con la presenza dei fedeli, è la luce del cero pasquale, acceso dal vescovo Napolioni al centro della grande navata, ad aprire la solenne Veglia pasquale.
A Soresina, la pandemia non frena né la devozione né l’entusiasmo. E così, in occasione della Settimana Santa, non potendo realizzare le abituali celebrazioni, la Parrocchia di San Siro e l’Oratorio Sirino propongono il film “Via Crucis”, ovviamente in programma il Venerdì Santo.
«Cosa abbiamo da dirci? Cosa dobbiamo fare? Chi me lo fa fare?». Tre domande per un dialogo schietto e cordiale che il vescovo Napolioni ha proposto al clero diocesano riunito in Cattedrale per la Messa Crismale in cui, nella mattinata del Giovedì Santo, all’ingresso nel Triduo Pasquale, i sacerdoti rinnovano le promesse, ricordando i confratelli che festeggiano anniversari importanti e quello che nell’ultimo anno hanno lasciato questo mondo.
È stata una veglia delle Palme inedita: un viaggio per la città, verso le case e i luoghi dove i giovani vivono la loro quotidianità, accompagnato dalle parole della preghiera che ha dato il titolo all’ultima lettera pastorale del vescovo Napolioni: «Cristo non ha mani». E proprio il Vescovo si è messo in cammino tra le vie della città per incontrare giovani che, con esperienze e vite molto diverse tra loro, testimoniano però la bellezza della vita cristiana anche dentro un momento difficile come quello della pandemia.
Preghiera, suggestione, affidamento: la Via Crucis in dialetto cremonese, celebrata la sera di venerdì 26 marzo nella chiesa S. Maria Assunta di Cella Dati, facente parte della Unità pastorale Madre Nostra, ha rappresentato la condivisione di un alto momento dal punto di vista spirituale ma anche culturale e comunitario.
Uno strato solido di gocce di tempera, mischiate, stratificate, fissate sulla tavola nel loro scivolare lento: l’immagine di copertina scelta per l’ultima edizione di Riflessi Magazine è il dettaglio di un tavolo di lavoro della Officina creativa «La Manica Lunga», il laboratorio artistico di Fondazione Sospiro dove gli ospiti dell’istituto trovano uno spazio di creatività, la risposta al proprio bisogno di espressione, il supporto di operatrici appassionate e attente allo sbocciare del talento.
L’importanza e l’essenzialità dell’acqua è nota a tutti ma non sempre ce ne ricordiamo. A volte, la semplicità di un gesto come quello di aprire il rubinetto ci porta a darla per scontata, abituati ad averla sempre a disposizione nelle nostre case. Ma non è sempre stato così e, tuttora, non lo è in alcune parti del mondo. Continue reading