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Abbiamo bisogno di cittadini più vicini all’Europa

Tocca innanzitutto a noi, ai cittadini, rilanciare il progetto europeo, riscoprendo le ragioni del nostro stare insieme: quelle storiche, che sono ragioni di pace, di affermazione dei diritti, di arricchimento culturale, e non solo di benessere economico, e quelle che derivano dalle tante nuove sfide che abbiamo davanti. Tocca a noi credere fino in fondo all’importanza di continuare a camminare insieme per affrontare i nuovi tornanti che la storia ci pone davanti. Senza arretrare, senza rinunciare a fare del nostro continente uno spazio di promozione dei diritti, della libertà, della giustizia sociale. Non solo per noi, ma anche per gli altri continenti, a partire da quelli che si affacciano sul Mediterraneo

“L’Europa non si farà in un giorno, né senza urti. Nulla di duraturo si realizza con facilità. Tuttavia essa è già in cammino”. Sono parole scritte oltre mezzo secolo fa da Robert Schuman, uno dei “padri fondatori” dell’Unione europea. Non si nascondeva le asperità che si paravano innanzi a un progetto politico ambizioso e complesso, chiamato ad attraversare difficili tornanti della storia. Ma questa consapevolezza non lo faceva arretrare, anzi, alimentava in lui la convinzione che proprio dentro quelle difficoltà si sarebbero date le condizioni per un percorso in cui popoli e Stati avrebbero potuto lavorare alla costruzione di una “casa comune”, fondata sul desiderio condiviso di pace, libertà, democrazia e benessere.

L’Europa è un cammino, ci ricorda Schuman, e ogni cammino è fatto anche di fatica, di ricerca della strada migliore, di qualche passo falso.

Le elezioni europee verso cui siamo avviati segneranno un passo in avanti per il rafforzamento della casa comune, o ci faranno tornare indietro, verso una nuova epoca di chiusure, di egoismi nazionali, di diffidenze reciproche? Sapremo trovare la strada per continuare a camminare insieme o ci perderemo nel labirinto dell’euroscetticismo e dell’antieuropeismo? Per la prima volta, la campagna elettorale che si sta aprendo rischia di trasformarsi in un referendum pro o contro l’Europa, e la dissoluzione del progetto europeo appare come una prospettiva non più solamente teorica. In tanti, anche con toni calibrati e suadenti, vorrebbero convincerci che in fondo non sarebbe un disastro. Che da soli potremmo stare meglio, tornare a essere “padroni a casa nostra”. Ma è proprio la complessità del tempo presente, in cui la cosiddetta globalizzazione ci porta fin sulla soglia di casa sfide mondiali, a dimostrarci ogni giorno che nessun Paese, oggi, può permettersi di procedere in solitudine. È quello che abbiamo scritto nella recente lettera aperta firmata da diverse realtà del mondo cattolico italiano: “Per esistere e resistere in un mondo grande e complesso, oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita”.

Attorno al destino dell’Europa, insomma, si deciderà buona parte del nostro futuro.

Provo allora, a tre mesi dal voto del 26 maggio, a proporre quattro sottolineature. Per prima cosa, occorre ribadire che l’Unione europea potrà sopravvivere solo se sarà capace di fare un balzo in avanti. Se cesserà di essere “soltanto un sistema di alleanze o una coalizione di interessi”, per diventare “una comunità di destini”, a partire dai temi unificanti della crescita, del lavoro, della centralità della persona, della tutela della famiglia, della solidarietà, della lotta alla povertà, della riduzione delle diseguaglianze sociali.
Questo significa anche – ed è una seconda sottolineatura, presente anche nel recente manifesto redatto dalle associazioni che aderiscono a Retinopera – che è sempre più urgente identificare gli indispensabili cambiamenti istituzionali di cui l’Europa ha bisogno per potersi rilanciare politicamente. Negli anni recenti l’Ue ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte alla crisi economica, alle pressioni migratorie, alle minacce del terrorismo. E ciò è avvenuto anche perché i governi degli Stati membri non hanno assegnato alle istituzioni comunitarie poteri e competenze adeguate per agire. Da qui il bisogno di cambiamenti, che vadano nella direzione di un’Europa più coesa, più efficace, più giusta.
In terzo luogo,

abbiamo bisogno che l’Europa torni ad essere “attrattiva”,

capace di coinvolgere e appassionare i cittadini, le parti sociali, i territori che la compongono. Si avverte la necessità che l’europeismo torni a sgorgare dal basso, dalla condivisione di un sogno. Ben venga allora la promozione di una simbologia europea, la ricerca di volti, emblemi, progetti che consentano ai cittadini europei di identificarsi con la loro patria comune. Ma è ancora più necessario che le istituzioni europee riguadagnino credibilità agli occhi dei propri in cittadini facendoli sentire rappresentati, raccogliendone ed esprimendone le istanze, i bisogni, le aspirazioni e le capacità. Abbiamo bisogno di istituzioni che siano più vicine alla gente e non solo ai governi, alle burocrazie o ai poteri economici.
Abbiamo anche bisogno, però, di cittadini più vicini all’Europa. Per rilanciare il “cantiere Europa” occorre – quarto ma non ultimo elemento – più partecipazione, più senso di responsabilità, più coinvolgimento, razionale ed emotivo, da parte dei cittadini europei. Tocca innanzitutto a noi, ai cittadini, rilanciare il progetto europeo, riscoprendo le ragioni del nostro stare insieme: quelle storiche, che sono ragioni di pace, di affermazione dei diritti, di arricchimento culturale, e non solo di benessere economico, e quelle che derivano dalle tante nuove sfide che abbiamo davanti. Tocca a noi credere fino in fondo all’importanza di continuare a camminare insieme per affrontare i nuovi tornanti che la storia ci pone davanti. Senza arretrare, senza rinunciare a fare del nostro continente uno spazio di promozione dei diritti, della libertà, della giustizia sociale. Non solo per noi, ma anche per gli altri continenti, a partire da quelli che si affacciano sul Mediterraneo.

Matteo Truffello
presidente nazionale Azione cattolica italiana

(fonte: AgenSir)

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Unitalsi, Marco Tiziano Guarneri è il nuovo presidente diocesano

Cremonese classe 1960 è stato eletto lo scorso 2 marzo; vicepresidente la soresinese Donatella Carminati

È Marco Tiziano Guarneri, cremonese classe 1960, il nuovo presidente della Sottosezione cremonese dell’Unitalsi. La sua elezione è avvenuta lo scorso 2 marzo nell’assemblea elettiva convocata in modo anticipato a seguito della prematura scomparsa, nell’ottobre scorso, della presidente Maria Enrica Lambri, in carica dal 2015. Il nuovo presidente, di professione bancario, coniugato, con due figlie e già nonno, è della parrocchia cittadina di S. Ambrogio, di cui è membro del Consiglio pastorale e di quello per gli affari economici. Continue reading »

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S. Sigismondo, deceduta madre Maria Rosa Ghisu

Martedì mattina i funerali della religiosa, 91 anni, di cui 71 di vita claustrale: aveva servito la comunità come priora e maestra delle novizie

Nel dolore della separazione, rasserenato dalla certezza che la vita non è tolta ma trasformata, la comunità delle monache domenicane di Cremona annuncia che ha concluso il suo cammino terreno madre Maria Rosa di Gesù Buon Pastore, 91 anni, di cui 71 di vita religiosa come claustrale domenicana. Il decesso è avvenuto sabato 9 marzo.  Continue reading »

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Le Sacre Ceneri, origine e significato

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, in cui si è invitati particolarmente alla conversione. È rimasto come giorno principale di digiuno e astinenza dalle carni assieme al Venerdì Santo.

“Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù venne in Galilea, predicando il Vangelo di Dio. Diceva: ‘Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al Vangelo’”. (Mc 1, 1-15)

Dal brano del Vangelo di Marco è tratta la formula che accompagna l’imposizione delle Sacre Ceneri, consentita per tutte le celebrazioni del giorno. Con questo semplice gesto del periodo liturgico che inizia si sottolinea, oltre all’aspetto penitenziale, anche che sia il tempo della conversione, della preghiera assidua e del ritorno a Dio Padre. Continue reading »

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“Scelgo: voce del verbo Credere”, catechesi quaresimale per i giovani della città

Zona III e Azione Cattolica propongono tre incontri con testimonianze sul tema della scelta. Il primo appuntamento venerdì 8 marzo al Cambonino

Il tavolo di pastorale giovanile della zona pastorale III che comprende le parrocchie della città organizza, in collaborazione con Azione Cattolica, l’iniziativa delle Catechesi Quaresimali sul tema: “Scelgo: voce del verbo Credere”. Partendo dal tema centrale della scelta, il percorso si svilupperà su alcuni verbi utilizzati nell’Instrumentum Laboris del sinodo che indicano attenzioni e atteggiamenti da adottare nel momento in cui si deve compiere una scelta.

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Nuovo oratorio a Castelleone, tutto pronto per l’inaugurazione con il vescovo

Domenica monsignor Napolioni sarà a Castelleone per il taglio del nastro e la benedizione del primo lotto di lavori. Ecco come sarà la nuova struttura

Ormai manca pochissimo, i lavori sono ultimati, la cappella, le aule, il bar, gli spogliatoi, gli spazi comuni sono allestiti e pronti per essere vissuti, si sta concludendo anche il trasloco dei materiali e delle attrezzature dalla vecchia struttura a quella nuova: la parrocchia di Castelleone ha il suo nuovo oratorio. Come scrivono il parroco, don Giambattista Piacentini e il vicario, don Vittore Bariselli, nell’invito per la benedizione dei locali del prossimo 10 marzo (scarica QUI l’invito) con la presenza del vescovo Antonio, è la conclusione di un sogno coltivato da anni insieme all’intera comunità parrocchiale.

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A Soresina gli esercizi spirituali zonali con il vescovo Antonio

Dal 10 al 12 marzo tre appuntamenti per una riflessione sul tema "La santità è per tutti", ispirato all'enciclica "Gaudete et exsultate"

L’Azione Cattolica propone, in preparazione alla Pasqua, gli esercizi spirituali per tutta la Zona Pastorale Seconda. Ispirati all’esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et exsultate”, gli esercizi spirituali prevedono tre appuntamenti per meditare il tema della santità e, in particolare, il messaggio “La santità è per tutti”.

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L’appello del Papa: preghiamo per i cristiani perseguitati

Si stima che nel mondo siano quasi 300 milioni i cristiani perseguitati a causa della loro fede

In alcune regioni del mondo fare il segno della croce, leggere la Bibbia, andare la domenica a Messa, parlare di Gesù e recitare il Rosario significa rischiare la propria vita. Lo scenario attuale è drammatico ed è anche più grave di quello degli albori del cristianesimo: “Forse sembrerà difficile da credere – afferma il Pontefice nel videomessaggio – ma oggi ci sono più martiri che nei primi secoli”.

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Università Cattolica, svelato il plastico del nuovo polo di Santa Monica

Il progetto mostrato dal cavalier Arvedi durante la cerimonia del dies academicus. Il plastico sarà esposto nei prossimi giorni presso lo IAT in piazza del Comune

Come sarà, una volta ultimati i lavori, l’ex convento di Santa Monica, futura sede del campus dell’Università Cattolica, sede di Cremona? L’interrogativo ha trovato risposta grazie al minuzioso e accurato plastico in legno commissionato dalla Fondazione Arvedi-Buschini (finanziatore dell’intervento di recupero e restauro insieme a Comune, Regione e Fondazione Cariplo) che è stato svelato lunedì 4 marzo dal cav. Giovanni Arvedi con al fianco la moglie Luciana, dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, e dal magnifico rettore Franco Anelli, alla presenza del prorettore e responsabile della sede cittadina, Lorenzo Morelli, del vescovo di Cremona, mons. Napolioni, l’assistente nazionale dell’Ateneo, mons. Giuliodori e Renzo Rebecchi per Fondazione Cariplo. Continue reading »

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