Category Archives: News

Al Santuario di Caravaggio il Giubileo dei Grest con il vescovo Antonio

Centinaia di ragazzi di ogni parte della diocesi per l'iniziativa promossa dalla FOCr tra divertimento e spiritualità. Vittoria del gioco da parte dell'oratorio di Castelleone; Calvenzano premiato per i migliori animatori

Santuario di Caravaggio invaso da centinaia bambini e ragazzi dei Grest martedì 28 giugno. Dopo il Giubileo degli animatori, la sera del 21 giugno in Cattedrale con il passaggio dalla Porta Santa, l’attenzione è andata ai più piccoli, che sono stati coinvolti una giornata che ha saputo unire divertimento e spiritualità. Continue reading »

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L’AIMC di Cremona in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo della Misericordia

Momenti di riflessione e di preghiera hanno segnato l'intensa tre giorni in cui non sono mancate neppure occasioni di approfondimento culturale e artistico

Dal 23 al 26 giugno un gruppo di docenti dell’AIMC (Associazione italiana maestri cattolici) di Cremona , con la presenza di qualche familiare, ha vissuto a Roma l’esperienza del Giubileo della Misericordia. Continue reading »

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Domenica a Sabbioneta lo Spectrum Youth Chorus di Seattle

Dopo una prestigiosa tournée in tutta Italia il concerto di musica sacra farà tappa anche nella chiesa di S. Maria Assunta (ore 18.45)

Domenica 3 luglio, alle 18.45 nella chiesa di S. Maria Assunta, a Sabbioneta, si terrà un concerto di musica sacra del Spectrum Youth Chorus di Seattle, USA, diretto da Stephanie Charbonneau. Il concerto è l’ultimo di una tournée di dieci giorni durante i quali il coro si esibisce in importanti chiese di diverse regioni italiane. Continue reading »

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Annunciate nuove nomine del Vescovo Antonio: nove sacerdoti interessati

Durante le celebrazioni eucaristiche di domenica 26 giugno. Costituita una nuova unità pastorale tra le parrocchie di Pizzighettone, Roggione e Regona

Durante le celebrazioni eucaristiche di domenica 26 giugno sono stati comunicati, nelle parrocchie interessate, diversi provvedimenti che coinvolgono ben nove sacerdoti. Il più evidente riguarda la costituzione di una nuova unità pastorale tra le parrocchie di Pizzighettone, Regona e Roggione. Mons. Napolioni  ha nominato moderatore don Andrea Bastoni, già collaboratore nelle stesse comunità e parroci in solido don Gabriele Battaini, sinora vicario a Covo, e don Attilio Spadari, già collaboratore a Soresina. Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato della Cancelleria Vescovile.

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Il vescovo Antonio celebra i Santi Pietro e Paolo a Barbata

Domenica 26 giugno il presule ha benedetto anche una statua di San Francesco D'Assisi e la sede del presidio della Croce Verde Martesana

Un’altra prima volta per il vescovo Antonio in un’altra parrocchia della Bassa Bergamasca. Dopo Fornovo San Giovanni venerdì sera, domenica mattina mons. Napolioni è stato a Barbata per celebrare la messa solenne in onore dei Santi Patroni Pietro e Paolo ed inaugurare e benedire la nuova statua di San Francesco d’Assisi, collocata in piazza IV Novembre, e la sede del presidio della Croce Verde Martesana.

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Martedì al Santuario di Caravaggio il Giubileo dei Grest insieme al vescovo Antonio

Attesi bambini e ragazzi da ogni parte della diocesi. Già confermate la presenze dei gruppi delle zone pastorali 1 e 2

In arrivo un altro appuntamento diocesano che coinvolge quanti sono impegnati nelle attività oratoriane estive. Martedì 28 giugno a Caravaggio sono attesi bambini e ragazzi da tutti gli oratori per il Giubileo del Grest insieme al vescovo Antonio.

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Il Vescovo a Fornovo per celebrare S. Giovanni Battista

Venerdì 24 giugno mons. Napolioni ha ricordato la figura del Precursore e il compito di ogni cristiano di annunciare Gesù ai fratelli

Prima volta a Fornovo San Giovanni per il vescovo Antonio che, in occasione della solennità del patrono San Giovanni Battista, venerdì 24 giugno, alle 20.30, ha celebrato la Messa solenne e presieduto la processione per le vie del paese con la statua del Santo. Chiesa parrocchiale gremita di fedeli per la celebrazione, allietata dalle voci dei cantori della schola cantorum parrocchiale diretta da Cleo Canevisio: sull’altare, assieme al vescovo, i sacerdoti don Antonio Aresi, pro-rettore del santuario di Caravaggio, e don Giambattista Aresi, entrambi nativi di Fornovo, ed il collaboratore parrocchiale don Roberto Cremona.

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Il Vescovo a S. Pietro al Po per l’avvio della festa patronale: «Siate il luna park della Chiesa»

Il programma celebrativo continua con martedì una serata culturale all’insegna dell’arte e della musica

È con un insolito richiamo alla tradizionale fiera di San Pietro di Cremona che il vescovo Antonio ha augurato alle comunità parrocchiali di S. Giorgio in S. Pietro al Po e Ss. Giacomo e Agostino di essere come un luna park: luce riflessa di Cristo, «tra le realtà quotidiane del parco che è la vita». L’occasione è stata la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Napolioni nel pomeriggio di domenica 26 giugno nella parrocchiale di via Cesari ad apertura della festa patronale. Continue reading »

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Domenica Messa del Vescovo a S. Pietro al Po. Martedì serata culturale all’insegna dell’arte e della musica

Il 26 giugno alle 18.15 mons. Napolioni presiederà l'Eucaristia nella parrocchiale di S. Giorgio in S. Pietro al Po

Sarà il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ad aprire ufficialmente a Cremona i festeggiamenti per la festa patronale della parrocchia di S. Giorgio in S. Pietro al Po. L’occasione sarà la solenne Eucaristia che mons. Napolioni presiederà nel pomeriggio di domenica 26 giugno, alle 18.15, nella chiesa parrocchiale. Continue reading »

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Domenica 26 la Giornata della Carità del Papa

Intervista del Sir a mons. Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della S. Sede

Una pratica molto antica che arriva fino a oggi. È l’Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (quest’anno il 26 giugno). La colletta rimanda alle origini del Cristianesimo, quando vengono sostenuti materialmente «coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi cura dei più bisognosi». È quanto sottolinea anche monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Il Sir – Servizio informazioni Religiose – lo ha incontrato alla vigilia di questo appuntamento, conosciuto come Giornata per la carità del Papa.

Eccellenza, l’Obolo di San Pietro è una pratica molto antica che rimanda alle origini del cristianesimo. Quali sono i motivi che la rendono ancora attuale?
«Direi gli stessi di un tempo, fondamentalmente due: offrire un sostegno materiale a chi vive per annunciare il Vangelo, quindi alle necessità dell’apostolato, comprese anche le attività della Santa Sede; e prendersi cura dei più bisognosi, che purtroppo non mancano mai, non solo vicino a noi, ma anche in tanti contesti di sofferenza, spesso dimenticati».

Qual è il senso spirituale ed ecclesiale della Giornata per la carità del Papa?
«Oltre alla carità, che parla già da sé, c’è, come lei ha detto, un importante significato ecclesiale: non si tratta solo di dare un aiuto a chi ne ha bisogno o una mano a chi fa del bene, ma di farlo come Chiesa. Partecipare alla carità del Papa è un gesto fortemente simbolico, perché manifesta la vicinanza delle comunità e dei fedeli al Papa, la partecipazione alla sua sollecitudine. È un segno, semplice e antico, di unità nell’amore. Per questo è e dev’essere, com’era anche nella Chiesa delle origini, un gesto spontaneo. Mi piace anche ricordare che l’obolo avviene attorno alla solennità di San Pietro: è, in fondo, il “regalo” delle Chiese al Successore di Pietro, che non lo tiene per sé, ma a sua volta lo distribuisce secondo i bisogni delle Chiese e dei poveri».

Una nota particolare viene data a questo appuntamento annuale dal Giubileo della misericordia che stiamo vivendo. In tale senso è efficace lo slogan scelto dalla Conferenza episcopale italiana per la Giornata del 26 giugno: “Apriamo i cuori alla misericordia”. Ma è possibile coniugare carità e misericordia? E in che modo?
«Direi che sono già coniugate, sono strettamente apparentate: la misericordia indica un cuore aperto, che non rimane chiuso in se stesso, un cuore che sa abbassarsi, sa chinarsi verso le miserie, come fa Dio con noi. La carità nasce da qui, come un buon gesto viene da un buon cuore, come un sorriso dalla gioia. Il Papa ci ricorda più volte che, per essere vera, la carità deve essere concreta. Vuol dire che non può fermarsi al pensiero o al sentimento, ma deve raggiungere pure le tasche! E vuol dire anche, soprattutto oggi, che le opere di carità devono essere sapientemente pensate e ben gestite, per arrivare veramente a chi ha bisogno, senza sprechi».

Sono molto frequenti i richiami del Papa a non volgere lo sguardo altrove rispetto alle situazione di povertà, esclusione e disagio. Molto spesso però non vengono colti appieno. Frequenti, infatti, sono le “accuse” di pauperismo, populismo, peronismo. Perché tutto questo?
«Mi verrebbe da dire che la prima reazione, quando un invito è scomodo e fa pensare, è proprio quella di muovere qualche critica un po’ stizzita che poi alla fine, se ci pensiamo, sa spesso di astratto, di ideologico, di partitico, e soprattutto non aiuta. Credo che in questi casi la cosa più importante sia davvero andare oltre e non lasciarsi amareggiare: si sa che “trovare la pagliuzza nell’occhio del fratello” è uno degli sport più diffusi al mondo. Ebbene, la Chiesa è chiamata a non fare così, ma ad andare avanti nel bene con fiducia, guardando solo al Vangelo e non ad altro, nemmeno ai propri ritorni di immagine».

Alle parole e alle denunce, infatti, il Papa aggiunge l’esempio concreto: basta pensare alla visita a Lesbo e al gesto di accoglienza nei confronti dei rifugiati accompagnando a Roma con il suo stesso aereo tre famiglie siriane.
«Sì, ma, conoscendolo un poco, direi che proprio non gli interessa farlo per “strategia mediatica”. Lo fa, e credo che la gente lo veda, con naturalezza, in modo direi connaturale, unendo spontaneamente quello che crede e quello che fa. Mi viene in mente un’espressione di Papa Benedetto: «Il programma del cristiano è un cuore che vede». Non è un fuoco d’artificio pubblicitario, ma uno sguardo che vede i bisogni e un cuore che si dà da fare, senza bisogno dell’approvazione altrui, e senza volerla ricercare».

Nepal, Repubblica Centrafricana, Kenya, Uganda, Niger… Sono alcuni Paesi su cui si è intervenuti nel 2015 con le offerte giunte da tutto il mondo all’Obolo. Senza dimenticare i cristiani perseguitati nelle guerre e i poveri della città di Roma. Insomma, la carità del Papa non conosce confini…
«Non deve conoscerne! Un aspetto molto importante è essere presenti soprattutto presso le realtà che vengono dimenticate troppo in fretta. Da molte parti del mondo, senza clamore mediatico, giungono al Papa accorate richieste e grida di aiuto. Bisogna prestarvi attenzione. Si fa presto oggi a scordarsi di quello che succede nel mondo, presi dalla curiosità per le ultime novità di casa nostra. La missione del Papa e della Chiesa, invece, è proprio quella di abbracciare tutti, in particolare i più dimenticati e lontani, che purtroppo non hanno risalto sulle prime pagine di tanti media».

Qual è il suo auspicio e il suo appello per la raccolta del 2016?
«Vorrei far mio quel che scriveva san Paolo, quando chiedeva di contribuire a una colletta per la Chiesa: più che fare propaganda o inseguire il risultato, dava valore al gesto, dicendo che “Dio ama chi dona con gioia”. Ecco, il mio auspicio è che l’obolo di quest’anno sia un’occasione concreta per ritrovare la gioia pura e semplice di donare».

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