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«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso», sussidi per la preghiera nella XXX Giornata del Malato

In un periodo difficile come quello che il mondo sta vivendo, condizionato da una pandemia che continua a richiedere attenzioni e cure particolari per la sicurezza di tutti, non è possibile dimenticare quelli che più di tutti soffrono a causa delle ferite della malattia. Il ricordo e la vicinanza trovano un momento di particolare intensità e condivisione nella XXX Giornata Mondiale del Malato, che come ogni anno si celebra l’11 febbraio, memoria liturgica della Madonna di Lourdes, un giorno scelto da san Giovanni Paolo II «per sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie cattoliche e la società civile all’attenzione verso i malati e verso quanti se ne prendono cura». Con queste parole papa Francesco ricorda che «molti passi avanti sono stati fatti, ma molta strada rimane ancora da percorrere per assicurare a tutti i malati, anche nei luoghi e nelle situazioni di maggiore povertà ed emarginazione, le cure sanitarie di cui hanno bisogno».

«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Le parole che accompagnano nella preghiera di questa giornata risuonano oggi ancora più forti e vere, e devono essere un monito per tutti, perché «la misericordia, infatti, è per eccellenza il nome di Dio, che esprime la sua natura non alla maniera di un sentimento occasionale, ma come forza presente in tutto ciò che Egli opera».

Lo spirito della Giornata viene accolto anche a Cremona dal vescovo Antonio Napolioni, che invita gli ospedali e le case di riposo a farsi portavoce del messaggio di vero spirito di misericordia, in quanto primi fra tutti nella vicinanza, nel cordoglio e nell’aiuto dei malati.

Per accompagnare nella preghiera della Giornata Mondiale del Malato, la Pastorale della salute della Diocesi di Cremona mette a disposizione una guida alla liturgia per rendere l’orazione un’unica voce fra tutti i fedeli, accompagnata dalla lettera del Santo Padre per tutti i cristiani del mondo.

Di seguito il download dei sussidi della Pastorale della salute della Diocesi di Cremona:

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Martedì 18 gennaio ricorre il 750° anniversario della morte di san Facio (18 gennaio 1272). La ricorrenza sarà celebrata in Diocesi con particolare solennità ponendo nuovamente l’attenzione su uno dei più antichi santi di cui la Chiesa cremonese ha custodito la memoria quale concittadino esemplare per la fede e l’impegno nella carità.

Una figura che, proprio in occasione di questo anniversario, il vescovo Antonio Napolioni ha voluto richiamare nella sua ultima Lettera Pastorale – dal titolo “Ospitali e pellegrini. Sulle orme di san Facio” – pubblicata lo scorso dicembre con l’obiettivo di riproporne alcuni messaggi ancora di grande attualità.

 

La Messa in Cattedrale

Il momento celebrativo sarà nel pomeriggio di martedì 18 gennaio (memoria liturgica di san Facio) nella Cattedrale di Cremona con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. L’appuntamento è per le 17.55 quando, a introdurre la celebrazione, sarà la lettura di un riassunto della “Vita” medievale, antica biografia del Santo. La liturgia si concluderà quindi in cripta, davanti all’urna del santo.

Alla celebrazione – trasmessa in diretta tv su Cremona1 e in streaming cui canali web diocesani (diocesidicremona.it, canale youtube e pagine facebook) sono invitate in particolare le realtà che si occupano di volontariato e assistenza, a cominciare dai gruppi caritativi delle parrocchie e in riferimento all’ambito sanitario. Da sempre forte, infatti, è stato il legame tra il santo d’origini veronesi vissuto nella Cremona del XIII secolo, e questi due ambiti: carità e cura degli infermi.

Proprio san Facio, infatti, promosse a Cremona la Confraternita dello Spirito Santo. Gli obblighi di questo consorzio – come si legge nei documenti dell’epoca – “erano quelli di riunirsi ogni domenica per raccogliere le elemosine” che poi i “massari”, eletti tra i confratelli, portavano ai poveri che si vergognavano di mendicare.

Non si può dimenticare, inoltre, la presenza a Cremona della chiesa di S. Facio (meglio conosciuta in città come “Foppone”) che per secoli è stata la cappella del vecchio ospedale. L’Ospedale Maggiore di Cremona è stato fondato a metà del 1400 riunendo i beni di “ospitia” parrocchiali e di cinque case di ospitalità rette proprio dalla Confraternita dello Spirito Santo.

Nel contesto del 750° anniversario della morte di san Facio il Vescovo ha disposto che quest’anno in tutta la Diocesi tale ricorrenza sia celebrata come “memoria obbligatoria” e che il 18 gennaio nella città di Cremona siano sospese le messe vespertine nelle parrocchie e sacerdoti e fedeli convergano in Cattedrale.

 

Download materiali utili:

Fratello Facio: il santo della carità, lavoratore e pellegrino

 

La lettera pastorale “Ospiti e pellegrini”

È dedicata a san Facio la quinta lettera pastorale scritta dal vescovo Antonio Napolioni, intitolata “Ospitali e Pellegrini. Sulle orme di san Facio”, pubblicata lo scorso dicembre. In un agile volume, impreziosito dalle illustrazioni della giovane artista cremonese Giulia Cabrini, la lettera pastorale riprende e ripropone la vita del santo. «L’anniversario – scrive nelle prime righe monsignor Napolioni – invita a ricordare uno dei più antichi santi custoditi dalla Chiesa cremonese, cogliendo alcuni messaggi di grande attualità per noi», «non con il rigore dello studioso, ma nella semplicità di una riflessione personale e di un dialogo fraterno, che il vescovo offre a credenti e non, a tutti i fratelli pellegrini nel tempo e nello spazio che ci son dati di attraversare». La lettera pastorale, che affianca alla riflessione brani tratti dall’agiografia del santo, invita dunque le comunità a essere «ospitali e pellegrini, come lui – spiega monsignor Napolioni presentandone l’uscita – ma nel nostro tempo, nel quale rischiamo di rinchiuderci nelle nostre case». Un invito a riscoprire ospitalità, ascolto, accoglienza… anche come Chiesa.

Nei dodici brevi capitoli della sua nuova lettera pastorale il vescovo affronta, lasciandosi guidare dai passi del santo, i passaggi più attuali della contemporaneità, che riguardano la Chiesa e la società intera: la solidarietà concreta, il lavoro, la transizione economica ed ecologica, la preghiera, il protagonismo laicale all’interno della Chiesa, il cammino sinodale.

Il volume, al prezzo di copertina di 1,50 euro, è disponibile presso gli uffici della Curia diocesana, la libreria Paoline di Cremona, il Santuario di Caravaggio e l’editrice diocesana TeleRadio Cremona Cittanova (0372-462122, prenotazioni@teleradiocremona.it).

“Ospitali e pellegrini”. San Facio parla al presente nella Lettera Pastorale del Vescovo Napolioni

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Sinodo, da metà gennaio nelle Zone le assemblee rivolte a tutti gli operatori pastorali

Dopo una serata introduttiva il venerdì nelle parrocchie, il sabato mattina l'incontro a livello zonale. Inaugura il percorso il 21 gennaio la Zona 2, seguita la settimana successiva dalle Zone 4 e 5

Prosegue in modo intenso il cammino sinodale della Chiesa cremonese che, dopo gli incontri di avvio guidati dal vescovo nelle cinque zone pastorali nei mesi scorsi, si appresta a vivere un altro momento in cui ogni zona della diocesi sarà chiamata a giocare un ruolo da protagonista anche grazie al lavoro, già svolto e ancora in corso, in ciascuna parrocchia. Continua a leggere »

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Come San Facio, anche in questo tempo «ospitali e pellegrini verso Dio e verso gli uomini»

Guarda la fotogallery completa della celebrazione «San Facio fu veronese di nascita, ma cremonese per la dimora costante e i rapporti sociali…». La lettura di un riassunto della “Vita di San Facio”, testo medievale che ne descrive la biografia, introduce la celebrazione della Messa solenne nel giorno del 750° della morte del santo, presieduta dal vescovo Napolioni nella Cattedrale di Cremona, dove sono conservate – … Continua a leggere »

Settimana ecumenica, don Celini a “Chiesa di Casa”: «Come i magi, insieme verso Cristo»

In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la rubrica settimanale Chiesa di Casa ha incontrato don Federico Celini, incaricato diocesano per la Pastorale ecumenica e il dialogo interreligioso. Anzitutto, don Celini, intervistato da Riccardo Mancabelli, ha descritto questa iniziativa internazionale come otto giorni in cui gli uomini e le donne di tutto il mondo, appartenenti a diverse tradizioni e confessioni cristiane, si … Continua a leggere »

50 anni di Caritas Cremonese: l’anno celebrativo al via con la Messa nel 750° di san Facio

Appuntamento per tutte le realtà caritative alle 18 in Cattedrale per la Messa del Vescovo. Il 50° della Caritas diocesana si concluderà il 13 novembre 2022 nella solennità di sant’Omobono

La celebrazione che il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, presiederà nel pomeriggio di martedì 18 gennaio in Cattedrale, in occasione del 750° della morte di san Facio (18 gennaio 1272), sarà caratterizzata anche da un’altra significativa ricorrenza. Proprio nel ricordo di questo santo della carità si aprirà, infatti, l’anno celebrativo per i 50 anni della Caritas diocesana. Un anno commemorativo, di animazione alla carità e di sguardo alle nuove sfide che si chiuderà in un’altra data di particolare significato: il 13 novembre 2022, nella solennità liturgica di sant’Omobono, il patrono della città e della diocesi di Cremona da sempre riconosciuto come “padre dei poveri”.

Caritas Cremonese nasce nel 1972 quale organismo della Diocesi di Cremona per promuovere, anche in collaborazione con altre realtà e associazioni cattoliche, la testimonianza della carità della comunità cristiana, guardando allo sviluppo integrale della persona, alla giustizia sociale e alla pace e con una particolare attenzione agli ultimi.

Proprio volendo aprire nel 750° della morte di san Facio il 50° di Caritas Cremonese, alla Messa del 18 gennaio in Cattedrale (ore 18) sono state invitate le realtà che si occupano di volontariato e assistenza, a cominciare dai gruppi caritativi delle parrocchie.

Il legame in diocesi tra san Facio e la carità è testimoniato anche dal fatto che proprio a questo santo della Cremona del XIII secolo è intitolata la fondazione attraverso la quale Caritas Cremonese raccoglie i contributi – da parte di cittadini, enti e associazioni – da utilizzare per sostenere persone e realtà in situazione di fragilità e di bisogno.

«La testimonianza della carità a Cremona afferma don Pierluigi Codazzi, direttore di Caritas Cremonese – parte da molto lontano e ci è consegnata come patrimonio non tanto da celebrare, ma da vivere con creatività ogni giorno, nei luoghi e nei tempi che l’oggi ci offre».

Caritas Cremonese intende riproporre così le sue tre grandi finalità-vocazioni:

  • la promozione di una cultura evangelica sulla carità;
  • l’inserimento della dimensione caritativa nella pastorale organica della Chiesa locale;
  • l’educazione comunitaria secondo un metodo chiamato pedagogia dei fatti, carico di partecipazione e di responsabilizzazione di tutti.

La Fondazione san Facio onlus è uno strumento molto importante e opera in tre ambiti, nelle emergenze così come nella quotidianità:

  1. Ambito internazionale. In sinergia con l’Ufficio missionario diocesano, la Fondazione accompagna e sostiene i progetti portati avanti da sacerdoti e laici nelle parti più povere del mondo. Come per esempio in Libano, Romania, Brasile e Sierra Leone. Uno strumento è quello dei “sostegni a distanza”, periodici e mirati, per aiutare famiglie o realtà a livello alimentare, scolastico, sanitario ed educativo.
  2. Ambito emergenze. In coordinamento con Caritas Internationalis, Caritas italiana e la Delegazione di Caritas Lombardia, la Fondazione interviene a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali o vittime di conflitti. Spesso in Italia a seguito dei più gravi terremoti e nel mondo a fronte di emergenze, come quelle di Libano, Bosnia e Afghanistan.
  3. Ambito locale. In rete con i Servizi sociali e il Terzo settore, la Fondazione raccoglie contributi, singoli o continuativi, da parte di famiglie, gruppi parrocchiali e realtà del territorio da destinare al sostegno di persone e famiglie in particolare difficoltà economiche e sociali. Il lavoro, la casa, le spese alimentari e sanitarie, gli studi dei figli sono i principali ambiti di sostegno. Una risposta concreta ai bisogni reali e un accompagnamento in un percorso di crescita, integrazione e autonomia. Nell’ambito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la Fondazione ha operato e continua a operare in stretto rapporto con la “Borsa di S. Omobono”, il fondo speciale istituito dalla Diocesi a favore delle situazioni di fragilità dovute alla pandemia.

È possibile fare una donazione alla Fondazione san Facio onlus con versamento su:

  • conto corrente bancario
    Banca di Piacenza – via Dante 126 – 26100 Cremona
    IBAN: IT 57 H 05156 11400 CC0540005161
  • conto corrente postale
    68 411 503

intestati a “Fondazione san Facio onlus”. Le donazioni sono deducibili se fatte con bonifico, assegno o versamento postale.

 

Il 18 gennaio in Cattedrale la celebrazione per il 750° della morte di san Facio

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Giovani, aperte le iscrizioni per gli esercizi di Quaresima a Tignale

La proposta della Federazione Oratori per il weekend dall'11 al 13 marzo. Iscrizioni aperte fino al 28 febbraio

La Federazione Oratori Cremonesi propone a tutti i giovani della Diocesi gli esercizi spirituali di Quaresima nella splendida cornice dell’Eremo di Montecastello a Tignale. Il viaggio è autonomo con arrivo previsto per le 19.00 di venerdì 11 marzo (o comunque entro le 21) e conclusione nel pomeriggio di domenica 13 marzo.

Le giornate saranno scandite da momenti di ascolto del Vangelo. Si vivranno anche momenti di silenzio e preghiera personale e comunitaria con la celebrazione dell’Eucaristia. A guidare le riflessioni sarà il gesuita padre Guido Ruta, che introdurrà alla preghiera sulla Parola di Dio a partire dagli insegnamenti di Sant’Ignazio di Loyola, “l’inventore” degli Esercizi Spirituali.

Costo della pensione completa: € 95,00. Ciascuno avrà la sua camera singola: occorre portare le lenzuola o il sacco a pelo, il necessario per l’igiene personale. Sarà utile anche la Bibbia e un quaderno per gli appunti. Il resto è fornito dall’Eremo.

Iscrizioni entro il 28 febbraio e fino ad esaurimento posti disponibili. Per la partecipazione è necessario il green pass rafforzato.

 

Clicca qui per scaricare la locandina dell’evento

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Fratello Facio: il santo della carità, lavoratore e pellegrino

Nato a Verona intorno al 1196, intorno ai trent’anni Facio, per motivi politici lasciò la sua città d’origine per trasferirsi a Cremona dove esercitò l’attività di orafo. Il suo viaggio a Verona per riconciliarsi con gli avversari lo costrinse per alcuni anni alla prigionia. Rientrò quindi, probabilmente negli anni sessanta del XIII secolo, a Cremona, dove promosse la Confraternita dello Spirito Santo, della quale divenne massaro (cassiere – elemosiniere). Gli obblighi di questo consorzio sono descritti dal suo affiliato di Piacenza: riunione ogni domenica per raccogliere le elemosine che i massari, eletti tra i confratelli, portavano poi ai poveri che si vergognavano di mendicare. Insieme ai membri ordinari dovevano esserci dei penitenti che si consacravano a tempo pieno a questa attività caritativa. Facio portava mantello e barba, segni esteriori della vita penitenziale volontaria. Come Omobono, dunque, si fece “conversus”: da qui si comprende il titolo di “frater” che gli è stato attribuito.

Le caratteristiche della sua santità possono essere sintetizzate sotto tre aspetti: nel lavoro, nel pellegrinaggio e nella carità. La sua fu una vita di preghiera e penitenza, ma la vita di san Facio lega il suo nome al latino “facere”, presentandolo dunque come un santo attivo e modello facilmente imitabile dal laicato. Lavoro che, però, dagli agiografici non è esaltato in se stesso, ma in quanto serve per l’elemosina ed, essendo orefice, a costruire vasi sacri per le chiese. Il pellegrinaggio nel XIII secolo è un mezzo di santificazione privilegiato. Facio sarebbe stato diciotto volte a San Giacomo di Compostela e altrettante volte a Roma, oltre che in altri santuari. Cristo, la Vergine, l’apostolo Pietro erano l’oggetto della sua devozione. La terza direttrice della spiritualità di san Facio è l’aver trasformato, in modo assai intenso negli ultimi otto anni della sua vita, la sua tensione penitenziale, manifestata soprattutto nei pellegrinaggi, in una scelta di servizio ai poveri. Una vita che si colloca anche nelle lotte politiche del suo tempo e nelle quali si schierò come guelfo per il partito della Chiesa.

Facio morì all’alba del 18 gennaio 1272 e questo fu da subito il giorno della sua festa liturgica. Dopo alcuni spostamenti di date, l’ultima riforma del calendario liturgico ha riportato la sua memoria al “dies natalis”, ma poiché la sua azione fu rivolta prevalentemente alla città di Cremona, il suo culto è declinato e la Cattedrale ne conserva le reliquie, l’Ufficio liturgico diocesano ha ritenuto di non inscriverlo come memoria obbligatoria per tutta la diocesi, ma quale memoria facoltativa, indicando che sia ricordato nella città che l’ha accolto, che ha servito e che ne custodisce la sepoltura.

La principale fonte storica sulla vita e i miracoli di san Facio è un manoscritto in scrittura gotica italiana databile tra fine XIII e inizio XIV secolo. L’originale è conservato ad Harvard, mentre a Cremona, in Archivio di Stato, si trova una copia del 1500. La Vita, edita e studiata dallo storico francese André Vauchez, fu tradotta da don Carlo Bellò nel 1972. L’antico documento è annotato da una scrittura notarile che nei margini sottolinea i momenti salienti della vita e numera i miracoli, informando anche che il codice apparteneva all’Ospedale Maggiore di Cremona e che la vita con la raccolta dei miracoli è stata composta dal presbitero Giovanni su commissione di Giovanni Belli arciprete della Cattedrale. Annotazioni che sono da collocare dunque dopo la metà del XV secolo, epoca in cui venne fondato l’Ospedale Maggiore, la cui chiesa settecentesca, conosciuta come Foppone, era intitolata proprio a san Facio.

 

Approfondimento storico-agiografico su san Facio
(a cura di don Daniele Piazzi)

 

Download materiali liturgici:

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«Giovani²», la nuova rubrica del Giorno del Signore con i reporter di “Terza Pagina”

I giovani raccontano i giovani: parte questa settimana la collaborazione con la redazione del giornale online nato al Liceo Vida

Da questa settimana c’è una bella novità nella scaletta della trasmissione “Giorno del Signore”, la rubrica tv e webtv di informazione diocesana prodotta dal centro televisivo diocesano.

Tra i servizi che raccontano la vita della Chiesa cremonese, infatti, arriva anche la rubrica intitolata «Giovani²» che inaugura la collaborazione fra TeleRadio Cremona CIttanova, società editrice che cura i contenuti della comunicazione diocesana, l’Ufficio delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona e Terza Pagina il giornale online che ogni settimana pubblica notizie grazie al lavoro di 20 studenti del liceo Vida di Cremona guidati dal professor Patrizio Pavesi, direttore della testata.

L’idea della rubrica «Giovani²» nasce dall’incontro tra due realtà nella comune passione per la comunicazione che porta a cercare uno sguardo nuovo sulla realtà. Il punto di vista è quello dei giovani: da un lato i giovani reporter, dall’altro i loro coetanei che raccontano storie di impegno in vari ambiti della vita sociale, culturale, formativa, spirituale…

«È giusto e doveroso che le nuove generazioni si possano mettere in gioco, non si possono accusare di pigrizia se non gli si dà la possibilità di mettersi in gioco – commenta Riccardo Mancabelli, incaricato per la pastorale delle Comunicazioni sociali – e posso dire che ho visto un impegno forte accompagnato da una grande determinazione».

Qualità che i giovani collaboratori di Terza Pagina mettono alla prova confrontandosi con un percorso che li avvicina al mondo del lavoro, e in particolare ad un settore delicato come quello della comunicazione, oggi più che mai cruciale per la costruzione di una società civile capace di abitare il cambiamento valorizzando i valori più sani e positivi della convivenza.

Il professor Patrizio Pavesi, coordinatore del progetto Terza Pagina, ricorda che «quello che viene trasmesso è solamente la punta dell’iceberg del lavoro che è stato fatto. Per raggiungere un buon risultato è stato necessario imparare a muoversi sul campo, superando la timidezza dell’intervista fino saper gestire una registrazione ed un montaggio televisivo. Il guadagno formativo è incalcolabile, anche se manca ancora un po’ di “sicurezza giornalistica”, ma son sicuro che col passare del tempo arriverà in maniera naturale».

I servizi avranno inizialmente una cadenza quindicinale e accompagneranno la storica trasmissione diocesana fino al termine della stagione (la 23ª) portando voci e volti nuovi sugli schermi di smartphone, computer e televisioni: volti e voci che raccontano una generazione capace di mettersi in gioco, di prendersi cura degli altri, dell’ambiente, della città o del paese in cui vivono, di immaginare un futuro migliore… e di farlo insieme. Sono giovani che raccontano i giovani. Sono «Giovani²»

La prima tappa ci porta questo fine settimana ad incontrare i ragazzi del gruppo degli scout Cremona3 dell’oratorio di San Bernardo e le prossime sono già in lavorazione, tra i corridoi del Liceo Vida dove ha sede la redazione di Terza Pagina, gli studi televisivi della Casa della Comunicazione e i luoghi dove tanti giovani, spesso lontani dai clamori della grande cronaca, costruiscono un pezzo alla volta la città che vorremmo abitare.

 Giorno del Signore va in onda sui

• Diocesi di Cremona: sito, pagina facebook, canale youtube e IGTV ufficiali
sabato ore 20.30 

Cremona1:
sabato ore 20.30; domenica ore 7.30 e ore 12.30

TelePace:
sabato ore 20.30;
domenica ore 12.20

 

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Laudato si’, il 22 gennaio incontro all’oratorio di Piadena

L'evento, promosso dal Gruppo diocesano Laudato si' insieme all’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale, guarderà anche al discusso tema dell’autostrada Cremona-Mantova

Il Gruppo diocesano Laudato si’ e l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro organizzano, nel pomeriggio di sabato 22 gennaio, alle 16.30 presso l’oratorio di Piadena, un incontro per approfondire la conoscenza dell’enciclica di Laudato si’ di Papa Francesco, campanello d’allarme mondiale perché tutta l’umanità prenda coscienza della distruzione che l’uomo sta causando all’ambiente e ai suoi simili.

Lo stile che il Papa propone è quello del dialogo «con tutte le persone che abitano questo pianeta», ed è proprio nel dialogo con gli altri che si fonda la proposta della Laudato si’, che pone l’ecologia integrale come fulcro di interesse, affinché essa sia «un’ecologia che integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo tenendo in considerazione le relazioni con la realtà che lo circonda. L’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi e urbani, dalla relazione di ciascuna persona con se stessa e con gli altri».

L’incontro porterà all’attenzione alcune domande fondamentali che oggi necessitano più che mai di una risposta: che cosa vuol dire prendersi cura della casa comune? come farlo? Quale idea di sviluppo abbiamo per il nostro territorio? Alla luce di questi interrogativi e dell’enciclica del Papa troverà grande spazio un tema che interessa molto il territorio cremonese: la costruzione dell’autostrada Cremona-Mantova.

Questo primo momento di discussione attiva non sarà certo l’ultimo, infatti continuerà rivolto alla cura della casa comune, nello spirito dell’ecologia integrale, sperimentando un momento di cittadinanza attiva e produttiva.

Vista la situazione sanitaria, per accedere all’incontro sarà necessario presentare il Green Pass, indossare la mascherina FFP2 e rispettare il distanziamento.

Locandina dell’incontro

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