«Le barriere invisibili – ha spiegato Darío Garzarón Calderero in un’intervista pubblicata dal mensile digitale diocesano Riflessi Magazine – sono le più difficili da abbattere. Un gradino si vede, è un ostacolo che, se abbiamo qualche difficoltà motoria, possiamo superare in modo abbastanza semplice realizzando una piccola rampa».
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Così nasce il progetto di Ventaglioblu e Anffas che ha debuttato nel 2016 in occasione della mostra “Janello Torriani. Genio del Rinascimento” ospitata dal Museo del Violino, quando per la prima volta è stata svolta un’opera di traduzione delle informazioni relative alle singole opere esposte in un linguaggio facile da leggere e da capire. «A scanso di equivoci – prosegue Garzarón Calderero nel servizio di Riflessi – specifico che il nostro lavoro facilita, ma non semplifica, cioè non ci limitiamo a eliminare qualche parola difficile dalle didascalie forniteci dai musei, anzi spesso l’opera di traduzione implica aggiungere delle informazioni per rendere chiaro un concetto».
Dopo quella prima esperienza il progetto ha accompagnato la mostra monografica sul Genovesino, poi “Il Regime dell’arte” e “Monteverdi e Caravaggio, sonar strumenti e figurar la musica”. A queste mostre si affiancano ulteriori collaborazioni sia a Cremona, con il Museo Civico Ala Ponzone, il Museo Archeologico S. Lorenzo e il Museo del Violino, che fuori città come con il Museo Archeologico di Milano e il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni Estere e il Museo Diocesano Tridentino. Per ogni visita i partecipanti al progetto hanno affiancato guide professionali e si sono impegnati in un meticoloso lavoro di traduzione svolto in team. Prima su poche opere, poi via via aggiungendo dettagli e nuove traduzioni.
Grazie a loro ciò che nelle sale di un museo è sotto gli occhi del pubblico diventa accessibile per tutti, indipendentemente dal livello di istruzione, grazie ad un linguaggio “facile da leggere e da capire”. Un’operazione che permette non solo a persone con disabilità, ma anche a visitatori molto giovani o con una modesta preparazione, di avere accesso completo alle opere esposte e godere quindi delle emozioni suscitate dal mondo dell’arte. Senza barriere.