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Utero in affitto, Emiliani: «Occorre un grande sforzo educativo per testimoniare l’evidenza ed il primato del diritto naturale»

La riflessione del presidente del Movimento per la Vita di Cremona sul preoccupante fenomeno della «maternità surrogata»

La recente vicenda procreativa che ha visto protagonisti un noto politico omosessuale italiano, il seme del suo compagno italo-canadese, l’ovulo comperato da una donna californiana e l’utero affittato  da una donna indonesiana, merita alcune riflessioni.

Innanzitutto che la legge dello Stato n° 40 del  2004  all’articolo 12, comma 6 ,prevede che «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizzala surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600 mila ad un milione di euro». Reato grave!

Che la risoluzione 114 votata dal Parlamento Europeo il 17 dicembre 2015 «condanna la pratica della maternità surrogata che mina la dignità della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce» .Pronunciamento inequivocabile!

Che il 2 febbraio scorso, promossa e sostenuta anche dal fronte femminista più  radicale, si è svolta  al Parlamento di Parigi «l’Assise per l’abolizione universale della maternita’ surrogata». Questione di interesse planetario!

Sta crescendo nell’opinione pubblica mondiale un diffuso disagio nei confronti di questa ultima forma di schiavitù perpetrata da committenti generalmente occidentali e  molto ricchi nei confronti di donne,  comunque sempre povere, alle quali è negato, perché pagate per questo, ogni  legame con il figlio portato in gestazione, partorito e consegnato immediatamente  a chi, quel figlio lo ha comprato.

Ancor prima delle conseguenze dolorose che questa lacerante separazione induce nella donna e nel bambino,  queste nuove e sempre più spericolate tecniche in ambito procreativo fanno emergere in modo radicale questa domanda : chi sono i  genitori di un bimbo?

Infatti la prima conseguenza della rivoluzione antropologica indotta dalla maternità surrogata è quella di introdurre un nuovo concetto di genitorialità; genitori, infatti, non sono più quelli che generano e partoriscono fisicamente il proprio figlio, ma più genericamente coloro che hanno l’intenzione di avere un figlio.

Se le tecniche di fecondazione eterologa già avevano sancito la separazione fra genitorialità e identità genetica, la maternità surrogata con la separazione dalla corporeità della gravidanza decreta l’assoluta estraneità fisica tra madre legale e figlio. Infatti in questa fattispecie procreativa, viene progettata una nascita in cui i committenti affermano il diritto ad avere un bambino per il quale è stabilito, per contratto e ancor prima di essere concepito, che non vivrà con i genitori  biologici ma con quelli intenzionali.

È evidente la macroscopica differenza dall’istituto della adozione attraverso il quale si riconosce ad un bambino già nato il diritto a vivere con un padre ed una madre allorché i genitori biologici, per i più diversi motivi non siano in grado di occuparsene.

Sconvolto  il concetto di genitori secondo natura, per la procreazione surrogata è indispensabile la complicità di protagonisti nuovi e sempre più numerosi, privi di alcun legame familiare: accanto alla coppia (o al single) committente, donatori di gameti, madre surrogata, cliniche specializzate e dedicate in cui svolgere la procedura, intermediari di agenzie internazionali, team legali in grado di attribuire, alla nascita del bambino, cittadinanza, filiazione e responsabilità genitoriale secondo le legislazioni vigenti nei diversi paesi coinvolti.

Stime ufficiose reputano, per la sola India, un mercato da 2 miliardi di dollari all’anno!

In una epoca che si caratterizza per l’uso sempre più ideologico della ragione, occorre un grande sforzo educativo per testimoniare l’evidenza ed il primato del diritto naturale a fronte della invadenza della tecno-medicina che producendo «nuova vita» reclama dalla giurisprudenza «nuovi diritti». Come nella recente sentenza  dei giudici minorili romani (adozione incrociata dei figli naturali di due donne) che, anziché rimarcare la mancanza della figura paterna come utile e decisiva «per la costruzione della personalità» del figlio, ridisegna la struttura umana legittimando tutto ciò che, tecnicamente possibile, qualcuno reclami come proprio diritto.

Dottor Paolo Emiliani
Presidente del Movimento per la Vita di Cremona
Presidente provinciale del Forum delle Associazioni Familiari

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«I pomeriggi della Diocesana» della scuola di musica sacra “Dante Caifa”

Domenica 6 si esibiranno le classi dei maestri Bissolati e Yazawa, mentre il 13 quelli dei maestri Segalini e Viccardi

«I pomeriggi della Diocesana» è lo slogan scelto dalla Scuola Diocesana di Musica Sacra “Dante Caifa”-Associazione Marc’Antonio Ingegneri per i concerti in programma nelle prime domeniche di marzo presso la sede di via Milano 5B. L’appuntamento è sempre alle 16 con ingresso libero.
Domenica 6 marzo le classi dei maestri Vatio Bissolati e Keiko Yazawa propongono “Studi e Preludi per pianoforte” , presentando una selezione della forma dello “studio” che include brani di alcuni dei più famosi compositori e didatti del pianoforte ben noti a tutti i pianisiti, in erba e non, che si siano cimentati con l’esercizio tecnico dello strumento. A completamento saranno eseguiti anche alcuni “preludi”, altra forma assai praticata da compositori e pianisti, scelti fra le opere di J.S. Bach e S.Rachmaninov.
Domenica 13 marzo le classi d’organo dei maestri Gianmaria Segalini e Enrico Viccardi proporranno un programma che alternerà le forme del preludio e variazione su corale, con composizioni di Bach e Pachelbel, con alcune composizioni per organo in duo col pianoforte e il clavicembalo. Con questo organico assai raro da ascoltare, poiché è richiesta una sala che disponga di tutti gli strumenti a tasto, saranno eseguite alcune sonate di B.Pasquini e J.S.Bach e composizioni di A.Arensky e  Emma L.Ashford. “L’Organo tra Corali e Duo”” è il titolo di questo secondo incontro musicale.

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Mercoledì la Via Crucis degli adolescenti degli oratori di città con il vescovo Napolioni

L'appuntamento è per le 20.45 dinanzi al Casa Circondariale di via Ca' del Ferro. Conclusione nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio

Mercoledì 2 marzo gli adolescenti degli oratori della città di Cremona sono invitati a vivere uno dei momenti più intensi e suggestivi della Quaresima: la via Crucis con il vescovo Antonio. L’appuntamento sarà alle 20.45 in uno dei luoghi simbolo della città: la Casa Circondariale di via Ca’ del Ferro. Da qui si snoderà il percorso di preghiera e di riflessione che avrà come tema la ultime sette parole di Gesù sulla Croce e le opere di misericordia spirituale e corporale. Il cammino si concluderà nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, in via Concordia, dove mons. Napolioni concluderà con una breve omelia e la sua benedizione.

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Mercoledì il passaggio della Porta Santa del Duomo di Milano dei vescovi lombardi

I pastori delle dieci diocesi lombarde compiranno questo gesto significativo intorno alle ore 15.30 dopo la consueta riunione

Nel corso della sessione di lavoro della Conferenza Episcopale Lombarda svoltasi il 15 gennaio scorso presso il Centro di Spiritualità del Santuario di Caravaggio sotto la presidenza dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, i Vescovi delle 10 diocesi lombarde avevano stabilito di celebrare insieme il Giubileo della Misericordia: lo faranno mercoledì 2 marzo, al termine della sessione di lavoro in programma presso la Curia arcivescovile di Milano, attraversando la Porta Santa del Duomo di Milano alle 15.30. Saranno presenti anche gli emeriti. Per mons. Antonio Napolioni sarà l’occasione per conoscere tutti i membri della Conferenza Episcopale della regione.

Questo l’elenco dei vescovi che saranno presenti:
cardinale ANGELO SCOLA, Arcivescovo di Milano
cardinale DIONIGI TETTAMANZI, arcivescovo emerito Milano
monsignor FRANCESCO BESCHI, vescovo di Bergamo
monsignor LUCIANO MONARI, vescovo di  Brescia
monsignor DIEGO ATTILIO COLETTI, vescovo di Como
monsignor OSCAR CANTONI, vescovo di Crema
monsignor ANTONIO NAPOLIONI, vescovo di Cremona
monsignor MAURIZIO MALVESTITI, vescovo di Lodi
monsignor ROBERTO BUSTI, vescovo di Mantova
monsignor CORRADO SANGUINETI, vescovo di Pavia
monsignor MAURIZIO GERVASONI, vescovo di Vigevano
monsignor FRANCO AGNESI, vescovo ausiliare Milano
monsignor ERMINIO DE SCALZI, vescovo ausiliare Milano
monsignor MARIO ENRICO DELPINI, vicario generale diocesi Milano
monsignor VINCENZO DI MAURO, vescovo emerito di Vigevano
monsignor MARCO VIRGILIO FERRARI, vescovo ausiliare emerito Milano
monsignor DANTE LAFRANCONI, vescovo emerito di Cremona
monsignor PAOLO MARTINELLI, vescovo ausiliare Milano
monsignor ANGELO MASCHERONI, vescovo ausiliare emerito Milano
monsignor LUIGI STUCCHI, vescovo ausiliare Milano
monsignor PIERANTONIO TREMOLADA, vescovo ausiliare Milano

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Zona quinta, ai «Quaresimali del Giubileo» don Burgio cappellano del Beccaria

Il sacerdote ambrosiano ha parlato dell'opera di misericordia: «Visitare i carcerati». Mercoledì 9 toccherà a don Primo Margini su «Perdonare le offese»

Proseguono nell’oratorio di Casalbuttano i «Quaresimali del Giubileo», una serie di incontri dedicati alle opere di misericordia promossi nel tempo forte che prepara alla Pasqua da diverse parrocchie della zona pastorale quinta: Paderno Ponchielli, Ossolaro, Polengo, Corte de’ Cortesi, Cignone, Bordolano e Robecco d’Oglio oltre naturalmente Casalbuttano. Mercoledì 2 marzo è intervenuto don Claudio Burgio, cappellano del carcere minoriale Beccaria, fondatore delle comunità di recupero Kairos e direttore della cappella musicale del Duomo di Milano. Il sacerdote ambrosiano, collaboratore di don Gino Rigoldi, da dieci anni a fianco dei giovani detenuti, ha riflettuto sul tema: «Visitare i carcerati: ridare speranza». Con esempi molto concreti don Claudio ha raccontato le fatiche, ma i risultati dell’accompagnamento umano e spirituale di ragazzi che, magari per un unico errore, vedono segnata per sempre la loro vita. Una riflessione a tratti molto toccante, che ha lasciato nel folto pubblico presente la consapevolezza di non giudicare mai le persone per quello che hanno fatto ma per quello che sono, di ascoltare le nuove generazioni prima di emettere sentenze o di consegnare soluzioni pre-confezionate, ma soprattutto di pazientare in ambito educativo, anche se costa fatica e sofferenza, perchè ciascuna persona ha i suoi tempi di maturazione.

I Quaresimali proseguono mercoledì 9 con don Primo Margini, direttore spirituale del Seminario, che terrà una riflessione su «Perdonare le offese: la grandezza dell’amore». Mercoledì 16, invece, giungerà a Casalbuttano mons. Giancarlo Perego, direttore nazionale Migrantes, che intratterà i fedeli della zona quinta sul tema: «Accogliere i forestieri: la legge della carità». Il percorso, aperto lo scorso 24 febbraio da mons. Alberto Franzini che ha parlato su «Consigliare i dubbiosi: lo splendore della verità», si concluderà il 21 marzo, lunedì santo, con la celebrazione penitenziale nella chiesa di San Giorgio con la possibilità di confessarsi.

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On line il sito del Congresso Eucaristico Nazionale di Genova con sussidi per la riflessione e la preghiera

Il grande evento ecclesiale, giunto alla sua ventiseiesima edizione, si terrà nella città della Lanterna dal 15 al 18 settembre

A Genova, dal 15 al 18 settembre 2016, sarà celebrato il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. Da alcuni giorno è on line il sito ad esso dedicato, da cui è scaricabile anche il documento teologico che guiderà la preparazione al grande evento, intitolato «L’Eucaristia sorgente della missione: “Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro”». Disponibili nel sito anche altro materiale di approfondimento come delle catechesi sull’Eucaristia e degli schemi di adorazione eucaristica adatti per la preghiera serale del giovedì santo o per adorazioni settimanali o mensili.

Il sito del Congresso Eucaristico Nazionale di Genova

 

Il programma del Congresso Eucaristico

Nei giorni scorsi è stato reso noto il programma di massima del grande evento ecclesiale. Nel pomeriggio di sabato 17 si svolgerà l’adorazione eucaristica con tutti i delegati e il “popolo di Dio”, aiutati  da un Coro formato per l’occasione e composto di mille elementi provenienti da Genova e da tutta la Liguria. Sempre sabato sera, in piazza Matteotti, si svolgerà l’incontro per i giovani. La celebrazione conclusiva del Cen si svolgerà invece domenica mattina, a piazzale Kennedy, dove saranno allestiti due palchi per contenere l’altare, il coro e l’orchestra.

L’inaugurazione del Cen avverrà invece nel pomeriggio del 15 settembre, con la Messa nella cattedrale di Genova e la processione eucaristica, per portare il Santissimo da una chiesa vicina a San Lorenzo, dove inizierà l’adorazione perpetua anche attivando apposite “cappelle per l’adorazione”: due momenti, questi, che potranno essere “replicati” in contemporanea nelle diocesi grazie agli appositi sussidi predisposti dal Comitato. Discorso analogo per la giornata di venerdì 16, dedicata agli incontri “per categorie”: carcerati, malati, degenti negli ospedali, bambini.

Ancora sabato 17, dopo la Messa in cattedrale  i delegati diocesani nella mattinata si divideranno in due gruppi:  un gruppo ristretto visiterà i luoghi della carità e dell’accoglienza, mentre gli altri conosceranno la città tramite percorsi nel centro storico. A loro disposizione 500 volontari, per guidarli tra edicole che ricordano la pietà popolare, portali che riportano scritte prese dai Salmi e suggestivi scorci tra vicoli e carruggi. Tra i luoghi della carità e dell’accoglienza, invece, figurano  le carceri di Marassi, ospedali come il Gaslini e  mense dove vengono accolti anche i migranti.

 

Il logo del Congresso

Intento del logo è quello di restituire tramite pochi segni l’immagine dell’Eucaristia e di Genova. In primo piano, il pesce stilizzato, simbolo dei primi cristiani, diviene rappresentazione iconica del mare. Il cerchio oro rappresenta l’Ostia, l’Eucaristia, solcata da una croce il cui braccio orizzontale è costituito dal fascio di luce emesso dalla Lanterna stilizzata, che da sempre guida verso il porto sicuro, emblema riconosciuto universalmente di Genova.

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Nel primo pomeriggio l’arrivo a Roma dei 250 pellegrini cremonesi per il passaggio alla Porta Santa di San Pietro

A guidare la trasferta Capitolina il vescovo Antonio insieme all'emerito Lafranconi e una ventina di sacerdoti. Mercoledì l'udienza con Papa Francesco

All’alba di lunedì 22 febbraio cinque pullman sono partiti da diversi punti della diocesi con destinazione Roma. Sono circa 250 i cremonesi che parteciperanno, fino a mercoledì 24 febbraio, al  pellegrinaggio diocesano giubilare guidato da mons. Antonio Napolioni e che vede la partecipazione del vescovo emerito mons. Lafranconi e di una ventina di sacerdoti.  A questa proposta del Segretariato pellegrinaggi diretto da don Roberto Rota e che si avvale dell’organizzazione tecnica dell’agenzia viaggi “Profilotours” hanno aderito diverse parrocchie: Castelverde, Boschetto, Caravaggio, Brignano, Vailate, l’unità pastorale di San Giovanni in Croce, San Felice, Persico-Dosimo, Castelleone, Crotta d’Adda. Bisogna poi aggiungere dei pellegrini individuali provenienti soprattutto dalla città di Cremona. Presente anche la parrocchia di Cassano d’Adda che seguirà un percorso proprio.

L’arrivo a Roma è previsto nel primo pomeriggio. Alle 15.30 ai piedi di Castel Sant’Angelo inizierà il cammino giubilare verso San Pietro: i pellegrini cremonesi percorreranno in preghiera Via della Conciliazione e una volta attraversata piazza San Pietro – dopo i dovuti controlli di sicurezza – entreranno nella basilica attraverso la Porta Santa aperta da papa Francesco l’8 dicembre 2015. Alle 17 mons. Napolioni presiederà la S. Messa solenne all’altare della Cattedra nella festa della Cattedra di San Pietro: a guidare la celebrazione sarà il cremonese mons. Cesare Burgazzi, canonico del capitolo vaticano e cerimoniere della basilica.

La giornata di martedì 23 avrà inizio alle 9 con la celebrazione della Santa Messa a Santa Croce in Gerusalemme. La bella basilica, che si trova nel Rione Esquilino, a ridosso delle Mura Aureliane e dell’Anfiteatro Castrense, conserva alcune insigne reliquie della Passione di Cristo portate, secondo la tradizione, da Elena, madre di Costantino, direttamente da Gerusalemme. Seguirà quindi la visita alle Basiliche papali di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, e di Santa Maria Maggiore, la più antica chiesa dedicata alla Vergine Maria. Nel pomeriggio i pellegrini potranno seguire un itinerario storico-artistico nel centro storico della Capitale.

L’ultima giornata romana, mercoledì 24, sarà quasi interamente dedicata a Papa Francesco. I cremonesi, infatti, di primissimo mattino, si presenteranno ai cancelli di piazza San Pietro per guadagnare i posti migliori all’udienza giubilare delle 10.30. I vescovo Antonio e Dante avranno un posto riservato sul sagrato della piazza, a fianco del palchetto papale e alla fine dell’udienza saranno ricevuti brevemente dal Pontefice. Intorno alle ore 12 i pellegrini celebreranno l’Eucaristia nella chiesa di Santa Maria alle Fornaci a pochi passi dal Vaticano. Dopo il pranzo, tempo permettendo, si terrà la visita alla quarta basilica papale, San Paolo fuori le mura, sulla via Ostensie, che conserva la memoria del martirio dell’Apostolo delle genti. Intorno alle 16 è previsto l’inizio del viaggio di ritorno.

Il portale diocesano seguirà passo dopo passo l’intero pellegrinaggio diocesano.

Tutte le proposte di pellegrinaggi per il 2016

La riflessione di don Rota sull’importanza del pellegrinaggio a Roma

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Alternanza scuola-lavoro in parrocchia. È già polemica?

Don Paolo Arienti riflette sulle critiche di alcuni raggruppamenti studenteschi che vedono minacciata la laicità della scuola pubblica

Sono già partiti confronti e polemiche rispetto alle opportunità di alternanza scuola-lavoro presso le Parrocchie. A riportare un ampio stralcio di un dibattito che torna ad infuocarsi, è il sito del Corriere della Sera, che titola «Stage per studenti in parrocchia, scoppia il caso: “Va garantita la laicità della scuola pubblica”», a firma di V. Santarpia. Citate diverse posizioni di raggruppamenti studenteschi preoccupati di una indebita ingerenza delle comunità parrocchiali a fronte dell’applicazione di uno dei passaggi della “Buona scuola” varata dal governo Renzi.

Anche la diocesi di Cremona, attraverso l’Ufficio per la Pastorale scolastica e l’Ufficio per la Pastorale giovanile, ha segnalato la disponibilità ad essere promotrice di progetti e percorsi di alternanza. Il presupposto però – lo si creda o meno – è tutt’altro che una “sete” di indottrinamento. E a questo proposito servono alcune precisazioni. Da anni esiste l’attribuzione del credito scolastico per le attività svolte dai ragazzi promossi alle classi terze superiori durante le estati, anche dentro gli Oratori. E questo è volontariato, configurato secondo canoni di libertà accanto ad altre possibili strade (servizi alla persona, percorsi ecologici, sportivi…). Ad un sedicenne o diciassettenne che passa un mese ad organizzare e vivere un Grest viene offerta un’esperienza ricca e promozionale, vissuta ed interpretata in base alle proprie capacità e sensibilità.

Ed ora arriva l’”alternanza”.

Si può discutere sulla sua “tenuta” sia teorica che pratica, sul fatto che alla scuola necessitino tante altre attenzioni, forse prima e meglio di questa… eppure la norma esiste e interpella i territori. Che cosa possono offrire le Parrocchie, notoriamente confessionali? Certo possono offrire il catechismo, luoghi di incontro associato cattolico, ma – perché no? – anche opportunità e servizi che la vocazione di apertura degli Oratori e delle Parrocchie da decenni conservano. Si sa che un terzo degli Oratori lombardi ha un servizio di doposcuola (non accreditato, ovvero ad accesso libero, non confessionale, legato spesso alle segnalazioni di Caritas, Scuole e S. Vincenzo…)? Si sa che le attività estive degli Oratori (meglio note come Grest) sono un’offerta formativa anche sociale sul territorio, dentro certamente un “progetto pastorale” che però non è contro stranieri, bambini di altre religioni o di nessuna fede? Si sa che le Parrocchie possiedono archivi e beni artistici che possono diventare opportunità culturali? Ed infine si sa che questa è una opportunità e non un’imposizione? Si sa che forse per una studentessa del Liceo psicopedagogico “lavorare” (per stare alle analogie dell’impianto di legge) in un doposcuola forse è più interessante che andare in una pizzeria (cosa legittima, ma forse che poco ha a che vedere con il curriculum della sua scuola)? Ed esempi simili si possono immaginare per stages aperti al Liceo scientifico o a quello classico o a quello sportivo… Si può essere d’accordissimo, beninteso, sulle critiche di merito e di metodo alle tempistiche del provvedimento e alla sua urgenza. E siamo nel legittimo campo dell’opinabile e, viva il cielo, del migliorabile.

Altra cosa invece è non riconoscere le fattispecie concrete delle azioni individuate, con il ricorso alla classica argomentazione dei mondi separati, del pubblico/privato, della società civile e della intimità del singolo. È vero che nella sua ultima pubblicazione Flores d’Arcais contesta ogni aggettivazione al sostantivo “laicità”, ma forse quando si parla di opportunità formative, al netto delle legittime preoccupazioni, occorrerebbe guardare da vicino ciò di cui si sta parlando.

Don Paolo Arienti
responsabile ufficio di pastorale giovanile

Che cos’è il progetto alternanza scuola-lavoro nelle parrocchie

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Duecentocinquanta cremonesi al pellegrinaggio diocesano a Roma. Il nostro portale seguirà passo dopo passo l’evento

La trasferta capitolina, in occasione del Giubileo della misericordia, si terrà dal 22 al 24 febbraio e sarà guidata dal vescovo Antonio

Saranno oltre 250 i cremonesi che parteciperanno da lunedì 22 a mercoledì 24 febbraio al primo pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’Anno Santo straordinario della misericordia. La trasferta capitolina sarà guidata dal vescovo Antonio Napolioni, affiancato dall’emerito Dante Lafranconi e da una ventina di sacerdoti. A coordinare l’organizzazione tecnica don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi che com’è consuetudine si avvale della collaborazione tecnica dell’agenzia viaggi “Profilotours”. Le parrocchie che saranno presenti sono: Castelverde, Boschetto, Caravaggio, Brignano, Vailate, l’unità pastorale di San Giovanni in Croce, San Felice, Persico-Dosimo, Castelleone, Crotta d’Adda e Cassano d’Adda. Bisogna poi aggiungere dei pellegrini individuali provenienti soprattutto dalla città di Cremona.

Il programma, ormai pressochè definitivo, prevede l’arrivo a Roma nel primo pomerggio di lunedì 22 febbraio. Alle 15.30 ai piedi di Castel Sant’Angelo inizierà il cammino giubilare verso San Pietro: i pellegrini cremonesi percorreranno in preghiera Via della Conciliazione e una volta attraversata piazza San Pietro – dopo i dovuti controlli di sicurezza – entreranno nella basilica attraverso la Porta Santa aperta da papa Francesco l’8 dicembre 2015. Alle 17 mons. Napolioni presiederà la S. Messa solenne all’altare della Cattedra nella festa della Cattedra di San Pietro: a guidare la celebrazione sarà il cremonese mons. Cesare Burgazzi, canonico del capitolo vaticano e cerimoniere della basilica.

La giornata di martedì 23 avrà inizio alle 9 con la celebrazione della Santa Messa a Santa Croce in Gerusalemme. La bella basilica, che si trova nel Rione Esquilino, a ridosso delle Mura Aureliane e dell’Anfiteatro Castrense, conserva alcune insigne reliquie della Passione di Cristo portate, secondo la tradizione, da Elena, madre di Costantino, direttamente da Gerusalemme. Seguirà quindi la visita alle Basiliche papali di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, e di Santa Maria Maggiore, la più antica chiesa dedicata alla Vergine Maria. Nel pomeriggio i pellegrini potranno seguire un itinerario storico-artistico nel centro storico della Capitale.

L’ultima giornata romana, mercoledì 24, sarà quasi interamente dedicata a Papa Francesco. I cremonesi, infatti, di primissimo mattino, si presenteranno ai cancelli di piazza San Pietro per guadagnare i posti migliori all’udienza giubilare delle 10.30. I vescovo Antonio e Dante avranno un posto riservato sul sagrato della piazza, a fianco del palchetto papale e alla fine dell’udienza saranno ricevuti brevemente dal Pontefice. Intorno alle ore 12 i pellegrini celebreranno l’Eucaristia nella chiesa di Santa Maria alle Fornaci a pochi passi dal Vaticano. Dopo il pranzo, tempo permettendo, si terrà la visita alla quarta basilica papale, San Paolo fuori le mura, sulla via Ostensie, che conserva la memoria del martirio dell’Apostolo delle genti. Intorno alle 16 è previsto l’inizio del viaggio di ritorno.

Il portale diocesano seguirà passo dopo passo l’intero pellegrinaggio diocesano.

Tutte le proposte di pellegrinaggi per il 2016

La riflessione di don Rota sull’importanza del pellegrinaggio a Roma

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Santuario di Caravaggio aperto ad orario continuato anche nei giorni feriali

Dal 15 febbraio la basilica sarà a disposizione dei fedeli anche durante la pausa pranzo grazie ad un gruppo di volontari

Da lunedì 15 febbraio il Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio, una delle quattro chiese giubilari della diocesi, sarà aperta ad orario continuato anche nei giorni feriali, dalle 6.30 alle 18.00 (da ottobre ad aprile) e dalle 6.30 alle 19.00 (da maggio a settembre). Questa opportunità è resa possibile a un gruppo di volontari che si è reso disponibile nella vigilanza e nell’accoglienza dei pellegrini che sono sempre più numerosi in questo Anno Santo straordinario della Misericordia. Nel santuario bergamasco, insieme a quello di Castelleone e Casalmaggiore e alla Cattedrale di Cremona, è possibile, infatti, lucrare l’indulgenza plenaria alle solite condizioni stabilite dalla chiesa.

Cartoncino per la preghiera giubilare al santuario di Caravaggio

CELEBRAZIONI IN SANTUARIO

Messe:
giorni festivi         7 – 8.30 – 10 – 11.30 – 16 – 17.30
giorni feriali         7 – 8.30 – 10 – 16

Confessioni:
giorni festivi         7 – 12         15 – 18.00
giorni feriali         7 – 11.30     15 – chiusura basilica

Adorazione Eucaristica:
giorni feriali         10.30 – 11.45        14 – 15.45

Lodi mattutine:
da lunedì a sabato, dopo la Messa delle ore 7

Vespri:
da lunedì a venerdì, ore 17
Domenica e festivi, ore 17

Rosario:
feriale ora solare, ore 15.30
feriale ora legale, ore 16.45
sabato, ore 16.45
domenica, ore 15.15 (circa)

Benedizione dei bambini:
ultima domenica del mese, ore 15

Benedizione delle persone (al Fonte):
giorni festivi         9.45 – 11.15 – 15.00 – 15.45 – 17.15
sabato                  15.45

Benedizione automezzi:
Domenica             9.30 – 11.00 – 14.45 – 15.30 – 17.00
sabato                  15.30

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