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Nomine, don Gaiardi a S. Felice, don Gandioli a S. Abbondio e don Agnelli alle Acli

Nuovi provvedimenti del vescovo Antonio Napolioni annunciati domenica 17 luglio

Nuovi provvedimenti del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, riguardanti alcuni sacerdoti cremonesi e comunicati alle rispettive comunità al termine delle celebrazioni eucaristiche di domenica 17 luglio. Don Gianluca Gaiardi,  finora vicario parrocchiale di «S. Maria Immacolata e S. Zeno» in Cassano, è stato nominato, con decreto datato 13 luglio 2016, parroco di «S. Felice martire» e «S. Savino vescovo» in Cremona al posto di don Claudio Rossi trasferito a Torre de’ Picenardi. Don Francesco Gandioli, sacerdote novello originario di Gallignano, frazione di Soncino, è stato nominato, con decreto datato 14 luglio 2016, vicario di Sant’Abbondio in Cremona: riceverà il testimone da don Francesco Cortellini, nuovo vicerettore del Seminario. Infine a don Antonio Agnelli, parroco di Corte de’ Frati,  con decreto del 14 luglio 2016, è stata affidato anche l’incarico di accompagnatore spirituale delle Acli cremonesi.

 

BIOGRAFIA DEI SACERDOTI INTERESSATI ALLE NOMINE

Don Gianluca Gaiardi è nato ad Orzinuovi (Brescia) il 21 dicembre 1971 ed è stato ordinato sacerdote il 22 giugno 1996 mentre risiedeva nella comunità di Soncino. È stato vicario a Covo dal 1996 al 2000, quindi a Brignano Gera d’Adda dal 2000 al 2005 e a Vailate dal 2005 al 2009. Dal 2009 era vicario nella comunità di S. Maria Immacolata e S. Zeno in Cassano d’Adda. Il 16 giugno 2016 mons. Napolioni lo ha nominato incaricato diocesano dei beni e delle attività culturali. Ora gli ha anche affidato la guida delle comunità di San Felice e San Savino in Cremona.

Don Francesco Gandioli, nato il 21 febbraio 1989 a Chiari (Bs), è originario della parrocchia S. Pietro Apostolo in Gallignano. Diplomato presso il liceo classico Racchetti di Crema, nel settembre del 2009 è entrato in Seminario, nella classe di Propedeutica. Durante gli anni di formazione ha prestato servizio pastorale nelle parrocchie di S. Francesco d’Assisi in Cremona, nell’unità pastorale di Pozzaglio-Castelnuovo Gherardi-Olmeneta-Casalsigone e in quella di Azzanello-Barzaniga-Casalmorano-Castelvisconti-Mirabello Ciria. Inoltre ha collaborato con il Centro diocesano vocazioni, prestando inoltre servizio presso la Casa della Speranza di Cremona. Ha svolto alcuni esperienze estive insieme agli studenti del Liceo Vida in Albania e a sostegno degli utenti della cooperativa sociale Gamma. Il 26 settembre 2015 don Gandioli è stato ordinato diacono dal vescovo Dante Lafranconi e nell’anno pastorale 2015/2016 ha prestato il proprio servizio diaconale, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera, nelle comunità di Vicomoscano-Casalbellotto-Quattrocase-Fossa Caprara, guidate da don Ottorino Baronio. L’11 giugno 2016, nella Cattedrale di Cremona, mons. Antonio Napolioni lo ha ordinato sacerdote. Ora il presule lo ha scelto come nuovo vicario di Sant’Abbondio in città al posto di don Francesco Cortellini che è stato nominato vicerettore del Seminario.

Don Antonio Agnelli è nato a Isorella (Brescia) il 21 luglio 1957 ed è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982 mentre risiedeva nella comunità di Scandolare Ripa d’Oglio. È stato vicario nella comunità «Beata Vergine di Caravaggio» in Cremona dal 1982 al 1983 e poi a Casalbuttano dal 1983 al 1995. Quindi la promozione a parroco di Dosimo e Quistro dal 1995 al 2004. Dal 2004 è parroco di Corte de’ Frati, incarico che manterrà accanto a quello nuovo di accompagnatore spirituale delle Acli cremonesi. Don Agnelli, autore di numerosi libri di teologia ed esperto della figura di mons. Oscar Romero, è laureato in teologia dogmatica.

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Quali scenari per la Turchia, «terra santa della Chiesa»?

La riflessione di don Roberto Rota, responsabile del segretariato diocesano pellegrinaggi

Fin dall’inizio della guerra in Siria (2011) e nel momento in cui le potenze occidentali prendono coscienza del pericolo del califfato di Al Bagdadi (2014), la Turchia non assume una posizione chiara: da una parte si schiera con i ribelli anti-Assad, dall’altra sembra guardare di buon occhio allo  sviluppo territoriale dello stato islamico, tanto da favorire il libero passaggio del proprio confine a tutti quelli che desiderano unirsi alle milizie che combattono per il califfato, nel nord dell’Irak. Contemporaneamente il governo porta avanti una campagna di accuse contro le popolazioni curde, colpevoli di destabilizzare il paese. A loro infatti vengono addebitate le responsabilità di una serie di attentati ad Ankara, Istanbul e in altri centri minori, tra il 2104 e il 2015.

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Il Vescovo celebra a Viadana: «Entriamo in intimità con Cristo»

Il presule ha presieduto l'Eucaristia nella chiesa arcipretale di S. Maria Assunta in Castello insieme ai sacerdoti della comunità pastorale nel tardo pomeriggio di domenica 17 luglio

Domenica 17 luglio il vescovo Antonio Napolioni ha visitato, per la prima volta e «in famigliarità», la comunità delle parrocchie di Viadana e Buzzoletto. «In questi cinque mesi dal mio insediamento – ha affermato il presule – ho sentito spesso parlare di Viadana, ed ero proprio curioso di venire a conoscerla».

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Il Vescovo in visita alla clinica Figlie di San Camillo

Domenica 17 luglio mons. Napolioni ha celebrato l'Eucaristia e poi ha visitato tutti i reparti della struttura sanitaria

Una grande festa in famiglia attorno all’Eucarestia: è questo quanto vissuto domenica 17 luglio a Cremona presso la Casa di Cura delle Figlie di San Camillo, la prima domenica dopo la ricorrenza liturgica del patrono. Lo ha sottolineato il Vescovo, mons. Antonio Napolioni, che ha presieduto la S. Messa: l’esser una «Casa» dona già il senso di un ambiente domestico, familiare; il fatto che si specifichi essere «di Cura» offre la giusta dimensione, quella del prendersi a cuore «l’uno dell’altro».

Era gremita la cappella per l’importante occasione: pazienti, personale medico e paramedico, familiari ed amici. All’inizio della celebrazione, il direttore sanitario, dott. Andrea Bianchi, ha porto il benvenuto al Vescovo, evidenziando come sia certamente necessario corrispondere alle situazioni di bisogno dei malati con «una struttura accogliente, con tecnologie adeguate, con competenze, con professionalità», benché anche questo non basti: occorre anche tener conto delle dimensioni «psicologiche e spirituali» dei pazienti, occorre accogliere e far proprie le parole del beato Paolo VI, che all’Associazione Medici Cattolici raccomandò di non soggiacere «alle lusinghe della medicina», quand’anche appaia «onnipotente», col rischio in realtà di «ledere la persona». Insomma, servono cuore ed anima oltre a sintomi, apparati ed organi.

Mons. Napolioni ha risposto con parole piene di gratitudine e d’incoraggiamento: nei reparti – ha detto – si vive una «testimonianza della carità», che rende chiunque la eserciti, a qualsiasi titolo e da tutti i punti di vista, «un’eccellenza». E poi, rivolto in particolare alle religiose, ha ricordato come la croce rossa camilliana che indossano, sia «un abito compromettente», ma allo stesso tempo anche «un abito di salvezza».

Durante l’omelia, il Vescovo ha sottolineato la grandezza nella santità di Camillo de Lellis, che, «nella sua ricerca di senso» esistenziale, capì come «solo sperimentando fragilità e malattia», si possa spalancare «il cuore» al punto da lasciarsi «illuminare da Cristo, trovandoLo ovunque»; e così è anche oggi «nei nostri anziani, nei nostri malati», ovunque. San Camillo, insomma, è «talmente di Dio da spendersi, sporcarsi, compromettersi col corpo umano», che è «tabernacolo del Signore». Da qui, un invito accorato: «Vi esorto ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente», doni ricevuti per essere spesi «con amore», in ogni istante.

Al termine della S. Messa, dopo i ringraziamenti rivolti da don Anton Jicmon, cappellano presso la Casa di cura “Figlie di San Camillo”, si è tenuto un ricco buffet aperto a tutti nell’area antistante il Cup, dove il Vescovo si è intrattenuto amabilmente coi presenti («anche senza prenotazione», ha detto scherzando). Poi ha desiderato visitare tutti i reparti, nessuno escluso: chirurgia, ortopedia, riabilitazione, medicina, cardiologia,… Ha salutato uno ad uno i pazienti, felici di incontrarlo; li ha ascoltati, ha pregato con loro. Sono stati momenti davvero belli ed intensi. La visita alla struttura si è conclusa col pranzo condiviso con la comunità religiosa. Una giornata trascorsa, insomma, «serena, con cose semplici ma belle», come ha evidenziato la Superiora, Suor Gabriella Marzio, a conclusione di questa domenica di festa e di gioia.

M.F.

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Strage di Nizza, il Tavolo della Pace di Cremona: «La violenza non ammutolisca il nostro cuore»

«È necessario aprire un grande dialogo sulla violenza e sulle tante guerre che continuano a terrorizzare il mondo, su come fare a fermarle, come impedirne di nuove, come soccorrere e proteggere le vittime».

«Cosa possiamo dire dopo l’ennesima, orribile strage? Tutte le parole rischiano di apparire vuote, inutili, insensate. Eppure non possiamo restare muti. La condanna della tragedia e la solidarietà con le vittime è credibile solo se è seguita da un’azione». Inizia così il comunicato del Tavolo della Pace di Cremona dopo l’orribile carneficina compiuta da un fondamentalista islamico a Nizza. Il bilancio è impressionante: 84 morti tra i quali dieci bambini, un centinaio di feriti di cui una ventina assai gravi.

«Vincere il terrorismo – si legge nella nota – è una sfida difficile, che può essere vinta solo con l’impegno di tutti. Tutti abbiamo il potere di fare qualcosa: non permettiamo che la violenza ammutolisca il nostro cuore! Non possiamo lasciare che la violenza alimenti l’intolleranza, la paura dell’altro, il razzismo, l’islamofobia, la radicalizzazione, la chiusura. Non vogliamo minimizzare quello che è accaduto invocando, come sempre, un rapido ritorno alla normalità. La situazione è eccezionalmente grave: dobbiamo reagire interrogando noi stessi e ripensando il nostro modo di vivere e di guardare al mondo».

E così conclude il documento: «È necessario aprire un grande dialogo sulla violenza e sulle tante guerre che continuano a terrorizzare il mondo, su come fare a fermarle, come impedirne di nuove, come soccorrere e proteggere le vittime.  Il 9 ottobre 2016 partecipiamo alla Marcia della Pace e della Fraternità. Da Perugia ad Assisi.Quando persone motivate si uniscono, anche un piccolo gesto può avere un grande effetto».

Al Tavolo della Pace di Cremona aderiscono: ACLI Provinciali, Amici di Emmaus, ANPI Cremona, ARCI Cremona, Associazione Latinoamericana, Associazione dei Senegalesi di Cremona e provincia, CGIL, CISL, Comitato Casalasco per la Pace, Comitato Provinciale UISP, Coop.Soc. NONSOLONOI, Comitato Provinciale LIBERA, Donna senza Frontiere, Forum per la pace e il diritto dei popoli “Don Primo Mazzolari”, Forum Provinciale del Terzo Settore, Forum Territoriale del Terzo Settore di Cremona e del cremonese, Gruppo Articolo 32, Immigrati Cittadini, Lega di Cultura di Piadena, Movimento Federalista Europeo, Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, Pax Christi, Raddhodiaspora- Italia, UIL.
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L’esperienza missionaria di due ragazze cremonesi

Silvia Spagnoli di Castelleone andrà in Brasile, mentre Giulia Pedroni del Boschetto lavorerà in Zambia

Due ragazze della diocesi di Cremona, nelle prossime settimane, vivranno un’esperienza in alcune Chiesa giovani, tra i più poveri del mondo, coordinate e seguite dall’ufficio diocesano di pastorale missionaria diretto da don Maurizio Ghilardi.

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Mons. Burgazzi torna a S. Imerio per celebrare la Madonna del Carmelo

Da oltre vent'anni il sacerdote cremonese lavora in Vaticano presso la Segreteria di Stato

Chiesa di Sant’Imerio gremita sabato 16 luglio per festeggiare la Madonna del Carmelo. Alle 18.30 mons. Cesare Burgazzi, capo ufficio della Segreteria di Stato di Sua Santità e canonico della basilica vaticana ha presieduto la solenne Eucaristia affiancato dal parroco don Giuseppe Nevi, da don Giovanni Nava, parroco di Fengo e Acquanegra Cremonese e da don Franco Regonaschi, collaboratore di S. Agata e S. Ilario.

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Ragazzi cremonesi in Calabria alla ricerca di S. Omobono

Dieci adolescenti della Comunità Fiever 1 della Cooperativa Borea nella loro vacanza lavoro a Fuscaldo (CS) hanno visitato a Catanzaro la Chiesa dedicata a S. Omobono

Da Cremona alla Calabria per una vacanza speciale: 10 adolescenti della Comunità Fiever 1 della Cooperativa Sociale Borea, accompagnati dai loro operatori hanno raggiunto Fuscaldo (CS) per trascorrere alcune giornate un po’ speciali. Ospiti della Cooperativa Sociale IL SEGNO – che inserisce al lavoro giovani e persone svantaggiate nella produzione di ortaggi e conserve biologiche – hanno avuto modo di immergersi nella vita quotidiana delle persone che abitano nell’agro di Fuscaldo e che ancora oggi si dedicano al lavoro della terra, alla conservazione dei semi, all’allevamento ed al piccolo artigianato.

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Mons. Burgazzi a S. Imerio celebra la festa della Madonna del Carmelo

Sabato 16 luglio, alle 18.30, nella chiesa di via Ferrante Aporti il sacerdote cremonese in servizio in Vaticano presiederà l'Eucaristia solenne

Sarà mons. Cesare Burgazzi, capo ufficio della Segreteria di Stato di Sua Santità e canonico della basilica vaticana, a presiedere sabato 16 luglio, nella chiesa cittadina di Sant’Imerio, la Messa solenne nella festa liturgica della Madonna del Carmelo. Il sacerdote cremonese che da oltre vent’anni lavora in Vaticano è originario proprio comunità che si ritrova nella chiesa di via Ferrante Aporti: qui, infatti, il 20 giugno 1982, il giorno dopo l’ordinazione presbiterale in Cattedrale, mons. Burgazzi ha celebrato la sua Prima Messa.

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Il Vescovo a Trigolo celebra il patrono San Benedetto

Nella serata di lunedì 11 luglio mons. Napolioni ha presieduto la Messa solenne nella festa patronale

Lunedì 11 luglio, a Trigolo, il vescovo Antonio ha presieduto la messa solenne nella  festa patronale di San Benedetto Abate. Il presule è stato salutato sul sagrato della parrocchiale dalle note del Corpo Bandistico “Giuseppe Anelli”, diretto dal Maestro Vittorio Zanibelli, che ha scandito tutti i momenti dell’accoglienza del presule che è stato ricevuto dal Parroco don Vilmo Realini, dagli amministratori comunali guidati dal Sindaco Christian Sacchetti, alla presenza delle rappresentanze di tutte le associazioni sportive e di volontariato operanti in paese e da numerosi fedeli che si sono poi accomodati in chiesa dove la Schola Cantorum parrocchiale “Monsignor Corrado Moretti”, diretta da Giovanna Stanga ed accompagnata all’organo da Marco Dossena, ha animato la solenne celebrazione che ha avuto inizio con il tradizionale dono del cero votivo al Santo Patrono da parte del Sindaco e con il saluto da parte del Parroco che ha ringraziato mons. Napolioni per avere accettato l’invito a presenziare alla festa.

Durante l’omelia il Vescovo, dopo aver commentato le letture ed il Vangelo del giorno, ha ricordato l’attualità dell’insegnamento che proviene dalla vita di San Benedetto che, grazie alle “regole”, ha tracciato le fondamenta della nostra civiltà e della nostra fede ed ha terminato esortando la comunità a tenere viva l’enunciazione riportata nel bellissimo affresco, presente nel soffitto della parrocchiale, che ricorda la dedicazione del Concilio Vaticano Secondo a “Maria Madre della Chiesa, Famiglia di Dio”.

Il rito si è concluso con il canto finale intonato da tutti i bambini presenti, accompagnati con la chitarra dai giovani dell’Oratorio. Successivamente, in Oratorio, mons. Napolioni si è trattenuto a lungo con i presenti per un momento conviviale.

Franco Valcarenghi

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