Mons. Lafranconi alla Messa dell’Apparizione a Caravaggio: «Non c’è giustizia senza misericordia: la Madonna ci invita a scelte buone che nascono dalla preghiera»

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Le celebrazioni per il 594° anniversario dell’Apparizione di Maria alla giovane Giannetta de’ Vacchi, avvenuta il 26 maggio 1432, hanno caratterizzato la solennità del 26 maggio al Santuario di Caravaggio, dedicato a Santa Maria del Fonte, patrona della Diocesi di Cremona insieme a sant’Omobono. Come di consueto il Santuario è stato affollato, fin dal mattino presto, da centinaia di pellegrini che hanno reso omaggio alla Vergine sostando in preghiera davanti all’immagine dell’Apparizione, nella navata minore della Basilica, in attesa della celebrazione principale con benedizione apostolica e indulgenza plenaria.

Alle 10.30, dal centro di spiritualità si è mossa la lunga processione dei concelebranti per l’inizio della solenne Messa pontificale, quest’anno presieduta dal vescovo emerito di Cremona, monsignor Dante Lafranconi, che ha sostituito il vescovo Antonio Napolioni, impegnato a Roma per i lavori dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana e di cui monsignor Lafranconi ha portato il saluto ai fedeli all’inizio della celebrazione.

Il rito ha seguito la tradizione consolidata, con il vescovo che si + recato al Sacro Fonte, dove la celebrazione è iniziata con la memoria dell’Apparizione e l’atto penitenziale. Dopo aver deposto un omaggio floreale davanti all’immagine della Vergine nel punto dove nel 1432 zampillò una fonte d’acqua lì dove la Madonna era apparsa, monsignor Lafranconi con i sacerdoti concelebranti ha quindi compiuto il rito della memoria del Battesimo, bagnandosi con l’acqua della sorgente prima di fare ingresso in Basilica, dove la Messa è proseguita con la liturgia della Parola.

Hanno concelebrato i vescovi cremonesi Giuseppe Scampa ed Eliseo Ariotti, il rettore del Santuario don Massimo Calvi, il vicario generale della diocesi don Antonio Mascaretti, il parroco di Caravaggio mons. Giansante Fusar Imperatore e e don Zaccaria Bonalumi, parroco della comunità pastorale “Madonna delle Lacrime” di Treviglio e Castel Rozzone, insieme a numerosi sacerdoti diocesani. Il servizio liturgico era affidato agli studenti di Teologia del Seminario vescovile di Cremona, alla presenza anche dei diaconi prossimi al presbiterato che hanno servito all’altare.

Nell’omelia monsignor Lafranconi ha condensato il messaggio di Maria in due parole cardine: misericordia e conversione.

«L’antico racconto inizia proprio così: Dio ricco di misericordia», ha esordito il vescovo emerito Lafranconi, sottolineando come la sorgente di Caravaggio sia una «sorgente di misericordia» a cui i fedeli accorrono continuamente. «Tutti abbiamo bisogno di misericordia: non solo da parte di Dio, ma anche da parte di noi stessi e come gesto reciproco. Non c’è giustizia senza misericordia, così come la misericordia non deve scavalcare la giustizia».

Sul tema del perdono il vescovo emerito ha richiamato la vicenda del giovane Davide Cavallo, ferito gravemente da un gruppo di adolescenti. Citando la lettera scritta dal ragazzo dal letto d’ospedale, in cui dichiarava di non provare rancore, Lafranconi ha riflettuto: «Azzardando, direi un po’ il suo pensiero: chissà che forse poteva esserci anche lui come uno di loro. Ma il Signore lo ha aiutato, invece, gli ha dato una grazia». E ha proseguito: «Ecco, noi qui veniamo per onorare la misericordia di Dio, non solo proclamandola, ma domandandola e desiderandola». In tal senso ha poi rivolto un ringraziamento particolare ai sacerdoti che prestano servizio nei confessionali del Santuario.

Il secondo passaggio è stato dedicato alla conversione, necessaria perché la Grazia «non ci sfiori soltanto, ma ci penetri dentro». Richiamando il dialogo tra la Vergine e Giannetta, il vescovo Lafranconi ha evidenziato il contrasto tra la fretta della veggente e l’invito di Maria a fermarsi, mettersi in ginocchio e pregare. «Ma noi preghiamo ancora nelle nostre case? – ha domandato il vescovo – Bisogna pregare perché altrimenti viene meno il nostro rapporto con Gesù. Nella preghiera troviamo la forza perché la nostra vita sia fatta di scelte buone e giuste».

La celebrazione è stata animata nel canto dell’Unione corale “Giannetta de’ Vacchi”, diretta da Renato Zigatti e con all’organo Marco Bianchi.

Al termine, i sacerdoti si sono portati davanti all’immagine della Madonna, esposta all’esterno del Sacro Speco, dove dopo la supplica monsignor Lafranconi ha impartito la benedizione apostolica con l’indulgenza plenaria.

Il programma prosegue nel pomeriggio con il Rosario continuato (ore 14.30, 15, 15.30 e 16). Alle 16.40 inizierà la solenne memoria dell’Apparizione che culminerà alle 17 con l’aspersione dei fedeli al Fonte e il canto dei Secondi Vespri (scarica qui il libretto della celebrazione). La celebrazione presieduta dal vescovo emerito Lafranconi sarà trasmessa in diretta tv su CR1 (dalle ore 16.35) e sui canali web e social della Diocesi e del Santuario

Alle 18 in basilica sarà celebrata l’ultima Messa della solennità. Mentre alle 21, come ogni 26 del Mese, vi sarà la preghiera del Rosario aux-flambeaux lungo i portici del Santuario

Si segnala che il 26 maggio la viabilità su viale Papa Giovanni XXIII sarà interrotta dalle ore 18.30 circa per una manifestazione, pertanto sarà possibile raggiungere il Santuario in automobile solamente dalla Strada Rivoltana (lato comune Misano Gera d’Adda).

 

 

Il video integrale della Messa pontificale

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TeleRadio Cremona Cittanova
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