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Le origini del presepe, Vangelo vivo

In due tweet Papa Francesco ha ricordato che “il presepe è come un Vangelo vivo” perché lo porta nelle case, nelle scuole, nelle carceri ma è anche “l’occasione per invitare Gesù nella vita. Perché se Lui la abita, la vita rinasce”. La rappresentazione della Natività del Signore appare già in epoche molto antiche con due varianti principali: Maria seduta in Maestà che tiene il Figlio in braccio con i Magi in adorazione e il Bambino nella mangiatoia tra il bue e l’asinello

L’incanto della Madre con il Figlio appena nato colpì immediatamente l’immaginazione degli artisti tanto quanto la necessità spirituale di raffigurare il Mistero dell’incarnazione di Cristo. San Francesco, con la sua invenzione della tradizione del presepe, nel Natale del 1223, ha inaugurato una rappresentazione destinata a moltiplicarsi nell’arte, ma non solo, perché a partire dal XIII secolo prese sempre più piede l’usanza di allestire scenografie popolate da figuranti o da statue e statuine con i personaggi della scena natalizia: Gesù tra Maria e Giuseppe, il bue e l’asinello, i Magi, gli angeli, i pastori e personaggi della vita quotidiana di ciascun tempo. Continue reading »

VaticanNews
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Al Germani il grazie a don Gian Paolo Mauri

Il sacerdote nei mesi scorsi ha concluso il proprio incarico: era cappellano e vicepresidente del Consiglio d'amministrazione

Sabato 21 dicembre si è tenuta, alla Fondazione Germani di Cingia de’ Botti, una festa di ringraziamento e di saluto a don Gian Paolo Mauri, ex cappellano della Fondazione (dall’aprile 2013) e vicepresidente del Consiglio di amministrazione (dal febbraio 2005), nonché parroco delle parrocchie di Cingia e Vidiceto (dal luglio 2002 all’ottobre 2019). Continue reading »

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Giovedì a Vailate il presepio vivente

Un centinaio i figuranti che nel pomeriggio di Santo Stefano animeranno il paese

Va in scena nel pomeriggio di giovedì 26 dicembre, nella canonica giornata di Santo Stefano, la trentesima edizione del presepe vivente di Vailate, organizzato dal “Gruppo presepe vivente” della parrocchia, con la collaborazione dell’oratorio Don Bosco e il patrocinio del Comune. Il gruppo ha raccolto quest’anno il testimone dall’associazione “Amici del presepe vivente di Vailate” chiusa nei mesi scorsi. Continue reading »

Luca Maestri
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Bellaguarda, festeggiati con il Vescovo i cento anni

Monsignor Napolioni ha sollecitato la comunità a riconoscere cosa “fa” parrocchia: un invito ad andare all’essenziale, alle cose belle, a ciò che è vivo, alla dimensione missionaria

La parrocchia di Santa Maria Maddalena in Bellaguarda, nel Viadanese, compie cento anni. Festeggiati sabato 21 dicembre con la Messa solenne presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. Continue reading »

Riccardo Negri
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Alla Visitazione invito del Vescovo al silenzio, perché la temperatura del cuore sia quella giusta per accogliere il dono di Dio

Domenica 22 dicembre monsignor Napolioni ha fatto visita alla comunità claustrale soresinese in vista del Natale: la mattina del 24 dicembre sarà a San Sigismondo dalle Domenicane

Nella mattinata del 22 dicembre, quarta domenica di Avvento, il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato l’Eucaristia a Soresina, nella chiesa del monastero della Visitazione. Una consuetudine, quella della visita del Vescovo alla due comunità claustrali presenti in diocesi (oltre a quella Visitazione quella Domenicana, che monsignor Napolioni visiterà la vigilia di Natale). Continue reading »

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Da Betlemme una luce di pace

Anche quest'anno la fiamma della basilica della Natività è arrivata anche a Cremona grazie agli scout del Masci

Nel pomeriggio di sabato 21 dicembre, presso la Casa dell’accoglienza di Cremona, è stata accolta la “Luce della pace di Betlemme”, durante un momento di riflessione e di preghiera organizzato dagli scout Masci di Cremona. Come ormai da diversi anni questo semplice gesto nei giorni appena prima di Natale ha un significato profondo: la luce di Gesù da Betlemme si irradia e si diffonde ovunque quale augurio di pace per il mondo intero. Continue reading »

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Il Papa: bisogna salvare i migranti. Dio ce ne chiederà conto

Francesco ha incontrato in Vaticano i rifugiati arrivati recentemente a Roma da Lesbo. “È l’ingiustizia - ha detto il Santo Padre - che costringe molti migranti a lasciare le loro terre”. Ed è “l'ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare”

Una croce e un giubbotto salvagente. Sono questi simboli di sofferenza, esposti in Vaticano nel Cortile del Belvedere, al centro del discorso rivolto da Papa Francesco ai profughi arrivati recentemente da Lesbo, in Grecia, con i corridoi umanitari. Il giubbotto, consegnato da un gruppo di soccorritori, “è appartenuto ad un migrante scomparso” in mare lo scorso mese di luglio. La croce, aggiunge il Papa, è trasparente ed esorta a guardare “con maggiore attenzione e a cercare sempre la verità”; ed è anche luminescente, “perché vuole rincuorare la nostra fede nella Risurrezione”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

È l’ingiustizia che fa morire i profughi in mare

Il giubbotto e la croce, spiega il Pontefice, ci ricordano che dobbiamo tenere aperti gli occhi e il cuore. Non dobbiamo restare indifferenti davanti a morti causate dall’ingiustizia:

Già, perché è l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga a attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare.

L’ignavia è peccato

Salvare ogni vita umana, sottolinea il Santo Padre, “è un dovere morale che unisce credenti e non credenti”:

Come possiamo non ascoltare il grido disperato di tanti fratelli e sorelle che preferiscono affrontare un mare in tempesta piuttosto che morire lentamente nei campi di detenzione libici, luoghi di tortura e schiavitù ignobile. Come possiamo rimanere indifferenti di fronte agli abusi e alle violenze di cui sono vittime innocenti, lasciandoli alle mercé di trafficanti senza scrupoli. Come possiamo “passare oltre”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano, facendoci così responsabili della loro morte. La nostra ignavia è peccato!

Non è bloccando le navi che si risolve il problema

Il grido disperato di tanti fratelli, ricorda Francesco, non rimane sempre inascoltato:

Ringrazio il Signore per tutti coloro che hanno deciso di non restare indifferenti e si prodigano a soccorrere il malcapitato sulla via verso Gerico, senza farsi troppe domande sul come o sul perché il povero mezzo morto sia finito sulla loro strada. Non è bloccando le loro navi che si risolve il problema.

Al centro la persona, non gli interessi economici

Il giubbotto salvagente e la croce sono anche pietre miliari che indicano i passi da compiere. “Siamo tutti responsabili – afferma il Papa – della vita del nostro prossimo”:

Bisogna impegnarsi seriamente a svuotare i campi di detenzione in Libia, valutando e attuando tutte le soluzioni possibili. Bisogna denunciare e perseguire i trafficanti che sfruttano e maltrattano i migranti, senza timore di rivelare connivenze e complicità con le istituzioni. Bisogna mettere da parte gli interessi economici per mettere al centro la persona, ogni persona, la cui vita e dignità sono preziose agli occhi di Dio. Bisogna soccorrere e salvare, perché siamo tutti responsabili della vita del nostro prossimo, e il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio.

Il gruppo di migranti arrivati da Lesbo

Sono 33 i profughi arrivati recentemente da Lesbo grazie ad un corridoio umanitario. Sono stati accompagnati dal cardinale Konrad Krajewski e dalla Comunità di Sant’Egidio. Tra i rifugiati ci sono 14 minori e una decina di fedeli cristiani. Attualmente a Lesbo, in Grecia, il campo profughi di Moria ospita oltre 14 mila migranti. Le loro vite e quelle di migliaia di profughi, si possono legare a simboli potenti, come quelli di un giubbotto salvagente e della croce. Vite che, con sguardi fraterni e non indifferenti, si possono incontrare tra vie di dolore e di speranza.

VaticanNews
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Il Vescovo agli studenti: «Costruiamo ora un cielo più pulito e una terra più sana»

Monsignor Napolioni il 13 dicembre è intervenuto al convegno “Sviluppo umano e ambiente” organizzato dall’Ufficio scolastico territoriale

L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco come esortazione ad adottare un approccio di ecologia umana integrale; il green marketing come opportunità per la formazione di consumatori consapevoli e responsabili; la scuola e le agenzie educative come strumenti essenziali per lo sviluppo di una coscienza sostenibile nelle nuove generazioni. Sono i temi affrontati nel corso del convegno, organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona in collaborazione con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e con il sostegno di Cogeme, che si è tenuto nella mattinata di venerdì 13 dicembre presso la sala Maffei della Camera di Commercio di fronte alla platea degli studenti degli istituti secondari della città. Continue reading »

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«Celebrare il Natale da sportivi vivendo la sfida che l’accoglienza del Figlio rappresenta»

Nella serata di martedì 17 dicembre oltre duecento atleti, allenatori e dirigenti del CSI si sono ritrovati per celebrare a Cremona il "Natale dello sportivo"

Il vescovo Antonio Napolioni è stato chiaro nella riflessione che ha proposto a tutti i tesserati del Centro sportivo italiano cremonese in preparazione alle imminenti festività: «Celebrare il Natale, da sportivi, significa disporsi a vivere quella grande sfida che l’accoglienza del Figlio rappresenta». Con queste parole si è rivolto alle oltre duecento persone, tra atleti, allenatori e dirigenti provenienti da oltre sessanta squadre, che nella serata di martedì 17 dicembre si sono ritrovate per celebrare il “Natale dello sportivo” a Cremona, presso la chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Caravaggio.

Il Natale dello sportivo, evento organizzato dal CSI di Cremona, ha visto la partecipazione, insieme al Vescovo, del presidente provinciale Claudio Ardigò e dell’assistente ecclesiastico don Paolo Arienti, che ha introdotto la serata.

La semplice, ma densa celebrazione si è aperta con il rito del lucernario: durante un breve momento di preghiera sono stati accesi tre ceri, a significare il cammino di Avvento che la Chiesa sta vivendo in preparazione al Natale.

Successivamente, la consegna, da parte del Vescovo, delle fasce ai capitani delle squadre ha segnato un momento decisamente rilevante e caratteristico. «Una fascia da capitano che presenta la scritta giochiamo per la pace – ha spiegato il presidente Ardigò – ha un forte valore comunicativo: ci ricorda quale sia il vero fondamento del nostro modo di fare sport».

I rappresentanti delle varie squadre, presentandosi uno ad uno, hanno quindi avuto la possibilità di ricevere, dalle mani del Vescovo, la propria fascia che, come ricordo di questo evento e come impegno per il futuro, li accompagnerà durante tutta la durata dei vari campionati.

Da questo semplice gesto ha preso il via anche la riflessione di monsignor Napolioni: «Vi auguro di giocare a uno sport che sia sempre in fasce, che, cioè, come un neonato è capace di portare rinnovamento, gioia e pienezza. Da cristiani sappiamo bene che Gesù rappresenta l’apice ed il compimento di questo cammino. E se sapremo accoglierlo, avremo modo di sperimentare la sua grande capacità di fare degli assist, di metterci nelle condizioni migliori per sperimentarci nelle nostre relazioni».

Alla meditazione del vescovo Napolioni ha fatto seguito una breve testimonianza di Gloria Manfredini, dell’Ufficio missionario, per presentare il progetto di collaborazione con la parrocchia di Cristo Risorto di Slavador de Bahia, in Brasile, presso la quale si è da poco recato il cremonese (e sportivo) don Davide Ferretti. In particolare ai presenti è stata riportata la situazione locale, sottolineando quanto, anche in Brasile, lo sport abbia un forte valore aggregativo e sociale, ed a tutti è stato chiesto di collaborare al progetto attraverso l’iniziativa solidale dell’Avvento di Fraternità.

Al termine della Messa, animata da alcuni giovani musicisti, parte della “Mauro Moruzzi Junion Band” legata alla Scuola “Sacra Famiglia” di Cremona, sotto la direzione del maestro Giovanni Grandi, il saluto e il ringraziamento del presidente a tutti i presenti e a tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione e la realizzazione dell’iniziativa.

Dopo la benedizione conclusiva, il Vescovo si è intrattenuto con gli atleti, soprattutto i giovani, per lo scambio degli auguri di Natale e l’evento si è concluso con un momento di festa condivisa.

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Andrea Bassani
TeleRadio Cremona Cittanova
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